Messico-Acteal, quindici altri evangelici rilasciati

Notizia inserita il 19/4/2013 alle 19:15 nella categoria: Chiesa Perseguitata

VERONA - La Prima Camera della Corte Suprema di Giustizia del Messico ha ordinato l'immediato rilascio di altri quindici imputati del caso di Acteal, un caso che negli ultimi tempi ha finalmente registrato un'accelerazione.

Ritenuti colpevoli di omicidio, aggressione aggravata e possesso di armi da fuoco senza regolare licenza, alcuni cristiani evangelici erano finiti in carcere con prove che l'organizzazione internazionale evangelica a sostegno della Chiesa perseguitata, Porte Aperte, non esita a definire «false e raffazzonate alla peggio». Odiati per la loro fede ritenuta un'offesa alle tradizioni locali, questi cristiani furono accusati ingiustamente dell'orrenda strage avvenuta il 22 dicembre 1997 ad Acteal, comune di Chenalho (Chiapas), nella quale quarantacinque indios Tzotzil, di cui trentacinque erano donne e bambini, furono uccisi per ragioni oscure. Alla base della strage - ritiene Porte Aperte - vi era probabilmente una rappresaglia dei guerriglieri zapatisti che, prima di quel giorno, avevano già ucciso uno a uno almeno diciotto contadini Tzotzil.

«Innocenti - ricorda Porte Aperte in una nota diramata il 18 aprile -, sbattuti in carcere senza appello, bersaglio dell'odio dell'intera comunità della zona, i cristiani evangelici si sono visti negare i diritti più elementari». Porte Aperte sin dall'inizio è stata al loro fianco «ravvisando la mastodontica violazione di ogni libertà oltre che l'evidente falsità delle accuse». «Ci sono voluti ben quindici anni di lotte legali per far riaprire questi casi - scrivono da Porte Aperte - e non riusciamo a trasmettervi la gioia che proviamo nel vedere che la giustizia sta progressivamente riconoscendo tutta quest'orribile macchinazione contro la comunità cristiana della zona. Ora in carcere rimangono solo due cristiani per i quali continueremo a combattere a suon di appelli, investigazioni, campagne di sensibilizzazione e preghiere».

Uno degli ambiti in cui Porte Aperte è impegnata è proprio il patrocinio legale e questo caso di Acteal sta "passando alla storia" per come con perseveranza non si siano abbandonati coloro che soffrono per Cristo. «E questo - termina la nota di Porte Aperte -, è stato possibile grazie ai credenti che ci hanno sostenuto. Voi che avete pregato e donato, avete continuamente scritto cartoline e lettere che hanno portato incoraggiamento a questi fratelli ingiustamente incarcerati a causa della loro fede in Gesù. Tutti noi insieme, per una volontà superiore alla nostra, li abbiamo aiutati a resistere nella tempesta. E li abbiamo accompagnati fuori da questa terribile tragedia ridonando loro la libertà». [gp]

(Nella foto uno dei rilasciati a febbraio 2012 con la sua famiglia, foto di Porte Aperte)

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