Elizabeth Strout - Resta con me

Recensione del 4/2/2014

Nella profonda provincia americana di fine anni Cinquanta il pastore di una cittadina del New England perde la moglie e si ritrova ad accudire due figlie piccole ma, soprattutto, si trova ad affrontare il dramma personale che, inevitabilmente, condiziona il suo approccio verso gli altri e, anche se fa il possibile per evitarlo, influenza la cura d’anime - anime che non fanno molto per venire incontro alle sue difficoltà interiori e pratiche -. Su questa vicenda si snoda il romanzo di Elisabeth Strout, premio Pulitzer nel 2009, considerata una delle più interessanti interpreti della narrativa americana contemporanea.
L’autrice, con il suo stile pacato e scorrevole, descrive con tocco da ritrattista ambientazione e personaggi, calati in un intreccio di rapporti sociali che si dipana via via: un microcosmo di fatti e situazioni che, fatte salve le specificità della vicenda, potrebbe essere situato ovunque e in qualunque epoca.
Frequenti le citazioni bibliche ma anche i riferimenti culturali all'ambiente evangelico - in primis a Bonhoeffer, il cui pensiero viene spesso incastonato nelle riflessioni del pastore -; la traduzione, non troppo tecnica, perde a volte qualche sfumatura ma nel complesso propone anche al lettore italiano un racconto godibile, che offre il destro ad ampie riflessioni sulle relazioni umane di una comunità cristiana nel suo continuo oscillare tra conformismo e compassione.

Resta con me
Autore: Elizabeth Strout
Editore: Fazi editore
Anno: 2010
Pagine: 372
Prezzo: € 18,50

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