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   Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?
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   Autore  Topic: Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?  (letto 248 volte)
Sandro_48
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Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?
« Data del Post: 31.01.2020 alle ore 09:56:00 »
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Chiedo se può interessare la mia relazione scritta sulla Teologia Biblica del Libro di Giobbe.
Sandro_48
« Ultima modifica: 31.01.2020 alle ore 10:01:06 by Sandro_48 » Loggato

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Re: Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?
« Rispondi #1 Data del Post: 31.01.2020 alle ore 10:13:00 »
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Ciao Sandro, ecco spiegata la ragione per la quale eri assente dal forum ultimamente.
Se la tua relazione non ha 280 pagine A4, la leggo volentieri. Me la puoi mandare in privato PF?
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Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me (Ap 3:20)
Sandro_48
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Re: Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?
« Rispondi #2 Data del Post: 31.01.2020 alle ore 10:27:48 »
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on 31.01.2020 alle ore 10:13:00, Leona wrote:
Ciao Sandro, ecco spiegata la ragione per la quale eri assente dal forum ultimamente.
Se la tua relazione non ha 280 pagine A4, la leggo volentieri. Me la puoi mandare in privato PF?

 
Cara Leona, sono 4 o  5  pagine formato  A4 che non ci stanno su un messaggio privato, purtroppo.
 
Sandro_48
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Leona
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Re: Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?
« Rispondi #3 Data del Post: 31.01.2020 alle ore 10:36:04 »
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Non vorrei prendere il posto dei moderatori, dicendoti di pubblicare sul forum.
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Re: Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?
« Rispondi #4 Data del Post: 31.01.2020 alle ore 11:05:46 »
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on 31.01.2020 alle ore 10:36:04, Leona wrote:
Non vorrei prendere il posto dei moderatori, dicendoti di pubblicare sul forum.

 
Purtroppo in questa sezione manca quella dedicata a uno studio biblico, cosa che andrebbe segnalata ai Moderatori.
 
D'altra parte viene fuori anche la mia incapacità di mettere lo studio biblico come Allegato /Allegati in fondo.
 
Comunque il mio studio biblico è a disposizione, perchè l'ho salvato in un mio sito privato.   -   Sandro_48    -   31 gennaio  2020
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Re: Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?
« Rispondi #5 Data del Post: 07.05.2020 alle ore 05:07:24 »
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Post aggiunto da Sandro_48 il 7 Gennaio 2020 alle 20:58 in Teologia dell'Antico Testamento
 
IL Libro di Giobbe - Bibliografia  Juan Peter Miranda - 4.3.1. un libro del tempo di crisi.
 
Nel libro di Giobbe  si possono distinguere una cornice narrativa in prosa (capp.1 - 2, e 42, 7-17 ) e  
 
un corpo in poesia, contenente dialoghi tra Giobbe e i suoi amici (capp. da 3 a 37 ) e discorsi di Dio con le risposte di Giobbe (capp. da 38 a 42,6).
 
Uno dei principali problemi letterari del libro sta proprio nel rapporto  che intercorre fra queste due parti:  
 
tanto la cornice quanto la parte poetica mostrano una crescita nella nascita del testo.  Esistono fratture in tale crescita riconoscibili nel racconto iniziale della figura di satana e nel racconto finale con l'inserimento fuori posto della poesia sapienziale (IL Canto della Sapienza del capitolo di Gb 28) e del discorso di un certo Eliu (capitoli da Gb 32 a Gb 36). Tuttavia l'unità del libro di Giobbe non risente di tali fratture: il capitolo di Gb 28  e il discorso di Eliu vengono considerati due Glosse. ( Glossa = annotazione marginale a testi biblici).
 
La questione Teologica che funge da guida è : DOVE  E' LA GIUSTIZIA DI DIO DI FRONTE ALLA SOFFERENZA DI UN INNOCENTE ?
Nella parte poetica , strutturata sotto forma di dialoghi, l'autore del libro di Giobbe CERCA di rispondere a tale domanda.
 
4.3.2.: Le linee Teologiche fondamentali del libro di Giobbe.
     Le posizioni teologiche sono rappresentate dai personaggi via via introdotti. La questione del perchè della sofferenza non è trattata in maniera teoretica e astratta, bensì è esemplificata con un caso concreto, con il caso di Giobbe: vuole lumeggiare le immagini di Dio di fronte al caso estremo della sofferenza di un innocente. IL libro di Giobbe è un libro Teologico e non un manuale di comportamento.
 
