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   Autore  Topic: Confessione dei peccati  (letto 368 volte)
Giuseppe76
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Posts: 5
Confessione dei peccati
« Data del Post: 10.08.2017 alle ore 18:59:40 »
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Salve A tutti, ho abbracciato da poco la fede evangelica. Secondo voi Gesù che intendeva dire quando disse: a chi perdonerete i peccati saranno perdonati a chi non li perdonerete resteranno non perdonati. Se non si riferisce all istituzione del sacramento della confessione a cosa si riferisce? Grazie
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Posts: 2900
Re: Confessione dei peccati
« Rispondi #1 Data del Post: 12.08.2017 alle ore 13:13:44 »
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on 10.08.2017 alle ore 18:59:40, Giuseppe76 wrote:
Salve A tutti, ho abbracciato da poco la fede evangelica. Secondo voi Gesù che intendeva dire quando disse: a chi perdonerete i peccati saranno perdonati a chi non li perdonerete resteranno non perdonati. Se non si riferisce all istituzione del sacramento della confessione a cosa si riferisce? Grazie

Ti rispondo con una similitudine.
 
Per esempio...se io pedono i peccati...ammettiamo.... è come se gli regalo 1 kg di caramelle senza zucchero ma molto buone...diciamo i "Sugus" (che a me piacciono tanto)....
...anzi no....perché a mangiarne tanti ...anche se sono buoni...non farebbero così bene alla salute......(sono un po`golosa.....ho detto la prima cosa che mi è venuta in mente)....
 
...ma allora diciamo....che è come se gli regalo un kg di paradiso.
 
...ma se non gli perdono è come si gli tiro uno "schiaffo morale".
...e così rimane.
 
...ma c`è anche....che se non perdoniamo agli altri...anche noi non veniamo perdonati da Dio Padre....
....quindi anche noi non riceviamo 1 kg di paradiso.....ma riceviamo altrettanto....cioè....."uno schiaffo morale".
 
...non verremmo perdonati perché penso che Dio consideri che anche noi abbiamo peccato....non nello stesso modo...ma ad una stessa scala.
 
Invece se perdoniamo qualsiasi peccato....anche tutti i nostri peccati sono perdonati....che bello questo!!!
 
Il Signore è adatto a noi in ogni cosa.
« Ultima modifica: 12.08.2017 alle ore 19:34:43 by Virtuale » Loggato

"Zia, ma quando Gesù è risorto ha fatto il buco nell`ozono ? " (bambino) di Tony Kospan.
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Posts: 44
Re: Confessione dei peccati
« Rispondi #2 Data del Post: 11.12.2017 alle ore 12:19:02 »
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on 10.08.2017 alle ore 18:59:40, Giuseppe76 wrote:
Salve A tutti, ho abbracciato da poco la fede evangelica. Secondo voi Gesù che intendeva dire quando disse: a chi perdonerete i peccati saranno perdonati a chi non li perdonerete resteranno non perdonati. Se non si riferisce all istituzione del sacramento della confessione a cosa si riferisce? Grazie

 
Ciao Giuseppe, dico la mia, ma la cosa migliore è leggere nel Vangelo dove si parla di perdono dei peccati e capire nel quadro generale.
 
Nella Vangelo, per peccato, solitamente si fa riferimento a:
1. il peccato di Adamo, che porta la condanna su ogni essere che non ha conosciuto Cristo o ne ha rifiutato la salvezza, che ha come salario la morte non solo carnale come tutti ma eterna, cioè la separazione eterna da Dio dopo la morte carnale;
2. il peccato cumulato dei nostri sbagli ed errori, anche dopo la conversione (il giusto pecca sette volte al giorno dice la Bibbia);
3. il peccato che noi riceviamo dagli altri, ovvero le offese, i torti, le ingiustizie.
 
Il passo che citi potrebbe essere benissimo un parallelo della parte finale del Padre Nostro, dove dice "rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori", ovvero perdonaci come anche noi perdoniamo a nostra volta chi è in debito con noi.
 
