"Swing low", lo spiritual della discordia

Articolo inserito il 3/7/2020 alle 20:53

Perfino gli spiritual rischiano di soccombere alla nuova ondata di politically correct. I tifosi della nazionale inglese di rugby accompagnano regolarmente i loro beniamini durante le partite intonando la celebre Swing low, sweet chariot (sfidando perfino la Haka neozelandese), un brano di ispirazione cristiana (il testo è qui), interpretato nel corso dei decenni da quasi tutti i miti della musica, da Johnny Cash a Louis Armstrong.

Peccato che l'autore sia Wallis Willis, «uno schiavo della popolazione dei choctaw, vissuto nell'Oklahoma del secondo Ottocento», e così l'Inghilterra ora si interroga se sia il caso di portare avanti una tradizione imbarazzante o di interromperla. A spezzare una lancia a favore dello status quo è Maro Itoje, nazionale inglese di origini nigeriane, che ribadisce l'ovvio: «Non credo che nessuno a Twickenham lo abbia mai cantato con cattive intenzioni». La federazione inglese, da parte sua, mette comunque le mani avanti: «Attualmente stiamo riconsiderando il suo contesto storico così come la nostra responsabilità nell'educare i tifosi a prendere decisioni informate».

foto da youtube.com



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