Bilancio finale positivo per il Festival della gioia

Notizia inserita il 27/6/2004 alle 02:00 nella categoria: Musica e dintorni

MILANO - Si chiude con un bilancio lusinghiero il "Festival della Gioia", manifestazione che per due giorni ha unito quindici chiese di Milano e provincia con lo scopo di portare il messaggio dell'Evangelo nel cuore di Milano, al Castello Sforzesco, attraverso una campagna evangelistica incentrata su musica, arte, teatro, spettacoli per bambini. Anche nel corso della giornata di sabato il Festival ha portato nel cortile del Castello migliaia di milanesi e turisti, curiosi di sentir lodare Dio in un luogo così particolare.
Interesse hanno destato anche alcune predicazioni, in particolare quella di Gerry Testori, che nella mattinata ha portato un messaggio in inglese per coinvolgere un buon numero di turisti stranieri giunti in pullman.

Nel pomeriggio ottimi riscontri per Antonio Amico della Fionda di Davide, capace di tenere immobili per ore i bambini con storie e gag incentrate sui valori e la fede, spiegata in maniera semplice ed efficace a un pubblico di piccolissimi.

Il concerto serale è stato aperto dai sempre validi Agapesound, gruppo di lode della Chiesa apostolica di via Adige; a seguire Paolo Battaglia, basso lirico, che ha improvvisato tre brani del repertorio evangelico classico. La serata si è conclusa con l'accoppiata Livingospel/AltriPercorsi, sempre più amati dal pubblico per la loro capacità di coinvolgere e animare le manifestazioni: numerosi i giovani accorsi sotto il palco per esprimere con il canto e il movimento la gioia della loro fede.

Il "Festival della gioia" 2004 è stato comunque un esperimento, organizzato in pochissimo tempo e con mezzi limitati, come tiene a precisare il comitato organizzatore, che al termine della manifestazione non dimentica di ringraziare le autorità comunali che hanno concesso un posto così centrale. La certezza è quella di non aver deluso le aspettative: in due giorni i bambini sono stati intrattenuti in maniera sana, gli adulti sono stati stimolati a riflettere sui principi della loro vita con rappresentazioni artistiche e stand di consulenza spirituale, con il valore aggiunto di una ventata di allegria che ha prima stupito e poi incoraggiato le migliaia di curiosi passati per caso al Castello.

Dal punto di vista tecnico non può mancare un plauso alle scelte artistiche e alla gestione dell'impianto fonico; i gruppi presenti sono stati in grado di coinvolgere e richiamare i milanesi per la loro qualità. Ancora da registrare forse il contesto evangelistico, e in particolare certi messaggi troppo "evangelici" per raggiungere l'obiettivo.

Nel complesso comunque la manifestazione chiude con un bilancio saldamente attivo, che incoraggia le quindici chiese coinvolte (e forse anche altre) a ripetere l'esperienza portando di nuovo a Milano il Festival della gioia.

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