Alla fine tutto si rifà alla parabola del servo debitore (e malvagio aggiungerei) che doveva un'immensità di soldi al suo padrone (immagina uno stipendio medio alto di 10 persone in 10 anni), e questo glielo condona per bontà. Ma quando il servo esce, trova un'altro servo che gli doveva un debito di molto inferiore (ad esempio l'equivalente di un caffè al giorno per 10 mesi), ma dato che non li poteva rendere lo fa imprigionare con la famiglia finchè non ha saldato tutto il debito. Il padrone allora, avendolo saputo, gli chiede come mai anche lui non aveva perdonato come a lui era stato perdonato molto di più, e lo getta nella prigione.
 
Il succo è, a noi che è stato perdonato tanto nella morte di Cristo (la salvezza dal peccato di adamo che ci impediva di essere riconciliati con Dio, il fardello dei peccati che abbiamo commesso volontariamente o involontariamente), ci è chiesto di perdonare quanto a noi è stato offeso, in quanto incomparabile con quanto ci separava da Dio.
 
A questo però aggiungo che, sebbene sia così semplice a leggerlo, poi riportare nella vita reale questo insegnamento è molto difficile, e non parlo delle scaramucce tra amici, ma parlo di gravi offese, soprattutto ricevute in famiglia o nella comunità che si frequenta o tra amici molto stretti. Ad esempio, nonostante io abbia conosciuto la salvezza di Cristo da circa dieci anni (anche se posso dirti che l'anzianità nel professare una fede non vuol dire nulla a parer mio), nonostante ho provato diverse volte a risolvere la situazione, tutt'ora non sono riconciliato con mia madre che mi abbandonò ad 8 anni e non ha mai realizzato la gravità del gesto, ne mai ho sentito dire da parte sua almeno un "scusa".  
 
Per mia esperienza posso dirti che, secondo me, siamo tenuti a perdonare ed offrire il perdono a prescindere per il bene nostro, per non avere radici di amarezza che minano la nostra vita, ma non siamo tenuti a riconciliare. Come dire, non ho nulla contro di te, se vieni a chiedermi perdono trovi una porta sfondata, ma se non realizzi quello che hai commesso non faccio finta di niente, magari con il rischio che continui ancora a ferirmi o danneggiarmi maggiormente...
 
E' come la parabola del Figlio prodigo: va, sperpera, ma quando torna contrito e disposto a fare l'ultiom dei servi per suo padre, il padre addirittura gli corre incontro e lo ricostituisce. Ma mentre era il via, il padre non è andato a cercarlo scongiurandolo di ravvedersi, ma ha aspettato che il figlio capisse e tornasse a casa con la consapevolezza di quanto commesso.
 
Lato nostro invece, la confessione dei peccati indicata da Paolo, quando scriveva di confessarsi vicendevolmente, è una cosa che fa bene prima di tutto a noi per affrontare il peso del peccato che abbiamo commessa sulla nostra coscienza (che ci dà vergogna, ci fa sentire indegni di Dio impedendoci ci accostarci a Lui). Prima di tutto dovremmo confessare il peccato a Dio, nella certezza che Lui ha già perdonato nella croce tutti i nostri errori, ma se ancora ci sentiamo il peso è giusto confessarci con una persona di cui abbiamo fiducia, magari quella che ci ha condotto alla conoscenza di Cristo, o se già frequenti una chiesa, una figura pastorale con cui ti senti a tuo agio, in modo che ti aiuti ad affrontare il problema e risolverlo.
 
Comunque, ti suggerisco di leggerti la lettera ai romani dal capitolo 3 v.11 fino al cap 8  v.17, magari confrontandoti di persona con qualche figura o pastorale o comunque con una buona conoscenza della parola, in modo da capire la relazione tra noi (corpo mortificato e spirito vivificato), Cristo ed il peccato...
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