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   Giovanni 3:16
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   Autore  Topic: Giovanni 3:16  (letto 13691 volte)
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Posts: 96
Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #135 Data del Post: 17.03.2017 alle ore 21:11:39 »
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on 17.03.2017 alle ore 07:58:22, salvo wrote:

Perdonami Aries91, se c'era un altro modo per essere salvati, perché allora fu necessario il sacrificio di Gesù? Non sarà forse che non è così?
Tu potrai rispondermi che Cristo è morto per tutti quelli dopo di Lui, visto che quelli di prima lo erano già. Ti sembra una risposta soddisfacente?
 Come credo tu sappia, i sacrifici non potevano salvare, quindi, siccome non potevano salvare, nessuno scampava.
Mi pare più giusto pensare che tutti coloro ai quali Iddio abbia voluto fare Grazia, lo abbia fatto in vista di Gesù pertanto nessuno poteva avere accesso al cielo prima di Lui, perché è scritto che Lui ha il primato in ogni cosa. Solo quando Gesù è risorto, allora anche gli altri hanno potuto risorgere.

sto tentando di capire quello che vuoi dire,ma mi sovviene un dubbio credi tu nella predestinazione,nel senso che Dio ha creato appositamente alcuni per ricevere la salvezza e altri per la perdizione o credi nel libero arbitrio.
Secondo il credo a cui faccio fede,l'azione salvifica di Cristo è rivolta a tutti gli uomini per grazia,ma la salvezza opererà solo in coloro che hanno accettato il sacrificio di Cristo riconoscendolo come loro salvatore altrimenti non ha effetto.
Ora mi chiedo ponendo come condizione questa come potevano salvarsi coloro che vissero prima di Gesu' se non potevano sapere della sua nascita,del suo sacrificio e accettarlo come proprio Salvatore?
la risposta che mi son potuto dare è che prima di Gesu',la grazia veniva manifestata in altro modo.
 
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #136 Data del Post: 17.03.2017 alle ore 21:23:12 »
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Riguardo a ciò che affermavo prima, ossia il placare l'ira di Dio, voglio precisare a cosa mi riferisco, perché è sempre possibile non capirsi perfettamente.
 
Ciò a cui non credo è che Dio abbia deciso la morte di Cristo per soddisfare la sua brama di giustizia, e per questo abbia indirizzato tutta la sua ira su di lui, condannandolo a morte e placare così la sua furia legalista. In sostanza "qualche testa doveva cadere".
 
Questo non riesco a trovarlo nelle scritture, ma se qualcuno lo trova, allora per lui è ok.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #137 Data del Post: 17.03.2017 alle ore 22:08:09 »
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Quote:
la definizione di mondo finora data non è biblica in quanto non può assolutamente corrispondere a TUTTI i figli di Adamo. Infatti moltissimi di loro dopo la morte di Cristo in croce non hanno alcuna possibilità di credere dato che sono già morti e condannati....  
Ecco che, come cercavo di dire dall'inizio, Giovanni 3:16 NON dice che Gesù è morto per tutti gli esseri umani da Adamo in poi. L'oggetto dell'amore del Padre e dell'espiazione di Cristo in croce non è ciò di cui si parla qui e tentare di dedurlo da questo verso porta all'eresia della redenzione dopo la morte.....

