Stefano Lorenzetto - Cuor di veneto

Recensione del 4/2/2014

«Il lavoro non è nemmeno un dovere, per i veneti: è il senso stesso del vivere». Parte da questo assioma Stefano Lorenzetto nella sua ultima fatica editoriale, una raccolta di interviste a veneti noti e meno noti mirata a spiegare la fenomenologia di una regione e di una popolazione vittima di luoghi comuni che la descrivono come razzista, ignorante, avida. A convincere di più, però, è la lunga introduzione dell’autore, un vero pamphlet scritto con il consueto acume e amore per il dettaglio, dove Lorenzetto apre idealmente insieme ai suoi lettori l’album di famiglia per raccontare come, lungi dall’aneddotica più frusta, il veneto ha conosciuto la povertà e ha saputo rispondere con il lavoro, trasformandolo nel paradigma per stabilire «le connessioni con la realtà» e con la società (lavoriamo fin da piccoli, spiega, «anche per non sentirci soli») e declinando l’invidia nel “sentimento nobile” di chi guarda un modello per imitarlo, anziché per concupirlo.

Una filosofia, quasi una “religione civile”, che non disdegna la cultura né le opere buone, ma che si sta perdendo con il passaggio generazionale, paventa Lorenzetto: i figli di chi conosceva «l’attitudine al sacrificio... si contorcono in preda ai malesseri del benessere», smarriti nell’ideologia dell’“incasso immediato”. Di questo passo forse bisognerà davvero rimpiangere, come fa l’autore, «la benedizione della povertà, il miglior immunizzante da qualsiasi illusione terrena».

Cuor di veneto
Autore: Stefano Lorenzetto
Editore: Marsilio
Anno: 2010
Pagine: 302
Prezzo: € 19,00

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