Domenico De Masi - Mappa Mundi

Recensione del 16/5/2014

«Girando per il pianeta s’incontra pochissima gente soddisfatta del luogo e del tempo in cui vive», rileva il sociologo Domenico De Masi nell’introduzione del suo nuovo libro. L’intero pianeta, e non solo il tanto criticato Occidente, è ormai una società globalmente “post”, destrutturata e disorientata, ferma in attesa di qualcosa che ancora non si intravede.

Un disagio che per De Masi non pare giustificato dalle condizioni oggettive: «mai tanti Stati hanno adottato un regime democratico e repubblicano. Mai tanti figli hanno avuto più istruzione e benessere dei loro genitori», eppure «il mondo non è felice perché oscilla tra disorientamento e paura».

Non sappiamo nemmeno a chi dare la colpa della nostra inquietudine: accusiamo ora un sistema, ora la sua decadenza, mentre «non è in crisi la realtà ma è in crisi il nostro modo di interpretarla». Insomma, non riusciamo più a spiegarci il presente: ci manca una mappa, che per De Masi possiamo ritrovare attingendo alle esperienze del passato. Con uno studio approfondito e allo stesso tempo scorrevole l’autore delinea una dozzina di macromodelli storici, “profondamente differenziati l’uno dall’altro”, e li analizza in funzione dello scopo che si è prefissato: «ricavare dai principali modelli già sperimentati gli elementi fecondi per l’elaborazione di un modello nuovo, adeguato all’umanità nuova e capace di elevarne il grado di felicità».

Tra i sistemi presi in considerazione, ampio spazio trovano le religioni, capaci di dare “una visione complessiva della vita e del mondo”; dal modello indiano al cinese, dal giapponese all’islamico, fino all’ebraismo e al cristianesimo che, forse non a caso, funge da cesura tra modelli religiosi e modelli laici degli ultimi secoli e risulta l’unica fede ad aver rivoluzionato per ben due volte la prospettiva sociale: prima con il modello cattolico - anche se De Masi a volte dà l’impressione di un utilizzo metonimico del termine, nel senso più generale di “cristiano” - che segna l’irruzione dell’aldilà e della felicità ultraterrena, un “contromondo” che spariglia le dinamiche sociali con l’introduzione della trascendenza; poi con il modello protestante di “grazia e rigore” che, scrive De Masi, trova «la sua forza e l’originalità... proprio in questa sua frammentazione, nella convivenza di punti di vista diversi, nella pluralità di approcci, visioni e speranze... nell’ecclesia semper reformanda che impedisce la burocratizzazione e tiene vivo il carisma... il protestantesimo insegna la libertà di pensiero, la diversità di opinione, l’umana propensione a saltare gli steccati ideologici per rapportarsi direttamente alla verità e all’onestà intellettuale senza la mediazione di interpreti e intermediari».

Scorrendo le pagine del libro si scopre peraltro che nemmeno nei modelli laici sono mancate tracce di spiritualità: segno di una persistenza dell’Assoluto che, lungi dal finire relegato in soffitta, ha continuato anche negli ultimi secoli a porsi come elemento di riflessione, pietra di scandalo, punto d’appoggio. E che potrà dire - e dare - ancora molto alla società che verrà.

Mappa Mundi
Autore: Domenico De Masi
Editore: Rizzoli
Anno: 2014
Pagine: 879
Prezzo: € 21

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