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La nostra posta


Oggetto: Siamo sempre di più.

Siamo sempre di più vittime di questo grande male, nel mirino dell' opinione pubblica, nelle mani di una giustizia troppo lenta e burocraticamente complicatissima, che a volte giustizia non é. Pedofilia, abusi sessuali, bambini segnati per sempre dal comportamento aberrante di parenti, amici, organizzazioni criminali. Bambini segnati per sempre da incontri con psicologi, medici, avvocati, giudici che ritorcono la lama in una ferita che in molti casi non c' era. Bambini guardati con compassione e commentati con mille parole dietro le spalle. Mia figlia si trova in questa situazione: presunta vittima di un abuso mai avvenuto, e vittima certa di un invasivo abuso di indagine. E io, padre attento, scrupoloso, responsabile, indicato da chi mi conosce come "padre modello", che nei tre anni successivi alla separazione mi sono sempre occupato di tutto ciò che riguardava mia figlia, più di sua madre, dedicandole tutto il mio tempo, padre separato che ha accettato e subìto violenze fisiche e aggressioni, finendo in pronto soccorso ben quattro volte, insulti, da parte della mia ex, di carattere aggressivo e violento, senza mai reagire per non creare situazioni ancora più pesanti e conflittuali, sicuramente traumatiche per la piccola, quattro anni appena compiuti, in un attimo, grazie a poche parole dette dalla madre di mia figlia al tribunale dei minori, guarda caso solo pochi giorni dopo che il tribunale stesso aveva concesso a me l' affidamento della bambina, io sono diventato un mostro, un padre abusante, un carnefice... Ho perso la dignità, ho perso la serenità, ho perso le notti di sonno, ho perso mia figlia, che non vedo da quasi quattro mesi, e che lentamente, con il passare delle settimane, mi è diventata ostile a causa di ciò che sente raccontare in casa. E io devo stare qui e aspettare, mentre le indagini proseguono, mentre torturano la mia bambina, mentre un sistema lento, macchinoso e perverso gioisce per aver isolato un altro presunto criminale. E lei, la persona di cui ho avuto la disgrazia di innamorarmi qualche anno fa, la madre di mia figlia, l' artefice di questa tragedia divenuta ormai incontrollabile, continua indisturbata a insultarmi e diffamarmi davanti alla bambina, e continua a vivere tranquilla, raccontando a mia figlia che io sono un mostro cattivo, che non le voglio bene, che non deve parlare con me. Chi mai potrà ridarci ciò che ci hanno portato via con tanta brutalità e violenza? Se è vero che la giustizia non è di questo mondo, non mi resta altro che pregare, confidando nella giustizia Divina.

Firmato: M. (Torino)

Risponde Gianfranco Giuni

Caro M., ho letto il suo messaggio e-mail inviato a info@evangelici.net. Devo confessarle la mia tristezza nel leggere la sua esperienza. Tristezza dovuta anche al fatto che mi occupo professionalmente di queste situazioni tramite insegnamento e conferenze sui danni derivanti dagli abusi sessuali infantili.

È vero che normalmente l'attenzione è catalizzata dai minori che subiscono vera violenza e all'abusante si riserva solo rabbia, disgusto e desiderio di vendetta, meglio se sommaria, ma sono cosciente anche delle difficoltà e dei problemi derivanti dalla determinazione di effettivi e reali abusi. Difficoltà che a volte crea dei falsi mostri e una caccia agli "untori" che a volte non ci sono. Purtroppo è una degenerazione della attenzione verso i bambini che per troppi anni non c'è stata e che adesso rischia di diventare un'arma a doppio taglio. È anche vero che le autorità (trib. Minori, ecc.) spesso tendono a proteggere il bambino sbagliando nel senso di una iper protezione da eventuali abusi, senza però tenere presente che un intervento errato si può tradurre proprio in quello che vogliono evitare: un abuso psicologico e fisico del bambino strappato dall'ambiente famigliare e dai suoi cari per essere messo in strutture o famiglie estranee per la sua protezione.

Il collegamento di questa sua esperienza di denuncia con la separazione dalla mamma di sua figlia (con la quale immagino non fosse sposato dal momento che non la identifica come moglie) aggiunge sofferenza a sofferenza, perchè lei si trova a dover far fronte a vari avvenimenti dolorosi e traumatici (disaccordi, tensioni e separazione dalla sua compagna, tradimento della fiducia, sospetti, denuncia e privazione della figlia, ecc.)

A questo si sovrappone poi quello che è la persecuzione e la distruzione psicologica e morale di chi è accusato di questo reato. Non avendo avuto, grazie a Dio, la stessa esperienza, non posso comprendere completamente quale sia il suo stato emotivo e psicologico attuale, possono solo cercare di immaginarlo pensando come potrei reagire io in una situazione analoga. E il suo messaggio esprime almeno parte del dolore che prova.

Ma la sofferenza è anche per sua figlia che sta soffrendo e portando le conseguenza di errori, rapporti errati, incomprensioni, e tensioni della quale non è responsabile. Questo è senz'altro il primo abuso che sua figlia ha subito: la negazione di una famiglia serena e "normale" nella quale crescere. Diritto che aveva e che le è stato negato, non so per colpa o responsabilità di chi, ma di certo non della bambina.

