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   Giovanni 3:16
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   Autore  Topic: Giovanni 3:16  (letto 13693 volte)
Domenico
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #30 Data del Post: 05.03.2017 alle ore 23:33:00 »
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Esame di Giovanni 3:16
Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
 
Prima di esaminare il testo di Giovanni 3:16, è utile ricordare i vv. 14-15 che dicono:
 
«E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato,
affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.

 
Il riferimento che Giovanni fa del serpente che Mosè innalzò nel deserto, si trova in Numeri 21:4-9. Siccome la salvezza di non morire dai morsi dei serpenti velenosi stava nel fatto che chi era morso da quei serpenti doveva guardare il serpente di bonzo che Mosè, per ordine di Dio, aveva innalzato in un’asta, l’evangelista, da quell’episodio, coglie l’occasione per mettere in risalto il valore e l’importanza della fede che, in effetti, si concretizza nel credere al Figlio di Dio, Gesù Cristo. L’applicazione che Giovanni fece del serpente che Mosè innalzò nel deserto, trova il suo perfetto adempimento, sul piano spirituale, dell’innalzamento del Figlio dell’uomo, Gesù Cristo, sulla croce del Calvario, affinché chiunque avesse creduto nel Figlio dell’uomo, avrebbe avuto la vita eterna. In questo, si può vedere chiaramente, l’importanza che Giovanni dà al “credere” nel Figlio di Dio.
 
Per mettere in risalto il valore della vita eterna che si ha mediante il credere nell’unigenito Figlio di Dio, è necessario che l’evangelista parli dell’amore di Dio. Ed ecco perché Giovanni comincia con un’affermazione, unica nel suo genere, visto che si trova solamente in Giovanni 3:16 che, Dio ha tanto amato il mondo…. In parole povere significa che, se Dio non avesse amato il mondo, non avrebbe dato il Suo unigenito Figlio. Quindi, nella donazione del Figlio, c'è la prova inconfutabile dell’amore di Dio.  
 
Non è un valido motivo mettere in risalto che, né Gesù, né gli apostoli, non hanno mai parlato che Dio “ha amato il mondo”, per non accettare l’affermazione dell’evangelista Giovanni, che ha il senso di una verità dogmatica. Non è fuori dalla logica se Giovanni 3:16, sia stato definito il “cuore” del vangelo e che la verità di questo evangelo, ruoti intorno all’affermazione di questo testo evangelico.
 
La formulazione di Giovanni 3:16, parla che Dio ha “tanto amato…” Quantificare l’amore di Dio per il mondo (non per una singola persona o per un gruppo) non è impresa facile, visto che non si parla di una creatura umana, ma di Dio. Nessuno degli esseri umani, ha la capacità o l’arroganza di poter quantificare l’amore di Dio e di selezionare verso chi si applica questo amore divino.  
Giovanni specifica che l’amore di Dio è per il mondo. In questo mondo, ci sono persone di ogni ceto sociale: persone per bene, cioè che hanno una buona moralità, ma anche chi ha una cattiva moralità, come per esempio, le prostitute, i criminali di ogni genere. Come è possibile, si direbbe che, Dio possa amare una simile persona? Eppure, Giovanni 3:16, afferma questa verità, anche se l’uomo con i suoi cavilli, cerca di screditarla.
 
In due testi del profeta Ezechiele si afferma:
Io provo forse piacere se l’empio muore? dice DIO, il Signore. Non ne provo piuttosto quando egli si converte dalle sue vie e vive? (Ezechiele 18:23)
Di’ loro: "Com’è vero che io vivo, dice DIO, il Signore, io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie! Perché morireste, o casa d’Israele?" (Ezechiele 33:11).
 
Ora, tenuto conto che Dio non trova “piacere”, non si “compiaccia”, nella morte dell’empio, ma piuttosto che l’empio si converta dalla sua empietà, la domanda che faccio è: ama Dio l’empio? Io rispondo con un perentorio e categorico “si”!
 
La vita eterna, che equivale alla salvezza, è per chiunque crede nell’unigenito Figlio di Dio, senza nessuna differenza o limitazione tra l’uno e l’altro. Questo è quanto afferma Giovanni 3:16. Ora, per dare una maggiore spiegazione, onde evitare errori di valutazione, Giovanni prosegue:
 
Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
(vv. 17-18).
 
