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   Dio ama il peccatore?
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   Autore  Topic: Dio ama il peccatore?  (letto 24506 volte)
andreiu
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #150 Data del Post: 22.03.2016 alle ore 20:02:46 »

Proviamo ad unire i termini: peedestinarem chiamare e glorificare e diamone un quadro d'insieme.
 
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Domenico
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #151 Data del Post: 22.03.2016 alle ore 20:05:44 »


on 22.03.2016 alle ore 19:45:14, Vladi91 wrote:

 
Caro Domenico, ripercorrendo i post precedenti ho trovato la seguente:
 
"Infine, per il concetto di predestinazione, il termine greco che viene usato è proorizō, che significa: prestabilire, predeterminare, predestinare, decidere in precedenza (cfr. GLNT, Vol. VIII, col. 1278; Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento, Vol. 2, col. 1122)."
 
Su questa nulla da eccepire, offre anche "predeterminare", che è il calco. Ottimo.
 
Potresti gentilmente riportare anche l'altra fonte, ché purtroppo non riesco a trovarla.
 
Tuttavia, quello che è importante fare, è tenere presente la definizione sopra proposta. Dire che Dio sa tutto in anticipo e quindi conosce le nostre scelte in anticipo è vero.
Ma questo non deve svuotare di significato il verbo successivo: è lui che stabilisce, determina prima (pro-) che noi possiamo essere trasformati ad immagine del Figlio. Ci ama quando siamo peccatori, ci sceglie, stabilisce la nostra trasformazione, ci chiama con efficacia, ci giustifica e ci glorifica. Il tutto secondo la sua "pròthesis", cioè secondo il disegno che ha stabilito in antico.
Tutto ciò non vale per tutti..solo i giustificati sono preconosciuti, solo i predestinati sono glorificati, solo i chiamati sono oggetto della "pròthesis" (e potremmo rivoltare le combinazioni mille volte). Come fatto notare la sequenza non è tanto cronologica (lo è da una prospettiva umana, ma non nell'agire di Dio), quanto consequenziale, concettuale, come diceva Caste.
 
Ma non voglio correre, restiamo sul secondo termine per il momento: predestinare.  Sorriso

 
Io ho la versione in due volumi che è: "Sorridenteizionario Esegetico del Nuovo Testamento, Vol. 2, col. 1122)."  
 
Mentre so che la Paiedia, dei due volumi ne ha fatto un solo volume.
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #152 Data del Post: 22.03.2016 alle ore 20:55:36 »

Do qui di seguito la definizione linguistica dei termini: prestabilire, predeterminare, predestinare, tratta dal "Grande dizionario della lingua italiana" di Salvatore Battaglia.
 
Prestabilire
Stabilire preventivamente in anticipo.
 
Predeterminare
Determinare in anticipo sull'evento, preordinare, predestinare (con riferimento a Dio, alla Provvidenza, alla Grazia.
Costituire il presupposto di una conseguenza inevitabile.
 
Predestinare
Destinare a un fine particolare in anticipo sull'evento.
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #153 Data del Post: 22.03.2016 alle ore 22:55:57 »

Nel passo di Romani 8:29-30, la predestinazione riguarda chi è stato preconosciuto, predestinato, chiamato, giustificato, glorificato, ad essere conforme all’immagine del Figlio di Dio. In altri termini, si riferisce ai soli salvati.  
 
Però, la dottrina calvinista, per ciò che riguarda la predestinazione, non parla solamente dei salvati, ma fa anche esplicito riferimento ai perduti, cioè ai non salvati, e ciò per esplicito volere di Dio che, designa gli uni alla salvezza e gli altri alla perdizione eterna.
 
È qui che non siamo d’accordo, che nasce il dissenso, non sul termine “predestinazione” ma nel suo significato, perché è nel suo significato che il peccatore viene scagionato dalla sua responsabilità, cosa che la Bibbia, nel suo insieme, non solo respinge quest'interpretazione, ma addirittura dichiara (e fu Gesù ad affermarlo) che, nel giorno del giudizio, l’uomo dovrà rispondere anche di ogni oziosa parola: Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio (Matto 12:36).
 
