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   Autore  Topic: Caino e Abele  (letto 1389 volte)
Grande_Puffo
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Caino e Abele
« Data del Post: 13.10.2017 alle ore 10:13:27 »
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Genesi 4  
1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
 
3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

 
Come si può interpretare il fatto che il Signore abbia gradito l'offerta di Abele, ma non quella di Caino?
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #1 Data del Post: 13.10.2017 alle ore 15:23:12 »
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on 13.10.2017 alle ore 10:13:27, Grande_Puffo wrote:
Genesi 4  
1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
 
3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

 
Come si può interpretare il fatto che il Signore abbia gradito l'offerta di Abele, ma non quella di Caino?

 
Il Nuovo testamento ci dà una chiave interpretativa: «Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base a esso fu dichiarato giusto» (Ebrei 11,4).  
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #2 Data del Post: 13.10.2017 alle ore 16:06:03 »
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on 13.10.2017 alle ore 10:13:27, Grande_Puffo wrote:
Genesi 4  
1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
 
3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

 
Come si può interpretare il fatto che il Signore abbia gradito l'offerta di Abele, ma non quella di Caino?

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Re: Caino e Abele
« Rispondi #3 Data del Post: 13.10.2017 alle ore 17:20:37 »
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L'offerta di Caino era religiosa: l'ottemperare ad un dovere per averne un utile.  
 
Quella di Abele era di riconoscenza, un'offerta di cuore al Padre.
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Aiutiamoci gli uni gli altri a liberarsi da quello che ritarda il nostro cammino.
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #4 Data del Post: 13.10.2017 alle ore 17:42:03 »
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on 13.10.2017 alle ore 10:13:27, Grande_Puffo wrote:
Genesi 4  
1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
 
3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

 
Come si può interpretare il fatto che il Signore abbia gradito l'offerta di Abele, ma non quella di Caino?

 
Ecco la risposta alla tua domanda!
 
Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per essa egli ricevette la testimonianza che era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora (Ebrei 11:4).
 
Se dipendessimo solamente dal libro della Genesi, per quanto riguarda Abele e la sua offerta (dato che è questo che parla della vita di quest’uomo), non sapremmo mai, perché questo secondo figlio di Adamo, offrì un’offerta più eccellente di quella di suo fratello Caino. Lo Spirito Santo che nascose questo segreto a Mosè, scrittore del libro della Genesi, volle rivelarlo allo scrittore della lettera agli Ebrei. In questo modo, tutti i credenti, di ogni epoca e di ogni generazione, possono sapere, non solo intorno all’offerta che fece Abele, ma soprattutto scoprire ed apprezzare il vero movente che spinse quest’uomo ad offrire un’offerta più eccellente di quella di suo fratello Caino.
 
Lo scrittore agli Ebrei, senza nessuna riluttanza e con precisione di termini, mette in risalto la fede di Abele. Il nome Abele significa: “Soffio o vanità”, o come altri dirà: “L’uomo non è altro che vanità”. La superiorità dell’offerta di Abele nei confronti di quella di Caino, non consisteva tanto nella “quantità” quanto nella “qualità”.
 
Di solito si dice, che l’offerta di Abele fu più eccellente di quella di Caino, perché Abele offrì il “sangue” al Signore. Se meditiamo a fondo il racconto dell’offerta di Abele, così come viene presentato dal libro della Genesi, scopriamo che vi era qualcosa di più del semplice sangue.
 
1. L’OFFERTA DI ABELE
 
a) La generosità dell’offerta di Abele
 
La prima cosa che balza dall’esame del testo è che l’offerta di Abele fu generosa.
Or Abele offerse anch’egli dei primogeniti del suo gregge e il loro grasso. E l’Eterno riguardò Abele e la sua offerta (Genesi 4:4).
 
