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   Autore  Topic: 1 Corinti 11/1-17  (letto 5928 volte)
Stefanotus
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #15 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 15:39:15 »
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on 10.06.2016 alle ore 15:22:30, salvo wrote:
Raccolgo le esternazioni di Stefano che insiste dal Suo osservatorio che tutto ciò che è scritto va osservato come parola di Dio.  
Qui volutamente sono provocatorio ma, non mi risulta che le parole di Gesù circa il lavacro dei piedi sia fra noi  praticato, e pure Lui lo ha detto, perché visto che è parola di Dio?

Perché alla luce del Nuovo Testamento TUTTO, mai si ripete che la chiesa effettuò questa pratica. Abbiamo quindi sempre compreso che Gesù scelse di fare un'atto simbolico che diede un insegnamento PER QUEL momento. Quindi il messaggio non fu: lavatevi i piedi come io sto facendo per voi... ma vi era dietro un messaggio più profondo che capirono. Infatti non abbiamo prove che replicarono questo atto nel Nuovo Testamento.
Come quando Gesù disse mangiate il mio corpo e bevete il mio sangue... non intendeva letteralmente un'atto cannibalesco.
 
Ecco il motivo del perché io insista con il dire: secondo me Dio non ci ha lasciato casualmente la Parola di Dio contenente la storia della chiesa... ma ce l'ha lasciata con uno scopo.
 

Quote:
Inoltre è riconosciuto da tutti che ci sono passaggi nelle lettre di Palo che sono difficili da intendere e che, disse Pietro, gli uomini male ammaestrate trovino. Quali testi fanno parte a ciò che dice Pietro?

Tanti. Quali non ha importanza effettivamente. Ma ha importanza che Pietro li attesti come Parola di Dio come il resto delle Scritture, quindi l'Antico Testamento.
Che meravigliosa Parola è la Bibbia!!!
 

Quote:
Io mi rendo conto che non sia facile tutto ciò, perché a quanto sembrerebbe, visto che m sono documentato relativamente al testo greco sul soggetto, l'apostolo Paolo non dice ciò che sembra e noi leggendo non riusciamo a capire. Riporto il testo originale greco tradotto letteralmente in merito all'uomo che sta davanti al Signore: uomo pregante ... giù dal capo avente ..fa disonore al capo di lui. Mi auguro ovviamente che chi è in grado di dare una traduzione non di parte si faccia avanti, perché non ho piacerà di errare, ovviamente.
 
Perché dico questo? Perché nella nostra traduzione se spirito che Paolo ha detto che l'uomo che prega col capo coperto fa vergogna al suo capo.
Questa traduzione è in contrasto con la legge ebraica che, se pur può essere figurativa, deve comunque rimanere sempre vera.
Nella legge ebraica era vietato all'uomo di radersi i capelli e di tenerli lunghi e non era vietato coprirsi il capo con un turbante o una mitra ecc.
Che dire dunque visto che Gesù non è venuto per annullare la legge ma per adempiere?
Giusto per essere preciso, non faccio parte alla grande famiglia Cristiana liberale e liberista, ma allo stesso tempo trovo difficile leggere che quella "servitu" relativa alla circoncisione sia stata abolita dallo stesso Paolo e che invece è stato aggiunto un vincolo del velo quando non esiste testo nell'antico t. Che ne parli e lo regolamenti. Questo per ora è quanto in tutta onestà mi riesce di vedere.

Stimo e ammiro la tua trasparenza ed onestà Salvo.
Gesù ha adempiuto la legge con la Sua vita. Questo non significa mica che questa legge non sarebbe più dovuta esser contrastata.
Gesù ha adempiuto alla legislazione di Dio, quindi l'Antico Testamento, ma poi creata la chiesa vi fu un'evoluzione.
Quando mai un uomo dell'Antico Testamento si sarebbe preso l'ardire di pensare che Dio fosse trino o che fosse capace di entrare con il Suo Spirito dentro un uomo e dimorarci?
Noi abbiamo l'infinito dentro il nostro essere finiti. Inconcepibile per l'ebreo. Incomprensibile a realizzarsi per la legge. Davide scrisse dubbioso riguardo un Dio che avrebbe potuto abitare la casa che voleva costruirgli. Figurati dentro il cuore peccaminoso di un uomo... eppure così è. Così ci spiega il Nuovo Testamento.
Paolo fece circoncidere Timoteo per permettergli di superare i pregiudizi dei giudei. Ma fu lo stesso che fu contrario alla circoncisione secondo il rito ebraico.
L'assemblea di atti 15 è dimostrazione di come la novità portata dalla chiesa di Cristo, andava OLTRE ogni legislatura mosaica...
L'apertura ai pagani, di cui addirittura appresero la lingua! Pensa che il Nuovo Testamento non fu scritto nel sacro ebraico, lingua che si considerava addirittura divina, ma in greco. Lingua straniera, ellenica, pagana.
Insomma... Il rito cristiano, il culto spirituale che richiede Gesù attraverso la chiesa per innalzare il nome di Dio, non è più un rito basato sulla legge in cui l'uomo doveva COPRIRE il proprio capo, per nascondere la propria vergogna... ma si è giustificati in Cristo, che morto per noi ci lava da ogni peccato, ci libera dalla vergogna e ci fa stare con il capo scoperto!
Una rivoluzione teologica non indifferente Salvo.
Tenersi il capo coperto, significava quindi stare ancora sotto la legge?
Chi lo sa... ma non mi meraviglierebbe.
 
