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Malati d'amore


Problematiche connesse alle relazioni sentimentali in ambito cristiano

Dio è amore. Dio ha tanto amato il mondo. Questa è la più gioiosa delle scoperte che può fare chi si avvicina a Cristo. La nostra intera vita non basta per renderci conto di quanto amore può provare Dio, che ha offerto il Suo stesso Figlio per amore dell'umanità. Per molti l'amore è un termine da femminucce, un'idea buona per i film di Hollywood, ma il credente sa che nell'amore c'è la forza e il coraggio di un sacrificio. Quando noi credenti ci rendiamo conto di aver bisogno di sentirsi amati e di avere sete d'amore, Dio diventa una fontana per il nostro cuore. Tuttavia, l'amore di Dio non è l'unico che interessa la nostra esistenza, e anche qui Dio dimostra la sua grandezza, perché al momento della conversione non solo ci ricolma di amore, ma ci aiuta ad amare e a farci amare nel nucleo familiare e nella chiesa. E poi chiaramente c'è anche l'amore tra un uomo ed una donna, che la Bibbia definisce come grande mistero e che viene usato come metafora dell'amore di Cristo per la Sua Chiesa.

La Parola di Dio non si limita a parlare di amore tra uomo e donna senza entrare nella camera da letto, ma come ben si sa esalta la sensualità e la fisicità delle relazioni attraverso il Cantico dei Cantici, e Paolo dà una precisa direttiva per le persone sposate: non privarsi l'uno dell'altra se non per un certo periodo. Il libro della Genesi inoltre afferma chiaramente che Dio creò l'uomo a suo immagine, e lo creò maschio e femmina; in questo passo gli ebrei vedono la sacralità dell'unione tra l'uomo e la donna, nel senso che l'unione dell'uomo e della donna è la vera immagine di Dio. E' del tutto sano quindi che, a meno di vocazioni del tutto particolari, un fratello o una sorella siano alla ricerca di una compagnia per la vita.

Al momento della nostra conversione, possono esistere tre casi. O Dio ci chiama mentre siamo già sentimentalmente impegnati, oppure ci chiama attraverso una persona che diventa il nostro partner, oppure ci chiama mentre siamo liberi da relazioni. Il caso che verrà analizzato con molta umiltà e buona volontà in questo articolo è il terzo.

I figli di Dio sono molto inclini a ricevere delusioni amorose, scottature e bruciacchiature varie. Le ragioni di questo fatto sono molteplici. In primo luogo, i credenti non vanno in cerca di flirt e scappatelle, quindi se si muovono per corteggiare una persona, lo fanno con l'idea che essa sia la persona scelta da Dio; e questa idea magari può scaturire dallo scambiare normali coincidenze (esempio: pensi ad una persona e questa ti telefona) come segni della volontà divina. A questo punto a molti di voi vi sarà venuta in mente quella storia del fratello che va dalla sorella, e gli dice «Il Signore mi ha messo nel cuore che tu sei la donna della mia vita» per sentirsi rispondere «Ma il Signore non ti ha detto che io sono sposata e ho tre figli?». Ora questo è il caso estremo, perché la risposta classica è: «Ti voglio bene, sì, ma in amicizia», con infinite varianti, più o meno drammatiche. Quindi la prima lezione è: non cercare di leggere la mente di Dio.

I fraintendimenti nascono invece dal tentativo di cercare di leggere la mente di una persona, scambiando le sue forme di affetto cristiano e fraterno per chiari segni di innamoramento. E' profondamente sbagliato innamorarsi di una persona solo perché si pensa che la persona stessa sia innamorata di noi. Non dobbiamo in questo caso essere dei benefattori o dei super-eroi: Dio stesso ha preparato per ognuno di noi la persona giusta; una persona che non dovrà inventarsi dei sentimenti, ma che sarà naturalmente attratta da noi.

Premesso questo, occorre anche dire che questi consigli non possono risparmiare da delusioni di amore “sane”, cioè amori non corrisposti. E' una cosa del tutto normale e fa parte della vita di ognuno di noi. Tuttavia, esiste un problema da tenere seriamente in considerazione, denominato “dipendenza affettiva”, ed è molto comune. Essa consiste nel vivere l'innamoramento e la delusione in un modo ossessivo, che può portare ad ansia e senso di inferiorità nel confronto con gli amici fidanzati. Una persona sana vive le proprie relazioni, sia che si tratti di amicizia o che si tratti di amore, con serenità. Invece il dipendente affettivo è una individuo triste, sempre alla ricerca di una persona ideale e immaginaria, una maschera da applicare alla prima persona che ha un interesse per lui. Si spera che l'amore dell'altra persona ponga rimedio alle delusioni precedenti. Questo porta invece ad altre delusioni, ed innesca un circolo vizioso micidiale, che può portare anche alla depressione.

Ma non c'è nulla di cui preoccuparsi, se si ha coscienza di questo problema. Esiste un piccolo test per verificare se le nostre delusioni amorose sono sane o patologiche, e per uscirne non è necessaria l'astinenza da qualsiasi forma di contatto con individui dell'altro sesso, ma iniziare a riscoprire già da oggi un'affettività sana, come Dio desidera per noi. Il Signore infatti non vuole che noi siamo dipendenti da qualcosa che non è Lui! Allo stesso modo non vuole che generalizziamo le nostre esperienze negative in un pessimismo assoluto: “Gli uomini (le donne) sono tutti(e) uguali!”.

Il test:

  1. Vi innamorate subito e molto facilmente?
  2. Se vi sentite soli siete disposti ad accettare chiunque mostri interesse verso di voi?
  3. Siete ossessivi e gelosi del partner?
  4. Avete il terrore di restare da soli?
  5. Vi crolla il mondo addosso quando finisce un amore?
  6. Se siete attratti da qualcuno/a ignorate i segnali che vi suggeriscono che quella potrebbe essere la persona sbagliata?
  7. Soffrire per amore è normale per voi?
  8. Vi sentite vivi solo quando vi sentite amati da qualcuno/a?
  9. Fantasticare di una persona irraggiungibile è meglio che uscire con qualcuno di presente?
  10. Inseguite le persone che vi rifiutano?
  11. Uscite con più partner nello stesso periodo?
  12. Quando vi innamorate vi sentite come in trance?

Se avete risposto “sì” alla maggior parte delle precedenti domande, è meglio inginocchiarsi davanti a Dio per chiedere aiuto e ricevere liberazione. Inoltre, nella pratica, ci sono anche 12 promesse da fare a sé stessi per evitare delusioni insane e troppo dolorose...

Le 12 promesse:

  1. Mi lascio il passato alle spalle
  2. Le mie future relazioni andranno meglio
  3. Posso essere attratta/o da qualcuno/a senza innamorarmi subito
  4. Se l'amore mi travolge cerco di non diventarne indipendente
  5. Riesco a capire la differenza tra fantasia e realtà
  6. Non controllo chi amo e non mi lascio controllare
  7. Non mi lascio coinvolgere da persone irraggiungibili
  8. Abbandono chi non mi rende felice
  9. Lascio chi mi tratta male
  10. Non faccio per gli altri quello che devono fare da soli
  11. Voglio bene a me stesso/a tanto quanto amo gli altri
  12. Cerco la forza, la guida e la volontà di cambiare.

Siamo giunti alla conclusione. Ovviamente questo articolo e queste promesse non vogliono costituire una regola di vita generale, devono essere vagliate dalla personale esperienza cristiana di ognuno di noi. Con l'aiuto di Dio, io mi ritengo guarito dalla dipendenza affettiva.

Fonte: http://www.loveaddicts.org/

Giovanni Cappellini
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