Il termine “primogeniti” che è un plurale, deve essere messo in risalto, perché è attraverso questa parola che possiamo meglio vedere e capire la generosa offerta che Abele presentò all’Eterno. In altre parole, Abele non offerse un solo agnello, ma come minimo più di due. Quindi, non si presentò a Dio con una offerta misurata, ma bensì con una offerta generosa.
Sicuramente Abele, nell’offrire questa offerta dei primogeniti, non l’avrà fatto piangendo, come per dire: Signore, ti offro un grande sacrificio, ma a me, ne è rimasto poco. Se avesse offerto con questa attitudine, difficilmente Dio avrebbe accettato la sua offerta (cfr. 2 Corinzi 9:7).
 
b) L’offerta di Abele fu presa da ciò che egli aveva
 
La seconda osservazione è la seguente: Abele offerse a Dio, prendendo di ciò che egli aveva. I primogeniti che Abele offerse a Dio, erano “del suo gregge”. Dio non accetta un’offerta che non sia presa da ciò che noi abbiamo, vale a dire che appartenga a noi. Davide aveva compreso molto bene questo, quando andò dal re Arauna, per offrire un olocausto al Signore.
 
No, io comprerò da te queste cose al prezzo che costano, e non offrirò all’Eterno, il mio DIO, olocausti che non mi costino nulla (2 Samuele 24:24).
 
c) L’offerta di Abele sacrificava il suo futuro
 
Infine, notiamo che l’offerta di Abele, sacrificava il suo futuro. Si dice spesso che una pecora produce un’altra pecora; ma se quella pecora viene offerta, vale a dire si toglie di mezzo, come si attuerà la legge della riproduzione? Questi primogeniti che Abele offerse al Signore, rappresentavano il suo capitale, la prospettiva del suo domani e la speranza del suo futuro.
Abele fu pronto e deciso a sacrificare il suo futuro, mettendo il suo domani nelle mani dell’Eterno. Questo, a nostro avviso, è uno dei, principali moventi che spinse Abele ad offrire il suo sacrificio al Signore, come testimonianza della sua gratitudine verso l’Eterno, per tutto quello che riceveva dalla sua mano.
 
2. PERCHÉ L’OFFERTA DI ABELE FU PIÙ ECCELLENTE DI QUELLA DI CAINO
 
a) Perché Abele offerse i primogeniti
 
Nessuno ancora sapeva, quello che era nella volontà di Dio a proposito dei primogeniti. Più tardi Dio stabilì per legge che tutti i primogeniti, sia di animali che di uomini, appartenevano a Lui, quindi si dovevano offrire a Dio (Esodo 13:2; 22:29). Inconsapevolmente, Abele offerse un olocausto che rientrava nel piacere di Dio e della sua volontà. La fede ha sempre agito e sempre agirà in armonia con la volontà del Signore. Più tardi Salomone ci dirà:
Onora l’Eterno con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita (Proverbi 3:9).
 
b) Perché Abele offerse per fede
 
Quest’uomo, di cui la Scrittura dice che offerse “per fede”, aveva cose cui sperare, anche se non li vedeva (Ebrei 11:1). Quando la fede si muove nella vita di una persona, non sempre le cose che si sperano sono evidenti, nel senso di vederle e toccarle. Ciò nonostante, non toglie il fatto che siano cose “reali”, nel senso che esistono.
 
Per apprezzare e comprendere maggiormente la fede, e i suoi vari moventi, dovremmo studiare più a fondo alcuni personaggi dell’A.T. anteriore alla legge mosaica, dei quali il capitolo 11 della lettera agli Ebrei ci fornisce un elenco di personaggi che agirono per fede.
 
La prosperità del suo gregge, Abele la mise nelle mani di Dio e sapeva che Egli, immancabilmente, avrebbe pensato a farlo aumentare. È privo di senso quando si dice che si agisce per fede e poi si è assillati dal futuro, dal domani.
 
Quante volte le sollecitudine di questa vita, per ciò che riguarda la vita del domani, sono una enorme barriera che non permettono a Dio di fare il suo lavoro! Perciò, Gesù, esortò energicamente i suoi discepoli a non essere solleciti per il cibo e per il vestimento, perché il Padre celeste sa quali sono i nostri bisogni; anzi:
 
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte (Matteo 6:25-33).
 