Come ho detto, anche la donna ebbe una rivoluzione teologica. Il velo non da indossarsi perché faceva parte di costumi ebraici, non andava indossato per riconoscersi come donne aristocratiche e per bene secondo i costumi romani, e non andava tolto perché bisognava dimostrare libertà secondo i costumi greci. Il velo andava indossato perché aveva un significato spirituale ben preciso.
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #16 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 15:42:36 »
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Nella mia realtà il velo è lasciato alla coscienza delle donne e anche tra  i nostri ministri c'è chi è per il si e chi è per il no, diciamo che non è un argomento particolarmente sentito, questo solo per rendere evidente che non ho una necessità dogmatica di difendere una posizione.
A livello scritturale se devo esprimere un opinione devo ammettere che è una passo "complicato"; in cui è ben chiaro il principio spirituale enunciato, da cui riceviamo una chiara indicazione ad esplicarlo (in questo caso è rivolto alle donne), e anche sulle modalità di come debba essere fatto, ma è complesso poterlo fare, perché l'indicazione data non è facilmente attualizzabile essendo cambiati gli usi e i costumi, mentre nella  società di allora il capo velato della donne aveva un significato sociale molto marcato. Sono quindi più incline a non intendere il velo per le donne un comandamento, è certamente però un indicazione pastorale allargabile e applicabile li dove il modo di vestirsi arrivi a contrastare verità che un cristiano deve professare.  
 
Aggiungo per chiarire meglio il mio pensiero perché ho visto nuovi interventi io credo che possa aiutare la riflessione leggendo quanto l'apostolo scrive avendo ben chiara la costruzione logica che segue l’argomentazione. L'apostolo non afferma che poiché la donna non mette il velo è ribelle, ma afferma che poiché il velo nella attuale società di allora aveva un chiaro significato sociale non metterlo contrastava con la professione di fede che un donna cristiana deve invece fare. Il punto quindi non è il velo in se ma il significato sociale che questo aveva nella società di allora, di fatti l'argomento del velo appare unicamente in questo contesto.
« Ultima modifica: 10.06.2016 alle ore 15:53:56 by ilcuorebatte » Loggato

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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #17 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 15:50:54 »
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on 10.06.2016 alle ore 15:33:45, New wrote:
[color=Blue]Tutta la Bibbia deve essere presa in considerazione e non siamo autorizzati ad escludere niente.

Bene, concordo.
 

Quote:
Prendere in considerazione non significa necessariamente prendere tutto alla lettera. Prendere tutto in considerazione significa considerare tutto in senso Spirituale.

Io non prendo tutto alla lettera, a quest'ora sarei cieco dal 2001 e monco da prima ancora. Ma dimmi un po'... nella tua chiesa pregate?
E perché pregate?
Nella tua chiesa, cantate? E perché cantate?
Nella tua chiesa, predicate il Vangelo? E perché?
Sorriso
 

Quote:
Per esempio, è ovvio che davanti ad una cosa che può scandalizzarti non ti cavi mica un occhio, ma eviti di guardare ed è ovvio che non cavarsi l'occhio non vuol dire che non hai preso in considerazione quel passo biblico.

