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La nostra posta

Alla redazione di evangelici.net, con preghiera di pubblicazione (07/11/2005)

L'unità del popolo di Dio: una questione personale?

Intendo esprimere sincero ringraziamento a Paolo Jugovac (al quale probabilmente si riferiscono le iniziali pj) per l'attenzione concessa al Notiziario dell'Alleanza Evangelica, Ideaitalia, attraverso la nota del 20 ottobre scorso sul sito evangelici.net. Lo ringrazio per aver ripreso il tema dell'editoriale, confermando l'importanza della questione trattata. Mi si conceda però di esprimere il rammarico per l'interpretazione equivoca riservata alle mie osservazioni. Si tratta di una lettura che non rende ragione alle vere intenzioni di quell'articolo. Non è il caso di inoltrarmi nel tortuoso percorso di rispondere punto su punto alle affermazioni di Jugovac, ma è doveroso, per una corretta valutazione dell'argomento, puntualizzare solo un paio di elementi.

Innanzitutto una nota di carattere formale, riguardante l'utilizzo dei dati personali. È stato pubblicato il mio nome senza permesso dopo averlo dedotto dalle iniziali riportate su Ideaitalia ed è stata strumentalizzata la mailing list per giudicare l'autorevolezza delle mie affermazioni. Tali scorrettezze, seppure commesse in buona fede, creano un certo disagio. Chi presente in quell'indirizzario, viene controllato alla stessa maniera di chi assente? E l'articolo di Ideaitalia, sarebbe apparso più autorevole se a scriverlo fosse stato qualcuno che Jugovac ha il "piacere di incrociare" nella sua lista?

Il secondo elemento riguarda l'atteggiamento di Jugovac, il cui tono tradisce una certa apprensione nel sentirsi chiamato in causa. Egli, davanti a denunce rivolte principalmente al sistema e non ai singoli, manifesta una grande preoccupazione di carattere personale tesa alla legittimazione del proprio operato. Appare impellente il suo bisogno di sentirsi approvato. Tale ansia sembra sottrargli la necessaria lucidità per affrontare i veri contenuti di quell'editoriale e, invece di interagire con le questioni sollevate, si preoccupa soprattutto di tirarsene fuori. I problemi da me sollevati sono nati dall'intenzione di riaccendere un dibattito costruttivo per il bene dell'informazione evangelica e hanno attinenza con l'intero sistema. Si trattava di questioni legate al desiderio di realizzazione del grande sogno che da oltre centocinquanta anni contraddistingue l'Alleanza Evangelica, quello dell'unità nella diversit all'interno del popolo di Dio. Per questo motivo ho ritenuto opportuno non fare alcun riferimento di carattere personale. Se Jugovac si è sentito chiamare in causa, deve rispondere alla sua coscienza e a Dio, non a me, ai suoi lettori o addirittura all'Alleanza Evangelica. Se, invece, come egli stesso afferma, si è trovato d'accordo con le mie considerazioni e vuole lavorare per superare certi ostacoli e certe deviazioni, non gli resta da fare altro che continuare il suo impegno per l'affermazione e la promozione dei principi evangelici attraverso il suo sito. Proprio questa seconda opzione non gli impedirebbe di collegarsi in maniera costruttiva a progetti più ampi, in grado di evitare cadute individualistiche, tipiche della cultura italica. Un esempio? Se avesse rinunciato ad osservare la faccenda da una posizione particolaristica e ristretta sarebbe sicuramente riuscito ad andare oltre le proprie rivendicazioni, risalenti ad un articolo di appena quattro anni fa e avrebbe potuto facilmente distinguere la differenza tra la storia di evangelici.net e quella dell'Alleanza. Non avrebbe ignorato che nello stesso numero di Ideaitalia erano segnalati due avvenimenti utili al processo di aggregazione delle diverse anime dell'evangelismo italiano tra loro. Mi riferisco agli appuntamenti annuali della Domenica della Memoria e della Giornata Internazionale di Preghiera per la Libertà Religiosa, che da diversi anni rappresentano un'occasione propizia per contribuire alla creazione di una coscienza comune e di un senso di appartenenza al popolo di Dio che va ben oltre qualsiasi confine di carattere culturale, storico o geografico. Non pensa Jugovac che la loro promozione sul suo sito avrebbe favorito un concreto passo in avanti verso quell'unità e quella collaborazione che anche lui sembra fortemente volere?

Un saluto fraterno
Sergio De Blasi


Risposta della redazione di evangelici.net alla lettera di De Blasi (11/11/2005)

Caro De Blasi,

rispondiamo come redazione, dato che la mail (forse per errore formale) era rivolta a noi e non all'editorialista. Ci sentiamo autorizzati a farlo anche per ribadire un concetto: non si tratta di una questione personale. Evangelici.net non è infatti il sito di chicchessia, ma espressione di un lavoro portato avanti in comunione da un ampio gruppo di credenti e ormai ampiamente condiviso da un ampio numero di realtà evangeliche.

Veniamo a noi. Ci perdonerai, ma notiamo un "vizio di forma" nella tua lettera: quello di vedere un mondo evangelico italiano come AEI-centrico. Magari fosse così, beninteso! Purtroppo - non avremmo voluto dirlo - la realtà dimostra che fino a oggi, in fatto di coordinamento, la struttura in questione non è stata in grado di sviluppare con efficacia il mandato che si è accollata, né - almeno fino a oggi - ha saputo cogliere le opportunità di collaborazione con le forze migliori dell'ambiente stesso, occasioni che pure non sono mancate nel corso degli anni. Questo ha costretto altre realtà - reali e virtuali - a sopperirvi almeno in parte, per il beneficio dei credenti italiani.

Pare poi quantomeno singolare tacciare evangelici.net di "individualismo": visto il lavoro svolto fino a oggi, ogni lettore ci darà atto - se non altro - di estrema apertura e di impegno ad ampio raggio per la comunione della Chiesa italiana. La metodologia e il lavoro sul campo hanno poi fatto il resto, portando ai risultati che chi conosce e frequenta Internet può apprezzare. Se poi la nota era una excusatio non petita relativa ai disagi di altre strutture, possiamo capirlo e rammaricarci.

In merito alle iniziative segnalate, abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per l'AEI, quando l'AEI non ha difettato nella comunicazione.

per la redazione di evangelici.net,
Marco Fornasini e Walter Aresca

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