3. QUELLO CHE DOBBIAMO IMPARARE DALLA FEDE DI ABELE
 
a) Dio vuole il primogenito
 
Egli dice:
Dammi il primogenito del tuo figlio, del tuo bue, della tua pecora.
La richiesta di Dio è molto specifica e anche personale, nello stesso tempo. Tu non puoi offrire a Dio il primogenito della pecora di tuo fratello, non tanto perché non ne avresti la possibilità, quanto per il fatto che non è tua, non ti appartiene. Anche se ciò potesse essere possibile, quell’offerta sicuramente non sarebbe accettata da Dio, perché significherebbe capovolgere quello che Dio ha detto.
 
Noi non abbiamo nessun diritto di modificare, a nostro piacimento, quelle che sono le direttive di Dio. Se Dio chiede una cosa, bisogna dargli esattamente quello che Egli chiede e non quello che noi pensiamo sia migliore. La valutazione di una offerta che viene presentata al Signore, non deve essere fatta dall’uomo, sulla base del suo accorgimento o del suo discernimento; la deve fare Dio, perché in ultima analisi, è quella che fa Lui che ha valore e non quella che fa l’uomo, ed è soltanto Lui che potrà esprimere il suo compiacimento, quando dirà: L’offerta è eccellente, la gradisco; oppure: Non mi piace, non è di mio gradimento.  
 
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #5 Data del Post: 13.10.2017 alle ore 17:43:50 »
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b) Dio vuole essere messo al primo posto
 
Offrire a Dio il primogenito, ha lo stesso valore di metterlo al primo posto. Oggi non siamo più nel tempo di Abele o di Mosè, che si offrivano a Dio animali, sia come sacrificio per il perdono dei peccati e sia come rendimento di grazie. Cristo col sacrificio di se stesso, ha adempiuto appieno quello che era la figura, il tipo. Ragion per cui, l’offerta che si presenta a Dio, deve essere  
Un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome (Ebrei 13:15).  
 
1) La nostra devozione
 
La nostra devozione per il Signore, nonché tutto il nostro amorevole servizio che gli offriamo, deve essere messo al primo posto, perché si tratta appunto di uno che merita questo riguardo. Tanti credenti non hanno tempo per pregare e leggere la Bibbia. La mattina si alzano possibilmente 15 minuti prima di partire dalle loro case per i loro posti di lavoro, e quei 15 minuti bastano a stento per la pulizia personale. La sera, ritornano a casa, dopo una giornata di fatica, con tanta stanchezza, e non si pensa ad altro che a riposare, e passare quelle poche ore che separano dal tempo di dormire, possibilmente sdraiati sopra un divano, davanti ad un televisore.
Intanto è quasi passata una giornata della vita, e si è dimenticato che Dio, in quella giornata, voleva il primo tempo dedicato a Lui.
 
2) Il nostro denaro
 
Il denaro che offriamo al Signore, deve essere considerato come una primizia, nel senso che il primo lo dobbiamo dare a Lui. Non sono pochi quei credenti che col denaro fanno un ragionamento che tutto sommato è l’opposto di quello che Dio vorrebbe. Si pensa prima a coprire le varie spese che ci sono, le varie scadenze che arrivano, e tutto deve essere accuratamente predisposto in modo che col denaro che si guadagna, si possa bilanciare.
Quando però si son fatte tutte le operazioni, ci si accorge che il denaro è terminato, e non è rimasto niente che possa essere offerto al Signore. Tutto questo perché non si è cominciato col togliere la parte che appartiene a Dio, la decima di ogni entrata. Quando Dio non viene messo al primo posto per quanto riguarda il denaro, non solo si trascura un’operazione della nostra amministrazione, ma addirittura si finisce col venire meno, ad un preciso dovere cristiano.
Se si mette Dio al primo posto per quanto riguarda il denaro e l’offerta, si potrà aspettare che Dio dica: “La tua offerta è eccellente davanti a me, non tanto perché hai dato $ 100, quanto perché mi hai messo al primo posto”.
 