     I quattro ( 4 ) tipi di esperienze del dolore fatte da Giobbe ( e la sua sofferenza a causa di Dio):
 
1) PERDITA DEI BENI, DEL BENESSERE E DEI FIGLI.
 
2) PERDITA DELLA SALUTE.
 
3) PERDITA DELLE RELAZIONI SOCIALI.
 
4) ABBANDONO DA PARTE DI DIO.
 
     Sviluppo di ciascuna Tematica.
 
1) Secondo la tradizione Sapienziale grandi possedimenti e molti figli sono segno della Benedizione di Dio. E siccome Dio è il datore di tutti i beni, la preghiera di Giobbe è :" IL Signore ha dato, il Signore ha tolto! Sia benedetto il nome del Signore! (Gb 1, 21).   Nel capitolo 29 Giobbe passa in rassegna il suo felice passato: questa retrospettiva vuole rappresentare la grandezza della sofferenza di Giobbe davanti a Dio e la ricerca di Giobbe di una nuova comunione con Lui,  perchè l'amicizia e la comunione con Dio erano il fondamento della esistenza e del benessere di Giobbe (Gb 29, 2-5 ).
 
2) L'esperienza della PERDITA DELLA SALUTE - Per la Tradizione Sapienziale, così come per tutta la tradizione biblica, più dei beni e della ricchezza è una vita sana che è considerata come una benedizione di Dio. ( Siracide 30, 14-16 ).  La salute dipende da un lato dal rispetto di norme igieniche e di norme alimentari (v. Levitico e Deuteronomio 14, 3-21);  dall'altro lato la fedeltà all'alleanza con Dio è considerata una garanzia per la salute del Singolo e del popolo (Es. 15,26 ). Su questo sfondo la perdita della salute è una negazione della benedizione di Dio. L'uomo colpito da malattie appartiene perciò al regno della morte, che è lontano da Dio (v. Salmo 88, 4-7 ).  
In Giobbe capitolo 10 egli crede di essere colpito da Dio senza motivo: qui affiora una Riflessione Critica della più recente Tradizione Sapienziale dove le esperienze di benedizione e di maledizione non possono più essere giudicate secondo il principio del nesso esistente tra l'azione e le sue conseguenze. -  
     L'autore del libro di Giobbe non ha paura di mettere i suoi ascoltatori e lettori di fronte al tremendo quadro della malattia e dello stato psichico di Giobbe. (Gb 2,7s.), (Gb 7,5s.), (Gb 19,20), (Gb 30,16-31
 
3) L'esperienza PERDITA DELLE RELAZIONI SOCIALI -  
 
La malattia ha anche delle conseguenze per le relazioni sociali e danneggia la convivenza interumana:  in molti Salmi i malati si lamentano della loro solitudine, per il loro isolamento, per l'allontanamento del prossimo, degli amici e dei parenti, e per la loro ostilità: " Hai allontanato da me i miei compagni, mi hai reso per loro un orrore. Sono prigioniero senza scampo...Hai allontanato da me amici e conoscenti, mi fanno compagnia soltanto le tenebre (Salmo 88, 9.19) ".  
" I miei amici e i miei compagni  si scostano dalle mie piaghe, i miei vicini stanno a distanza. Tendono agguati quelli che attentano alla mia vita,  quelli che cercano la mia rovina tramano insidie e tutto il giorno studiano inganni. (Salmo 38, 12s.) ".
Quindi - ripetiamo - la malattia ha anche delle conseguenze per le relazioni sociali e danneggia la convivenza interumana e l'allontanamento dei parenti e degli amici riempie di tristezza , di collera, e di ira pure Giobbe: " I miei fratelli si sono allontanati da me, persino i miei familiari mi sono diventati estranei. Sono scomparsi vicini e conoscenti ;  da estraneo mi trattano le mie ancelle, sono un forestiero ai loro occhi. Chiamo il mio servo  ed egli non mi risponde, devo supplicarlo con la mia bocca. IL mio fiato è ripugnante per mia moglie e faccio ribrezzo ai figli del mio grembo. Anche i ragazzi mi disprezzano: se tento di alzarmi mi coprono di insulti. Mi hanno in orrore tutti i miei confidenti (Giobbe 19, 13-19 ) : Giobbe  non sperimenta soltanto il disprezzo dei familiari e la scomparsa degli amici, bensì anche del vile disprezzo: la descrizione scioccante del disprezzo e della derisione  da parte della marmaglia, da parte quindi di uomini che erano a loro volta disprezzati dalla società (vedi Giobbe 17,6;  Giobbe 19,18;  e Giobbe capitolo 30) che documentano quanto Giobbe sia stato privato della dignità umana. -
 
