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   Tra gli ortodossi d’Israele che ora dettano legge
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   Autore  Topic: Tra gli ortodossi d’Israele che ora dettano legge  (letto 761 volte)
Giamba
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Tra gli ortodossi d’Israele che ora dettano legge
« Data del Post: 22.07.2019 alle ore 15:14:14 »
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di Davide Lerner
 
"Abito nero, rituali, sussidi: gli ultrareligiosi saranno presto il 30% della popolazione Sempre più decisivi in politica, ma invisi ai laici: così cambiano il volto del Paese
 
BNEI BRAK (ISRAELE) — «Tel Aviv è a dieci minuti da qui ma non ci metto piede, per carità, là le donne vanno in giro mezze nude. Chi si espone a quel mondo lì poi torna in yeshivà e non capisce più niente degli studi religiosi» dice Elad Kuper, ultraortodosso israeliano di 27 anni, passeggiando nell’enclave haredi di Bnei Brak.
Kuper abita con la moglie e i suoi primi tre figli (la media per gli ultraortodossi è di circa sette) in una stanza e mezza affittata in uno stabile sgangherato e circondato di spazzatura, vicino alla sovraffollata arteria di “Rabbi Akiva”. Vive del sussidio della yeshivà, la scuola religiosa, che ammonta a 2.000 shekel al mese (490 euro), in buona parte prelevati direttamente dalle casse dello stato. Studia di notte – «solo col buio si raggiunge la massima concentrazione secondo l’importante rabbino Shimon Bar Yochai» – e durante il giorno aiuta un vecchio per raggranellare qualche altro shekel.
Ma nella comunità ultraortodossa sono piuttosto le mogli che, non “obbligate” a studiare le scritture ininterrottamente, sono autorizzate a fare qualche lavoro: in molte, come la ventiquattrenne Avigail, moglie di Kuper, fanno le maestre a scuola o negli asili part-time. Agli sforzi del governo per cerare di spingere più ultraortodossi a integrarsi nella società “mondana” si è di recente aggiunto niente meno che il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana. «Abbiamo cominciato ad assumere personale ultraortodosso dopo lunghi percorsi propedeutici specializzati», ha detto il direttore del Mossad Yossi Cohen all’inizio del mese, citando una collaborazione con la ong Pardes che si pone l’obiettivo di conciliare la vita religiosa degli haredim con quella lavorativa, finanche nel settore della difesa.
Kuper è un caso particolare nella comunità ultraortodossa: è un hoser leteshuva’ (colui che ritorna alla chiamata), cioè ha vissuto da laico fino a circa vent’anni, compreso il servizio militare, prima di scegliere il lungo cappotto nero e il cappello a larghe tese dei religiosi.
Ma per i suoi figli la strada è segnata. Kuper scandisce: «Dai 3 ai 13 anni talmud torah, poi yeshivà fino al matrimonio, che verrà organizzato da un “shachdan” o agente matrimoniale e approvato dai genitori, poi continueranno a studiare al kollel, la scuola religiosa per uomini sposati. Qui le vite sono semplici, è tutto pre-ordinato: non bisogna mai prendere decisioni», dice. «Ovviamente useranno cellulari kasher, che possono fare solo telefonate. E quando a 18 anni arriverà lo “zav rishon”, la chiamata dall’esercito, ci faremo dare un certificato d’esenzione dalla yeshivà», spiega.
Proprio sul risentimento verso i super-religiosi, visti come parassiti che eludono il servizio militare e vivono di sussidi statali da molti israeliani, si sono incagliati i negoziati per formare il quinto governo del primo ministro Benjamin Netanyahu. Ed è probabile che la stessa impasse si riproponga dopo le nuove elezioni del prossimo settembre: Avigdor Lieberman, che ha impugnato la causa dei laici, ha già detto che non farà sconti per andare in coalizione coi religiosi. E, secondo recenti sondaggi della televisione israeliana, senza Lieberman Netanyahu, ancora una volta, non sarà in grado di formare un governo.
Secondo l’Ocse, entro pochi decenni la componente haredi della società israeliana (attualmente circa un milione) potrebbe raggiungere il 30 per cento della popolazione, con gravi conseguenze su economia e politica del Paese. «È fondamentale che vengano rivisti i curriculum delle scuole haredi inserendo materie più classiche, dalla matematica alle scienze all’inglese, se si vuole favorire la loro integrazione nel mercato del lavoro», ha detto Peter Jarrett dell’Ocse al giornale economico israeliano The Marker .
«È una battaglia contro il tempo», ha aggiunto.
C’è anche chi, come il noto scrittore israeliano Yuval Noah Harari, autore del bestseller “Sapiens,” interpreta la questione degli ultra-ortodossi in chiave positiva. In un mondo in cui l’automazione rendesse i mestieri dell’uomo sempre meno utili, teorizza nel suo ultimo libro “21 lezioni per il XXI secolo” (Bompiani editore), le persone godranno di un reddito di cittadinanza e dovranno realizzarsi facendo a meno del lavoro. Ecco allora che gli ultraortodossi, secondo diverse ricerche appagati da una vita fatta di soli rituali, sarebbero un’avanguardia da imitare invece che una zavorra di cui disfarsi, relegandola al passato remoto. Ma, per ora, la preoccupazione principale in Israele rimane quella di come favorire una loro integrazione alla luce del crescente peso demografico ed elettorale.
Al contrario della minoranza araba, anch’essa poco emancipata nella società israeliana, le autorità religiose haredi mandano i propri discepoli a votare come soldati. «Sappiamo che avere peso politico conta parecchio, anche se la nostra società vive separata », spiega Kuper. Per misurare il peso politico degli ultraortodossi basta prendere in mano le prime pagine goliardicamente distopiche dei giornali “haredi” all’alba dell’ultima consultazione elettorale: “Matrimoni civili in arrivo,” “Trasporti pubblici di Shabbat (sabato) nella maggior parte delle città del Paese,” e ancora “Coscrizione obbligatoria per tutti”. Nessuno di questi scenari, con 16 de putati ultra-ortodossi alla Knesset, si possono realizzare"
 
