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   Autore  Topic: 1 Corinti 11/1-17  (letto 5924 volte)
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #60 Data del Post: 11.06.2016 alle ore 19:01:50 »
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on 11.06.2016 alle ore 17:09:30, ilcuorebatte wrote:
Non troviamo alcuna altra fonte parallela che parli di questa prassi in tutta la letteratura sub-apostolica e apostolica (ovviamente se qualcuno ha dei riferimenti sarei grato se me li condividesse). Abbiamo vero l'usanza del velo per le donne nell'ebraismo, ma il parallelismo tra le due usanze ai tempi, quando l'ho esplorato, mi sembrava lontano.

 
Ciao, ho letto di sfuggita e rispondo più tardi a qualcosa di nuovo. Intanto però ti linko questo http://www.christianlibrary.org/authors/LVarticles/ImagesOfHeadCoverings DuringWorship.htm Purtroppo è un po' vecchio e alcune immagini non si vedono più. Ma ciò che conta a riguardo sono le parole di Tertulliano, che  sub-apostolico non lo è poi tanto ma mi sembra accettabile.
« Ultima modifica: 11.06.2016 alle ore 19:07:53 by Caste » Loggato

"Il problema delle citazioni su internet è che non si sa mai se siano vere o no" Abraham Lincoln
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #61 Data del Post: 11.06.2016 alle ore 19:34:55 »
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Salvo il tuo commento sulle donne corinzie con capelli corti... Ti capisco e sono contento tu abbia preso una posizione.
Io personalmente non accetto il principio perché dovrei accettare che per comprendere un passo è decisivo lo studio degli usi del tempo.
 
Giusto per farti un esempio, vi è un passo che dice: non permetto alla donna di insegnare.  Le Pastor essa e di cui parlavo sopra, commentavano questo testo dicendo che nella comunità in questione vi erano delle donne che avevano influenze religiose pagane. Per questo motivo quando parlavano delle cose del signore queste donne in particolare, predicavano influenzate dalle dottrine pagane, quindi predicavano falsa dottrina. Per questo motivo l'insegnamento di Paolo che dice: "non permetto alla donna di insegnare"  si traduce come un insegnamento specifico di quella comunità e non valido per tutte le altre. Questo significa che per comprendere quel testo che sembra dire che le donne non devono insegnare / predicare  Si deve usare uno studio di un testo esterno alla Bibbia, una scoperta scientifica che potrebbe essere smentita, che gli fa dire l'estremo contrario. Immagina cosa posso fare con altri testi spiegandoli con l'uso di contesti esterni per altri passi.
 
Per esempio con l'epistola ai romani che parla di omosessualità!
Si può trovare uno studio che spiega che al tempo della lettera proprio a Roma vi era un cattivo uso dell'omosessualità! Non era amore ma "infame divertimento". Quindi si può arrivare a dire che Dio non vede niente di male se due dello stesso sesso si amano e formano una famiglia...
Dio vede il peccato se ci si lascia a passioni infami come accadde a Roma....
 
Mi spiego?
« Ultima modifica: 11.06.2016 alle ore 19:49:23 by Stefanotus » Loggato
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #62 Data del Post: 11.06.2016 alle ore 20:41:57 »
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on 11.06.2016 alle ore 19:34:55, Stefanotus wrote:

Io personalmente non accetto il principio perché dovrei accettare che per comprendere un passo è decisivo lo studio degli usi del tempo.

Come tu sai bene, Stefano, non si emano leggi se non c'è il bisogno di risolvere un problema. Se Paolo ha parlato in quel modo è perchè vi erano delle motivazioni serie che non possiamo non valutare, anche ai fini stessi della comprensione delle parole di Paolo, altrimenti potrebbero apparire  campate in aria. Le motivazioni serie le da lui stesso quanto dice: Io non vi lodo in questo, cioè che vi raduniate in peggio e non in meglio; voi vi radunate per litigare.
Quindi non capisco la tua affermazione, per altro frutto di tante considerazioni fatte  a priori. Non sei nato con la scienza infusa, anche tu hai avuto bisogno di fare un certo percorso prima di capire, e lo hai detto tu stesso, mi pare.
 

