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Cliff Richard:
fede o speculazione?

Ottima voce, uomo di sicuro fascino e di buon impatto con i media e le masse di fans che  annovera qua e là dalla Gran Bretagna al Giappone, incrociando significativamente il continente europeo, scevro peraltro di confortevoli segnali dalla nostra penisola, se non per un primordiale momento della sua carriera, osteggiato da diversi cosiddetti cristiani, in ragione del fatto che un autentico credente non può campare sfruttando la sua fede, vale a dire le sue canzoni cristiane, che sono davvero tante, Cliff Richard (vero nome Harry Rodger Webb, nato il 14 Ottobre 1940 a Lucknow, in India,vicino Kanpur, da emigranti inglesi, ma con un pizzico di ancestrale sangue birmano nelle vene) nel ’95 viene nominato personalmente dalla regina Elisabetta Sir (Baronetto) per i suoi meriti caritatevoli, singolare, non trovate, per un riccastro imbroglione che abbindola i santi del Paradiso? Ogni anno attinge fondi considerevoli dalle sue tasche, non solo per le Barbados dove abitualmente va a svernare o per trasferirsi in Portogallo ove possiede un’importante tenuta, ma anche  e soprattutto per soddisfare i bisogni dei fanciulli del terzo mondo,tramite quell’Associazione di cui poco si parla, ma che risponde con una premura fattiva, che risponde al nome di “Tear Fund” di cui egli è vicepresidente oltre ad indire annuali tornei di Tennis con importanti nomi ad impugnare la racchetta e i cui ricavati vengono totalmente devoluti in beneficenza.

Su Cliff Richard si è detto tutto e il contrario di tutto, in Italia soprattutto, là dove allignano il perbenismo e il bigottismo mascherati da vera credenza. Se si vede un predicatore o un anziano di chiesa in doppio petto, tuonare dal pulito cose sacrosante, e, finita la predica, andarsene con formali riti di congedo e salire su un'auto transoceanica, allora si pensa che la decima è ben spesa, perché è evidente che quell’uomo è unto dal Signore. Se un cantante all’apice della propria notorietà sale sul palcoscenico il 16 giugno 1966 insieme al reverendo Billy Graham, testimoniando la propria sopravvenuta fede in Cristo, perdendo almeno la metà dei sostenitori (considerato che era sino ad allora l’unica risposta europea ad Elvis Presley, oltreché l’antesignano de  “Gli Scarafaggi”: i Beatles). Qual è il fattore discriminante: la chitarra elettrica, il palcoscenico? Uno stimato credente di una chiesa evangelica che in passato usava la sua suadentissima voce con profitto (: si classificò 2° al Festival di Castrocaro, propedeutico a quello di San Remo) mi spiegò come dovette scendere dal palco per permettere che Cristo salisse sul monte del suo cuore.  Nulla di personale, ma quel credente ha nascosto un talento del Signore anziché farlo fruttare secondo i Suoi intendimenti. Perché denegare che il canto se accompagnato da parole non irriverenti, amorali, addirittura sataniche possa essere un pozzo ove, specie la gioventù moderna, assetata di verità, possa attingere. Mi fu anche spiegato che quella che viviamo noi oggi non è la dispensazione del canto. Allora perché, sfoderiamo i lucenti innari e cantiamo a squarciagola nelle nostre assemblee?

Forse che l’adunanza abbia il potere di riconvalidare uno strumento che il Signore altrimenti volentieri consegnerebbe al robivecchi?

E poi, consentitemi, il pulpito non è forse non meno attraente del palco su cui si esibiscono la band e il suo leader? Può in realtà mietere molte più vittime nel granaio di satana, che non la sola musica pop- rock o, più precisamente, gospel!!!

Quel che questi credenti presuntuosi si rifiutano di vedere è che tra i doni che Dio dispensa ai Suoi figliuoli può benissimo esserci una bella voce canora e che quanto il cantante credente opera , cioè cantando, è una delle plurime manifestazioni dello Spirito Santo.

In realtà credo che nessuno dovrebbe essere in disaccordo circa il fatto che  Cliff Richard è un vincente.

Cliff RichardDa quando il suo primo single “Move it” raggiunse il secondo posto nelle classifiche britanniche nel 1958, Cliff ha provato di meritare un posto nei quartieri alti della pop-music. Egli non è un vecchio dinosauro od una lanciata superstar che sta sperimentando la  notorietà per una stagione.

Certamente nessun artista ha eguagliato Cliff nell’avere numeri 1 in classifica nel proprio credito negli anni 50, 60, 70, 80, 90.

Ma come spiegato sopra c’è qualcosa di più intrigante. Il semplice fatto che Cliff Richard sia un devoto Cristiano fa della sua carriera di successo un quid ancora più interessante.

“Quando divenni un cristiano la mia fiducia crebbe – confessa Cliff in un’intervista – Il mio atteggiamento cambiò perché improvvisamente non fu importante essere giusti tutto il tempo, come “Io, Cliff, sono il numero uno, sono il vittorioso”. Ciò divenne meno importante. E’ importante mettere tutto quello che ho nella mia carriera.

Ma Gesù cambia il tuo atteggiamento verso te stesso e verso la gente”.

