Parola di rapper

Media&Fede del 22/7/2010

«Conto i giorni e continuo a sorridere... Mi alzo alle 11 del mattino, chiamo i miei bambini e mia madre. Mi faccio la doccia. Pranzo e sono di nuovo al telefono. Leggo un libro o scrivo i miei pensieri e poi vado a cena. Telefonate... Leggo la Bibbia e poi vado a dormire. Questa è la mia giornata», ha raccontato il rapper americano Lil' Wayne, condannato a un anno di reclusione per possesso illegale di arma da fuoco.

Nel corso della storia, la Bibbia è stata elemento di conforto per schiere di detenuti, ma il regime carcerario di Wayne risulta decisamente soft, se oltre a guardare la tv può perfino telefonare senza limiti. In questo contesto citare la Bibbia suona più che altro come un atto dovuto, mirato a dare un'immagine più pulita e accorciare così la propria permanenza dietro le sbarre.

Magari però non è così: in quel caso attendiamo con interesse di valutare dai testi dei prossimi album gli effetti delle sue edificanti letture.

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