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Gli Speciali di Evangelici.net

HALLOWEEN, O HALLOCOSA?
di Salvatore Caruso

Fino a poco tempo fa ne sapevamo niente o quasi, ci incuriosivano piuttosto i bizzarri faccioni scavati in quelle grosse zucche che apparivano fugacemente in qualche film americano. Intenerivano anche i bambini che bussavano alle bianche porte delle villette della middleclass americana chiedendo qualche dolcetto.

“Ma che simpatica festa americana!” - pensavamo.

Bene, potere dei Media, ma soprattutto del marketing, finalmente anche da noi si è affermato Halloween. Non mancano parties, merende scolastiche o incontri in oratorio che non prevedano questa simpatica festa mascherata.

Chi promuove la Festa delle Streghe ai nostri ragazzi? Beh, Mc Donalds naturalmente, ma anche tutti gli altri fast food nostrani, supermercati, cartolerie, ma, strano davvero, soprattutto insegnanti delle scuole pubbliche.

Moderni docenti che cercano di entrare nei gusti e nelle tendenze dei nostri adolescenti? No, educatori e maestre delle scuole materne ed elementari che propongono modelli e riti altrimenti sconosciuti ai nostri piccoli.

“Papà, ho visto un fantasma!” - urlava ieri divertito mio figlio Simone (età tre anni) all’ingresso dell’asilo che frequenta. Mi giro distrattamente e scorgo davvero un altarino con tanto di fantasma in cartapesta e zucca di cartone.

A casa poi mi sentirò ripetere l’innocente (ed hollywoodiana) frase :”Dolcetto o scherzetto!”.
Niente di male naturalmente, ci sono ben altre cose di cui preoccuparsi, ben altre insidie per i nostri bambini, è vero. Eppure non riesco a comprendere questo fantomatico programma multimediale che propone ai nostri bambini (sì bambini, dai tre anni in su) una valanga di sollecitazioni riguardanti mostri, vampiri, streghe, maghi, dai faccioni simpatici a volte, ma sovente dalle espressioni truculente.

Un tempo le nostre paure infantili erano ombre, non avevano un volto, adesso quando mio figlio ha paura del buio, vi scorge delle facce già viste.

Lasciando ad altri, più autorevoli del sottoscritto, l’onere di promuovere e difendere i valori etici e cristiani della nostra cultura, mi espongo personalmente per quanto riguarda la mia responsabilità di genitore ed educatore che si oppone a quanti offendono la sensibilità e la credulità dei nostri figli.

Quali sono le ragioni educative e pedagogiche che animano le maestre dei miei figli quando li travestono da vampiri, insegnano (ma bonariamente, certo, eh!) a fare scherzi indesiderati a chi non dona il dolcetto? O ancora, che li inducono a credere che la notte del 1° novembre è quella in cui i fantasmi (ma chiamiamoli fantasmini, perché sono così piccolini, di cartapesta) vagano nel bosco e le streghe si aggirano minacciose tra le vie della nostra città?

Tanto simpatica la cosa che alcune maestre, agghindate come streghe novelle, con tanto di cappellaccio in testa, guidavano un gruppetto di studenti, anch’essi travestiti, tra le vie del centro di Biella.

Tra i compiti più ingrati del genitore del 2000, c’è quello di spiegare e svuotare di contenuti negativi quanto viene loro propinato dal mondo circostante sottoforma di cartoni animati, videogiochi, pubblicità, che presentano scene di violenza, fantasmi, vampiri, zombies e talvolta serial killers.

Perché questo interesse per l’occulto, la morte, la paura, per i personaggi lugubri e mostruosi legati al mondo delle tenebre?

Da dove viene la ricerca del macabro, del sinistro? E’ forse la fine del razionalismo ed il ritorno al medioevo, oppure un modo semplicemente innocuo di ridere ed esorcizzare le nostre paure?

A ciascuno il suo mestiere, viene spontaneo dire, e per questo penso agli psicologi od ai Pastori che dovrebbero risollevare il nostro Spirito ed aiutarci a comprendere le pieghe oscure della nostra anima.

La nostra società è in preda alla depressione, alla violenza e alla morte. Non sarebbe meglio promuovere nelle nostre scuole dei valori positivi, degli atteggiamenti morali e spirituali che edifichino la personalità dei giovani e di conseguenza la società di domani?

Senza mettere in dubbio le buone intenzioni, le capacità e le motivazioni che animano gli educatori e gli insegnanti dei nostri figli, mi chiedo: si è preso del tempo per analizzare i fondamenti di Halloween ed i processi educativi che derivano dalla partecipazione dei ragazzi?

Queste attività che esaltano la superstizione, l’irrazionalità e la paura, appartengono ad una ritualità innocua, banale, educativa o nociva?

E allora, giusto per equilibrare le attività ludiche dei nostri ragazzi, faccio una proposta: perché non insegnare un’altra festa popolare americana? Il prossimo quarto giovedì di novembre ci sarà la molto Yankee, ma di sicura edificazione, Festa del Ringraziamento.

Se tanto amiamo identificarci con quel popolo, perché non partecipare anche a questo evento, ci troveremo così anche noi riuniti intorno al tavolo a gustare il succulento tacchino della mamma ed a ringraziare il Signore per la sua generosa provvidenza!

Oh, Yeah!

Link ad un altro documento su "Halloween"

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