Quote:
Giusto per farti un esempio, vi è un passo che dice: non permetto alla donna di insegnare.  Le Pastoresse di cui parlavo sopra, commentavano questo testo dicendo che nella comunità in questione vi erano delle donne che avevano influenze religiose pagane. Per questo motivo quando parlavano delle cose del signore queste donne in particolare, predicavano influenzate dalle dottrine pagane, quindi predicavano falsa dottrina. Per questo motivo l'insegnamento di Paolo che dice: "non permetto alla donna di insegnare"  si traduce come un insegnamento specifico di quella comunità e non valido per tutte le altre. Questo significa che per comprendere quel testo che sembra dire che le donne non devono insegnare / predicare  Si deve usare uno studio di un testo esterno alla Bibbia, una scoperta scientifica che potrebbe essere smentita, che gli fa dire l'estremo contrario.

Non mi pare che nelle nostre chiese non sia permesso alle donne di insegnare.
poi possiamo discutere che cosa volesse dire Paolo ma, stando al principio da te enunciato, se Dio mi dice di fare una cosa la faccio senza cercare di capire, mi spieghi invece perchè le nostre donne insegnano?
Lo stesso vale per quello che Paolo dice:  Tacciano le vostre donne nelle chiese, perché non è loro permesso di parlare, ma devono essere sottomesse, come dice anche la legge.  E se vogliono imparare qualche cosa interroghino i propri mariti a casa, perché è vergognoso per le donne parlare in chiesa.
Che cosa ne pensi?
 
« Ultima modifica: 11.06.2016 alle ore 20:52:11 by salvo » Loggato

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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #63 Data del Post: 11.06.2016 alle ore 22:03:09 »
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Cari amici,
vi devo confessare che ultimamente non sono stato stimolato alla partecipazione nelle varie discussioni perché, di recente, si sono visti nel forum thread che, perdonatemi, ma io reputo "raccapriccianti". Discussioni dove si è potuto leggere di tutto e di più; dalle ipotesi più fantasiose su ciò che ci attende in futuro alla salvezza per tutti (prescindendo dalla fede in Gesù Cristo). Ci mancava solo la "legalizzazione delle pastoresse".
Scusatemi ma ... mi chiedo: "C'è qualcuno che crede ancora nella sola scriptura o tutto è relativismo religioso (e non solo)?"
In conclusione, è appena il caso di ricordare che il forum è normalmente consultato anche da ospiti non registrati che, con ogni probabilità, vengono a sbirciare con lo scopo di chiarirsi qualche dubbio. Credo che alcuni di questi discorsi possano generare grande confusione, se non addirittura scandalo.
 
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #64 Data del Post: 11.06.2016 alle ore 22:54:56 »
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on 11.06.2016 alle ore 19:34:55, Stefanotus wrote:
Salvo il tuo commento sulle donne corinzie con capelli corti... Ti capisco e sono contento tu abbia preso una posizione.
Io personalmente non accetto il principio perché dovrei accettare che per comprendere un passo è decisivo lo studio degli usi del tempo.

Insomma, che per comprendere un passo sia decisivo lo studio degli usi del tempo mi sembra normale. Che poi ci siano molte cose della bibbia che non hanno bisogno di conoscenze storiche e linguistiche, siamo d'accordo, ma da qui a esagerare col concetto non mi pare il caso: bisogna conoscere gli usi del tempo per comprendere molti passi. Vorrei vedere se mettessi un qualunque cristiano, non mi importa quanto sia "santo, santissimo" a spiegarti le norme del levitico, o alcune delle abitudini descritte in cronache o cose del genere, cosa accidenti ti può dire. Poi, che si possano ricevere insegnamenti dalla Parola, perché è parola vivente di Dio, allora siamo d'accordo. Ma mi paiono due cose differenti!
 