4) ABBANDONO DA PARTE DI DIO.
E persino la moglie di Giobbe compare solo come notoria tentatrice: "Maledici Dio muori ! ( Gb 2,9)" IL Distacco da Dio significa morte. Giobbe rispose: " Tu parli da donna insensata ! Abbiamo accettato il Bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo di accettare il male ? (Gb 2, 10 ). - Allora Giobbe maledisse il giorno della sua nascita ( Gb 3,1) : "Perchè non morii fin dal seno di mia madre ? (Gb 3, 11)  "oppure come l'aborto nascosto non esisterei, sarei come i feti che non videro la luce (Gb 3,16); perchè dare alla luce l'infelice e la vita a chi ha l'anima nell'amarezza ? " (Gb 3,20); "Non trovo riposo, nè tranquillità, il tormento è continuo !" (Gb 3, 26).  " Le saette dell'Onnipotente mi trafiggono... i terrori di Dio si schierano in battaglia contro di me" (Gb 6,4 ) . "Oh avvenisse  pure quel che chiedo e mi desse Dio quel che spero ! Volesse pure Dio schiacciarmi, stendere la mano e tagliare il filo dei miei giorni ! Sarebbe questo un conforto per me, esulterei nei dolori che egli non mi risparmia, poichè io non ho rinnegato le parole del Santo !" (Gb 6, 8-10 ). - Giobbe accusa Dio (cap. 9) "Come potrebbe l'uomo essere giusto davanti a Dio? (Gb 9, 2b)" perchè crede di essere colpito da Dio senza motivo (cap.10). "Io dirò a Dio: "non condannarmi! Fammi sapere perchè sei in contesa con me! (Gb 10,2)" " Ti sembra cosa ben fatta opprimere, disprezzare l'opera delle tue mani e favorire i disegni dei malvagi? (Gb 10,3)".
 
........................................................................ ........................................................................ ........
 
Ho finito di scrivere a mano la mia prima tesina su Giobbe, ma non riesco a scriverla al PC per un blocco emotivo riguardante il finale del libro di Giobbe.:
" la visione " di D-o, la contemplazione delle meraviglie dell'universo. ( che la Bibbia chiama Creazione
 
........................................................................ ..........................................16 gennaio 2020
« Ultima modifica: 07.05.2020 alle ore 05:11:53 by Sandro_48 » Loggato

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Re: Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?
« Rispondi #6 Data del Post: 07.05.2020 alle ore 05:21:51 »
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(continua) ( 2^ parte) di Teologia del libro di Giobbe .
In seno all'esternazione dell'abbandono da parte di Dio, la nostalgia di Dio si apre una strada , che fa posto alla fiducia: " Io so che il mio Redentore vive !
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Lo vedrò io stesso, i miei occhi lo contempleranno . ( Gb 19, 25 - 27 ).
 
4.3.2.2.  Gli amici di Giobbe e il problema del male cioè il problema della teodicea. (Viene detto  
 
"teodicea" il tentativo di giustificare con motivi razionali Dio di fronte alla sofferenza e al male nel mondo. ).
Epicuro nell'antichità fa della sofferenza l'argomento contro l'esistenza di Dio: "Se Dio è onnipotente e buono, non può permettere alcuna sofferenza. Se è buono, ma non è onnipotente, allora non è Dio".
     Esiste il tentativo teologico che postula una soluzione definitiva del problema della teodicea: "IL  
Dio Simpatico, come ci si è rivelato in Gesù Cristo: se è Dio stesso che soffre, la sofferenza non può essere addotta come un'obiezione contro l'esistenza di Dio". (In questo sistema teologico con soluzioni definitive del problema, Giobbe non troverebbe più posto ): non ci sarebbe più posto per il lamento e per l'accusa e per il confronto con Dio !
 - La risposta, cioè il pensiero biblico di un certo Eliu :  per Eliù le sofferenze sono un mezzo pedagogico di formazione, quindi uno strumento di salvezza. Egli dice a Giobbe: " E tu, quando dici che non lo scorgi ( Dio), la tua causa gli sta davanti; sappilo aspettare! " (Gb 35, 14). Quindi Dio permette che siamo colpiti dalla sofferenza per condurci così alla salvezza, mediante la purificazione costituita dal dolore. Dio , mediante la malattia, mediante la povertà e mediante altre tribolazioni vuole purificarci: la sofferenza è una prova, cioè una verifica: dobbiamo mostrare  che facciamo la santa volontà di Dio anche nel dolore ( : se sopportiamo la sofferenza con rassegnazione, diventiamo simili a Cristo . ). : Giobbe non è stato punito, anche se è stato sottoposto a una durissima prova, a una durissima verifica:  da un punto di vista teologico, se Dio acconsente a provare Giobbe con la sofferenza, lo fa per dimostrarne la giustizia.
 