Tenuto conto che tu non accetti che kosmos, in Giovanni 3:16, significa umanità, uomini, in senso collettivo, non hai ancora detto, dopo tanto parlare, qual è il suo significato. Ti ho elencato i vari significati che il temine ha; li ripeto ancora una volta:
«§ «1. Ordine, buon ordine, adatta disposizione.  
§ disciplina, moderazione, decoro, senso della convenienza, buona educazione, costumatezza.  
§ ordinamento dello Stato, costituzione.  
§ Ornato, ornamento, onore, gloria.  
§ Apparecchio, costruzione.  
§ Universo, cosmo.  
§ Il mondo, gli uomini».  
Quali di questi, secondo te, significa il kosmos di Giovanni 3:16?  
Ti limiti solamente a ripetere che la definizione data non è biblica, “in quanto non può assolutamente corrispondere a TUTTI i figli di Adamo”. Se non riesci a comprendere il kosmos di Giovanni 3:16, per spiegare che cosa significa “mondo” in questo passo, come pretendi di comprendere tutta la portata teologica che ha il passo in questione, ai fini del piano della salvezza? Ricordati, caro Andrea II, (e lo ribadisco di nuovo) Giovanni 3:16, proclama una verità dogmatica. Questa verità dell’amore di Dio, della donazione dell’unigenito Figlio di Dio, della fede o credenza nel Figlio, Gesù Cristo, per avere la vita eterna e non subire la condanna, è stata concepita nei disegni divini, prima della creazione del mondo, quindi, prima ancora, che venisse all’esistenza Adamo.  
Per Adamo, infatti si sa che, l’amore e la bontà di Dio verso di lui, si manifestarono nel procurargli un vestimento di pelle di animale per coprire la sua nudità, dal momento le foglie di fico che Adamo con usa moglie Eva usarono per coprire la loro nudità, non sarebbero resistite nel tempo (Genesi 3:7,21: Dio il SIGNORE fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vesti. Citare, quindi, Adamo per escluderlo dal numero degli uomini, come se lui non fosse il capostipite dell’umanità, significa non tenere conto l’azione amorevole e benigna che Dio manifestò nei suoi confronti e. non comprenderla nel Suo vero significato che, alla distanza di secoli, con la venuta del Figlio di Dio sulla terra, il medesimo amore divino, si manifestò verso gli uomini, che sono la discendenza di Adamo.
Anche se Giovanni 3:16 non dice che Gesù è morto per tutti gli uomini, ma si limita ad affermare che Dio ha tanto amato il mondo, lo scopo della venuta del Figlio di Dio sulla terra, era senza dubbio quello di andare alla Croce, cioè la Sua morte, poiché solo in questo modo, sarebbe arrivata la salvezza agli uomini, affinché, chi avesse creduto nell’unigenito Figlio di Dio, avrebbe ricevuto la vita eterna, cioè salvezza. Infatti, come ho detto chiaramente nei post precedenti, senza la morte di Gesù sulla croce del Calvario, non ci sarebbe stato salvezza o vita eterna per nessuno e, nessuno, avrebbe ricevuto il perdono dei peccati. Quindi, se il mondo di Giovanni 3:16 non ha il senso degli uomini, mi domando: che cosa ha amato Dio?  

Quote:
Immagino che anche qui per te la parola mondo voglia dire tutti gli esseri umani come in Giovanni 3:16. Permettimi ora un pochino di ironia ma non saprei altrimenti come farti rendere conto dell'assurdità di ciò che scrivi e di quanto DI FATTO svuoti il valore dell'opera del Signore Gesù....

C’è veramente da vedere in che cosa consiste l’assurdità e come io svuoto il valore dell’opera del Signore Gesù o sei tu che non riesci a comprendere la profondità di questo testo

Quote:
Secondo te per mezzo della croce, duemila anni fa Dio ha RICONCILIATO con sé tutta l'umanità compreso il solito elenco di uomini (Caino, i beffardi contemporanei di Noè, gli abitanti di Sodoma, il Faraone, gli amalechiti, Balaam, Core e i suoi, Goliat, Acab e sua moglie Izebel) che già erano condannati all'inferno.... Siccome Cristo è morto sulla croce, stando a quanto scrivi riguardo a II Corinzi 5:19, Dio non imputa più le colpe di questi uomini a loro, gli chiede scusa per la punizione inflitta fino a quel momento e li fa uscire fuori dai tormenti dell'Ades.... Dio dunque non imputa più la colpa a nessun uomo dato che ha riconciliato con sé tutta l'umanità nel Cristo stroncato sul legno maledetto.... Ma improvvisamente il sangue dell'Agnello non sarà più sufficiente per Lui, e la Sua giustizia chiederà nuovamente il conto a coloro che non credono facendo divenire la fede degli uomini più preziosa del sangue di Suo Figlio unigenito.... Dio ha riconciliato con sé il mondo duemila anni fa ma questa riconciliazione verrà meno per moltissimi uomini....

