Legge anti-culti, la Lega contesta l'impugnativa

Notizia inserita il 20/3/2015 alle 19:32 nella categoria: Dall'Italia

MILANO - A pochi giorni dalla decisione del Governo di impugnare per incostituzionalità la legge regionale lombarda sui nuovi locali di culto, la Lega Nord ha difeso la normativa presentando le proprie controdeduzioni al ricorso.

Il Governo, nella seduta dello scorso 12 marzo, aveva deliberato di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge della Regione Lombardia n. 2 del 03/02/2015 (“Modifiche alla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12") che interviene in materia di governo del territorio e, nello specifico, sulla “pianificazione delle attrezzature per servizi religiosi”, ossia le norme per l'apertura di nuovi locali di culto.

Nel testo comunicato dall'esecutivo a margine della seduta il ricorso viene proposto «in quanto alcune disposizioni, al fine di regolamentare la realizzazione di luoghi di culto e di attrezzature religiose nel territorio regionale, impongono agli enti rappresentanti di organizzazioni religiose una serie di stringenti obblighi e requisiti che incidono sull'esercizio in concreto del diritto fondamentale e inviolabile della libertà religiosa», nonché «per invasione nella competenza esclusiva dello Stato in materia di rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose» e «per contrasto con i principi contenuti in trattati europei e internazionali in materia di libertà di religione e di culto».

La decisione ha sollevato la perplessità dello stesso Presidente della Regione, Roberto Maroni: «la mia impressione - ha dichiarato - è che il presidente del Consiglio non l'abbia nemmeno letta, ma abbia fatto il ricorso a prescindere... faremo le nostre controdeduzioni e sono certo che alla fine la Consulta ci darà ragione».

In un incontro cui hanno partecipato tra gli altri il relatore della legge, Roberto Anelli, il presidente della commissione Alessandro Sala e il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Massimiliano Romeo, il Carroccio ha denunciato a sua volta il ricorso del Governo, che conterrebbe «tante falsità dette solo a scopo politico e senza entrare nel merito»; a proposito della legge contestata gli esponenti leghisti hanno aggiunto che che «nel caso la Consulta dovesse bocciarla, siamo già pronti a presentarne un'altra».

A margine della risposta leghista conferma il giudizio negativo sulla nuova normativa Jacopo Scandella (Pd), secondo il quale «questa legge lede così tanti principi costituzionali che impugnarla è stata un atto dovuto».

Sull'altro fronte l'assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi (FdI), comunica di aver inviato una "lettera 1.500 sindaci" lombardi per confermare che al momento, nonostante l'impugnativa, «la legge è in vigore».

(Roberto Maroni in una foto tratta dal suo profilo twitter)

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