Ecco perché noi consideriamo eresia, la predestinazione calvinista per ciò che riguarda la sorte dei perduti.
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #154 Data del Post: 22.03.2016 alle ore 23:51:21 »


on 22.03.2016 alle ore 22:55:57, Domenico wrote:
Nel passo di Romani 8:29-30, la predestinazione riguarda chi è stato preconosciuto, predestinato, chiamato, giustificato, glorificato, ad essere conforme all’immagine del Figlio di Dio. In altri termini, si riferisce ai soli salvati.  
 
Però, la dottrina calvinista, per ciò che riguarda la predestinazione, non parla solamente dei salvati, ma fa anche esplicito riferimento ai perduti, cioè ai non salvati, e ciò per esplicito volere di Dio che, designa gli uni alla salvezza e gli altri alla perdizione eterna.
 
È qui che non siamo d’accordo, che nasce il dissenso, non sul termine “predestinazione” ma nel suo significato, perché è nel suo significato che il peccatore viene scagionato dalla sua responsabilità, cosa che la Bibbia, nel suo insieme, non solo respinge quest'interpretazione, ma addirittura dichiara (e fu Gesù ad affermarlo) che, nel giorno del giudizio, l’uomo dovrà rispondere anche di ogni oziosa parola: Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio (Matto 12:36).
 
Ecco perché noi consideriamo eresia, la predestinazione calvinista per ciò che riguarda la sorte dei perduti.

 
Caro Domenico, tra gli studiosi di antico e nuovo testamento (se così si può rendere l'inglese new/old testament scholars..fondamentalmente i biblisti/esegeti) la dottrina sostenuta è pressoché sempre quella calvinista. Non sarei quindi così celere nel chiamare "eresia" l'insegnamento della maggior parte dei dottori della chiesa. Certo, i numeri valgono relativamente..ma possono essere indici interessanti.
 
Né, d'altro lato, comprendo come il "calvinismo" si opponga ai concetti di responsabilità o di scelta umana.
 
Sul concetto di doppia predestinazione si potrà tornare quando verranno analizzati altri passi magari, per non uscire troppo dal filo.
Come hai ben suggerito, Dio ha amato e scelto solo alcune persone per divenire a immagine del Figlio. Sul perché non abbia predestinato a questa trasformazione altri, né abbia instaurato un rapporto di amore con loro prima è un argomento forse non direttamente attinente al testo presente.
 
Si potrebbero abbozzare due righe a partire dall'indicazione di andreiu.
Nella cosiddetta "catena d'oro" possiamo vedere come la sequenza abbia una logica temporale dal punto di vista umano, ma soprattutto concettuale (Dio è fuori dal tempo, ed ha già fatto tutto..anche l'azione del glorificare). È la descrizione dalla "pròthesis", del progetto, della predisposizione di Dio.
Il tutto non può non partire dall'amore, che è anche il tema centrale della micro-sezione di cui fa parte il passo. Dio ha instaurato un rapporto di amore con alcune persone fin dall'inizio. Queste stesse persone che ha amato in maniera particolare, ha stabilito che venissero trasformate ad immagine del Figlio, rigenerandole mediante la resurrezione dello spirito e ristabilendole come templi dello Spirito Santo, secondo il progetto iniziale di Genesi 1. È l'inaugurazione della nuova creazione. Queste persone che ha deciso che venissero rigenerate e trasformate ad immagine del Figlio, le ha chiamate. Ora, Paolo utilizza sempre il termine "kaleo" e derivati, quando l'agente è Dio, in riferimento ai salvati. Cioè è una chiamata che va ad effetto, fa cambiare. Qui osserviamo che la semantica del termine "chiamare" è diversa da quella usata, per esempio, in Matteo: "molti i chiamati, pochi gli eletti". Lì vediamo come chiamare è un termine più generale: Dio ne chiama molti, ma se ne sceglie pochi. In Paolo invece i chiamati ("kletoi"Occhiolino sono solo i facenti parte della "ekklesia" (stessa radice). Fondamentalmente è un sinonimo, a livello sempre semantico, di Cristiani o salvati. Questi chiamati sono giustificati mediante il sangue di Gesù, e sono anche glorificati. Sulla giustificazione non mi soffermo, perché in ambito protestante dovrebbe esserci, spero, un certo grado di uniformità di pensiero. La glorificazione è interessante che sia già avvenuta nell'agire di Dio. È il solito concetto del già-non ancora.
È edificante sapere che tutti i preconosciuti sono anche glorificati. Cioè l'opera di Dio, la "pròthesis", è efficace secondo la fedeltà di lui. Certo, poi, come visto sopra, potrebbe scaturire la domanda: perché non stabilito che anche altre persone, tutti, fossero amati, scelti, chiamati, giustificati e glorificati? Il problema pertiene probabilmente ad altri passi. Qui è bello vedere che chi è in Cristo, lo è perché Dio lo ha amato, perché lo scelto, lo ha chiamato in maniera decisiva, lo ha giustificato, e lo ha anche già glorificato. Nulla può separare queste persone da Dio. Il che si inserisce perfettamente nelle parole di conforto che Paolo ha appena scritto: non dipende da voi, dipende dall'amore di Dio per voi, dal Suo piano grazioso nei vostri confronti. Se voi siete qui è perché Dio vi ha amati in maniera particolare in mezzo a tanti e tra tutti ha scelto voi perché possiate riflettere l'immagine di Cristo e la Sua gloria. Vi ha chiamato sicché rispondeste, ha provveduto per la vostra giustificazione, vi ha riservato la gloria.
Non so chi le abbia dato il nome di "golden chain", ma è veramente preziosa come l'oro per i Cristiani. In qualsiasi difficoltà uno possa trovarsi, deve sapere che dall'amore di Dio dipende il piano di salvezza riservatogli. Che se uno è stato preconosciuto, sua è la gloria che deve venire. Se uno è stato giustificato, è perché Dio lo ha scelto e ha stabilito che così fosse fin dall'inizio. Ha emesso un decreto di salvezza nei suoi confronti.
« Ultima modifica: 22.03.2016 alle ore 23:55:00 by Amenachos » Loggato
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #155 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 00:18:44 »