on 11.06.2016 alle ore 19:34:55, Stefanotus wrote:

Giusto per farti un esempio, vi è un passo che dice: non permetto alla donna di insegnare.  Le Pastor essa e di cui parlavo sopra, commentavano questo testo dicendo che nella comunità in questione vi erano delle donne che avevano influenze religiose pagane. Per questo motivo quando parlavano delle cose del signore queste donne in particolare, predicavano influenzate dalle dottrine pagane, quindi predicavano falsa dottrina. Per questo motivo l'insegnamento di Paolo che dice: "non permetto alla donna di insegnare"  si traduce come un insegnamento specifico di quella comunità e non valido per tutte le altre. Questo significa che per comprendere quel testo che sembra dire che le donne non devono insegnare / predicare  Si deve usare uno studio di un testo esterno alla Bibbia, una scoperta scientifica che potrebbe essere smentita, che gli fa dire l'estremo contrario. Immagina cosa posso fare con altri testi spiegandoli con l'uso di contesti esterni per altri passi.

Sì beh, questa è proprio una interpretazione un pochino scadente, ma si nota subito.  Sorridente  
 
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #65 Data del Post: 11.06.2016 alle ore 22:59:06 »
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on 11.06.2016 alle ore 22:03:09, Johannan wrote:
Pace del Signore
 
Cari amici,
vi devo confessare che ultimamente non sono stato stimolato alla partecipazione nelle varie discussioni perché, di recente, si sono visti nel forum thread che, perdonatemi, ma io reputo "raccapriccianti". Discussioni dove si è potuto leggere di tutto e di più; dalle ipotesi più fantasiose su ciò che ci attende in futuro alla salvezza per tutti (prescindendo dalla fede in Gesù Cristo). Ci mancava solo la "legalizzazione delle pastoresse".

Tra le due la prima he hai detto mi pare comunque peggio Sorridente

on 11.06.2016 alle ore 22:03:09, Johannan wrote:

Scusatemi ma ... mi chiedo: "C'è qualcuno che crede ancora nella sola scriptura o tutto è relativismo religioso (e non solo)?"

Il problema è che sono proprio le persone che lo sventolano, questo "sola scriptura" che, molto spesso, o non sanno usarlo, oppure se lo dimenticano appena serve.  
 

on 11.06.2016 alle ore 22:03:09, Johannan wrote:

In conclusione, è appena il caso di ricordare che il forum è normalmente consultato anche da ospiti non registrati che, con ogni probabilità, vengono a sbirciare con lo scopo di chiarirsi qualche dubbio. Credo che alcuni di questi discorsi possano generare grande confusione, se non addirittura scandalo.
 
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Hai ragione... ma penso che, esattamente come i personaggi politici sono l'esatta rappresentazione del popolo da cui provengono (nonostante a qualcuno piaccia pensare che non sia così), anche noi siamo la rappresentazione dello stato delle chiese italiane: poche idee e molto confuse; anzi, ben venga il fatto che, nonostante tutto, si riesci a intavolare qualche discussione che risulta vagamente costruttiva.
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #66 Data del Post: 11.06.2016 alle ore 23:33:13 »
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1 Cor 14
34 Come è usanza in tutte le comunità di credenti, le donne devono tacere durante le riunioni, perché a loro non è permesso parlare. Stiano sottomesse agli uomini, invece, come dicono le Scritture stesse. 35 Se hanno una domanda da fare, la facciano al marito, a casa, perché non sta bene che una donna parli durante le riunioni della chiesa.
36 Non siete d'accordo? Pensate, forse, che la parola di Dio cominci e finisca con voi, Corinzi? Beh, vi sbagliate di grosso! 37 Se qualcuno pensa di avere il dono della profezia, o qualsiasi altro dono dello Spirito Santo, deve riconoscere che ciò che dico è un ordine del Signore. 38 Ma se qualcuno preferisce non capire, resti pure nella sua ignoranza!