3) Dio vuole il primo amore e vuole essere amato per il primo.
 
Spessissimo si dimentica questa esigenza di Dio. Eppure si legge nella Bibbia:
Tu amerai dunque l’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza (Deuteronomio 6:5; Marco 12:30).  
E:
Ora, o Israele, che cosa richiede da te l’Eterno, il tuo DIO, se non di temere l’Eterno, il tuo DIO, di camminare in tutte le sue vie, di amarlo e di servire l’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima? (Deuteronomio 10:12).
 
Dio non “ordina” di amarlo, ma “richiede”, cioè domanda con insistenza, perché questa Sua divina esigenza venga appagata. Notate che questa richiesta divina può essere anche respinta da parte dell’uomo, col rifiutarsi di amare Dio prima di ogni altra, e quando ciò avviene, l’uomo, con la sua attitudine, non procura gioia al cuore di Dio, non lo soddisfa, ma lo rattrista.
4) Infine, Dio vuole che noi siamo pronti e disposti a sacrificare il nostro futuro, il nostro domani per Lui. D’altra parte, quando si pensa al futuro e al domani, senza una certezza che tutto è sotto il controllo di Dio, si finisce, non solo di screditare Dio per quello che Egli ha detto, per le sue promesse fatte, ma non si esperimenta neppure la fedeltà di Dio e la veracità della Sua parola. Che di ognuno di noi possa essere detto:  
L’Eterno guardò con favore Abele e la sua offerta (Genesi 4:4).
 
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #6 Data del Post: 13.10.2017 alle ore 20:15:25 »
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #7 Data del Post: 13.10.2017 alle ore 21:06:24 »
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Ecco cosa dice il NT di Caino
 
1Jo 3:12  Non come Caino, che era dal maligno, e uccise il proprio fratello. Perché l’uccise? Perché le sue opere erano malvagie e quelle di suo fratello erano giuste.
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #8 Data del Post: 18.10.2017 alle ore 11:35:58 »
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Caro Grande Puffo,
l'offerta di Abele, figlio di Dio, era un tipo del sacrificio di Cristo. Questo santo uomo del passato, il primo ad essere entrato nel paradiso fra i figli degli uomini, aveva fede nell'opera vicaria di Gesù che ha visto per fede e sul quale posava lo sguardo (Ebrei 12:1-2); infatti è solo l'offerta perfetta di Cristo che può essere gradita a Dio e solo la sua giustizia può testimoniare che gli uomini sono giusti. Tale perfezione e giustizia sono nostri, in virtù del patto della redenzione, per la sola fede nel Signore Gesù Cristo!
 
Caino è un figlio del maligno e come tale fece le opere del diavolo. Non diede meno del fratello anzi forse di più dato che la sua offerta gli costò molto sacrificio in quanto la terra produceva frutti a fatica e solo con il duro lavoro a causa della maledizione del peccato. La falsa religione che consiste nel presentare a Dio ciò che abbiamo coltivato con le nostre mani e magari pure con il sudore della nostra fronte è una perversione diabolica. Questi insegnamenti illudono le persone che i loro sacrifici e le loro rinunce possano renderli presentabili davanti al Santo. Non è così e la storia di Caino e Abele lo dimostra.
 
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #9 Data del Post: 26.10.2017 alle ore 18:48:38 »
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on 13.10.2017 alle ore 10:13:27, Grande_Puffo wrote:
Genesi 4  
1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
 
3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

 
Come si può interpretare il fatto che il Signore abbia gradito l'offerta di Abele, ma non quella di Caino?