L'amore del Padre è sul Figlio, l'amore del Figlio è su i suoi seguaci. Questo è il senso.
 
Cristo ha scelto i 12 quelli cui ha affidato la testimonianza, gli altri, quelli che crederanno attraverso di loro saranno una sola cosa con loro e con Cristo, e l'amore del Padre farà che abbiano la stessa gloria.
 
Ciò avverrà dopo la fine di questo secolo, quando il Regno sarà entrato in funzione, fino a quel momento la nostra gloria è futura, per noi che siamo in terra, non per Dio che non lo è.
 
Fino a quando siamo qui tutto è in divenire per il singolo, non per la chiesa, per la quale tutto è stabilito, anche il numero di essi. Se io scegliessi di lasciare Cristo, se lo rinnegassi, il mio posto lo prenderebbe un altro.
 
Secondo me la considerazione della scrittura, nel suo insieme, non può portare a conclusioni molto diverse da questa, vi sono moltissimi altri passi da considerare, non solo quelli che abbiamo deciso di esaminare, e tutti hanno il loro peso.
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #156 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 08:32:10 »

Sinceramente non riesco a vedere nella Scrittura su chiamata generale è chiamata efficace. Il passo di Matteo 22:14 usa lo stesso termine - kletoi - e credo che siamo tutto d'accordo che i molti di cui parla il testo sono tutti quanti. Pertanto tutti sono chiamati a salvezza, ma pochi sono gli eletti. Ma parleremo dell'elezione successivamente.
 
Di conseguenza in Romani non mi stupisce che si parli di chiamati, in quanti tutti i salvati sono chiamati da Dio, ma anche coloro che rifiutano il Signore sono chiamati. Si può rifiutare la chiamata di Dio? Si dà quanto leggiamo in Is. 50:2, Is 65:12, Pr. 1:24. Lu 11:52.
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #157 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 10:35:36 »


on 23.03.2016 alle ore 08:32:10, andreiu wrote:
Sinceramente non riesco a vedere nella Scrittura su chiamata generale è chiamata efficace. Il passo di Matteo 22:14 usa lo stesso termine - kletoi - e credo che siamo tutto d'accordo che i molti di cui parla il testo sono tutti quanti. Pertanto tutti sono chiamati a salvezza, ma pochi sono gli eletti. Ma parleremo dell'elezione successivamente.