 
Per quanto riguarda la lettura del passo precedente a me sembra abbastanza semplice, non si deve far confusione durante le riunioni. Probabilmente il fatto avveniva in un luogo dove le donne sedevano separate dagli uomini. Se così fosse noi abbiamo risolto elegantemente il problema.
 
Ora 1 Tim 2:12, il versetto cui si riferisce Salvo potrebbe avere anche un significato simile, per quanto riguarda lo stare in silenzio.
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #67 Data del Post: 12.06.2016 alle ore 00:02:34 »
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Io stavo esponendo solo il principio. Non volevo andare OT
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #68 Data del Post: 12.06.2016 alle ore 07:11:52 »
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on 12.06.2016 alle ore 00:02:34, Stefanotus wrote:
Io stavo esponendo solo il principio. Non volevo andare OT

E no Stefano, non te ne puoi uscire così!
Capisco l'orario ma non è giusto che, sopratutto tu te ne esca così dopo i proclami che hai fatto.
Tu sei arrivato a dire a new: chi è che stabilisce che cosa è usanza e cosa no? Ricordi?
Rispondo ora e con più libertà a quanto segue:

on 11.06.2016 alle ore 13:46:54, Stefanotus wrote:
Salvo io non ho fatto iperboli, ho fatto un discorso chiaro e semplice.
Certo se tutti noi cristiani avessimo la mente COLMA della dottrina di Dio come lo erano allora, tutto sarebbe più chiaro.

La chiesa di Corinto non brillava certo di spiritualità a quanto sembra ma compresero, credo, ciò che PAolo scrisse loro senza difficoltà. Perchè? Semplicemente perchè quello che Paolo diceva li riguardava e loro stavano vivendo in quel modo.

Quote:
Invece siccome noi oggi siamo molto influenzati dalla mentalità del mondo e dalle false dottrine che si sono infiltrate tra di noi... Ecco che mettiamo in dubbio qualcosa che "non capiamo".

Che vi sia l'influenza del mondo nelle chiese non è una novità del nostro secolo; era già così ai tempi degli apostoli; basta leggere. Poi in quanto alla posizione che tu chiami "fondamentalismo cristiano", mi pare , dove per fondamentalismo intendi sicuramente un ritorno alle origini, non ti elenco gli errori fati proprio in merito a quel fondamentalismo, dove il "sola scriptura" ha creato dei mostri religiosi.
Gli stessi movimenti che nacquero sotto l'onda di quel fondamentalismo hanno mostrato tutti i loro limiti, come pure il pentecostalismo.
Ora non è certo una questione velo si velo no che risolve il problema, perchè, volendo essere fondamentalisti occorrerebbe mettere in pratica anche le altre cose che Paolo ha scritto relativamente alla donne e agli uomini. Non solo ma, ogni volta che le donne pregano e dovunqaue esse siano dovrebbero mettersi il velo. Perchè non si fa? Perchè il mondo è entrato nelle chiese? Una risposta simile non può essere esaustiva; il mondo è sempre stato nelle chiese di ogni generazione.
Ricordo l'ignoranza dei fondamentalisti circa il mangiare la carne e il sangue, quella di coloro che, poichè è scritto: "Non fate dell'oro ciò che non è pane" , sono arrivati a vietare addirittura le fedi nuziali, non era possibile alle donne mettere alcun ornamento di nessun tipo che fosse d'oro, ecc.
Non parlare di fondamentalismo cristiano per carità, la dove ancora oggi ci sono le fazioni tutte motivate con le scritture alla mano.
 