Caro New, nuovamente parli per esempi ma eviti di rispondere alla mia domanda.
Quel passo biblico a cui ti riferisci, in italiano si chiama "iperbole", esempio. E' un'esagerazione linguistica che serve per rendere chiara un idea, un concetto.
Ovvio che non si prende alla lettera.
Ma dove è scritto: "dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro" mi pare sia un messaggio chiaro, non simbolico. Quindi Gesù è davvero presente dove due o tre si riuniscono. O sbaglio?
Se è così... perché questo è REALMENTE vero, quindi pratica spirituale, e non lo ritieni invece un simbolismo. Forse dovremmo solo cogliere il senso e non prenderlo alla lettera.
Dove è scritto: ungete d'olio il malato e la preghiera della fede lo guarirà, forse non va preso alla lettera... dobbiamo prenderne il senso. Quindi Dio non guarisce veramente, intende dire che lo guarisce nel cuore, nell'anima... ma non letteralmente. Che ne dici new?
 
Voglio dire... chi stabilisce cosa va preso alla lettera e cosa no?
Il tuo ed il mio buon senso?
 
Quando viene detto: salutatevi con un santo bacio, vale solo per quella chiesa di allora, non vale per noi oggi? Quindi cogliamo il senso dell'affetto... ma non facciamolo. Questo dici?
 
Oppure quando è scritto: pregate gli uni per gli altri... forse non intende alla lettera, intende "simbolicamente", come dire... non so.. dimmelo tu.
 
Vedi è troppo sibillina questa teoria. Guarda cosa hai scritto:
Quote:
 
Siamo in un nuovo patto, non cadiamo in un neolegalismo, siamo liberi nello Spirito, l'importante è di non peccare.
Non è il mettere velo che conta, ma è il senso del velo.

Lo dice la Bibbia o lo dici tu?
 

Quote:
Non il calice o il bicchierino, non è il vino rosso o bianco o il succo d'uva che conta, ma è come viviamo la Santa Cena, ossia come siamo Chiesa.

Lo dice la Bibbia, o lo dici tu?
Perché a me pare che quel calice UNICO è proprio biblico e lo deve prendere la chiesa di Cristo fino a quando Egli non ritorna:
 
"Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga" - 1 Corinzi 11:26
Mi sembra che ci sia scritto che questa cosa VARRA' fin quando Gesù non tornerà...
Oppure anche questo è simbolico?
Ma forse anche il ritorno di Gesù è simbolico?
 

Quote:
Non siamo in una religione fatta di riti, ma in una relazione da vivere nell'amore.

Bella lì.
Questa è grandiosa. Sorriso
Quindi: no culti, no riti, no santa cena, no canti, no raduni. Facciamo un pò quel che ci pare... "La chiesa delle libertà". eheheheh
Mi permetti di scherzare vero?
 
Dimmi un po', riesci sinceramente a darmi dei versetti che dicono che dobbiamo intendere la Bibbia simbolicamente e non letteralmente?
Se vuoi io ti do versetti che dicono che la Bibbia va presa letteralmente, ce ne sono diversi. Non letteristicamente (cioè alla lettera) ma letteralmente. Sono due cose diverse.
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #18 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 15:57:27 »
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on 10.06.2016 alle ore 15:42:36, ilcuorebatte wrote:
Nella mia realtà il velo è lasciato alla coscienza delle donne e anche tra  i nostri ministri c'è chi è per il si e chi è per il no, diciamo che non è un argomento particolarmente sentito, questo solo per rendere evidente che non ho una necessità dogmatica di difendere una posizione.

Ti ringrazio per essere intervenuto.
Apprezzo anche che tu prenda posizione in modo "obiettivo": noi pensiamo così e non sentiamo così. Bel modo di porsi. Sinceramente ti ringrazio.
 

Quote:
A livello scritturale se devo esprimere un opinione devo ammettere che è una passo "complicato"; in cui è ben chiaro il principio spirituale enunciato, da cui riceviamo una chiara indicazione ad esplicarlo (in questo caso è rivolto alle donne), e anche sulle modalità di come debba essere fatto, ma è complesso poterlo fare, perché l'indicazione data non è facilmente attualizzabile essendo cambiati gli usi e i costumi, mentre nella  società di allora il capo velato della donne aveva un significato sociale molto marcato.

Infatti io sinceramente toglierei pure questi "veli" antichi anni 60 da chiesa cattolica (non se la prendano i cattolici). Andrei su qualcosa ormai di sobrio e adatto ai nostri tempi, per coprire il capo.
L'ubbidienza val più del sacrificio, quindi mettere andrebbe messo, se è vero che ci si ispira alla chiesa neotestamentaria. Ma anche qui Dio che non è uno stupido, non ci ha mica vincolati ad una forma di velo particolare o ad un colore o a qualcos'altro. Dovremmo noi essere capaci di trovare modi "attuali".
 