Tratto da La Repubblica del 22 luglio 2019
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Sandro_48
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Re: Tra gli ortodossi d’Israele che ora dettano le
« Rispondi #1 Data del Post: 22.07.2019 alle ore 17:12:53 »
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Mi piace molto questo articolo di Giamba.
Per la Difesa militare , gli Haredim (gli Haredim sono gli Ultra - Ortodossi) non fanno il soldato, però possono lavorare nel Mossad (che, per sentito dire, espone a sacrifici alquanto duri della vita militare, se non forse molto più  difficili e rischiosi).
Bravo Giamba !
 
Sandro_48
« Ultima modifica: 22.07.2019 alle ore 17:28:14 by Sandro_48 » Loggato

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Re: Tra gli ortodossi d’Israele che ora dettano le
« Rispondi #2 Data del Post: 30.07.2019 alle ore 02:33:23 »
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Di ultraortodossi ci sono anche i chassidim, non soltanto gli haredo. I chassidim vivono in case più confortevoli, anche perchè gli uomini, a differenza degli Haredo, possono anche lavorare. Non tutti indistintamente trascorrono l'intera vita alla yeshiva. Le donne haredo sono costrette finanche a 3 impieghi per tirar su famiglie numerose. Non avere troppi figli ha un alto costo sociale sia per uomini che per donne. Non fanno per nulla una bella vita, se le mie fonti non sono errate vivono sotto un regime oppressivo che ricorda i musulmani (pur non compartendo le credenze con questi). Per sapere invece qualcosa di più sui chassidim, come vivono, c'è il bellissimo film La sposa promessa (che ho comprato su google play store e molto apprezzato).
« Ultima modifica: 30.07.2019 alle ore 02:35:23 by Milla » Loggato
Leona
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Re: Tra gli ortodossi d’Israele che ora dettano le
« Rispondi #3 Data del Post: 30.07.2019 alle ore 09:59:35 »
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Quanto mi piacerebbe poter vivere per per un paio di anni a Tel Aviv, cosi da poter capire questa situazione. Anche se per noi cristiani, è praticamente impossibile avere contatti con gli ebrei ultra-ortodossi.
Mi ricordo che negli anni 60 lavoravo in una piccola banca ebraica e nel mio ufficio faceva uno stage la nipote del presidente, che aveva circa 35 anni, non sposata. A mezzogiorno con le altre ragazze, uscivamo a pranzo in un vicino posto di ristoro, ma a questa ragazza era proibito venire con noi, così come ogni ulteriore contatto con noi, fuori dal lavoro, le era assolutamente proibito.  
Ci diceva che i genitori temevano si innamorasse di un non-ebreo.
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Re: Tra gli ortodossi d’Israele che ora dettano le
« Rispondi #4 Data del Post: 30.07.2019 alle ore 11:08:50 »
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on 30.07.2019 alle ore 09:59:35, Leona wrote:
Quanto mi piacerebbe poter vivere per per un paio di anni a Tel Aviv, cosi da poter capire questa situazione. Anche se per noi cristiani, è praticamente impossibile avere contatti con gli ebrei ultra-ortodossi.
Mi ricordo che negli anni 60 lavoravo in una piccola banca ebraica e nel mio ufficio faceva uno stage la nipote del presidente, che aveva circa 35 anni, non sposata. A mezzogiorno con le altre ragazze, uscivamo a pranzo in un vicino posto di ristoro, ma a questa ragazza era proibito venire con noi, così come ogni ulteriore contatto con noi, fuori dal lavoro, le era assolutamente proibito.  
Ci diceva che i genitori temevano si innamorasse di un non-ebreo.

