Presidenziali Usa 2012 e credo repubblicano

Notizia inserita il 22/8/2011 alle 23:30 nella categoria: Rassegna Stampa

MILANO - Interessante quadro d'insieme della situazione politico-religiosa negli USA a un anno dal voto: la destra evangelica ha un ruolo sempre più decisivo all'interno del partito repubblicano americano. La fede accomuna Michele Bachmann, paladina dei Tea party e Rick Perry, attuale governatore del Texas, ma alcune loro posizioni appaiono inquietanti a Guido Mariani che ha redatto il quadro.


Nessun repubblicano oggi può sperare di conquistare la nomination per le presidenziali, né di raggiungere la Casa Bianca, senza un forte supporto dei voti degli evangelici che rappresentano la componente più attiva e organizzata all'interno dell'elettorato del Gran old party. La religione e il ruolo tra Stato e fede sono uno degli argomenti destinati ad emergere e a caratterizzare la campagna delle primarie all'interno del partito e la corsa alla presidenza nel novembre 2012.

Posizioni religiose estreme
La versione più conservatrice della fede evangelica accomuna Michele Bachmann, paladina dei Tea party e parlamentare conservatrice del Minnesota, e Rick Perry, attuale governatore del Texas, due dei nomi più accreditati nella sfida delle primarie. Le loro posizioni però corteggiano non solo i fedeli evangelici, ma anche alcune frange religiose che appartengono a dottrine teologiche estremiste e con derive inquietanti.

Gli adepiti della ricostruzione cristiana e il capitalismo biblico
La dottrina del Christian Reconstructionism è nata negli anni '70 e basata sul lavoro del teologo Rousas John Rushdoony; i seguaci di questa dottrina si definiscono "dominionisti", interpretano in maniera rigorosa e quasi letterale i precetti della Bibbia e auspicano uno Stato in cui le leggi siano tutte in sintonia con i testi sacri e in cui la società debba essere "ricostruita" a immagine di Dio che nella Genesi ha conferito il "dominio" della terra ad Adamo e quindi a tutti i cristiani.

Bachmann e la campagna di fede
Michele Bachmann, reduce da un confortante successo nello straw pool dell'Iowa, una sorta di test senza valore se non propagandistico per l'avvio delle primarie, ha fatto della religione il punto di forza della sua campagna. Ha raccontato della sua conversione da adolescente, della sua militanza politica nei democratici (fu attivista per la campagna di Jimmy Carter nel 1976), da cui si è allontanata per le sue convinzioni anti-abortiste. È vicina all'organizzazione Truth in Action ministries di chiara ispirazione dominionista, e cita spesso pastori o posizioni che derivano dalla teorie di Rushdoony. La giornalista del New Yorker Ryan Lizza, che ha seguito la candidata in questo di inizio di campagna elettorale, ha detto: «È espressione di un movimento conservatore evangelico che è interessato a sviluppare una visione del mondo biblica e ad applicarla a tutti gli ambiti della vita».

Tra fede e capitalismo
Da membro del Congresso, Bachmann è diventata l'eroina dei Tea party in cui confluiscono anche principi economici definiti "christian libertarianism", una sorta di capitalismo biblico che unisce teorie radicali sul libero mercato a derive espressamente teocratiche. È inoltre aperta sostenitrice dell'home schooling, cioè la possibilità di trasferire in ambiti privati e a casa l'istruzione dei propri figli, opzione sempre più adottata dalla destra religiosa per evitare che i propri figli entrino in contatto con teorie come l'evoluzionismo.

Contro le teorie sul "climate change"
[Bachmann] Ritiene che il riscaldamento globale sia solo una falsità, richiamando le teorie sull'ambiente di molte correnti radicali evangeliche. L'ambiente non deve essere una preoccupazione, perché secondo la Bibbia l'uomo è il padrone del mondo e della sue creature e in una visione millenarista non ha senso preservare la natura di un pianeta destinato a vivere l'apocalisse.

Perry e la lobby dei fondamentalisti cristiani
Rick Perry, come ha scritto una testata di ispirazione evangelica di Dallas, «governa il Texas attraverso la fede», ha preso posizione contro i matrimoni gay e per l'attivo coinvolgimento dei pastori in politica. In tutta la sua carriera politica è stato affiancato da figure di spicco della destra cristiana, in occasione della sua campagna da governatore è stato sostenuto dal Texas Restoration Project, una lobby di fondamentalisti cristiani, ha ricevuto supporto da figure religiose controverse come quella del reverendo John Hagee noto per aver definito la chiesa cattolica «la prostituta di Babilonia».

Il discorso "profetico" di Houston
Lo scorso 6 agosto Perry ha indossato i panni del profeta e tenuto al Reliant stadium di Houston una grande giornata di preghiera e di digiuno per l'America denominata The Response (la risposta). La kermesse è stata sponsorizzata dalla American family association, un'organizzazione che dichiara di voler riportare i valori cristiani all'interno della società e della famiglia americana, ma che i media americani liberal hanno accusato di intolleranza, censure e di aver preso posizione durissime contro i mussulmani, ritenuti non degni di occupare posti pubblici, e i gay definiti «aberranti». Effetti di un'omofobia "aberrante": una delle figure più in vista dell'associazione è Bryan Fisher che nel suo programma radiofonico diffuso in più di cento radio locali negli Stati Uniti ha sostenuto che Hitler ha potuto portare a termine il suo progetto solo grazie all'aiuto degli omosessuali, più inclini a commettere crudeltà.
«Amo questo Paese profondamente», ha detto Rick Perry inaugurando l'evento The Response, «ma l'unica cosa che amo di più è il Cristo vivente». All'evento hanno partecipato più di 30 mila persone.


di: Guido Mariani
da: Lettera 43
data: 21 agosto 2011

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