Sono perplesso, perché dici di non vedere la chiamata generale e quella efficace e poi, in pratica, le descrivi: perché laddove molti (o, come segnalavi, tutti) sono i chiamati ma pochi gli eletti, mi pare che ne provenga naturalmente una differenziazione tra la chiamata rivolta a tutti (generale) e la sua efficacia soltanto nei confronti di coloro che sono eletti. Concordo poi che si può discutere dell'elezione successivamente, visto che siamo ancora su Romani 8
 
Relativamente al termine predestinazione, come mi pare sia già stato detto, fare discussioni sui vari significati al momento è abbastanza sterile, perché mi pare evidente che nel contesto di Romani 8:28-30 si riferisca alla predestinazione ad essere resi conformi all'immagine di Gesù (o, come alcuni commentatori leggono implicitamente, alla santificazione) quindi non c'entra molto con altre discussioni... inoltre dice bene Vladi che non possiamo perdere d'occhio il concetto di "già ma non ancora" presente in moltissimi passi relativi alle caratteristiche dell'uomo salvato.
 
Ripeto la nota che ho presentato precedentemente: il concetto di doppia predestinazione, in realtà, non è poi così popolare tra gli ambienti calvinisti, quindi mi sembra se non altro azzardato volerlo proporre come un insegnamento sotteso alla dottrina.
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #158 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 10:48:52 »

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Nella mia spiegazione dicevo che la chiamata a salvezza è rivolta a tutti quanti. Questo lo dice chaiaramente Gesù, pertanto questo escluderebbe che la salvezza è solo per gli eletti, ma è rivolta a tutti quanti. L'efficacia della chiamata nei confronti degli eletti non è diversa o distinta dalla chiamata generale. Non ci sono due chiamate nella Scrittura, ma una sola, o si può credere o si può rifiutare, come è scritto nei passi che ho citato.
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #159 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 12:19:25 »

Buon giorno a tutti.
Una rapidissima risposta a Domenico. L'Onniscienza di Dio è suo attributo che descrive la sua infinita conoscenza (in termini di spazio e tempo). Nessuno mette in discussione questa verità biblica. Ma, come ho cercato di spiegarti più volte, Paolo in Romani 8 NON sta parlando dell'onniscienza ma della PRECONOSCENZA! E quando Dio dice di CONOSCERE qualcuno sta dicendo che ha una relazione con lui, un'intima relazione. Spero di essermi riuscito a spiegare  Sorriso
 
Si è passati a parlare di chiamata ma si è forse sorvolato il termine PREDESTINATI, o per lo meno io non ho capito le posizioni di ognuno. La parola stessa cosa vuol dire se non che la "destinazione" è già stabilita prima del cammino! Questa scelta è irremovibile dato che è fatta dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra di mutamento. Coloro che sono amati da Dio, i preconosciuti appunto, arriveranno ad essere come Cristo, e questo per volontà di Colui che chiama ed è il sovrano assoluto dell'universo. Infatti chi è stato preconosciuto è stato PURE predestinato. Non importa la cronologia, ma è certo che preconoscenza e predestinazione ad essere come Cristo sono inscindibili! Qualcuno potrebbe vederci una violazione dei "diritti umani", io personalmente ci vedo una Grazia infinita Sorriso
 
Una piccola parentesi per riflettere su quanto sia stata svuotata di significato la parola "Signore" ai nostri giorni. Un signore, un sovrano, un re dei tempi passati era il capo assoluto ed aveva ogni potere sul suo regno e sui suoi sudditi. Nessuno si scandalizzava che i sudditi, e che dire dei servi, non avessero diritti di sorta nei confronti del potere sovrano. Egli prendeva le terre, le mogli, i figli, la vita e ciò che voleva. Decideva quali guerre fare e quali tasse esigere. Noi oggi siamo democratici e pretendiamo che Dio rispetti i nostri diritti. A parole chiamiamo Dio "Signore" e diciamo che siede sul Suo trono, ma nei fatti egli deve renderci conto di ogni cosa. Non è più una dittatura di Dio (il quale ricordo non può che decretare cose giuste e buone) ma una monarchia parlamentare in cui i Regi decreti del Re dei Re e Signore dei Signori vanno ratificati dall'umano parlamento che ha l'ultima parola per rendere efficace un decreto divino...  Triste
Mi chiedo che tipo di governo abbia invece in mente il nostro amato Signore...
« Ultima modifica: 23.03.2016 alle ore 12:25:24 by Andrea II » Loggato
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #160 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 13:31:36 »


on 23.03.2016 alle ore 10:48:52, andreiu wrote:

Nella mia spiegazione dicevo che la chiamata a salvezza è rivolta a tutti quanti. Questo lo dice chiaramente Gesù, pertanto questo escluderebbe che la salvezza è solo per gli eletti, ma è rivolta a tutti quanti.