Il testo paolino da me citato, cioè 2 Corinzi 5:19, si esprime da un punto di vista generale, non pensa a una certa categoria di persone (come spesso fai tu, caro Andrea II, quando formuli un elenco di nomi). Se non si tiene presente questo elemento, si rischia di non comprendere la portata teologica che ha il messaggio dell’apostolo Paolo. Il testo paolino precisa che Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo. Quest’opera di riconciliazione, faceva parte integrale del piano della salvezza, previsto e predetto prima che Gesù venisse sulla terra. Lo stesso Gesù, addirittura, fu designato quale agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Giovanni 1:29), prima della fondazione del mondo, cioè prima della comparsa dell’uomo sulla terra, ma portato a compimento, solo quando il Figlio di Dio andò sulla croce del Calvario. In altre parole, fu al calvario, cioè nel giorno della morte di Gesù, che Dio, (non l’uomo) trovandosi “in Cristo”, compiva l’opera di riconciliazione a sé, (non di una categoria di persone) ma del mondo e, come se l’apostolo non fosse stato chiaro nella sua affermazione, usando il termine “mondo” (kosmos) precisava: non imputava agli uomini le loro colpe. Quindi, in virtù della morte di Gesù, che era una morte “espiatoria”, le colpe degli “uomini” (non di chi avrebbe creduto nell’unigenito Figlio di Dio) non venivano imputati. Ecco perché Giovanni può affermare che chi non crederà nel Figlio di Dio, è già condannato. Quindi la condanna, non sarà “per le colpe degli uomini”, ma perché gli uomini si sono rifiutati di credere nel Figlio di Dio, quale mezzo di salvezza.  

Quote:
Perdonami la franchezza ma se così fossa davvero non so cosa voglia dire per te la parola RICONCILIAZIONE. Cosa vuol dire secondo te che Dio non imputa agli uomini le loro colpe perché Cristo Gesù ha dato la Sua vita sulla croce? Perché nel giorno del giudizio tale riconciliazione dovrebbe venire meno e Dio dovrebbe tornare ad imputare agli uomini le loro colpe?
 
 
segue...
 
« Ultima modifica: 17.03.2017 alle ore 22:09:02 by Domenico » Loggato
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #138 Data del Post: 17.03.2017 alle ore 22:10:32 »
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Riconciliazione, significa due esseri che si trovano in disaccordo. L’uomo a motivo del suo peccato, si trova in uno stato di inimicizia con Dio; cioè non è Dio che manifesta di essere nemico dell’uomo, ma l’uomo di essere nemico di Dio. Al Calvario, Dio, per Sua iniziativa, compiva l’opera di riconciliazione, mettendo l’uomo in condizione di rappacificarsi con Lui. Infine, ricordati, caro Andrea II, che nel giorno del giudizio, gli uomini saranno trattati per non aver creduto nel Figlio di Dio, il solo motivo che allontanerà eternamente l’uomo da Dio.

Quote:
Ecco che la domanda torna ancora con insistenza. Cosa è successo duemila anni fa a Gerusalemme? La salvezza si è compiuta o è ancora da compiersi ed è in dubbio fino alla fine?
 
Come ho già detto, al Calvario si è compiuta la salvezza per il peccatore. Perciò, chi crederà nell’unigenito Figlio di Dio, ha la vita eterna, mentre chi rifiuta di credere, è già condannato.  

Quote:
Finora mi è sempre stato detto che nel testo esaminato mondo vuol dire tutti gli esseri umani (per usare la definizione biblica quindi da Adamo in poi) e che l'amore di Dio è a loro rivolto indistintamente. Nel corso della discussione è però venuto fuori giustamente che l'amore di Dio lo ha portato a dare Suo Figlio AFFINCHÉ i credenti potessero avere la vita eterna. L'amore di Dio ha uno scopo preciso e mira ad un obbiettivo che è la salvezza eterna dei credenti

Lo scopo di Dio nell’avere amato tanto il mondo, e dare il Suo unigenito Figlio, è stato perché il mondo fosse salvato per mezzo di Lui.  Però, questa vita eterna si ha, “solo” credendo nel Figlio di Dio, senza fare nessuna distensione, cioè a “chiunque”.  

Quote:
Qui però è il punto di svolta in quanto non tutti gli esseri umani possono avere fede nel Figlio di Dio crocifisso perché sono morti e condannati nei tormenti prima che Lui salisse sul calvario.
 
Non erano solo i credenti morti nei loro peccati (Efesini 2:5), lo era anche il mondo intero. Al mondo è stato dato la possibilità di credere nel Figlio di Dio per evitare di essere condannati. Chiunque crede e Salvato, mentre chi non crede è già condannato.  