     Per l'amico di Giobbe Elifaz, maestro sapienziale, la "dottrina della retribuzione" ( = che cioè comportandosi bene si ottiene il bene ) è assolutamente incrollabile. : "Quale innocente è mai perito e quando mai uomini retti furono distrutti ?  Per quanto io ho visto, chi ara iniquità e chi semina affanni, li raccoglie (Gb 4,7s.).  Elifaz può addirittura argomentare: "Può l'uomo essere più retto di Dio o il mortale essere più puro del suo creatore ? " (Gb 4,17).  " Ecco neppure nei suoi santi (angeli) egli ha fiducia " (Gb 15, 14 ).  Elifaz pone il sistema dogmatico della dottrina della retribuzione al di sopra  della vita  e della sofferenza concreta di una persona ( per cui sorvola sulle calamità personali di Giobbe ). Tuttavia Elifaz vuole  solo  aiutare Giobbe :  vuole convertirlo a Dio.
 
     Bildad argomenta allo stesso modo di Elifaz.
 
     Zofar, pure, sottostà alla dottrina della retribuzione costringendo Dio a entrare nel suo sistema teologico:  la dottrina astratta, la teoria prende il posto di Dio. : "Non sai tu  che da sempre il trionfo degli empi è breve e la gioia del perverso è di un istante ?"(Gb 20, 4s.) .
 
   IL deficit nella teologia degli amici di Giobbe è la mancanza di esperienza, incapaci di consolare e di aiutare: " Tu distruggi la religione e abolisci la preghiera davanti a Dio " dice Elifaz a Giobbe (Gb 14,4).
 
Così gli amici cercano di convincere Giobbe , lui, l'innocente che soffre senza motivo, della sua colpevolezza (Gb 15, 4-6 ).  Gli amici nella loro dottrina non riescono a immedesimarsi nell'esperienza di Giobbe ( e discutono sul piano astratto). Giobbe non si aspetta nessuna risposta al suo dolore e desidera un SILENZIO che è più eloquente di tanti bei discorsi: (Gb 13, 4s.) e (Gb 21, 2-5). IL messaggio del libro di Giobbe è :  "Oh avessi uno che mi ascoltasse!  Ecco qui la mia firma! L' Onnipotente mi risponda!"(Gb 31, 35).
 
IL risultato della controversia tra Giobbe e i suoi amici è deludente ma anche molto eloquente: chi non è colpito dal dolore può dire molte cose giuste, ma non dice alcunchè di vero. : Lo stesso interessato deve procurarsi la verità davanti a Dio.
 
Qualsiasi tentativo di voler giustificare Dio = cioè di fare l'avvocato di Dio di fronte alla sofferenza è destinato a fallire. Perciò il fatto di mantenere aperto il problema della teodicea è indispensabile: altrimenti se l'uomo arrivasse a capire il problema del male, l'uomo sarebbe onnipotente e cioè altrimenti l'uomo sarebbe come Dio.
 
« Ultima modifica: 07.05.2020 alle ore 05:27:02 by Sandro_48 » Loggato

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Re: Qual è Teologia Biblica del libro di Giobbe?
« Rispondi #7 Data del Post: 07.05.2020 alle ore 05:37:01 »
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(continua) ultima parte di Teologia Biblica del Libro di Giobbe.
4.3.2.3. "Dal sentito dire" di Dio da parte degli amici di Giobbe, alla *visione* di Dio = incontro diretto  di Giobbe con Dio. ( e la questione del senso della sofferenza ).
 