Quindi, il giudizio, in definitiva, non riguarda in assoluto una decisione divina, ma è determinato da una ferma decisione dell’uomo, nei confronti dell’unigenito Figlio di Dio, cioè di non credere in Lui che, dal punto di vista pratico, equivale a non accettarlo come il suo personale Salvatore. Questo è un punto fondamentale del valore e dell’importanza della salvezza. In altre parole, il giudizio, sta perfettamente in relazione o viene determinato dal non credere nel Figlio Dio, Gesù Cristo. Queste non sono fantasie umane, ma è invece ciò che afferma Giovanni in 3:17-18.
 
Per meglio chiarire tutta la tematica teologica che Giovanni sviluppa in 3:16-18, precisa che Dio, nell’avere amato tanto il mondo da dare il Suo unigenito Figlio, non l’ha mandato nel mondo, (quale mondo? Il mondo degli esseri umani, naturalmente) per condannare il mondo, ma perché il mondo, cioè gli uomini, venissero salvati mediante Suo Figlio. In conclusione, non c’è vita eterna, cioè salvezza, senza Gesù, cioè senza credere nell’unigenito Figlio di Dio.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #31 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 10:14:31 »
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Caro Domenico,
grazie per aver riportato il numero esatto di quante volte è usata la parola kosmos nel NT, e Grazie per aver riportato i versi che io per fretta non avevo riportati. Ti sono grato perché aiuti me e i lettori di questo forum a cogliere la grande variabilità del significato di questo termine. Ed ecco che arriviamo al punto di questa discussione e cioè come fare a determinare il significato di questa parola in un contesto dove si parla di altro e dandogliene uno che è del tutto estraneo al messaggio di Cristo e degli Apostoli.  
Torno a ripetere e precisare che non metto affatto in discussione l'amore di Dio nel dare Suo Figlio per la salvezza dei credenti, anzi ritengo che questo amore si eterno ed immutabile; semplicemente sto proponendo una lettura diversa e più armonica con le Scritture di un passo meraviglioso dove però non è intenzione di Gesù descrivere quale sia l'oggetto dell'amore del Padre.
 
Il "problema", e spero che molti se ne rendano conto, sta nel fatto che Dio E' Amore. L'Amore E' la natura stessa di Dio e dire che Dio cambierà la Sua natura non è affatto un messaggio cristiano... O Dio cambie per voi?
 
Quanto all'ira dell'Agnello essa NON è riservata a quanti sono amati da Dio. Quanti hanno tale timore dovrebbero chiedersi se veramente hanno conosciuto l'amore di Dio di cui tanto si parla...
 
In questo l'amore è reso perfetto in noi: che nel giorno del giudizio abbiamo fiducia, perché qual egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore. Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. I Giovanni 4:17-19
 
Qualcuno ha paura dell'ira dell'Agnello? Qualcuno teme il giudizio di Dio? Conferma, secondo l'apostolo Giovanni, del fatto che non si è perfetti nell'amore immeritato di Dio il quale ai suoi continua a dire: «Sì, io ti amo di un amore eterno;perciò ti prolungo la mia bontà.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #32 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 12:06:06 »
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Caro Andrea II,  
Le ragioni per cui è stato da me evidenziata l'ira dell' Agnello, risiedono nel fatto che sovente passa il messaggio che, siccome Iddio è buono, allora alla fine tutto finirà a tarallucci e vino.
In quanto poi, a temere l'ira dell''Agnello, mi pare ovvio che quelli che lo amano non hanno motivo di esserne preoccupati.
Per il resto è purtroppo vero che molti credenti si sentiranno dire in quel giorno:  "Io non vi ho mai conosciuto". Temere no ma verificare si.
Ti ricordo che quando venne il diluvio, la gente faceva festa; quando venne il fuoco su Sodoma, anche lì facevano festa.
I tempi della fine saranno caratterizzati da un popolo festante; cinque vergini si sono trovate senza olio e qualcuno più furbo , sempre nella parabola, era nella sala delle nozze senza abito adatto. Fu buttato fuori e, quivi fu il pianto e lo stridore dei denti.
Come vedi,paura non ma buon senno si.
Paolo stesso invita a verificare se siete nella fede, il che non vuol semplicemente dire se credete, perché credere non costa nulla, vivere per fede costa un grande prezzo.
In quanto a ciò che tu dici del fatto che Iddio non può cambiare la sua natura, è vero, sempre che si capisca cosa significa che Iddio è giusto e non riterrà giusto il peccatore. Ma forse, questo e un tema che sta fuori della porta per te.
Anche il diavolo si dovrà inginocchiare davanti al Figlio dell'Uomo e riconoscerlo come Signore, alla gloria di Dio Padre.
Ma forse il forum non è adatto a questi argomenti.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #33 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 16:44:03 »
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Caro Salvo,
le tue parole sono molto profonde e provo un sincero senso di stima. Purtroppo oggi sono sempre meno i cristiani che mettono alla prova la loro esperienza di fede alla luce delle Scritture e questo produrrà non poche sorprese nell'ultimo giorno. Su questo ti quoto al 100%.
 