Quote:
Gesù Cristo dunque NON è morto per i dannati morti prima di Lui, quindi nell'impossibilità di avere fede in Lui quale salvatore, e questo ci impone di rivedere la definizione di mondo fin qui proclamata a piena voce. Quanti credono nell'espiazione illimitata e compiuta per tutta l'umanità saranno costretti a dare una personalissima e non biblica definizione di umanità. Questo perché dalla discendenza di Adamo bisogna escluderne parecchi per i quali Cristo non è affatto morto in croce.  
 
Quanto cercavo di dire dall'inizio è che lo scopo di Giovanni 3:16 non è quello di dichiarare chi siano gli amati da Dio e questo proprio perché tale amore è legato all'opera del Cristo sulla croce la quale non è affatto estesa a tutti gli uomini mai esistiti. Motivo per il quale, forse, né Cristo né gli Apostoli hanno MAI detto ad una folla di increduli peccatori: Dio vi ama tutti!  
Ciò che invece si fa oggi in ogni dove basandosi su una seri di personalissime ed umane definizioni di mondo, umanità e amore che non hanno alcuna base nelle Scritture.

Quando il piano divino della salvezza si valuta nel tempo, cioè da quando Gesù morì sulla croce del Calvario, e non prima della comparsa dell’uomo sulla terra, si fa presto ad affermare che è una personalissima e non biblica definizione di umanità di Giovanni 3:16. Se poi si precisa che Gesù non è morto per tutti e che non tutti possono avere fede nel Figlio di Dio, si possa nel campo della selezione, della discriminazione, cosa che è in contrasto con la Scrittura, la quale scandisce che Dio vuole la salvezza di tutti gli uomini (1 Timoteo 2:4).
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #139 Data del Post: 18.03.2017 alle ore 18:53:08 »
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on 17.03.2017 alle ore 16:03:14, Andrea II wrote:
Buonasera a tutti,
a questo punto direi che possiamo fare un pochino di chiarezza su Giovanni 3:16 prima di addentrarci in altri ambiti di discussione Buono!
 
Finora mi è sempre stato detto che nel testo esaminato mondo vuol dire tutti gli esseri umani (per usare la definizione biblica quindi da Adamo in poi) e che l'amore di Dio è a loro rivolto indistintamente. Nel corso della discussione è però venuto fuori giustamente che l'amore di Dio lo ha portato a dare Suo Figlio AFFINCHÉ i credenti potessero avere la vita eterna. L'amore di Dio ha uno scopo preciso e mira ad un obbiettivo che è la salvezza eterna dei credenti.  
 
Qui però è il punto di svolta in quanto non tutti gli esseri umani possono avere fede nel Figlio di Dio crocifisso perchè sono morti e condannati nei tormenti prima che Lui salisse sul calvario. Su questo, a parte una personalissima e non biblica interpretazione di Salvo che spero chiarisca meglio, spero siamo tutti d'accordo.
Gesù Cristo dunque NON è morto per i dannati morti prima di Lui, quindi nell'impossibilità di avere fede in Lui quale salvatore, e questo ci impone di rivedere la definizione di mondo fin qui proclamata a piena voce. Quanti credono nell'espiazione illimitata e compiuta per tutta l'umanità saranno costretti a dare una personalissima e non biblica definizione di umanità. Questo perchè dalla discendenza di Adamo bisogna escluderne parecchi per i quali Cristo non è affatto morto in croce.
 
Quanto cercavo di dire dall'inizio è che lo scopo di Giovanni 3:16 non è quello di dichiarare chi siano gli amati da Dio e questo proprio perchè tale amore è legato all'opera del Cristo sulla croce la quale non è affatto estesa a tutti gli uomini mai esistiti. Motivo per il quale, forse, né Cristo né gli Apostoli hanno MAI detto ad una folla di increduli peccatori: Dio vi ama tutti!

 
Un predestinato non dovrebbe dire cose non vere, ciò che dici non corrisponde alla verità delle Scritture: la Bibbia insegna tutt’altro.  
 
L’Amore di Dio  
 
Ricapitolando quanto già detto, Gv 3,16 ci dice che Dio ha tanto amato il mondo (per la definizione di mondo abbiamo due possibilità: le definizioni che ci danno tutti gli strumenti accademici accreditati, da una parte e le strampalate teorie di Andrea II dall’altra. A chi legge, la scelta) da dare il Suo unico Figlio.  
 
