Salvatore Natoli - Perseveranza

Recensione del 30/5/2014

«Pigliate nelle faccende questa massima: che non basti dare loro el principio, lo indirizzo e il moto, ma bisogna seguitarle e non staccare mai sino al fine; e chi le accompagna così non fa anche poco a condurcele a perfezione»: è una citazione cinquecentesca di Guicciardini a introdurre l’analisi di Salvatore Natoli sulla seconda delle parole controtempo, la perseveranza. Che è, allo stesso tempo, termine desueto e valore dimenticato.
Forma di condotta e tratto di carattere, la perseveranza ha dovuto soccombere all’epoca dell’immediatezza, «ma forse - riflette Natoli - è l’epoca a non esserne più all’altezza», pur avendone ancora un serio bisogno. La perseveranza, spiega il docente, si distingue dalla speranza in termini di concretezza: «sperare è un sentire, perseverare è un agire»; significa resistere anche contro l’evidenza dei fatti, e per questo richiede alla base una fede degna dell’impegno che vi si investe, legato non tanto «al realizzarsi delle speranze» ma a «un obbligo morale di operare per esse comunque».

Prendendo a prestito le riflessioni di filosofi antichi e letterati moderni, l’autore dimostra come la perseveranza è “continuità nel bene”, e deve essere accompagnata da “fortezza e pazienza”: è «l’eccessiva fretta d’arrivare che induce ad abbandonare», mentre la perseveranza «esige una strategia lenta», dove la costanza sostituisce i gesti eclatanti. D’altro canto la perseveranza, per l’essere umano, è anche una forma di tutela dai vizi e dalle esagerazioni, giusto mezzo tra rammollimento e testardaggine; non è fede cieca ma “azione consapevole”, che richiede “retto giudizio”, e non sarà dunque un caso se la Bibbia - e Natoli sottolinea questo aspetto - pone una notevole enfasi sul valore della perseveranza, che completa e dona sostanza alla fede.

L’autore rileva anche come l’attualità della perseveranza sia data, paradossalmente, dal suo vizio antagonista: quella accidia che, a ben vedere, è il male del nostro tempo, dove l’eccesso di stimoli e opportunità non basta a scuotere i giovani (e i meno giovani) dall’indifferenza per qualsiasi cosa, da un’assenza di riferimenti che porta alla mancanza di una direzione, dalla pigrizia mentale che, a lungo termine, conduce a un pericoloso vuoto interiore. Se «l’accidioso nulla attende», «il perseverante, al contrario, cerca di rendere fecondo anche il tempo vuoto», e le difficoltà che incontra rappresentano «un motivo in più per insistere».

La perseveranza però ha un costo: «è un lavoro su se stessi e perfino una lotta contro di sé», richiede costante attenzione e prontezza. Ma, in cambio, offre una vita degna di essere vissuta, dove “agire nel presente” è, nel contempo, “preparare l’avvenire”. In tempi incerti e provvisori come i nostri, una vera benedizione.

Perseveranza
Autore: Salvatore Natoli
Editore: Il Mulino
Anno: 2014
Pagine: 141
Prezzo: € 12

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