Però concorderai con me che i veri credenti, accertata la loro posizione in Cristo alla luce della Parola e per la testimonianza dello Spirito Santo, non hanno alcun timore e hanno una vera speranza che Cristo li liberi dall'ira a venire. Quando viene rivelato l'amore di Cristo ad un cuore esso è certo della beata speranza, ma quando questo non avviene si diviene religiosi idolatri.  
Ti faccio notare che in Matteo 7:23 è detto:
Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!"
Gesù NON dice ai falsi profeti "non mi avete conosciuto"; Cristo non pone l'accento sulla mancata conoscenza degli uomini ma sul fatto che LUI non ha mai rivolto alcun interesse (d'amore) verso queste persone. Egli è l'onnisciente quindi quando dice non vi ho mai conosciuti cosa sta dicendo se non che non li ha mai amati (conoscere nella Bibbia non è semplice sapere ma intimo amore come si vede ad esempio in questi versi Genesi 4:1; I Samuele 1:19; Geremia 1:5; Amos 3:2; I Corinzi 8:3; 13:12; I Giovanni 2:3).
 
Quanto alla natura di Dio e la Sua giustizia solo una precisazione per rimanere in tema. Dio regna con giustizia, ha la destra piena di giustizia, fa giustizia, da giustizia, le Sue vie sono giustizia, è giusto, ... Ma non è scritto da nessuna parte che Egli E' GIUSTIZIA; dunque per tornare al nostro tema, di Dio non è solo scritto che Egli è amorevole ma che E' AMORE, e sono due cose davvero diverse!
L'amore è la natura stessa di Dio e come tale è, fra le altre cose, eterno ed immutabile. Non è biblico che Dio ami una creatura e che poi cessi di amarla punendola eternamente per qualcosa che la creatura è o fa. Se il cessare dell'amore di Dio fosse determinato da una ferma decisione dell’uomo la creatura determinerebbe la natura stessa del Creatore. Ognuno di noi si rende conto che questa è una bestemmia (nel senso di offesa) in quanto non considera Dio l'essere supremo dell'universo e lo rende soggetto a noi miseri esseri invece insignificanti dinnanzi a Lui. Torno a ripetere che leggere in Giovanni 3:16 l'Amore universale di Dio verso tutti i discendenti di Adamo è del tutto privo di senso nella rivelazione biblica; motivo per cui né Cristo né gli Apostoli lo hanno mai detto ad una folla di increduli.
 
Non so quanti possono condividere questa riflessione ma oggi a suon di slogan e frasi fatte si è snaturato completamente il Dio Vero rivelato nelle Scritture. Avendo diluito l'amore di Dio ed avendolo soggiogato ad una legge umana se ne è persa tutta la meravigliosa letizia e gioia per i Santi. Non credo sia un caso che in un tempo in cui si parla così tanto dell'amore di Dio ci sia così poco amore vero e passionale (in termini di vero sacrificio) per Lui.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #34 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 17:08:11 »
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Sei calvinista?
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Aiutiamoci gli uni gli altri a liberarsi da quello che ritarda il nostro cammino.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #35 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 17:53:13 »
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Confuso Confuso Confuso Confuso
Si, ma cosa c'entra con la conversazione?
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #36 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 20:28:59 »
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Andrea II, sono d'accordo con te!
Giovanni 3:16 viene letto solo fino a un certo punto, e capito in un certo modo, ma si ignora volutamente il seguito del paragrafo: e cioè che chi non crede in Gesù è GIA' GIUDICATO. E che l'ira di Dio rimane su di lui!!!
Come puoi dire a un peccatore "Sorridenteio ti ama!", se il versetto stesso dice espressamente che l'ira di Dio è su di lui?
Di solito rispondono: "Ma Gesù è morto per il mondo, perché ha amato il mondo, quindi ama tutti!" Sì, il suo atto di AMORE ha fatto sì che chiunque creda in Lui venga salvato. Ma questo non significa che Dio ami tutti indistintamente. Perché dico questo? Perché la Bibbia non si contraddice mai. Ed ecco i versetti che "contraddicono", per modo di dire, questa pericolosissima teoria:
 
