Andrea Kerbaker - Diecimila

Recensione del 9/5/2014

Nella settimana del Salone del libro, nel pieno del mese dedicato alla promozione della lettura con iniziative e manifestazioni che spesso toccano chi è già un solido lettore più di chi un libro lo prende tra le mani di rado, le produzioni editoriali sono al centro dell’attenzione ed evocano un inusitato rispetto e una rinnovata attenzione. Pagine, copertine, dorsi, immagini e fiumi di parole scorrono davanti ai nostri occhi con ritrovato vigore, in un contesto che offre una sterminata varietà di titoli e argomenti, rendendo ardua la scelta.

Parlare di libri, insomma, è attuale e di moda. Ma che cosa direbbe un libro, se potesse parlare? Se l’è chiesto, all’alba del secolo, lo scrittore - e appassionato collezionista - Andrea Kerbaker, che ha voluto festeggiare il volume numero diecimila della sua biblioteca con con un agile e abile divertissement, un racconto dove la voce narrante è quella di un libro, e la vicenda non è la trama contenuta tra le sue pagine ma la sua storia. Fermo sugli scaffali di una libreria, un vecchio volume rievoca il suo percorso lungo sessant’anni, di vita i suoi tre proprietari, con il loro diverso approccio e le diverse sensibilità nei suoi confronti, il piacere di venire sfogliato («Per oltre due mesi mi ha rigirato tra le mani. Riapriva a caso e leggeva: un intero paragrafo o soltanto poche parole»), la soddisfazione per una posizione di rilievo («in salotto, tra i libri più considerati dell’appartamento»), la gioia ancora maggiore di venire ripreso in mano a distanza di anni da qualcun altro («l’emozione di essere guardato dopo tanto tempo»), il controverso rapporto con la tecnologia che avanza e lo mette in disparte («all’inizio, i nostri sguardi finto indifferenti: “noi rimpiazzati da quella roba lì?”... Soltanto paura di perdere ruolo, probabilmente. Non del tutto ingiustificata, del resto: da allora non siamo più stati al centro delle serate»), il dispiacere del commiato dai proprietari, le soste in libreria nella spasmodica attesa di trovare una nuova casa con il senso di dignità di chi conosce il suo valore («Io ho ancora tanto da dare. Nell’epoca di modem, chiocciole e SMS, perché no»).

Kerbaker non si sofferma sui contenuti del volume che racconta la sua autobiografia, perché potrebbe essere la storia di qualunque libro. E, nel leggerla, è inevitabile provare un’ombra di senso di colpa verso i libri che possediamo, ma spesso trascuriamo. Libri riposti ma sempre presenti, come amici discreti e fedeli, che possono cambiarci la vita o solo arricchirla, darci il coraggio di una svolta o di mantenere un impegno, camminando accanto a noi per un tratto della nostra esistenza e aiutandoci a trovare un senso al nostro percorso.

Diecimila
Autore: Andrea Kerbaker
Editore: Frassinelli
Anno: 2003
Pagine: 89
Prezzo: € 6

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