Bergoglio: «Le chiese evangeliche non sono sette»

Notizia inserita il 16/3/2015 alle 15:22 nella categoria: Dall'Italia

ROMA - Nella lunga intervista rilasciata nel secondo anniversario della sua elezione, riportata integralmente dall'Osservatore romano e ripresa solo in parte dai quotidiani italiani, papa Francesco ha affrontato numerose tematiche dottrinali, umane, spirituali di stretta attualità. Nel corso del confronto, a fronte di un riferimento dell'intervistatrice - la vaticanista messicana Valentina Alazraki - alle "sette" che spopolano in Sudamerica, Bergoglio ha ribadito la sua diversa posizione sulle chiese evangeliche, offrendo una ampia riflessione sull'argomento.

«Una delle cose che nei movimenti evangelici si produce e si crea è la vicinanza», ha esordito Bergoglio, segnalando l'attenzione dei credenti verso i nuovi arrivati come un aspetto positivo e caratterizzante dell'ambiente evangelico, cui ha aggiunto parole di stima per l'impegno e la competenza dei pastori nella preparazione e nell'esposizione dei sermoni domenicali.

Venendo all'utilizzo del termine "setta" per definire realtà cristiane diverse da quella cattolica, Bergoglio ha poi sottolineato che «esiste una distinzione tra movimenti evangelici onesti, buoni, e i movimenti settari. Per esempio ci sono proposte religiose che non sono cristiane e gli stessi evangelici non le vogliono sentire. E ci sono sette, alcune delle quali vengono dalla teologia della prosperità».

Papa Francesco ha anche offerto un ricordo personale relativo a "una setta a Buenos Aires" dove durante una riunione, al termine di un "fervido sermone sul peccato e sul fatto che Dio perdona", il predicatore ha concluso: «Bene, ora ognuno pensi ai suoi peccati, a cosa ha fatto, ognuno ripercorra i comandamenti e chieda perdono, e per questo deve fare una elemosina di un tanto». Parole probabilmente sfuggite agli ascoltatori meno attenti e che suonano come una nemesi rispetto a quando, cinquecento anni fa, una vicenda simile si svolgeva paradossalmente a ruoli invertiti.

«È ovvio - ha precisato infine il papa, chiudendo la questione - che gli evangelici rifiutano» le strumentalizzazioni di chi accosta in maniera troppo disinvolta - e interessata - vangelo e denaro. «Gli evangelici seri, però... Ossia, bisogna giudicare caso per caso e saper distinguere».

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