Tu ODII tutti gli operatori d’iniquità.” (Salmo 5:5)
L’Eterno scruta il giusto, ma l’anima sua ODIA l’empio e colui che ama la violenza.” (Salmo 11:5) ?
l’Eterno odia: “…IL FALSO TESTIMONE che proferisce menzogne” e “…CHI semina discordie tra fratelli…”: (Proverbi 6:16,19)
Ho amato Giacobbe, ma ho ODIATO Esaù.” (Malachia 1:3 ; Romani 9:13)  
Se uno mi ama, osserverà la mia parola; E il Padre mio l´amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui.” (Giovanni 14:23)
L´Eterno ama I GIUSTI” (Salmo 146:8)
“Sei cose ODIA l´Eterno, anzi sette gli sono in abominio: GLI OCCHI alteri, LA LINGUA bugiarda, LE MANI che spandono sangue innocente, IL CUORE che medita disegni iniqui, I PIEDI che corrono frettolosi al male, IL FALSO TESTIMONE che proferisce menzogne, e CHI semina discordie tra fratelli.” (Proverbi 6:16,19)
 
Ecco la dimostrazione che Dio ama quelli che sono suoi, le sue pecore, i suoi eletti, i suoi giusti!  
 
Però Andrea II, voglio dirti anche questo: il significato di questo versetto è spesso e volentieri mal interpretato da chi non crede nella predestinazione, e quindi in chi rende responsabile l'uomo della propria salvezza. So che non è attinente con il post, ma da questo versetto capiamo perfettamente la differenza tra il giusto e l'empio:
 
Che c'è da contestare se Dio, volendo manifestare al sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione, e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria? (Rom 9:22)
 
"Vasi d'ira", "L'ira di Dio rimane su di loro", ebbene, la Bibbia parla da sola, nessuno si illuda.
 
Il pastore americano Paul Washer si è molto prodigato contro il messaggio "Sorridenteio ti ama", perché non è altro che un "parlare lusinghevole" teso a far avvicinare le persone al vangelo. Ma le persone si avvicineranno credendosi già a posto, perché Dio le ama così come sono, quindi non devono cambiare, non devono smettere di peccare, non devono nascere di nuovo.  
Nella mia piccola esperienza posso affermare che i fan di questo messaggio sono spesso e volentieri "cristiani" carnali, che parlano come il mondo e vivono come il mondo.  
La durezza nel parlare di Giovanni il battista, Gesù, Pietro e Paolo è passata di moda ed è troppo dura da sentire per i peccatori di oggi... siamo troppo preoccupati a non offenderli, anziché dir loro la verità! Ed ecco che le chiese vengono riempite di capre, e non di pecore.  
Fratelli, torniamo alla sana dottrina e al messaggio che Gesù ci ha lasciato, torniamo alla verità, e smettiamola di crederci più buoni e comprensivi di Lui, perché ciò è semplicemente assurdo.  
Ecco la verità: "Ravvedetevi e credete nel vangelo, perché il regno dei cieli è vicino".
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #37 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 21:02:24 »
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A questo punto, visto che ho promesso che avrei riportato quel che ha scritto H. Sasse nel suo lungo articolo su "kosmos", se fosse stato necessario, credo che sia arrivato il momento di riportare quel che ha scritto H. Sasse, prima di rispondere a Rosellini7
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #38 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 22:19:34 »
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on 06.03.2017 alle ore 16:44:03, Andrea II wrote:

 
Però concorderai con me che i veri credenti, accertata la loro posizione in Cristo alla luce della Parola e per la testimonianza dello Spirito Santo, non hanno alcun timore e hanno una vera speranza che Cristo li liberi dall'ira a venire.

Concordo.

Quote:
Quando viene rivelato l'amore di Cristo ad un cuore esso è certo della beata speranza, ma quando questo non avviene si diviene religiosi idolatri.

Hai perfettamente ragione.

Quote:
Ti faccio notare che in Matteo 7:23 è detto:
Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!"
Gesù NON dice ai falsi profeti "non mi avete conosciuto"; Cristo non pone l'accento sulla mancata conoscenza degli uomini ma sul fatto che LUI non ha mai rivolto alcun interesse (d'amore) verso queste persone. Egli è l'onnisciente quindi quando dice non vi ho mai conosciuti cosa sta dicendo se non che non li ha mai amati (conoscere nella Bibbia non è semplice sapere ma intimo amore come si vede ad esempio in questi versi Genesi 4:1; I Samuele 1:19; Geremia 1:5; Amos 3:2; I Corinzi 8:3; 13:12; I Giovanni 2:3).