 
Per me, si può capire la faccenda di Caino e Abele dal versetto di Ebrei 11:4 dove vien detto che, “Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più ECCELLENTE di Caino”. Ora, perché Dio gradi l’offerta di Abele e non quella di Caino? Perchè era più generosa e altre cose che possiamo pensare di meritato? Niente di meritato di per sé, giacché Caino doveva lavorare duro a zappare la terra (Gen.3:23) affinché potesse dare i suoi frutti, così da poterne poi fare un’offerta a Dio; mentre Abele poteva passeggiare con il suo piccolo gregge di pecore e fermarsi a pregare e di certo ascoltare la voce del Signore nella tranquillità; insomma, poteva spassarsela molto meglio del “povero” Caino, no? Allora perché il Signore non gradì quel duro lavoro di Caino?  
Ebbene la risposta la si può trovare solo nella Parola di Dio! Difatti, ci vien detto che “PER FEDE Abele offrì un sacrificio più eccellente di Caino”! Allora se vi è qualche “merito” di gradimento del Signore verso l’offerta di Abele, quale sarebbe? Aprendo una parentesi, si può immaginare, anche se non vien detto nulla a riguardo che lo stesso Adamo avrà insegnato ai figli che l’offerta di sacrificio gradito a Dio era un agnello (Apc.13:8), come più avanti apprendiamo con il figlio di Abramo, Isacco (Gen. 22:7).  
Così, la differenza di queste due offerte era che Caino CONFIDAVA sui frutti del suo duro lavoro (cioè il salario), invece Abele fece semplicemente quello che Dio (tramite l’insegnamento di suo Padre) gli disse di fare – il sacrificio di pura FEDE nella Parola di Dio, il sangue di un agnello che rappresentava la Salvezza solo mediante il sangue di Cristo, di confidare in Dio per averla, che solo la giustizia di Dio poteva salvarlo, che lui aveva SOLO la giustizia di Dio e nessuna sua (o mia e tua) propria, che era puramente un DONO di DIO (Gv. 316).   Caino, in un certo modo, rappresenta la religione dei “non salvati” che si considerano “buoni” e “giusti” di per sè, magari professano di amare Dio, come Caino, che offriva perfino sacrifici (Mt. 5:23,24) , ma sono implacabili con il prossimo; e per questo non bisogna essere religioso, basta guardare lo stato del mondo (in-civilizzato) d’oggi. Per questo la Parola di Dio insegna: che, “se uno dice – io amo Dio, e odia il suo fratello, è BUGIARDO… Chi non ama il proprio fratello rimane nella MORTE.. è omicida..”  (1Gv.4:21 e 3:11-15). Ecco, perché il Signore non gradì l’offerta di Caino – perché senza Amore (=Dio) tutte le “buone” opere (mie e tue), sono come quelle di Caino - non valgono NULLA (1Corinzi 13:3).
 
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #10 Data del Post: 01.11.2017 alle ore 08:44:14 »
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on 26.10.2017 alle ore 18:48:38, Shangri wrote:
Per me, si può capire la faccenda di Caino e Abele dal versetto di Ebrei 11:4 dove vien detto che, “Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più ECCELLENTE di Caino”. Ora, perché Dio gradi l’offerta di Abele e non quella di Caino? Perchè era più generosa e altre cose che possiamo pensare di meritato? Niente di meritato di per sé, giacché Caino doveva lavorare duro a zappare la terra (Gen.3:23) affinché potesse dare i suoi frutti, così da poterne poi fare un’offerta a Dio; mentre Abele poteva passeggiare con il suo piccolo gregge di pecore e fermarsi a pregare e di certo ascoltare la voce del Signore nella tranquillità; insomma, poteva spassarsela molto meglio del “povero” Caino, no? Allora perché il Signore non gradì quel duro lavoro di Caino?  
Ebbene la risposta la si può trovare solo nella Parola di Dio! Difatti, ci vien detto che “PER FEDE Abele offrì un sacrificio più eccellente di Caino”! Allora se vi è qualche “merito” di gradimento del Signore verso l’offerta di Abele, quale sarebbe? Aprendo una parentesi, si può immaginare, anche se non vien detto nulla a riguardo che lo stesso Adamo avrà insegnato ai figli che l’offerta di sacrificio gradito a Dio era un agnello (Apc.13:8), come più avanti apprendiamo con il figlio di Abramo, Isacco (Gen. 22:7).  
Così, la differenza di queste due offerte era che Caino CONFIDAVA sui frutti del suo duro lavoro (cioè il salario), invece Abele fece semplicemente quello che Dio (tramite l’insegnamento di suo Padre) gli disse di fare – il sacrificio di pura FEDE nella Parola di Dio, il sangue di un agnello che rappresentava la Salvezza solo mediante il sangue di Cristo, di confidare in Dio per averla, che solo la giustizia di Dio poteva salvarlo, che lui aveva SOLO la giustizia di Dio e nessuna sua (o mia e tua) propria, che era puramente un DONO di DIO (Gv. 316).   Caino, in un certo modo, rappresenta la religione dei “non salvati” che si considerano “buoni” e “giusti” di per sè, magari professano di amare Dio, come Caino, che offriva perfino sacrifici (Mt. 5:23,24) , ma sono implacabili con il prossimo; e per questo non bisogna essere religioso, basta guardare lo stato del mondo (in-civilizzato) d’oggi. Per questo la Parola di Dio insegna: che, “se uno dice – io amo Dio, e odia il suo fratello, è BUGIARDO… Chi non ama il proprio fratello rimane nella MORTE.. è omicida..”  (1Gv.4:21 e 3:11-15). Ecco, perché il Signore non gradì l’offerta di Caino – perché senza Amore (=Dio) tutte le “buone” opere (mie e tue), sono come quelle di Caino - non valgono NULLA (1Corinzi 13:3).