Allora... direi di no. Mi pare che tu qua faccia alcuni passi logici che hanno bisogno, se non altro, di giustificazione. Innanzitutto il fatto che la chiamata a salvezza sia rivolta a tutti quanti, mi sembra assolutamente corretto, è ciò che abbiamo anche concluso da Giovanni 3:16  
Ma ciò che dici dopo, francamente, sembra più una posizione universalista che cristiana (immagino sia dovuta alla fretta nello scrivere il post) la salvezza, alla fine dei conti, non è per tutti, ma solo per chi la riceve, mi pare che anche in questo caso siamo tutti d'accordo. Dunque, se qua Paolo, parlando, dice che quelli che sono chiamati sono anche giustificati, non può davvero riferirsi a tutti i chiamati, bensì ai chiamati intesi come "salvati" e facenti parte della chiesa. Mi pare che, al di là delle spiegazioni linguistiche in cui non sono certo preparatissimo, anche leggendo i versi in italiano, Matteo 22 e Romani 8 intendano la chiamata in maniera diversa.  
 

on 23.03.2016 alle ore 10:48:52, andreiu wrote:

L'efficacia della chiamata nei confronti degli eletti non è diversa o distinta dalla chiamata generale. Non ci sono due chiamate nella Scrittura, ma una sola, o si può credere o si può rifiutare, come è scritto nei passi che ho citato.

Che tu intenda dire che la chiamata è sempre la stessa, solo che alcuni rispondono e altri no, potrei anche essere d'accordo, ma è solamente un modo diverso di esprimere lo stesso concetto, non *un altro* concetto.  
Perché la chiamata, se generale (e tu, giustamente, affermi che è generale) deve per forza diventare "particolare" (visto che il termine effettiva non piace lo buttiamo via) nel momento in cui raggiunge il singolo credente. Quindi una differenza c'è per forza.  
 

on 23.03.2016 alle ore 12:19:25, Andrea II wrote:

Si è passati a parlare di chiamata ma si è forse sorvolato il termine PREDESTINATI, o per lo meno io non ho capito le posizioni di ognuno. La parola stessa cosa vuol dire se non che la "destinazione" è già stabilita prima del cammino! Questa scelta è irremovibile dato che è fatta dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra di mutamento. Coloro che sono amati da Dio, i preconosciuti appunto, arriveranno ad essere come Cristo, e questo per volontà di Colui che chiama ed è il sovrano assoluto dell'universo. Qualcuno potrebbe vederci una violazione dei "diritti umani", io personalmente ci vedo una Grazia infinita  Sorriso

 
No no, si è saltato semplicemente perché, parlando del termine come usato in Romani 8:29 il discorso che fai non c'entra molto. Siamo tutti d'accordo che i credenti sono predestinati a essere resi conformi all'immagine di Cristo, il che è alquanto evidente, visto che è ripetuto più volte che lo scopo del nostro "viaggio" è questo.  
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #161 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 13:55:14 »


on 23.03.2016 alle ore 08:32:10, andreiu wrote:
Sinceramente non riesco a vedere nella Scrittura su chiamata generale è chiamata efficace. Il passo di Matteo 22:14 usa lo stesso termine - kletoi - e credo che siamo tutto d'accordo che i molti di cui parla il testo sono tutti quanti. Pertanto tutti sono chiamati a salvezza, ma pochi sono gli eletti. Ma parleremo dell'elezione successivamente.
 
Di conseguenza in Romani non mi stupisce che si parli di chiamati, in quanti tutti i salvati sono chiamati da Dio, ma anche coloro che rifiutano il Signore sono chiamati. Si può rifiutare la chiamata di Dio? Si dà quanto leggiamo in Is. 50:2, Is 65:12, Pr. 1:24. Lu 11:52.