Notiamo la sequenza: Dio > amore > Figlio . Dio ama il mondo e vuole che il mondo si redima; in che cosa consiste questo amore? Nel sacrificare Suo Figlio. Quindi l’amore di Dio per il mondo altro non è che dare Gesù per gli uomini. Perché Dio sacrifica Suo Figlio? Perché il mondo, che è sotto la condizione di peccato, si salvi.  
 
Alla base della salvezza degli uomini c’è la morte e resurrezione di Gesù Cristo. Cosa devono fare gli uomini per salvarsi? Credere nel Figlio di Dio ricambiando così l’amore di Dio verso chi era nella condizione del peccato.  
 
Dio > amore > Figlio > «affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna». Giovanni è chiaro: si salva non chi fa parte di una élite di predestinati, ma chiunque crede.
 
Dio ha dato il proprio figlio affinché noi abbiamo la vita. Perciò, la missione di Gesù non è di condanna, bensì di salvezza. Nondimeno, la presenza stessa di Gesù costituisce, già di per sé, un giudizio: ecco l’escatologia realizzata. Il male è tenebra. Con Gesù, la luce è venuta tra le tenebre. Ma l’oscurità non l’accoglierà, e tale rifiuto è giudizio: chi si allontana da Dio viene da Lui abbandonato al proprio destino. Non c’è l’appartenenza al popolo giudaico come presupposto di salvezza ma la rinascita spirituale.  
 
« Ultima modifica: 18.03.2017 alle ore 19:04:26 by kosher » Loggato

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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #140 Data del Post: 18.03.2017 alle ore 18:57:02 »
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La Grazia  
 
Cos’è la grazia, ce lo dice Paolo: «Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù.» «Nel giudaismo era molto sentito il problema delle precedenze, del prestigio sociale. Gesù capovolge questa mentalità, smaniosa di potere, avida di onori e dei primi posti. Anche i discepoli non erano esenti da simili ambizioni: si preoccupano dei primi posti nel regno, che concepiscono in modo mondano e politico. Gesù, invece, nella risposta si riferisce a quello escatologico e definitivo in cielo. Per entrarvi è necessario un cambiamento radicale di mentalità, un’autentica conversione. Il verbo strépho (=cambiare) rende l’ebraico shub, che significa invertire la rotta, tornare indietro, convertirsi.  
 
 Il Regno di Dio  
 
«Il Regno di Dio o Regno dei Cieli non solo costituisce una delle espressioni più caratteristiche del linguaggio evangelico, ma ne esprime una delle nozioni centrali, può anzi considerarsi l’annunzio essenziale del Evangelo (Lc 4,43).» Dizionaro Biblico Claudiana.
 
Lo stesso Dizionario continua dicendo: «Nella predicazione di Gesù e degli apostoli l’annunzio del Regno è la gioiosa notizia che il tempo della profezia è compiuto, che il giorno atteso dagli antichi credenti è giunto (Mt 3,17; Lc 10,23-24): la presenza di Dio è manifestata agli uomini. Ed è essenzialmente questa presenza, questa vicinanza, questa urgenza del Regno nella persona di Gesù Cristo, che i Vangeli sottolineano con un’eccezionale ricchezza di espressioni: il Regno è vicino (Mt3,2; 4,17; 10,7; Mc 1,15), si è avvicinato (Lc 10,11), è venuto (Mt 12,28), è dentro di voi, o fra voi (Lc 17,21).»  
 
E’ la persona di Gesù il Regno di Dio: «Egli sottolinea che questa presenza non è una generica ispirazione spirituale, ma è la sua persona stessa (Mt 11,6). Egli non è solamente l’annunziatore del Regno,il profeta, ne è la sostanza stessa, il compimento (Lc 17,21: il regno è in mezzo a voi)».
 
 La persona di Gesù Cristo  
 
Annunciando il Regno di Dio Gesù ha promesso l’adempimento di tutte le speranze, attese e nostalgie degli uomini. La salvezza del regno di Dio consiste quindi, in prima linea, nella remissione dei peccati e nella gioia che scaturisce dall’incontro con la misericordia sconfinata e immeritata di Dio, si allude alla svolta della vita, una svolta che vuole mutare radicalmente il corso della vita. La richiesta maggiore è quella della fede che permetterebbe ai Galilei di dire: «veramente questi è il Figlio di Dio».  
 