Ora, la mia posizione non è quella di chi sta nel dubbio semplicemente perchè gli piace stare nel dubbio, ma è quella di una persona che  intendeva la cosa in un certo modo. Il fatto è che molte persone fanno le cose perchè sta scritto e poi vi sono altri invece che si chiedono che cosa voglia dire ciò che leggono. Non sono passivi ma alla ricerca della luce necessaria per intendere bene.
 Chi fa le cose perchè stanno scritte e non capisce il senso delle cose è come se non ubbidisse, perchè, come tu stesso hai più volte scritto, il Signore non vuole che siamo ignoranti ma intendenti.
Ora, visto che sono l'autore del topic e che ho trovato la risposta, come scritto, non dalle vostre argomentazioni rispettabilissime, ma direttamente dal Signore, così come ho riferito e, visto che tu stesso hai sollevato l'assunto: SE Dio mi dice di fare una cosa io la faccio, sei invitato a rispondere del perchè non si fa oggi nelle nostre chiese così come comandava Paolo, relativamente al comportamento che le donne devono tenere nella radunanza.
 
In quanto a Johannan rispondo semplicemente che, almeno in questo topic non stiamo litigando ma esponendo con libertà quelle che sono le varie posizioni di ognuno, rispettandoci reciprocamente. Non mi risulta quindi che siamo motivo di scandalo, come tu dici.
Non mi risulta una tale tua posizione in merito ad altri topic che hanno datto scandalo davvero. Avresti fatto meglio a dare il tuo punto di vista e nessuno si sarebbe scandalizzato, non credi?
Non mi piace questo tuo guardare dall'alto.
 
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #69 Data del Post: 12.06.2016 alle ore 07:22:43 »
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on 11.06.2016 alle ore 23:33:13, Marmar wrote:

 
Per quanto riguarda la lettura del passo precedente a me sembra abbastanza semplice, non si deve far confusione durante le riunioni. Probabilmente il fatto avveniva in un luogo dove le donne sedevano separate dagli uomini. Se così fosse noi abbiamo risolto elegantemente il problema.

Come avreste risolto elegantemente il problema?  
Non credo che il problema esposto da Paolo riguardasse il modo in cui stavano seduti gli uomini e le donne ma, molto probabilmente perchè, come è sempre stato, e sempre sarà, perche c'era la tendenza delle donne a prevaricare e non rispettare la gerarchia posta dal Signore.
Non era dunque una questione di confusione dei generi ma una prevaricazione che nasceva sopratutto fra le donne che ritenevano se stesse migliori degli uomini e aventi il diritto di controbattere per queste ragioni.
Una cosa è prevaricare altro è parlare. Personalmente non credo che Paolo fosse misogino ma, credo invece che lui andava spesso alal radice del problema.
Portare una chiesa alle origini credete che sia una cosa facile. No, non è facile. Perchè? Perchè Paolo dice che lui macerava se stesso e la propria carne, affinchè non avvesse ad essere riprovato. Continua dicendo che non brandiva l'aria quando parlava ma diceva verità secondo Iddio, tanto da arrivare a dire: Siate miei imitatori così come io lo sono di Cristo.
Il riferimento a Ger. 6/16 " Fermatevi in su le vie, e riguardate; e domandate de' sentieri antichi, per saper quale è la buona strada, e camminate per essa; e voi troverete riposo all'anima vostra. Ma essi han detto: Noi non vi cammineremo", ci sta in pieno. Quali sono i sentieri antichi?
A coloro che chiedevano a Gesù circa il divorzio Lui rispose: "  ma al principio non era così".
E' sempre il principio che ritorna.
E' sempre stato un dilemma la legge del Signore, in ogni generazione.
« Ultima modifica: 12.06.2016 alle ore 07:31:10 by salvo » Loggato

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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #70 Data del Post: 12.06.2016 alle ore 08:02:14 »
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on 11.06.2016 alle ore 23:33:13, Marmar wrote:
Probabilmente il fatto avveniva in un luogo dove le donne sedevano separate dagli uomini. Se così fosse noi abbiamo risolto elegantemente il problema.