Dio ha fatto la stessa cosa quando ha parlato del vestiario: sobrio, modesto. Non ha detto di vestirci con i vestiti che usava Paolo. Anche in questo è stato furbo no?
Sapeva che avremmo letto la Bibbia noi, quindi ispirava pensando ANCHE a noi.
 

Quote:
Sono quindi più incline a non intendere il velo per le donne un comandamento, è certamente però un indicazione pastorale allargabile e applicabile li dove il modo di vestirsi arrivi a contrastare verità che un cristiano deve professare.  

Il problema è che il velo viene messo come simbolo. Vi è un ordine creazionale: la donna risponde all'uomo (suo responsabile, che dovrebbe dare la propria vita per lei). L'uomo risponde a Cristo (suo responsabile, che ha dato la vita per l'umanità). Cristo risponde a Dio (Suo Padre, che lo ha mandato come sacrificio per la salvezza dell'umanità). Vi è un ordine spirituale che si simboleggia attraverso quel "velo".  Ordine che oggi stiamo ovviamente ribaltando... Ma questo è un'altro discorso.
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #19 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 16:11:32 »
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Grazie di avermi risposto Stefanotus, ho aggiunto al mio intervento un ultima parte mentre tu scrivevi non so hai fatto in tempo a leggerlo, che diciamo specifica meglio la mia lettura del passo e in qualche modo risponde proprio alla tua ultima osservazione.
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #20 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 16:27:58 »
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Caro IlCuoreBatte, perdonami ma leggendo il passo non vedo valida la spiegazione "sociale" che tu dai. Io ci vedo connotazioni spirituali, che a suo tempo discussi proprio con una "pastora" inglese... Sorriso
 
Il testo inizia innanzitutto con una risposta che secondo me il fratello New dovrebbe considerare BENE:
Quote:
Ora vi lodo perché vi ricordate di me in ogni cosa, e conservate le mie istruzioni come ve le ho trasmesse.

Pensa te... dice che le sue sono ISTRUZIONI e che vanno conservate COSI come le ha trasmesse...
Chissà se questo vale solo per la chiesa di Corinto o anche per noi oggi chiesa di Cristo come loro.
 

Quote:
Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l'uomo, e che il capo di Cristo è Dio.

Ora per favore, togliamo ogni senso di misoginia dalle parole dell'apostolo Paolo e consideriamole come Parola di Dio ispirata. Capo intende "responsabile", origine, punto di riferimento.
 

Quote:
Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto fa disonore al suo capo;  ma ogni donna che prega o profetizza senza avere il capo coperto fa disonore al suo capo, perché è come se fosse rasa.

Pregare o profetizzare senza coprirsi il capo è un disonore che la donna fa verso l'uomo.
 

Quote:
Poiché, quanto all'uomo, egli non deve coprirsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio;

Qui Paolo di cosa parla?
Di Genesi capitolo 2. L'uomo fu creato per primo. L'uomo fu creato ad immagine di Dio.

Quote:
ma la donna è la gloria dell'uomo; perché l'uomo non viene dalla donna, ma la donna dall'uomo;

E anche qui Paolo fa riferimento SPIRITUALE a Genesi 2. Dicendo che la donna è stata creata per l'uomo e non viceversa. Lei è il suo "fronte", colei che gli sta a fianco, il suo aiuto, il suo supporto, la sua metà.
 

Quote:
e l'uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo.

Riferimento esplicito quindi a Genesi, non alla società. Vi ricordo che in quel testo di Genesi è l'uomo a dare il nome alla donna. Dio da il nome all'uomo. L'uomo da il nome agli animali e alla donna. Dare il nome nella cultura ebraica è sinonimo di autorità, responsabilità. L'uomo quindi venne incaricato di badare al giardino e di governare gli animali e la donna (che in quel momento divenne la sua famiglia).
La donna accetta il nome che le dà l'uomo (e non Dio) e quindi riconosce in lui autorità e responsabilità. Non nel senso nostro di sottomissione negativa che tanto è in discussione oggi, ma nel senso di diversi ruoli e diverse responsabilità.
Fateci caso, sarà la donna a dare i nomi ai figli dopo. Perché è sua la responsabilità ed il governo della famiglia.
L'uomo protegge la famiglia dagli attacchi esterni, la donna protegge la famiglia dall'interno, favorendo le relazioni, amore, il dialogo, l'ordine, etc etc
Questo è molto importante ai fini teologici, perché seppur la donna è stata sedotta, come ben leggiamo nell'uomo testamento, non è su lei che cade la responsabilità, ma sull'uomo: infatti a causa dell'uomo è entrato il peccato e la morte nel mondo.
La donna è stata sedotta si, ma l'uomo non ha mosso un dito per proteggerla ed invece era suo dovere visto che si trovava con lei.
Lui ha peccato non mettendo in pratica la propria responsabilità.
Quindi è a causa di un uomo che è entrato il peccato nel mondo, non della donna.
La donna è stata sedotta... e deve per questo