“Non sono bravo a pregare. – spiega Cliff, commentando la sua conversione – Non sapendo cos’altro fare dissi semplicemente: ‘Gesù, vorrei che tu entrassi nella mia vita!’ Guardando indietro credo che fu proprio in quel momento che Gesù entrò nella mia vita, perché le cose iniziarono a cambiare, anche se lentamente. Ripenso a quei primi giorni vissuti da cristiano in cui stavo scoprendo quelle differenze che significavano molto per me e iniziai ad incontrare nuove amicizie. Questi nuovi amici sembravano essere molto coinvolti in opere cristiane, insegnando ad esempio religione nelle scuole o lavorando per organizzazioni di volontariato, oppure diventavano dei missionari, così mi trovai a pensare: Come oso essere un ricco cantante di rock ‘n’ roll? In questo stato non posso proprio essere un cristiano! Così pensai di dover abbandonare tutto. Il grave errore che commisi fu di dire alla stampa ciò che pensavo. Convinto di dover apportare dei cambiamenti nella  mia vita, indissi una conferenza stampa nella quale dichiarai: ‘Ci vorranno due anni prima che io possa portare a termine tutti i miei impegni, dopodiché ho intenzione di diventare un insegnante’.  Frequentai pure un college dove effettuavano dei corsi di preparazione per insegnanti pur non avendo alcuna qualifica.Il direttore sosteneva: ‘La tua qualifica migliore è che tu voglia essere un insegnante.La metà delle persone che vengono qui non vogliono in realtà essere degli insegnanti’.

In quel tempo mi sembrava fosse questa la decisione migliore da prendere. Comunque la ragione per cui  cambiai idea fu perché… cominciarono  ad arrivare offerte di programmi religiosi per la televisione. Quello che era allora il mio direttore di musica mi chiese di registrare un album gospel. Venni invitato a fare dei concerti gospel e mi venne proposto di presentare uno dei programmi della domenica mattina della BBC su Radio 2 e che si chiamava “Musica per la domenica”. Inoltre in quel periodo Billy Graham era tornato a Londra per una crociata e mi chiese di girare un film cristiano per lui che si intitolava “Two a penny” e l’idea mi divertì molto.

Tutto questo mi fece pensare: “Ehi, aspetta un minuto!Perché dovrei lasciare il mio lavoro quando potrei usarlo come parte del mio servizio cristiano? Io posso usare la mia carriera per promuovere la mia fede!” Iniziai a vedere in questo un dono proveniente da Dio, un’opportunità della quale avrei dovuto approfittare. Era un periodo fantastico e decisi che sarebbe stata una pazzia lasciarmi tutto alle spalle quando avevo un vasto pubblico con cui avrei potuto condividere i miei pensieri sulla vita. Da allora ho cercato di rimanere fedele al proposito di fare della mia carriera una missione”.

CHI È CLIFF RICHARD?

Cliff Richard è stato una colonna portante della storia del pop- rock per un intero quarantennio, vendendo in tutto il mondo più di 250 milioni di dischi. Poco dietro a lui il ben noto Julio Jglesias con 220 milioni di copie.Durante la prima decade si è affermato come artista singolo e stella del cinema. Durante la seconda decade è emerso come stella nei propri show televisivi. Nella terza decade, mentre produceva il suo singolo più venduto in assoluto (5 milioni di copie vendute),  ‘We don’t talk anymore’, aumentò la sua esperienza del palcoscenico con nuove spettacolari dimensioni.. Ma nella sua quarta decade sorprese tutti con “L’Evento”, il suo primo show in uno stadio, seguito dal suo spettacolo più lungo allo stadio di Wembley (144.000 spettatori nell’arco di due serate consecutive, un “Evento” storico!, ndr). A Cliff non sembra più fuori posto parlare del suo amore per Gesù nel mezzo di un suo show. Ormai nessun giornalista può scrivere un suo profilo senza menzionare la sua fede in Cristo perché questa illustra tutte le cose che fa.

“Spesso mi viene chiesto – afferma Cliff Richard – come posso affrontare la vita da cristiano nel mondo del rock and roll. Bene, può sorprendere qualche giovane cristiano sapere che le tentazioni e le sfide che mi si presentano nel mondo dello spettacolo non sono molto diverse da quelle che loro affrontano  a scuola o al lavoro. Da cristiani, con l’aiuto di Gesù Cristo, noi possiamo affrontare queste difficoltà. All’inizio molti cristiani mi criticavano perché stavo nel mondo dello spettacolo e ciò mi fece molto male. Ma posso anche capire come si sentissero alcuni di loro, perché le situazioni del rock and roll godevano di una cattiva reputazione  Ed effettivamente all’interno del mondo del rock and roll ci sono stati dei movimenti verso l’occulto. Alcuni fanno delle cose terribili. La gente ha fatto di questo mondo una gran confusione  e questo è certo”.

Ma tutti sappiamo e conosciamo lo stile e la vita di questo Sir, che nessun scheletro ha da nascondere nell’armadio e il cui ruolino di marcia comportamentale non registra alcun strappo, alcuna macchia, nessuno scandalo, nessun  gossip, solo eleganza , bontà ed entusiasmo che si rinnova per quel Gesù che lo fa piombare in testa alle classifiche dei tanti Paesi che , nei suoi confronti, hanno travalicato le apparenze.

Andrea Randighieri

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