Qui credo che volendo ti potrei contestare su molte cose ma mi astengo; non è qui il caso.
 

Quote:
Quanto alla natura di Dio e la Sua giustizia solo una precisazione per rimanere in tema. Dio regna con giustizia, ha la destra piena di giustizia, fa giustizia, da giustizia, le Sue vie sono giustizia, è giusto, ... Ma non è scritto da nessuna parte che Egli E' GIUSTIZIA; dunque per tornare al nostro tema, di Dio non è solo scritto che Egli è amorevole ma che E' AMORE, e sono due cose davvero diverse!

Vedo che ti piace infilarsi in paradossi e dici tutto è il contrario di tutto.
Anche qui lascio perdere; non ho voglia di cimentarmi in dispute senza fine, perché se non si vuol capire che vi un solo giusto che praticare la giustizia e quindi essere Lui solo giustizia, inutile proseguire.

Quote:

L'amore è la natura stessa di Dio e come tale è, fra le altre cose, eterno ed immutabile. Non è biblico che Dio ami una creatura e che poi cessi di amarla punendola eternamente per qualcosa che la creatura è o fa.
 
Ovviamente dici questo da te stesso. Conosci tu tutte le scritture per dire che non è bibblico?
Ovviamente no, perché sapresti di Saul.

Quote:

Se il cessare dell'amore di Dio fosse determinato da una ferma decisione dell’uomo la creatura determinerebbe la natura stessa del Creatore. Ognuno di noi si rende conto che questa è una bestemmia (nel senso di offesa) in quanto non considera Dio l'essere supremo dell'universo e lo rende soggetto a noi miseri esseri invece insignificanti dinnanzi a Lui.
Parole tue, ovviamente. Certo messe le cose come le metti tu non fa una piega, sta di fatto che il tuo ragionamento è solo una tua logica conclusione.
Iddio rimane sempre amore e giustizia eterna indipendentemente dal comportamento delle creature. Poi il fatto che oggi Iddio taccia aspettando che tutte le cose abbiano il loro corso non ci autorizza a caratterizzarlo con canoni umani.
 

Quote:
Torno a ripetere che leggere in Giovanni 3:16 l'Amore universale di Dio verso tutti i discendenti di Adamo è del tutto privo di senso nella rivelazione biblica; motivo per cui né Cristo né gli Apostoli lo hanno mai detto ad una folla di increduli.

Anche qui stai solo tergiversando per il semplice motivo che di Dio hai solo una conoscenza logica, teologica, dogmatica e vedi nella giustizia di Dio un cambio di natura. Permettimi di dire che questo offende sicuramente il Signore.
 

Quote:
Non so quanti possono condividere questa riflessione ma oggi a suon di slogan e frasi fatte si è snaturato completamente il Dio Vero rivelato nelle Scritture.

 Sorridentea quello che leggo anche tu stai contribuendo.

Quote:
Avendo diluito l'amore di Dio ed avendolo soggiogato ad una legge umana se ne è persa tutta la meravigliosa letizia e gioia per i Santi. Non credo sia un caso che in un tempo in cui si parla così tanto dell'amore di Dio ci sia così poco amore vero e passionale (in termini di vero sacrificio) per Lui.

Forse non te stai rendendo conto ma fai parte a quella schiera che denunci. Il Dio troppo buono per non usare giustizia è il peggiore messaggio non bibblico che viene ancora oggi annunziato.
« Ultima modifica: 06.03.2017 alle ore 22:20:33 by salvo » Loggato

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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #39 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 22:26:58 »
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on 06.03.2017 alle ore 20:28:59, Roseline7 wrote:
Andrea II, sono d'accordo con te!
Giovanni 3:16 viene letto solo fino a un certo punto, e capito in un certo modo, ma si ignora volutamente il seguito del paragrafo: e cioè che chi non crede in Gesù è GIA' GIUDICATO. E che l'ira di Dio rimane su di lui!!!
Come puoi dire a un peccatore "Sorridenteio ti ama!", se il versetto stesso dice espressamente che l'ira di Dio è su di lui?
Di solito rispondono: "Ma Gesù è morto per il mondo, perché ha amato il mondo, quindi ama tutti!" Sì, il suo atto di AMORE ha fatto sì che chiunque creda in Lui venga salvato. Ma questo non significa che Dio ami tutti indistintamente. Perché dico questo? Perché la Bibbia non si contraddice mai. Ed ecco i versetti che "contraddicono", per modo di dire, questa pericolosissima teoria:
 