Questo amore di Dio per il mondo (Se annunci il Regno di Dio ai peccatori cosa gli offri se non l'amore di Dio? Non è come dire "Sorridenteio ti ama, credi nel Figlio"?) che è la persona di Gesù > Regno di Dio in mezzo agli uomini, è stato mai annunziato ai peccatori?  
 
Vediamo se quello che dice AndreaII risponde alla verità Biblica
 
 Nei Vangeli  
 
• In Matteo 28 Gesù risorto affida ai discepoli il compito di predicare e battezzare per trasformare in discepoli tutte le genti, tutti gli uomini e le donne che abitano sulla terra (28,19). Se così come abbiamo dimostrato nell’annuncio dell’Evangelo (la persona di Gesù) c’è l’amore di Dio, cosa hanno predicato i discepoli del Risorto alle genti se non l’amore?
 
• I primi adoratori di Gesù (l’amore di Dio per il mondo) furono i magi venuti dall’oriente (2,12);  
 
• Il primo territorio in cui Gesù svolge la sua attività è chiamato in 4,15 «la Galilea dei pagani»;
 
• Nella presentazione introduttiva dell’attività di Gesù si precisa che la sua fama si sparse in tutta la Siria (4,24);
 
• Nel Discorso della Montagna la vocazione dei discepoli è diventare il sale della terra e la luce del mondo;
 
• Fra i primi miracoli di Gesù c’è la guarigione del servo del centurione di Cafarnao, dunque l’esaudimento di una preghiera di un pagano ergo, di un peccatore;
 
• Nello stesso passo c’è questo commento di Gesù: «in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande»;
 
• lapidaria è l’ espressione: «Questo Vangelo (l’amore di Dio per il mondo > Gesù) del Regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli».
 
• La Samaritana
 
Se c'era una donna da evitare era proprio questa. Gesù avvia con lei un discorso. Ancora una volta il centro del dialogo è l'identità di Gesù, qui è espressa chiaramente come identità aperta verso il Padre: la vera adorazione avviene tramite Gesù. L’amore di Dio è annunciato agli odiati samaritani nella persona del Cristo: «sono io che ti parlo».
 
 Paolo  
 
E’ veramente il caso di rispondere alla questione se Paolo ha mai annunciato l’amore di Dio ai peccatori? Lui che combatte il giudaismo (la sua gente) che pone ostacoli alla salvezza escatologica dei pagani?  
 
• La I Lettera ai Tessalonicesi
 
Nella più antica lettera di Paolo, si ravvisa la miracolosa efficacia del vangelo a Tessalonica e in tutto il mondo. La comunità di Tessalonica era formata prevalentemente da pagani (peccatori) convertiti (I Tess. 1,9; 2,14).
 
• Atene  
 
Nel discorso di Paolo all’Areopago di Atene, Paolo a chi annuncia l’evangelo (Gesù > l’Amore di Dio per il mondo)? Ad Atene Paolo si è molto adoperato per fondare una comunità nonostante i suoi sforzi restarono senza successo: qui l’apostolo ebbe a scontrarsi con l’hybris della sapienza umana.
 
l’amore di Dio è offerto a tutti e l’evangelo è annunciato a tutte le genti. Pur essendo nel piano divino, che il Figlio mandato sulla terra avesse avuto la finalità di salvare tutti, anche secondo 1 Timoteo 2:4, che afferma: il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità, questo però non significa che l’intera umanità sarà salvata, quindi il piano divino che prevedeva la salvezza di tutti gli esseri umani naufragherà, perché lo stesso Giovanni 3:16 afferma che per essere salvati, l’essere umano deve credere in Cristo ed accettarlo come l’unico Salvatore.  
 
Se questo in pratica non si verifica, non è colpa di Dio, nel senso che Lui non abbia amato quel Tizio o che gli abbia negato la salvezza, bensì dell’uomo che non ha voluto credere in Cristo.
 