Quote:
Perciò la donna deve, a causa degli angeli, avere sul capo un segno di autorità.

Per stabilire nuovamente "a livello simbolico" l'ordine creazione creato da Dio fin dal principio.
 
Spero di esser stato più chiaro in questa breve esposizione.
Come vedi io non ci vedo NIENTE di sociale, ci vedo molto di teologico e biblico invece.
« Ultima modifica: 10.06.2016 alle ore 16:31:31 by Stefanotus » Loggato
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #21 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 16:38:50 »
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Posto che tutta l'argomentazione teologica di Stefano è indubbiamente corretta, mi sentirei di legarmi alla sua ultima frase per definire qualche altro pensiero: si tratta di avere un "segno di autorità". Adesso, al di là del significato del versetto che, come detto, può essere diverso, mi viene da pensare: ma qua l'obiettivo è dire che ci deve essere un segno di autorità, oppure di definire che il velo è un segno di autorità?  
Come giustamente detto da Salvo, il fatto è che tutta questa idea del velo o non velo, o capi coperti o scoperti, pare risultare abbastanza estranea alla cultura ebraica del tempo (e qui meriterebbe un ulteriore approfondimento), questa discussione sul velo sembra, ripeto, sembra, nascere più dalle visioni greche (in fondo sempre di una chiesa greca si tratta) e, cosa ancora più interessante, da nessun'altra parte nella bibbia vediamo qualcosa del genere. Ora, la mia domanda è, questo ci autorizza a definirla norma, oppure no?
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #22 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 16:42:55 »
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Semplicemente Paolo afferma che vada messo.
Lo chiede ai corinti in modo chiaro.
Sappiamo che l'insegnamento che egli dava è lo stesso per tutte le chiese.
Così egli faceva "in tutte le chiese di Dio".
 
Alla luce del significato teologico che ho esposto... per me il velo è un simbolo caratteristico del modello ecclesiastico esposto per noi nel nuovo testamento.
Quindi per me vale come il battesimo, la santa cena, l'imposizione delle mani, l'unzione dell'olio e altri simboli del genere.
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #23 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 16:49:05 »
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on 10.06.2016 alle ore 15:50:54, Stefanotus wrote:
E perché pregate?
Nella tua chiesa, cantate? E perché cantate?
Nella tua chiesa, predicate il Vangelo? E perché?

Per obbedienza e perché è bello pregare, cantare, predicare, insomma perché dobbiamo farlo eperché te lo senti dentro di farlo.

on 10.06.2016 alle ore 15:50:54, Stefanotus wrote:

Voglio dire... chi stabilisce cosa va preso alla lettera e cosa no?  
Il tuo ed il mio buon senso?  
Quando viene detto: salutatevi con un santo bacio, vale solo per quella chiesa di allora, non vale per noi oggi? Quindi cogliamo il senso dell'affetto... ma non facciamolo. Questo dici?  
 Oppure quando è scritto: pregate gli uni per gli altri... forse non intende alla lettera, intende "simbolicamente", come dire... non so.. dimmelo tu.

Ancor prima del buon senso è la voce dello Spirito santo che ti parla nel cuore che te lo dice e infatti prima di leggere la Bibbia bisogna pregare perché la Bibbia non è un oggetto da vivisezionare, ma è un Soggetto da ascoltare. Per il bacio puoi salutare con una bacio o con un abbraccio, è lo stesso, puoi dire pace o puoi dire anche ciao.
Pregare gli uni per gli altri vuol dire pregare gli uni per gli altri, è semplice, non ti pare?


on 10.06.2016 alle ore 15:50:54, Stefanotus wrote:
Quindi: no culti, no riti, no santa cena, no canti, no raduni.