Tu ODII tutti gli operatori d’iniquità.” (Salmo 5:5)
L’Eterno scruta il giusto, ma l’anima sua ODIA l’empio e colui che ama la violenza.” (Salmo 11:5) ?
l’Eterno odia: “…IL FALSO TESTIMONE che proferisce menzogne” e “…CHI semina discordie tra fratelli…”: (Proverbi 6:16,19)
Ho amato Giacobbe, ma ho ODIATO Esaù.” (Malachia 1:3 ; Romani 9:13)  
Se uno mi ama, osserverà la mia parola; E il Padre mio l´amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui.” (Giovanni 14:23)
L´Eterno ama I GIUSTI” (Salmo 146:8)
“Sei cose ODIA l´Eterno, anzi sette gli sono in abominio: GLI OCCHI alteri, LA LINGUA bugiarda, LE MANI che spandono sangue innocente, IL CUORE che medita disegni iniqui, I PIEDI che corrono frettolosi al male, IL FALSO TESTIMONE che proferisce menzogne, e CHI semina discordie tra fratelli.” (Proverbi 6:16,19)
 
Ecco la dimostrazione che Dio ama quelli che sono suoi, le sue pecore, i suoi eletti, i suoi giusti!  
 
Però Andrea II, voglio dirti anche questo: il significato di questo versetto è spesso e volentieri mal interpretato da chi non crede nella predestinazione, e quindi in chi rende responsabile l'uomo della propria salvezza. So che non è attinente con il post, ma da questo versetto capiamo perfettamente la differenza tra il giusto e l'empio:
 
Che c'è da contestare se Dio, volendo manifestare al sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione, e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria? (Rom 9:22)
 
"Vasi d'ira", "L'ira di Dio rimane su di loro", ebbene, la Bibbia parla da sola, nessuno si illuda.
 
Il pastore americano Paul Washer si è molto prodigato contro il messaggio "Sorridenteio ti ama", perché non è altro che un "parlare lusinghevole" teso a far avvicinare le persone al vangelo. Ma le persone si avvicineranno credendosi già a posto, perché Dio le ama così come sono, quindi non devono cambiare, non devono smettere di peccare, non devono nascere di nuovo.  
Nella mia piccola esperienza posso affermare che i fan di questo messaggio sono spesso e volentieri "cristiani" carnali, che parlano come il mondo e vivono come il mondo.  
La durezza nel parlare di Giovanni il battista, Gesù, Pietro e Paolo è passata di moda ed è troppo dura da sentire per i peccatori di oggi... siamo troppo preoccupati a non offenderli, anziché dir loro la verità! Ed ecco che le chiese vengono riempite di capre, e non di pecore.  
Fratelli, torniamo alla sana dottrina e al messaggio che Gesù ci ha lasciato, torniamo alla verità, e smettiamola di crederci più buoni e comprensivi di Lui, perché ciò è semplicemente assurdo.  
Ecco la verità: "Ravvedetevi e credete nel vangelo, perché il regno dei cieli è vicino".
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Sono allibito da questo metro di lettura dove si dice di tutto e il contrario di tutto. Ma si sa, un forum è un forum.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #40 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 23:37:38 »
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Andrea io sono d'accordo sia con te che con Roseline, ma perchè non spieghi il versetto, così arriviamo al dunque  Sorriso
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #41 Data del Post: 06.03.2017 alle ore 23:46:07 »
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on 06.03.2017 alle ore 17:53:13, Andrea II wrote:
Confuso Confuso Confuso Confuso
Si, ma cosa c'entra con la conversazione?

 
L'hai presa un po' più larga, ma non c'è nulla di diverso da ciò che dicono altri calvinisti.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #42 Data del Post: 07.03.2017 alle ore 05:57:04 »
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Quel che ha scritto H. Sasse sul temine kosmos
 
Riporto integralmente (tranne le parole greche che non sono comprensibili per chi non conosce questa lingua) quel che ha scritto H. Sasse sul significato e lo sviluppo particolare che Giovanni ha dato al termine “kosmos”, a beneficio di quanti non hanno il GLNT (Grande lessico del Nuovo Testamento). Quando l’autore riporta il testo greco, e manca la traduzione italiana, cito il testo così come lo leggiamo nella N. R. In questo modo, tutti possiamo comprendere. Infine, non vengono riportate le note a piè pagina.
 