 
Mmh innanzitutto, se sono molti, non sono tutti (in Matteo).  
Ma non è questo il problema. Il problema è che non distingui la semantica del termine, se ho ben capito. Essa, fondamentalmente, è stabilita dal suo utilizzo.
Se dovessimo fare un discorso generale, di superficie, potrei concordare con te: si può rifiutare la chiamata di Dio? Beh, Matteo dice così, come pure i passi che hai citato. Quindi nulla da obiettare. Ma da qui ad appiattire i termini e il loro utilizzo il passaggio è illegittimo. Semplicemente, non si fa, non è onesto.
Riassumo lo stato della questione su "kaleo".
In ambito di studio, soprattutto chi si occupa di lingua, ci si è da tempo accorti che il verbo e i termini corradicali "klesis", "kletos" abbiano un utilizzo tecnico in Paolo. Non è utilizzato moltissimo come verbo..ma è significativo che in 30 delle 33 ricorrenze, l'agente sia divino.
Il significato è doppio:
- Nominare, chiamare, dare un nome
- Convocare
 
La domanda che ci si è posti è: il fatto che l'agente sia divino, influisce sulla semantica e l'utilizzo del termine? Ci sono differenze con l'utilizzo del termine in altri autori? Ovviamente sì.
Ogni tanto anche altri autori pongono Dio come agente (Matteo, Marco, Giovanni) e Pietro ed Ebrei sembrano seguire il modello paolino. Ma Paolo utilizza il verbo in maniera unica.
Per l'analisi, dobbiamo sfoltire le 33 ricorrenze. Si eliminino Roma 9.7; 9. 25; 9.26. Questo perché sono citazioni della LXX (rispettivamente di Gen. 21.12; Os. 2.23; Os. 1.10) e quindi non un prodotto paolino (anche se si potrebbe discutere proficuamente dell'utilizzo dei 3 passi). Inoltre 9.26 ha un agente umano. Agenti umani sono presenti anche in 1 Cor. 10.27 e 15.9. Nemmeno questi passi quindi ci interessano. Anche Rom. 4.17 può essere eliminato perché non inerente all'utilizzo di cui stiamo parlano. Quindi, delle 33 ricorrenze, ce ne restano 26 (in Rom. 9.25 c'è una doppia ricorrenza).  
La struttura che si ritrova, fondamentalmente è:
 
Dio (agente) - chiamare (azione) - uomini (oggetto). A volte possono esserci altri complementi, ma l'importante è lo scheletro di base. (Per questo togliamo anche Rom. 4.17, che non ha oggetto, anche se potremmo supporre l'umanità). Quindi, 26 ricorrenze:
 
(1) Rom. 8.30 = Theòs - kalein - toutous
(2) Rom. 8.30 = Theòs  - kalein - hous
(3) Gal. 5.8 = (Theòs) - kalein - hymàs
(4) 1 Tess. 5.24 = (Theòs) - kalein - hymàs
 
In queste quattro ricorrenze, lo schema è quello base sopra descritto. Già qui possiamo vedere il peso semantico di "chiamare", diverso da quello espresso, per esempio, in Matteo.
 
Aggiunta della provenienza:
 
(5) Rom. 9.24 = Theòs - kalein - hemàs - ex Ioudaion kai ex ethnon
 
Aggiunta dello strumento:
 
(6 ) Gal. 1.6 = Theòs - kalein - hymàs - en chariti Christou
 
(7) Gal. 1.15 = Theòs - kalein - me - dia tes charitos autou
 
Aggiunta della circostanza:
 
(8) 1 Cor. 7.17 = ho theos - kalein - hekaston - en..
 
