È morto John Stott, l'evangelizzatore del ventesimo secolo

Notizia inserita il 28/7/2011 alle 14:08 nella categoria: Esteri

LONDRA - John Stott, l'evangelizzatore del ventesimo secolo, il predicatore che ha plasmato la fede di una generazione, è morto mercoledì alle 3.15. Aveva 90 anni. Ne ha dato la notizia il presidente dell'opera John Stott Ministries, Benjamin Homan, spiegando che la morte è avvenuta per complicanze dovute all'età avanzata, in seguito a uno stato di malessere fisico in cui John Stott versava ormai da diverse settimane.

Benjamin Homan ha anche aggiunto che già da 15 anni John Stott stava preparando e formando i componenti la John Stott Ministries in vista di una sua dipartita, per dare continuità all'opera compiuta in tanti anni di ministero: «Credo - ha detto Homan - che John Stott sia stato un esempio impeccabile di come un conduttore possa riuscire a trasmettere ad altri conduttori la propria opera. Ma ha comunicato a moltissimi l'amore per l'intera Chiesa, la sua la fedeltà alla Bibbia e l'amore per il Salvatore».

John Stott era nato a Londra nel 1921 da sir Arnold e lady Stott. Studiò alla Rugby School e al Trinity College di Cambridge dove emerse per la preparazione in francese e in teologia. Si preparò poi al pastorato alla Ridley Hall di Cambridge e conseguì il dottorato in teologia. In seguito altri e molti dottorati honoris causa gli furono conferiti da scuole americane, britanniche e canadesi.

Nato e cresciuto nella chiesa anglicana, in gioventù si sentiva spiritualmente irrequieto, ma mentre frequentava l'unione giovanile cristiana della Rugby School trovò risposta alle sue profonde necessità spirituali nella predicazione di un evangelista.

Divenne poi lui stesso un predicatore, nella chiesa di All Souls nel West End di Londra, la chiesa che frequentava fin da bambino e lì continuò a predicare fino in tarda età. Di lui il biografo Timothy Dudley-Smith ha scritto: «John Stott ha fornito un modello, è stato il maestro di un ministero a livello internazionale così ampiamente accolto che pochi oggi si rendono conto di quanto il suo approccio sia stato originale e innovativo». I criteri base di questo modello erano semplici, essenziali alla vita cristiana: la priorità della preghiera, la predicazione espositiva, l'evangelizzazione regolare, la cura pastorale delle persone che sono "alla ricerca" e dei neoconvertiti, la preparazione sistematica di assistenti e di leader.

La "sua" chiesa di All Souls crebbe molto numericamente durante gli anni cinquanta e sessanta. Stott, però, non voleva che questo avvenisse a scapito di altre chiese. Rifiutò, poi, di salire di grado nella carriera ecclesiastica preferendo rimanere a lavorare nella comunità locale come aveva sempre fatto. Il suo ruolo di pastore saggio, che valorizza la preghiera e la cura delle persone, era accompagnato da un'eccezionale capacità di ricordare nomi e circostanze.

Alister McGrath, il noto teologo irlandese, rilevava come la crescita dell'evangelicalismo in Inghilterra nel dopoguerra sia da attribuirsi più a John Stott che a chiunque altro. È, infatti, con il suo ministero che gli evangelicali, che prima avevano poca influenza nella gerarchia ecclesiastica anglicana, crescono largamente. Divenne presidente del Consiglio evangelicale della chiesa d'Inghilterra dal 1967 al 1984, presidente dell'Unione per la lettura della Bibbia dal 1965 al 1974 e presidente dell'Alleanza evangelica britannica dal 1973 al 1974. Si occupava anche dell'opera evangelistica nelle università con l'associazione Universities and Colleges Christian Fellowship. Servì come cappellano della Regina dal 1959 al 1991, conservandone poi lo stato come Extra Chaplain.

Dal 1970 la nomina di un nuovo vicario per la chiesa All Souls di Londra permise a John Stott di viaggiare e partecipare a decine di campagne evangelistiche nel mondo e conferenze nelle università della Gran Bretagna, Nord America, Australia, Nuova Zelanda, Africa e Asia; venne eletto vice-presidente dell'International Fellowship of Evangelical Students (Ifes) è lo rimase dal 1995 al 2003.

Uno dei maggiori contributi di John Stott all'evangelizzazione è stato con il "Congresso internazionale sull'evangelizzazione nel mondo", organizzato per la prima volta a Losanna, in Svizzera, nel 1974 e tenuto nuovamente a Città del Capo, in Sudafrica, l'anno scorso.

Intrattenendo stretti contatti con pastori del Terzo Mondo, John Stott si convinse della necessità di fornire loro materiale didattico e attribuire borse di studio. Costituì così nel 1971 l'Evangelical Literature Trust, sovvenzionato ampiamente dalle entrate provenienti dalla vendita dei suoi molti libri. Nel 1974 creò anche un fondo (il Langham Trust) allo stesso scopo, in modo che, una volta conseguito il dottorato, i pastori potessero a loro volta, nei loro Paesi, trasmettere in seminari teologici l'insegnamento ricevuto. La fondazione Langham finanzia anche la produzione e la diffusione di letteratura evangelica, oltre a promuovere la predicazione biblica nel mondo.

Ma sono i libri di John Stott l'elemento considerato il suo maggior contributo all'evangelizzazione internazionale. Chiari, fondati biblicamente. Autore fecondo, ha prodotto più di quaranta titoli e centinaia di articoli. Il libro più conosciuto è Basic Christianity (Le basi del cristianesimo, pubblicato in Italia dalle edizioni GBU) che ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto in più di 60 lingue.

John Stott lamentava lanti-intellettualismo che prevale in alcuni circoli cristiani, prediligeva "una fede che pensa" e, infatti, uno dei suoi libri, pubblicato in Italia sempre dalle edizioni GBU, è "Creati per pensare".


John Stott non si è mai sposato. Rivelava che alcune volte era stato vicino a farlo, ma l'avevano trattenuto il desiderio di dedicarsi completamente alla scrittura, ai viaggi, all'opera del ministero cristiano. Amante della natura e della fotografia, incoraggiava tutti i cristiani a interessarsi di storia naturale e della conservazione della flora e della fauna, tanto che nel 1983 fondò anche un'organizzazione naturalistica cristiana "A Rocha: Christians in Conservation".

Billy Graham, informato della scomparsa, ha dichiarato: «Il mondo evangelico ha perso uno dei suoi maggiori predicatori, io ho perso un amico personale stretto e un consigliere. Ora aspetto di poterlo rivedere in Cielo». [gp]

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