Termina(ta) la controversia tra Giobbe e i suoi amici: tanto più il dialogo con essi diventa per Giobbe impossibile, tanto più Giobbe cerca di incontrare Dio.  IL desiderio di morire (Gb 6, 8-10)  e la richiesta che Dio lo lasci in pace (Gb  7, 16)  fanno posto al desiderio di poter trovare ascolto nella propria sofferenza (Gb 16, 19-22)  e di poter incontrare Dio (Gb 13, 3-5 ) . Dio ( = YHWH = io sono colui che ti salverà e ti presterà soccorso ) risponde dalla " tempesta"(Gb 38,1s.). Qui è Dio a chiedere conto a Giobbe: "Chi è mai costui che oscura il mio piano con discorsi da ignoranti ?  Cingiti i fianchi come un prode, io ti interrogherò e tu mi istruirai"(Gb 38,2s.). Giobbe deve decidere se stare al posto di Dio o se vuole accettare la sua imperscrutabilità. I tentativi umani ,  di voler spiegare la sofferenza e di chiederne conto a Dio, non tengono conto  della distanza che c'è fra Dio e l'uomo. Ripeto: Dio dice a Giobbe : " Cingiti i fianchi come un prode: io ti interrogherò e tu mi istruirai...Guarda ogni superbo e abbattilo, guarda ogni superbo e umilialo, schiaccia i malvagi ovunque essi si trovano; sprofondali nella polvere tutti insieme e rinchiudi i loro volti nel buio! Allora io ti loderò, perchè hai trionfato con la tua destra"(Gb 40,7-14).  Gli argomenti decisivi  sono desunti dal campo della Creazione: il Signore risponde a Giobbe descrivendo le sue opere: (38,4-39,30  e  40, 15-41,26)  che fanno vedere a Giobbe non soltanto la sua piccolezza e debolezza e che gli mostrano che egli è inserito in un tutto più grande, nella creazione di Dio. La descrizione della sollecitudine di Dio per il mondo animale(Gb 38,39-41 ) e particolari fenomeni della creazione (Gb 38, 22-38) vogliono sottolineare la GRANDEZZA e il MISTERO di Dio: la Creazione di Dio non è  un CAOS distruttivo e le tendenze caotiche presenti nel mondo non sfuggono al controllo sovrano di Dio. L'accenno all'ordine dotato di un senso esistente nella creazione ha lo scopo di infondere fiducia che il caos non ha l'ultima parola.
Certo, il rimando alla creazione non contiene alcuna risposta agli interrogativi personali di Giobbe, ma serve ad aprire il cuore, apertura che conduce all'adorazione, allo stupore, e all'ammutolimento  davanti a Dio.
Giobbe, il ribelle intrepido che, di fronte al cielo ha osato esprimersi come uomo libero, appena Dio ha finito il suo discorso, fa marcia indietro e ritira le sue domande, annulla i suoi lamenti: "E' vero - dice - sono piccolo, insignificante; non ho il diritto di parlare; io non sapevo, non capivo, non potevo sapere;  vivrò nel rimorso, nella polvere e nella cenere" (Gb 42, 1-6). Nel suo confronto personale con la sofferenza Giobbe non fu aiutato nè da una qualche teoria esplicativa della sofferenza, nè da un qualche "sentito dire" (degli amici di Giobbe), bensì da un'esperienza interiore che egli e la tradizione biblica chiamano  "visione".  Lo spettacolo della Creazione più grande libera da un meschino antropocentrismo: Giobbe è guarito dalla sua "visione" interiore del mistero della creazione. Dio stesso approva il parlare di Giobbe fatto di lamenti e di accuse.  L'aver accusato Dio davanti a Dio dimostra così di essere un passaggio importante verso l'incontro con Dio, il quale , a conclusione del libro apostrofa Elifaz: "La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi 2 amici, perchè non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe" (Gb 42,7).
Quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, il Signore lo ristabilì nella condizione di prima e gli rese il doppio.
Si potrebbe aggiungere che, dopo i primi 2 capitoli, Satana non compare più e perchè?
Perchè, ha detto il Dr. Bottazzi a un seminario a Roma, il ruolo di Satana viene svolto dagli amici di Giobbe.
 
relazione scritta da Sandro_48, matr. L3206, finita di scrivere il 21/01/2020
« Ultima modifica: 07.05.2020 alle ore 21:42:57 by Sandro_48 » Loggato

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