Sì caro Marmar, forse è possibile che avremmo risolto il problema, ma lo avremmo risolto solo da un punto di vista legalistico e poi: a che prezzo?
Con tutto il rispetto per le Chiese dove gli uomini siedono da una parte e le donne da un'altra (sono bravissimi fratelli e sorelle, non discuto), ma che senso ha che il marito sieda da una parte e la moglie da un'altra, che utilità, che convenienza c'è, cosa serve?
A mio avviso si corre anche qui il rischio di cadere in un neolegalismo, siamo in un nuovo patto di Spirito, non conta per le donne il velo o il non velo, capelli lunghi o capelli corti, per gli uomini indossare il cappello o il non cappello, queste disposizione vanno osservate nello Spirito più che nella lettera; lo Spirito non cambia mai con i tempi, ma gli usi e costumi invece sì. E allora è semplice bisogna prima di tutto capire il senso che c'è nell'indossare un copricapo e tradurlo in un'applicazione adatta alla nostra attuale vita di Chiesa.
 
*******************

 
In riferimento a:
 
Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto fa disonore al suo capo; - 1Corinzi 11:4
 
Per quanto riguarda gli uomini con cappello o berretto in Chiesa, se controlliamo il Testo greco, vediamo che c'è scritto "kata kefalês", che indica qualcosa che va in giù, per esempio un velo o un mantello che scende giù.  
Quindi questo passo non vieta agli uomini di indossare in preghiera un berretto o un cappello, a me sembra che vieti all'uomo di vestirsi da donna e che soprattutto in un culto vieti in senso spirituale di coprirsi con pensieri, delle cose del mondo e non del culto a Dio.
Teniamo poi presente che gli Ebrei pregano con la testa coperta per esempio con un cappello o uno zuccotto (basta vedere le loro foto in preghiera davanti al Muro del Pianto) e ricordiamoci che Paolo era Ebreo.  
Magari adesso non lo si mette per motivi di galateo, d'accordo, però a parte il galateo, non vedo cosa ci sia di male.
« Ultima modifica: 12.06.2016 alle ore 08:47:05 by New » Loggato
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« Rispondi #71 Data del Post: 12.06.2016 alle ore 08:47:14 »
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on 12.06.2016 alle ore 08:02:14, New wrote:


A mio avviso si corre anche qui il rischio di cadere in un neolegalismo, siamo in un nuovo patto di Spirito, non conta per le donne il velo o il non velo, capelli lunghi o capelli corti, per gli uomini indossare il cappello o il non cappello, queste disposizione vanno osservate nello Spirito più che nella lettera; lo Spirito non cambia mai con i tempi, ma gli usi e costumi invece sì. E allora è semplice bisogna prima di tutto capire il senso che c'è nell'indossare un copricapo e tradurlo in un'applicazione adatta alla nostra attuale vita di Chiesa.

Scusami new se ti quoto ma, mentre posso essere d'accordo con te in linea di massima, non credo che sia chiaro che cosa significa essere in un nuovo patto, dove, poi alla fine, così pare si concluda, ognuno ha il diritto di fare un po come gli pare.
Questa non è la libertà del nuovo patto. Va bene mettere fuori le greggi dagli ovili affinchè pascolino in libertà, ma se le lasci andare da sole si perdono, quindi, onde evitare che si smarriscano e che così possano ritornare all'ovile, le circondi di cani da guardia. Non è una bella immagine ma credo rende bene ciò che voglio dire.
Quando leggiamo che Gesù non è venuto per annullare la legge ma per adempierla, noi leggiamo  anche che, secondo gli ebrei di allora Gesù invece infrangeva la legge.
 