(9) 1 Cor. 7.18 = theos - kalein - tina - en peritetmemenos
 
(10) 1 Cor. 7.18 = theos - kalein - tina - en akrobystia
 
(11) 1 Cor. 7.20 = theos - kalein - hekaston - en te klesei
 
(12) 1 Cor. 7.21 = theos - kalein - se - en douleia
 
(13) 1 Cor. 7.22 = ho kyrios - kalein - auton - en douleia
 
(14) 1 Cor. 7.22 = ho kyrios - kalein - auton - en eleutheria
 
(15) 1 Cor. 7.24 = theos - kalein - hekaston - en te klesei
 
Aggiunta del fine:
 
(16)  1 Cor. 1.9 = theos - kalein - hymas - eis koinonian tou hyiou theou
 
(17) 1 Cor. 7.15 = ho theos - kalein - hymas - en eirene
 
(18) Gal. 5.13 = theos - kalein - hymas - ep'eleutheria
 
(19) Ef. 4.1 = theos - kalein - hymas - te klesei
 
(20) Ef. 4.4 = theos - kalein - hymas - en mia elpidi tes kleseos hymon
 
(21) Col. 3.15 = theos - kalein - hymas - eis ten eirenen - en heni somati
 
(22) 1 Tess. 2.12 = theos - kalein - hymas - eis ten heautou basileian kai doxan
 
(23) 1 Tess. 4.7 = ho theos - [neg.] kalein - hemas - epi akatharsia  / alla ho theos - kalein - hemas - en hagiasmo
 
(24) 2 Tess. 2.14 = theos - kalein - hymas - dia tou euangeliou hemon - eis soterian - eis peripoiesin doxes tou kyriou hemon
 
(25) 1 Tim. 6.12 = theos - kalein - se - eis aionion zoen
 
(26) 2 Tim. 1.9 = theos - kalein - hemas - klesei aghia
 
I passi ci dicono innanzitutto una cosa sulla semantica e dunque la tecnicità del termine: il "kalein" di Dio è tale da avere una funzione causativa intrinseca equivalente al "far sì da diventare Cristiani". Di qui il significato di "designare come Cristiani". Il chiamare da parte di Dio (in Paolo!!!) costituisce l'atto di conferimento della vita eterna ad una persona. È una designazione a salvezza che prescinde dalla risposta umana.
Non è un termine che designa l'elezione, sia chiaro. È "elettivo" nel senso che segna l'applicazione individuale nella vita della persona dei propositi elettivi di Dio. Non è quindi la scelta di Dio, quanto la designazione, la nomina da parte di Dio di alcuni individui come Cristiani.
Per Paolo, uno del mondo non è un "kletòs", un "chiamato". I "kletòi" sono solo i Cristiani. Ed essi sono tali perché Dio li ha nominati in tal maniera. In questo senso la chiamata è irresistibile, se vogliamo usare una terminologia diffusa. C'è una nomina tale per cui la persona, per effetto, diventa cristiana ed a quel punto è "chiamata". Gli altri non sono oggetto del "kalein" di Dio.
 
Però, voglio dire..non è che stiamo scoprendo l'acqua calda. I lessici sono consultabilissimi..
« Ultima modifica: 23.03.2016 alle ore 14:07:54 by Amenachos » Loggato
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #162 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 15:57:36 »

Se si tratta di chiamata, penso sia ovvio, considerare i 12 in una posizione eccellente, visto che sono stati scelti individualmente dal Figlio stesso.
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #163 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 16:32:55 »

Sicuramente i dodici sono stati scelti per sovrana volontà di Cristo e non per scelta loro. Anzi, è Gesù che ci tiene a specificare che i dodici non hanno scelto Lui.
 
Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi Giovanni 15:16
 
Dire che i dodici sono in una posizione eccellente, equivale a dire che sono in una posizione diversa rispetto a tutti gli altri chiamati (in quanto alla chiamata ovviamente)? Immagino che sia Romani 8 a darci ancora la risposta. I chiamati sono i predestinati e dunque i preconosciuti. La chiamata ha come causa la preconoscenza di Dio, non altro (almeno in questo versetto).
« Ultima modifica: 23.03.2016 alle ore 16:33:44 by Andrea II » Loggato
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Re: Dio ama il peccatore?
« Rispondi #164 Data del Post: 23.03.2016 alle ore 16:46:51 »

Ma se la chiamata è irresistibile che razza di domanda è quella di Gesù?
 
Giov 6
66 Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
67 Perciò Gesù disse ai dodici: «Non volete andarvene anche voi?» 68 Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; 69 e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio». 70 Gesù rispose loro: «Non ho io scelto voi dodici? Eppure, uno di voi è un diavolo!» 71 Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota, perché questi, uno dei dodici, stava per tradirlo.
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