 
Più che Tel Aviv direi Gerusalemme. C'è proprio un proverbio che dice "Mentre Gerusalemme prega, Tel Aviv si diverte". C'è una serie molto bella su Netlix che racconta la vicende di una famiglia di ultra-ortodossi, "Gli Shtisel", facendo un po' di luce sulla vita in questa comunità:http://rivista.vitaepensiero.it/news-vp-plus-shtisel-la-serie-che-raccon ta-gli-ebrei-ultraortodossi-5121.html.
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« Rispondi #5 Data del Post: 30.07.2019 alle ore 12:09:17 »
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Grazie, vado a guardare questa serie. Sono certa mi piacerà tantissimo, come tutti i libri o film (ben fatti) che trattano il modo di vivere dei nostri fratelli maggiori ebrei.
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« Rispondi #6 Data del Post: 30.07.2019 alle ore 12:13:22 »
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Dicevo Tel Aviv poichè se ne parla nell'articolo.
Gerusalemme è la città che mio marito vorrebbe visitare da anni ed io sono stata sempre reticente per un banalissimo fatto che però mi disturba molto: ho visto delle foto del Golgota attorniato da pubblicità della coca cola. La basilica della natività mi disturba, così come altri siti per me santi.  
Sono certamente superficiale, ma non mi sento di visitare Gerusalemme.
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Re: Tra gli ortodossi d’Israele che ora dettano le
« Rispondi #7 Data del Post: 31.07.2019 alle ore 03:15:52 »
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In realtà un ultraortodosso non è che non può avere contatti con cristiani, non ne può avere con nessuno che non sia ultraortodosso, specie se si tratta di haredo. Nè atei, nè agnostici, nè alcuno di qualunque religione non giudea ultraortodossa. Non sono loro graditi neppure gli ebrei non ultraortodossi (nemmeno gli ortodossi, che in confronto a loro sono tutt'altro mondo).
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Re: Tra gli ortodossi d’Israele che ora dettano le
« Rispondi #8 Data del Post: 01.08.2019 alle ore 12:51:17 »
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on 30.07.2019 alle ore 11:08:50, Giamba wrote:

 
Più che Tel Aviv direi Gerusalemme. C'è proprio un proverbio che dice "Mentre Gerusalemme prega, Tel Aviv si diverte". C'è una serie molto bella su Netlix che racconta la vicende di una famiglia di ultra-ortodossi, "Gli Shtisel", facendo un po' di luce sulla vita in questa comunità:http://rivista.vitaepensiero.it/news-vp-plus-shtisel-la-serie-che-raccon ta-gli-ebrei-ultraortodossi-5121.html.

 
Ho trovato questa serie su Netlix. Mi dispiace molto che parlino la loro lingua con sottotitoli italiani e mio marito - che non vede molto bene - si stanca troppo a leggere. Ma la guarderò io, poichè il primo impatto è stato molto positivo. Sono certa che sarà interessante.  
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« Rispondi #9 Data del Post: 05.08.2019 alle ore 17:13:56 »
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Sto guardando questa serie in TV e ne sono affascinata.  
Grazie Giamba che me l'hai fatta conoscere.
 
Davvero interessante. E pur partecipando al loro modo di vivere  che posso comprendere, sono felice di vivere sotto il nuovo Patto stabilito dal nostro Signore Gesù.
 
Poi sono anche stupita dal fatto che, benchè ultra ortodossi per molti atteggiamenti, fumano e bevono bevande alcoliche. Mi sarei aspettata da loro un rigore estremo in questo campo, come fanno tanti evangelici, i quali tacciano di peccaminoso il bere e fumare.
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