«4. Kosmos = mondo III: umanità, creazione decaduta, teatro della storia della salvezza
 
a) Come l’universo diventa l’ecumene, non appena si considera il mondo come teatro della vita umana, così il concetto di ecumene può ridursi a quello della umanità che abita sulla terra.[GLNT Vol. V, colonna 934].
 
kosmos ha questo significato in numerosi altri passi neotestamentari, senza che sia sempre possibile, caso per caso, delimitarlo con esattezza nei confronti di altri signicati; ad es. tre volte nelle parabole del Signore nel materiale proprio di Mat, si legge (Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, 5:14); (il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; le zizzanie sono i figli del maligno 13:38); (Guai al mondo a causa degli scandali! perché è necessario che avvengano degli scandali; ma guai all’uomo per cui lo scandalo avviene! 18:7). L’umanità dell’epoca del diluvio è detta «il vecchio mondo», «il mondo degli empi» (2 Pietr. 2,5); «l’umanità di allora finì sommersa nell’acqua» (2 Pietr. 2,6) (Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede.) (Hebr. 11,7). Nell’epistolario di Paolo questo significato si incontra in 1 Cor. 4,13 «spazzatura del mondo», mentre secondo 1 Cor. 4,9 il kosmos abbraccia il mondo angelico e l’umanità. Questo significato di kosmos quale totalità degli esseri ragionevoli corrisponde perfettamente al detto stoico citato sopra, per cui il kosmos è l’insieme. Il significato dell’umanità si collega già al concetto (che dovremo esaminare più avanti) di kosmos inteso come mondo che si oppone a Dio, nelle espressioni «le cose pazze del mondo», «le cose deboli del mondo», «le cose ignobili del mondo» (1 Cor. 1,27s). [col 936-937]
 
«Dio stava riconciliando in Cristo il mondo con lui, non imputando loro i loro peccati» (2 Cor. 5,19; cfr. Rom. 11,15). Con kosmos  s’intende il mondo degli uomini, l’umanità, come mostra il contesto dei passi. Il significato inclusivo del termine, che in 1 Cor. 4,9 include ad es.  gli angeli, come pure la menzione delle potenze sovrumane che signoreggiano il kosmos, appunto in relazione con il peccato dell’umanità (ad es. 1 Cor. 2,6; 2,8; 2 Cor. 4,4; Eph. 2,2) dovevano tuttavia necessariamente portare a intendere il kosmos in quei passi sulla storia della salvezza, non unicamente come umanità. Siccome il kosmos era considerato l’universo quale teatro nel quale si svolge la storia della salvezza, questa storia andò amplificandosi, eccedendo il quadro della storia umana. [vol. 943-944]
 
d) Il concetto biblico di kosmos giunge a compiutezza negli scritti giovannei. Essi non contengono neppure un pensiero relativamente al kosmos, che non si ritrovi almeno implicitamente nella dottrina di Paolo, ma ciò che in lui ricorre soltanto in forma fremmentaria, in accenni, appare qui sviluppato, e la terminologia ha raggiunto uno stadio di maggiore nettezza e saldezza. Inoltre il concetto di kosmos si trova al centro del pensiero teologico in una misua che non si riscontra in nessun altro scritto o gruppo di scritti del N.T. Il kosmos è il teatro nel quale si svolge il dramma della redenzione, riferito dall’evangelo. Tutti i significati che kosmos può assumere confluiscono nel linguaggio del quarto evangelista. Non il prologo soltanto concepisce il kosmos come universo, anzi s’intende l’universo e non soltanto l’umanità anche là dove Cristo è designato come (Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: « Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita ». (Giovanni 8.12); (Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo » (Giovanni 9,5); cfr. 3,19; 12,46; 1,9) e quando Gesù stesso o l’evangelista parlano del suo venire o del suo essere stato mandato (3,17; 10,36; 11,27; 13,46s; 16.28; 17,18; 18.37; 1 Giovanni 4,9). Egli non è come gli uomini (8.23), neppure la sua Basilea è (Giovanni 18.36). Egli non è, come gli uomini, bensi (8.23). Il Padre manda il Figlio per amore del mondo: non per giucare il mondo, ma per salvarlo (3.16s; 12,47). Cristo viene come l’agnello di Dio (1,29); cfr. 1 Io. 2,2, dove Gesù è definito (e dicevano alla donna: « Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo » (4.42); (E noi abbiamo veduto e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo (1 Giovanni 4,14), come (Poiché il pane di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al mondo » (6,33, cfr. 51), come (Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: « Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita » (8,12; 9,5, cfr. 3,19; 12,46; 1,9). La il mondo non lo conosce (1,10), e in tal modo non conosce neppure Dio (17,25). Apparentemente il kosmos tutto il mondo, lo segue (12,19); in realtà però il mondo non crede neppure Dio (17,25)» [col, 946-950].
 
