USA, si ricorda il proibizionismo

Articolo inserito il 31/1/2020 alle 14:44

Il 17 gennaio 1920 gli Stati Uniti mettevano fuorilegge l'alcol: il proibizionismo, che tanta parte ebbe nella letteratura e nell'immaginario statunitense, prese il via un secolo fa come risultato di una campagna portata avanti fin dal 1826 dal predicatore Lyman Beecher, «che dai pulpiti del Connecticut - ricorda Gianni Riotta sulla Stampa - tuonava ai fedeli presbiteriani "l'alcol è la causa di ogni male!"».

Riotta spiega che «nei film di Hollywood e nelle serie tv i profeti del proibizionismo, come la Carrie Nation che armata di un'accetta sfondava botti di birra nei saloon, vengono ritratti da intolleranti, reazionari, beghine. La verità storica è ben diversa. La rivoluzione industriale, inurbando nelle metropoli milioni di contadini poveri, crea un'epidemia di alcolismo», e per queste ragioni il proibizionismo fu una campagna che unì «riformatori sociali, progressisti, femministe ante litteram. C'erano sì predicatori che minacciavano l'inferno ai bevitori da botti pulpito, come il famoso Billy Sunday, ma i militanti del Progressive Movement mischiavano - secondo lo storico Mark Schrad - "Marx, Jefferson e Gesù"».

foto: lastampa.it



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