Grazie per la spiegazione alla luce del N.T.! Concordo.
Bella anche la riflessione sull'amore, infatti la fede opera per mezzo dell'amore (Galati 5:6).
« Ultima modifica: 02.11.2017 alle ore 12:47:37 by New » Loggato
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #11 Data del Post: 04.09.2019 alle ore 16:22:33 »
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Leggendo i versetti in italiano in ordine temporale con i verbi coniugati sempre al passato sembra che sia Caino il primo a portare un dono a Dio, ma leggendo gli stessi versetti in ebraico é scritto che Caino porterà a Dio, e che Abele aveva già portato il suo dono. Dio conosceva Caino e sapeva il motivo per il quale aveva portato il suo dono  , infatti Dio chiese a Caino il perché mostrava rabbia di competizione per il fratello mettendolo in guardia che ciò lo avrebbe portato a fare un grosso sbaglio. La sorta di gelosia che Caino mostrava suo fratello era già risaputa da prima, e questa situazione ha solo scatenato tutto il rancore accumulato di Caino nei confronti del fratello uccidendolo
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Re: Caino e Abele
« Rispondi #12 Data del Post: 20.11.2019 alle ore 14:00:44 »
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on 13.10.2017 alle ore 15:23:12, Giamba wrote:
Il Nuovo testamento ci dà una chiave interpretativa: «Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base a esso fu dichiarato giusto» (Ebrei 11,4).

Concordo... la fede fece la differenza nelle offerte di Caino e Abele... tutte le altre sono solo supposizioni... secondo me.
 
Un'ulteriore conferma, l'abbiamo sempre nella Bibbia dove possiamo leggere che "SENZA FEDE"... non si può piacere a Dio. (rif. Ebrei 11:6a)
 
Quindi Abele offri in fede... e la cosa piacque a Dio. Evidentemente Caino offrì senza fede. Non ci sono ulteriori dettagli... ma già questo basta per capire...  Occhiolino
« Ultima modifica: 25.11.2019 alle ore 16:53:56 by Virus » Loggato

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Re: Caino e Abele
« Rispondi #13 Data del Post: 22.11.2019 alle ore 18:17:44 »
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on 20.11.2019 alle ore 14:00:44, Virus wrote:

Concordo... la fede fece la differenza nelle offerte di Caino e Abele

Sì, ma a mio avviso in Caino ci fu anche dell'orgoglio; se Caino avesse umilmente chiesto ad Abele: "Abele per favore aiutami, dai spiegami come fai, così lo faccio anch'io"; tutto sarebbe andato per il meglio.
« Ultima modifica: 22.11.2019 alle ore 18:21:25 by New » Loggato
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