Una piccolissima parte di quel che ha scritto H. Sasse.
« Ultima modifica: 07.03.2017 alle ore 13:02:59 by Domenico » Loggato
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #43 Data del Post: 07.03.2017 alle ore 11:48:33 »
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Caro Marmar e cari tutti,
perché al posto di dare etichette ed esprimere giudizi sulle parole altrui non motivate alle luce delle Scritture ciò di cui si sembrate profondamente convinti? Qualcuno cita uno studioso di greco ed è già un passo avanti, ma è così difficile trovare nella Bibbia altri passi che sostengano Giovanni 3:16 letto in chiave di amore universale di Dio? Se si continua a sostenere che Giovanni 3:16 sia tutta la Bibbia in un versetto mi aspetto che di versi ce ne siano moltissimi altri che ne  consolidino il significato dato. Continuo a vedere che purtroppo non è così. Indeciso
Come avevo chiesto all'inizio desidererei avere un dialogo sulla Scrittura e non uno scontro di etichette che non porta da nessuna parte.
 
La lettura che do di Giovanni 3:16, come espressa già in estrema sintesi, è molto semplice e coerente con ciò che Cristo sta dicendo in Giovanni 3 a Nicodemo. Questo verso, come faceva giustamente notare Roseline, ha un contesto e non si dovrebbe mai isolare un verso da esso. Si parlava giustamente dell'ira che è GIA' su chi non crede e personalmente desidero aggiungere solo poco altro. Non dico tanto ma prendiamo almeno la frase prima e quella dopo...
 
«E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Giovanni 3:14-17
 
Cosa vuole intendere lo Spirito Santo in questo meraviglioso testo con la parola mondo? Si è già evidenziato che il termine mondo è generale e non specifico, relativo e non assoluto, di per se stesso non conclusivo; ma allora in base a cosa definire il senso specifico in questo verso? Secondo me non lo si può fare e per sapere a chi rivolge il Suo amore Dio cerchiamo altrove nella Scrittura. Sarebbe come voler spiegare da dove viene la fede partendo da Giovanni 3:16 solo perché si parla di credere, la qual cosa è assurda appunto.  
 
Gesù sta parlando a Nicodemo il quale, da buon maestro giudeo, era convinto che il Messia venisse solo per gli israeliti. Il Maestro invece gli annuncia che l'amore di Dio nel dare Suo Figlio ha un raggio maggiore di quello della terra della palestina, esso è esteso a tutti quelli che (traduzione letterale del "chiunque" che invece non c'è nell'originale) credono giudei e greci. L'accento non è posto sull'oggetto dell'amore di Dio; questo infatti è solo presentato come causativo del dare il Figlio. Il messaggio presentato è lo stesso di sempre: la salvezza è, per quanti sono morti perché infetti dal veleno del serpente, solo per fede e solo in Cristo morto sulla croce!
 
Spiegare quale sia l'oggetto dell'amore di Dio non era affatto lo scopo del discorso di Gesù in Giovanni 3... Tutto è incentrato sull'esaltazione di Cristo e non sull'uomo come oggetto dell'amore del Creatore.
Giovanni 3:16, nel suo contesto, sta dicendo che Dio per amore di quanti crederanno ha mandato Suo Figlio a morire per loro. Non specifica altro e mi permetto di dire, in perfetto accordo con quanto faceva notare Roseline,  che per quanti credono è un verso meraviglioso che produce santità, per quanti non credono è la scusa per rimanere nella loro condizione tanto "amata" da Dio...
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #44 Data del Post: 07.03.2017 alle ore 11:56:42 »
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Possibile costruire un castello come la predestinazione (perché mi pare sia quello cui vuoi arrivare) su la traduzione, anche un bel po' forzata, di un vocabolo?
 
E' tutto quanto l'annuncio di Cristo che deve essere preso in esame, e su quello non ci sono dubbi, almeno per me; se poi tu la vedi diversamente dov'è il problema? Mi pare ci sia ampia libertà per tutti.
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