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La nostra posta

Il caso di Amina

19/01/2005

Caro fratello, se non ne sei già al corrente, vorrei segnalarti il caso di Amina affinchè tutti insieme possiamo fare qualcosa e pregare che anche stavolta, come nel caso di Safiya (sicuramente ricorderai), le proteste civili, ma ferme, di tutti noi, abbiano l'effetto di salvare questa donna dalla lapidazione. ti ringrazio per l'attenzione, sinceramente tuo in Gesù, ...

----- ALLA FINE HANNO APPROVATO LA LAPIDAZIONE DI AMINA

Il Tribunale supremo della Nigeria ha ratificato la condanna a morte per lapidazione di AMINA; ha solamente posticipato l'esecuzione di due mesi per permetterle di allattare il suo bambino.

Trascorso questo termine la sotterreranno fino al collo e l'ammazzeranno a sassate, a meno che una valanga di dissensi non riesca a dissuadere le Autorità Nigeriane.

Amnesty International chiede il tuo appoggio tramite la tua firma nelle sue pagine web.

Mediante una campagna di firme come questa si salvò in passato un'altra donna, Safiya, nella stessa situazione. Sembra che per AMINA abbiano ricevuto pochissime firme.

Contatta subito: http://www.es.amnesty.org/nigeria/index2.php

Non pensare che non serva a niente: a SAFIYA salvò la vita.

Fai circolare questo messaggio fra le persone che sai sensibili a questa orribile minaccia di morte. Fallo subito, io l'ho già fatto.


Caro fratello,
grazie per la segnalazione.
Per quanto riguarda i casi di Safiya e Amina noto che sono molto controversi, dato che dalle notizie emanate man mano non si è capito bene se la trasgressione sia avvenuta o meno, se si trattasse di fornicazione o adulterio, se fosse frutto di violenza o no, se le due fossero consapevoli della pena che rischiavano, se la petizione occidentale abbia fatto effetto oppure se ci si sia avvalsi di un cavillo per salvare le due. E oltretutto nessuno si è chiesto se tutta questa attenzione dei media non stesse lì a coprire qualcos'altro, interessi che noi non sappiamo e che si concentrano su Amina per dimenticarsi delle centinaia di Amine che ogni giorno vivono sorti drammatiche nei loro paesi.

Sono state salvate: e questo naturalmente, dal punto di vista umano, mi fa piacere. Ma sono state davvero "salvate"? Da cristiano, mi chiedo: dopo averle salvate, la "società cristiana" che si è attivata per i loro casi, ha spiegato loro il peccato commesso (qualora di fornicazione o adulterio si trattasse), o si sono sentite graziate in quanto "i cristiani ammettono questo tipo di comportamento"? Qualcuno ha presentato loro il messaggio della salvezza?

E poi, ho l'impressione che sia uno di quei classici casi in cui l'opinione pubblica si commuove per coprire il disinteresse verso il contesto: un po' come offrire qualche euro con il cellulare per le popolazione del sud est asiatico per dire "io l'ho fatto", evitando così di rischiare ulteriori implicazioni che potrebbero scalfire la routine quotidiana.

La considerazione, ahinoi, vale anche per i credenti evangelici: li vedo agitarsi per questioni che non conoscono bene (qualcuno conosce le leggi dei paesi arabi per poter verificare i fatti? Qualcuno ha contattato personalmente quantomeno l'ambasciata nigeriana, per accertarsi della situazione e degli sviluppi? Qualcuno si è chiesto se non si sia trattato, come qualche testata ha scritto, di una sfida deliberata da parte delle due donne alle leggi e alle autorità?), preferiscono un annacquato impegno sociale all'adempimento del loro Grande Mandato. Non parlo ovviamente di te (e anzi ti ringrazio per avermi gentilmente inoltrato la mail), mi riferisco a casi che conosco personalmente.

Non ho visto nemmeno una petizione girare per sostenere il pastore Rinaldy Damanik, trattenuto ingiustamente per anni nelle carceri dell'Indonesia per la sua attività ministeriale, o per Brian O'Connor, che rischiava la vita per aver portato Bibbie e parlato di Dio in Arabia Saudita. Anzi: ho visto credenti andare allegramente in vacanza alle Maldive, uno dei paesi dove è più violenta la persecuzione dei cristiani, o andare in ferie nei paesi arabi per fare foto ricordo, piuttosto che dare una mano a Porte Aperte per fornire di copie della Bibbia i credenti della zona, o ancora perdere il loro tempo nei resort dei "paradisi terrestri" dimenticandosi della povertà che c'era a un tiro di schioppo da loro.

Per questo, spero mi scuserai, ma sono sempre cauto sulle petizioni che diventano campagne mediatiche.

Un abbraccio nel Signore,

Paolo J. 53370

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