Cos'è un rito? Il rito è un insieme di atti religiosi codificati.
Il culto non può ridursi ad un rito, il culto è prima di tutto un'adorazione ossia un'offerta d'amore di noi stessi a Dio ed è una risposta del nostro spirito allo Spirito Santo.
Cos'è la Santa Cena? La Santa Cena non è un sacramento, ma è un ordinamento, è un momento solenne in cui annunciamo la morte del Signore fatta per la nostra salvezza. La Santa Cena va vissuta degnamente nell'amore tra di noi.
Cosa sono i canti e il raduno lo sai che non sono riti, infatti possiamo fare un canto oppure un altro canto, ma i canti non sono ritualmente imposti.
E lo stesso discorso vale per i raduni.
« Ultima modifica: 10.06.2016 alle ore 16:51:18 by New » Loggato
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #24 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 16:53:47 »
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eheheheh
Sei fortissimo New.
 
Perché dobbiamo farlo dici. Dobbiamo PERCHE'?
Forse pregare era simbolico non credi? Non andava preso letteralmente.
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #25 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 17:04:15 »
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Mi trovi in disaccordo, qui non è in discussione la Scrittura, ma la lettura, io non ho posto alcune lettura "sociale", contrapposta a quella "spirituale" io ho fatto un lettura logica e spirituale del costrutto che prende in considerazione anche l'aspetto sociale, perché ne è parte integrante . Il punto in questione che l'apostolo solleva non è il capo coperto o meno, ma il significato che questo aveva nella società di allora, che era in contrapposizione con quanto una donna cristiana doveva professare, da qui che scaturiva il problema e non viceversa, e da questo la ragione della sua indicazione. Se così non fosse stato, se il capo coperto non avesse causato questo disagio nei cristiani a causa della cultura di allora non sarebbe intervenuto, fatto salvo il principio spirituale che resta indelebile. Il fatto che l'unico punto in tutto il NT in cui affronta la questione della "subordinazione" della donna associandolo al velo è solo in questo contesto dovrebbe aiutarci a capire che probabilmente in questo passo il contesto specifico ha una certa rilevanza.    
Come vedi la mia lettura parte da un presupposto spirituale preciso, non sociale poi non dobbiamo per forza essere d'accordo.
« Ultima modifica: 10.06.2016 alle ore 17:07:24 by ilcuorebatte » Loggato

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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #26 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 17:13:22 »
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Io ti ho posto dei versetti chiari ilcuorebatte.
Mi pare che il segno del capo coperto sia riferito a Genesi non usi culturali.
 
Cosa trovi di ciò che ho scritto e analizzato in "contrasto" con quanto dici tu?
 
Aggiungo: il discorso sociale che tu fai, non regge. Perché non vi era un solo uso del capo coperto o scoperto, ma 3 usi diversi: il giudaico, il greco e il romano.
 
Tu pensa che casino... è sempre colpa delle donne vedi?
« Ultima modifica: 10.06.2016 alle ore 17:14:33 by Stefanotus » Loggato
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #27 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 18:04:32 »
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on 10.06.2016 alle ore 16:53:47, Stefanotus wrote:

Perché dobbiamo farlo dici. Dobbiamo PERCHE'?
Forse pregare era simbolico non credi? Non andava preso letteralmente.

Dobbiamo perché dobbiamo in quanto è scritto di farlo e i versetti li sai, e poi se non prego scoppio.
La preghiera non è un simbolo perché non la riduci ad una formula rigida, ma preghi con parole spontanee e la preghiera potrebbe essere anche silenziosa, oppure manifestarsi con una lacrima, una danza, un inchino ecc. ecc..
« Ultima modifica: 10.06.2016 alle ore 18:05:23 by New » Loggato
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #28 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 18:05:17 »
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Continui a non rispondere: perché questi versi della preghiera non li prendi in senso simbolico e invece il velo e la santa cena si?
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Re: 1 Corinti 11/1-17
« Rispondi #29 Data del Post: 10.06.2016 alle ore 18:11:55 »
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on 10.06.2016 alle ore 18:05:17, Stefanotus wrote:
Continui a non rispondere: perché questi versi della preghiera non li prendi in senso simbolico e invece il velo e la santa cena si?

Scusami ma non so più cosa dirti ancora, mi sembra facile da intendere quello che ho detto perché la preghiera non è simbolica in quanto o preghi o non preghi, ma invece dimmi: cosa cambia con velo sì o velo no? Si può pregare senza velo? Per la Santa Cena, dimmi: Cosa cambia con vino o succo d'uva o con bicchierini o calice?
« Ultima modifica: 10.06.2016 alle ore 18:25:01 by New » Loggato
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