Aldo Cazzullo - Basta piangere!

Recensione del 14/3/2014

È una raccomandazione, un invito, un’esortazione quella che Aldo Cazzullo lancia fin dal titolo del suo ultimo libro: «Basta piangere!», con tanto di punto esclamativo a sottolineare l’enfasi su un atteggiamento che il giornalista considera un virus da debellare.

Si lamentano i giovanissimi che, nonostante tutto, possiedono comunque molto di più rispetto ai loro genitori, nonni e bisnonni; si lamentano i quarantenni, che pagano la crisi ma non fanno nulla per provare a superarla e anzi, “come i capponi di Renzo”, sprecano le energie a beccarsi a vicenda. E invece l’Italia, riflette Cazzullo, è stata anche peggio di come sta oggi, «... ma era un paese che non si lamentava», si rimboccava le maniche e faceva riferimento ai valori, perché «mancavano molte cose ma non il senso di quel che si doveva e non si doveva fare». Intendiamoci, concede l’autore, «i nostri giovani hanno di che piangere», ma «quando si affacciano sul mondo sono già sazi», e questo non li aiuta ad affrontare una realtà critica. Insomma, dobbiamo cambiare musica (e, segnatamente, politica), ma «devono cambiare anche i nostri ragazzi... l’importante è che la loro reazione sia quella giusta: lottare, non piagnucolare».

A questi ragazzi Cazzullo vorrebbe spiegare un mondo estinto, l’Italia degli ultimi decenni, quando l’infanzia era «un tempo dilatato, lento, lungo, in cui ci si poteva prendere il lusso gratuito di fantasticare o di annoiarsi»; un passato fatto di storici programmi tv e avvenimenti stampati nella memoria collettiva, drammi nazionali e clamorosi successi sportivi, incerte evoluzioni tecnologiche e indelebili motivetti pop.

Una cavalcata dagli anni Sessanta ai Novanta raccontata da un ragazzo del 1966 («siamo stati l’ultima generazione a crescere leggendo Pinocchio, il libro Cuore, la Bibbia illustrata», sui cui racconti peraltro l’autore si dimostra ragionevolmente ferrato), tra ricordi in bianco e nero e memoria digitale, dove gli aneddoti personali e familiari si incrociano con i fatti di cronaca mentre il paesaggio cambia, decennio dopo decennio, passando dal Paese “più semplice e meno viziato” che eravamo («una società già “low cost” senza saperlo», chiosa Cazzullo) al trionfo della commiserazione e, soprattutto, di quella ignoranza «diventata quasi un vanto, rivendicata» che caratterizza oggi l’Italia. Un’Italia che però può ancora guarire, con i giusti riferimenti: criticarla è lecito, gettarla via sarebbe un peccato.

Basta piangere!
Autore: Aldo Cazzullo
Editore: Mondadori
Anno: 2013
Pagine: 137
Prezzo: € 14,90

comments powered by Disqus
 

 

14509
Copyright e condizione di riproduzione evangelici.net è un sito di Teknosurf.it srl - P.IVA: 01264890052
Il materiale presente in questa pagina si può ripubblicare liberamente ma solo a queste condizioni.
Sono molto gradite donazioni via Paypal, che ci permetteranno di fare di più e meglio. | Contatti