« Ultima modifica: 18.03.2017 alle ore 19:08:00 by kosher » Loggato

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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #141 Data del Post: 18.03.2017 alle ore 20:54:16 »
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A tutto ciò bisogna aggiungere, la calda, ferma e forte esortazione che Paolo rivolse ai suoi ascoltatori, nell'Aeropago di Atene:
Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano (Atti 17:30)
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #142 Data del Post: 18.03.2017 alle ore 23:20:57 »
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Vediamo un po' cosa risponde AndreaII.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #143 Data del Post: 18.03.2017 alle ore 23:53:10 »
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on 17.03.2017 alle ore 20:28:00, salvo wrote:
Cari tutti, fino a che cercheremo conferme matematiche e ci troveremo dietro il: siccome non sta scritto allora è una personalissima deduzione, andremo poco lontano, secondo me.
Però è solo un mio parere.  
Ognuno è libero di percorrere la strada che preferisce. Io non ho ne tempo ne voglia di cimentarmi in lunghe citazioni che spesso rimangono lettera che convince solo chi le scrive, quindi, e concludo, se risulta difficile digerire che Gesù è morto anche per Giuda, e qui qualcuno dovrebbe spiegarmi dove vado a cercare un riferimento pubblico.
Ma se c'è chi invece è in grado di dimostrarmi il contratto pubblicamente è invitato a farlo.
Alla fine tutto rischia di rimanere un parere personale, la dove non è letteralmente scritto.
Per quanto mi concerne Non riesco ad immaginare chi possa affermare il contrario senza fare appello a deduzioni personali.
Detto ciò, ciò che obiettivamente non capisco è questa rigidità figlia del letteralismo che vuole tutto sezionare e far quadrare.
Non ho molto tempo da dedicare a questo esercizio di versettologia.
Quindi vi lascio proseguire.

Caro Salvo,
ringrazio Dio perché la mia fede si fonda solo e soltanto sulla Parola di Dio.
Le deduzioni personali che non possono essere supportate dalla Sacra Scrittura non sono di mio interesse. Credo che un confronto proficuo possa avvenire solo e soltanto alla luce delle Sacre Scritture, se per te questo è "versettismo" e ti vuoi astenere fai pure.  
Tuttavia converrai che senza riscontro biblico, tutto quello che si dice rimane aria fritta.
 
Per concludere, visto quello che si è letto, gradirei sapere da chi asserisce che il sacrificio di Gesù Cristo è efficace anche per chi era morto prima della Sua venuta, da quale riferimento scritturale trae questa convinzione.
Per quanto mi riguarda, anche rimanendo in tema di Giovanni 3:16, il sacrificio di Cristo è efficace solo per chi crede e quindi quanti erano già morti sono, per ovvi motivi, da escludere.
 
Pace del Signore
« Ultima modifica: 19.03.2017 alle ore 00:02:45 by Johannan » Loggato

Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #144 Data del Post: 19.03.2017 alle ore 07:31:49 »
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Quindi tutti coloro che sono morti prima della risurrezione di Cristo, poiché quello è l'evento chiave che stabilisce che lui e solo lui è il Messia promesso, sarebbero condannati per l'eternità?
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #145 Data del Post: 19.03.2017 alle ore 13:08:00 »
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on 19.03.2017 alle ore 07:31:49, Marmar wrote:
Quindi tutti coloro che sono morti prima della risurrezione di Cristo, poiché quello è l'evento chiave che stabilisce che lui e solo lui è il Messia promesso, sarebbero condannati per l'eternità?

Adesso non ho il tempo di leggere tutto il topic, perciò forse non ho capito bene oppure ripeto una domanda che è già stata fatta:
Che ne sarà allora di Abramo (amico di Dio), Giuseppe, Mosé, Davide, Daniele (molto amato), Isaia,  ecc. e di tutti i sinceri credenti che erano in  Israele e anche fuori di Israele e che sono vissuti  prima della risurrezione di Gesù?
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #146 Data del Post: 19.03.2017 alle ore 13:35:28 »
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on 19.03.2017 alle ore 07:31:49, Marmar wrote:
Quindi tutti coloro che sono morti prima della risurrezione di Cristo, poiché quello è l'evento chiave che stabilisce che lui e solo lui è il Messia promesso, sarebbero condannati per l'eternità?

Ho forse detto questo? Da quale mio presupposto puoi dedurre questa conclusione?  
La mia domanda è un'altra, se non si vuole rispondere va anche bene ma non mi si metta in bocca qualcosa che non ho detto.
 