Ora mentre potrebbe non essere chiaro a quale legge facesse riferimento, perchè ci piace discutere e discutere, in realtà Gesù non ha fatto altro che ubbidire a suo Padre, cosa che non ha fatto Adamo.
Ora ripristiamo quella legge nella nostra vita e come per magia spariranno molte inutili e interminabili discussioni che sono necessarie la dove manca l'ubbidienza al principio del comandamento.
Inoltre, ricordo che è vero che non siamo più sotto la legge Mosaica ma è anche vero che la legge dello Spirito è molto più esigente di quella di Mose, perchè la legge dello SPirito entra nella vita degli uomini così: [b]"La parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore.  E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto."
Non ti pare che tale divisione non è poi cosi chiara fra noi? Come si fa a dire che siamo spirituali quando invece siamo mossi dall'anima(le nostre discussioni e prese di posizioni che a volte divergono enormemente) nostra?
Non si può certo dire che la lettera abbia queste prerogative, altrimenti tutti noi saremmo stati trasformati interamente ma, chi scrive fa riferimento a Giov. 8/30 e seg., dove Gesù dice ai giudei che gli avevano creduto: "Se voi perseverate nella mia parola, sarete veramente miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi affrancherà".
Tu conosci la risposta dei giudei.
Ciò che oggi ritengo in merito al topic è che Paolo abbia voluto portare e gli uomini e le donne all'origine, quel "la natura non vi insegna ella che è disonorevole per gli uomini portare chioma mentre invece alle donne la chioma è data loro come vanto?
« Ultima modifica: 12.06.2016 alle ore 08:50:32 by salvo » Loggato

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« Rispondi #72 Data del Post: 12.06.2016 alle ore 09:05:38 »
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on 12.06.2016 alle ore 08:47:14, salvo wrote:
così pare si concluda, ognuno ha il diritto di fare un po come gli pare.

Non ho voluto concludere che ognuno può fare ciò che vuole, perché sappiamo lo Spirito è uno, siamo in un solo corpo e un solo Spirito e dobbiamo pensarla allo stesso modo ed è lo Spirito Santo che ci dà comprensione delle Scritture facendoci vedere ciò che c'è al di là delle Parole scritte. Non possiamo fermarci alla lettera, dobbiamo ascolatre la Parola che è vivente. Cosa signica in senso spirituale il velo? Il velo indica la difesa del pudore. Ecco il punto di partenza e poi in obbedienza alla Parola di Dio ci si comporta di conseguenza.
 

on 12.06.2016 alle ore 08:47:14, salvo wrote:
"la natura non vi insegna ella che è disonorevole per gli uomini portare chioma mentre invece alle donne la chioma è data loro come vanto?

 
Sì, la natura dà delle caratteristiche di maschio all'uomo e di femmina alla donna, quindi dobbiamo vestirci in modo da non evidenziare o mostrare le nostre caratteristiche o aree sessuali.
« Ultima modifica: 12.06.2016 alle ore 09:12:09 by New » Loggato
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« Rispondi #73 Data del Post: 12.06.2016 alle ore 11:43:03 »
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Ringrazio Caste del link, e ringrazio Stefanotus del tempo che mi ha dedicato non rispondo ulteriormente perché ritengo che dove si poteva arrivare siamo arrivati e preferisco lasciare il tempo alla riflessione. Ringrazio Salvo e ti sono debitore della lettura che hai fatto del passo con cui concordo.
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« Rispondi #74 Data del Post: 12.06.2016 alle ore 12:48:10 »
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Mi spiego:
 
Se la confusione fosse dovuta al fatto che le donne, in una parte riservata del locale, creavano confusione perché parlavano tra loro di cose relative al messaggio che stavano ascoltando, e che non era ben capito, al punto che qualcuna di esse spiegava alle altre il senso del discorso. Nelle nostre comunità, dove le famiglie, in genere, siedono vicine, senza distinzione di sesso, il problema non si pone perché le donne non potranno più creare disturbo non essendo tutte insieme in un luogo separato. Era più una battuta che altro.
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Aiutiamoci gli uni gli altri a liberarsi da quello che ritarda il nostro cammino.
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