Un ulteriore abuso è il fatto che le figure di riferimento per lei (padre e madre) si sono separate dopo, immagino, mesi o anni di litigi, discussioni e tensione.

Un terzo abuso è quello appena perpetrato di allontanamento forzato dalle persone cui lei voleva bene. E in tutto questo la bambina non aveva nessuna colpa, responsabilità o possibilità di intervenire, interagire o dire la propria. Ha dovuto subire tutto senza comprendere nulla.

Che dire in tutto questo? Posso solo pregare che Dio intervenga e sia Lui a portare in luce la Verità, sapendo, come disse Gesù, che "la Verità vi renderà liberi". Che Dio la benedica e la guidi nelle scelte e nei difficili momenti che sta vivendo e che dovrà affrontare.


Oggetto: Ottavo Nano...

...Sono un credente evangelico, approfitto di questo portale per rendere noto come la nostra TV publica generalista, ormai in mano ad un centro-sinistra, dove si cerca di proporre ancora una satira politica, becera e infarcita di vetero-comunismo, e in questi ultimi tempi, guarda caso, asservita e "benevole verso lo Stato vicino del Vaticano". Il programma in questione è L'OTTAVO NANO con Serena Dandini che va in onda il Martedi sera, per carità la Satira ha il suo ruolo, però come dice un detto: "scherza con i fanti e lascia stare i santi..." infatti nel programma vi è un sketch fisso sui conduttori della TBNE, al di là del tipo di emittente religiosa/evangelica che riflette nella maggior parte una cultura evangelicals americana a volte discutibile, e al di là dei conduttori Jak e Nora, a volte un pò esagerati, come evangelico non tollero che la satira vada pesante e ironizza sui "sentimenti del credente evangelico verso il Signore", come la gioia, e banalizza il messaggio di salvezza del Vangelo, ecc , ecc. [...]

Risponde Paolo Jugovac

Da giornalista ritengo opportuno far presenti alcuni aspetti della questione.

La satira deve fare il suo corso, e andarvi contro porta semplicemente ad amplificare la sua voce.

Una regola del pluralismo e della convivenza civile vuole che si scherzi su se stessi e su quanti condividono la stessa identita'. Se io, evangelico, dico qualcosa sul papa, vengo immediatamente tacciato di irrispettosita'. A mia volta, pero', chiedo lo stesso metro di giudizio nel rispetto del mio credo. Insomma, piu' che "non scherzare con i santi", credo sia giusto che ognuno - se ritiene di farlo - scherzi con i "suoi" santi.

Parliamo sinceramente: se fanno satira su di noi, presbiti intercostali :-), e' perche' ce la cerchiamo. Certi programmi visti su TBNE fanno ridere addirittura piu' delle loro imitazioni, per quel evangelicalismo
statunitense cosi' deteriore, pronto a spillare soldi e a regalare (vendere) illusioni ed emozioni, piuttosto che presentare il messaggio dell'Evangelo. Una televisione come la TBNE non e' altro che una dimostrazione dello stato di prostrazione dell'evangelicalismo italiano nei confronti degli USA, che considerano l'Italia ancora una colonia, e parlano agli italiani con un linguaggio che qui non si usa piu' nemmeno per parlare ai bambini. Se i soldi spesi per portare avanti la TBNE venissero dati agli italiani per realizzare qualche programma *vero*, anziche' quella triste pantomima cosi' ben rappresentata dalla satira di Guzzanti, non mancherebbero le professionalita' per creare un prodotto veramente utile all'edificazione e all'evangelizzazione. Ma si sa, le chiese "sorelle" (il Signore ce ne guardi) USA preferiscono far da se', non si fidano di un ambiente evangelicale nonostante siano ormai passati piu' di cinquant'anni dalle prime chiese, ed esista quindi un retroterra culturale evangelico autoctono.

Certo, lo sketch banalizza la gioia e le altre conseguenze della salvezza. Ma non lo fanno anche i veri Chuck e Nora (se si chiamano cosi') o un Fred Ladenius? Non e' altrettanto deleterio alla causa dell'evangelizzazione il famoso predicatore che "Mai dire tv" proponeva qualche anno fa, quel pastore che predicava senza argomentazioni e spesso si infervorava, finendo per parlare in lingue?

Per correttezza va precisato che, a fronte del collegamento con Chuck e Nora (che fa ridere cattolici, laici, e - diciamocelo - un po' anche noi), all'Ottavo nano sono andati in onda tre o quattro spezzoni con una greve satira (che invece, sicuramente, avra' fatto ridere gli evangelici) su Padre Pio.

Piuttosto che reagire alla satira, chiederei ai credenti di far sentire la propria voce di fronte all'ignoranza di tanti miei colleghi giornalisti che spacciano a ogni pie' sospinto "religioni battiste", "messe evangeliche", "sette pentecostali". E' questa la disinformazione che dobbiamo temere.

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