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« Ultima modifica: 19.03.2017 alle ore 13:36:45 by Johannan » Loggato

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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #147 Data del Post: 19.03.2017 alle ore 16:20:45 »
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Quote:
Per concludere, visto quello che si è letto, gradirei sapere da chi asserisce che il sacrificio di Gesù Cristo è efficace anche per chi era morto prima della Sua venuta, da quale riferimento scritturale trae questa convinzione. Per quanto mi riguarda, anche rimanendo in tema di Giovanni 3:16, il sacrificio di Cristo è efficace solo per chi crede e quindi quanti erano già morti sono, per ovvi motivi, da escludere.

 
Mi sembrava che fosse scritto qui.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #148 Data del Post: 19.03.2017 alle ore 20:39:06 »
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on 18.03.2017 alle ore 23:53:10, Johannan wrote:

Per quanto mi riguarda, anche rimanendo in tema di Giovanni 3:16, il sacrificio di Cristo è efficace solo per chi crede e quindi quanti erano già morti sono, per ovvi motivi, da escludere.

Anche io come Marmar leggo le stessa cosa è Non vedo nemmeno come leggere diversamente.
Se il sacrificio di Cristo non può sanare i problemi precedenti allora è da ritenersi imperfetto.
Non mi pare che questo è il giudizio che merita.
In quanto al resto avrei molto da dire ma è meglio lasciar perdere, perché francamente non ho alcuna voglia di mettermi a discutere su certe affermazioni.
Quando un credente dice che la sua fede è fondata sulla parola di Dio e esclude tutti coloro che hanno aspettato pazientemente che l'Agnello di Dio venisse, profeti sacerdoti e popolo, dicendo che fanno parte di un'altra cosa, beh ... Mi viene meno il fiato.
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Re: Giovanni 3:16
« Rispondi #149 Data del Post: 20.03.2017 alle ore 18:27:22 »
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Se Dio vorrà risponderò ad ogni domanda appena avrò tempo, scrivo giusto due righe per spiegare quale sia il valore del sacrificio di Cristo per coloro i quali sono vissuti prima della sua resurrezione.
Innanzitutto a quanti credono che la grazia si esprimeva in altri modi vorrei ricordare che NON c'è grazia fuori di Cristo e che TUTTI gli uomini saranno salvati solo se il loro nome sarà scritto nel libro della vita dell'Agnello!
 
Ma allora come fanno i "giusti" dell'antico testamento? Giustamente si chiede di Abramo (amico di Dio), Giuseppe, Mosé, Davide, Daniele (molto amato), Isaia,  ecc. e di tutti i sinceri credenti che erano in  Israele e anche fuori di Israele e che sono vissuti  prima della risurrezione di Gesù. La risposta la troviamo ovviamente nel NT , e nel tanto citato Romani 3 dove è scritto (Rm 3:23-26)
 
tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù.
 
A tutti i credenti dell'AT è accordata la divina pazienza di Dio fino al momento in cui Cristo ne soddisfa la giustizia al posto loro. Ma quei credenti avevano fede in Cristo mi chiederete? Rispondo: SI. Se non ci credete leggete Ebrei 11 dove si fa riferimento alla fede di questi uomini e alla persona e opera di Cristo Gesù. Di Mosè è infatti scritto esplicitamente che stimò gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d'Egitto e se non è un riferimento alla croce non so cosa abbia visto per fede Mosè secondo voi......
Lo scrittore infine conclude dichiarando che la loro fede e la nostra sono le medesime e che noi siamo la loro "perfezione" (cioè il completamento dei redenti).
 
Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso. Perché Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi. Ebrei 11:39,40
 
Concludo. Da Adamo (compresi tutti i credenti dell'AT) fino all'ultimo uomo che nascerà per volere di Dio prima della fine dei tempi, l'unica salvezza è per fede nella CROCE di Cristo perchè solo in essa è la grazia di Dio e solo in essa c'è riconciliazione e perdono. Cristo è morto per tutti coloro che Da Adamo fino all'ultimo uomo hanno avuto e avranno fede solo in Lui per grazia di Dio! Spero a presto, buona serata.
« Ultima modifica: 20.03.2017 alle ore 18:29:04 by Andrea II » Loggato
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