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   SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?
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   Autore  Topic: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?  (letto 17312 volte)
Rossella
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    Rossella
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #90 Data del Post: 06.10.2016 alle ore 16:23:13 »


on 06.10.2016 alle ore 11:25:11, Caste wrote:
il fatto, però, è che non ci troveremo mai davanti a numeri in cui possiamo dire: "si beh, questo non rientra nella media, quindi me ne occupo così, quest'altro sta con il 70% descritti nella bibbia, quindi passo oltre" ecc... invece, ogni caso, ogni singolo istante, ogni situazione ci porterà a dire: "come posso applicare ciò che so della bibbia a questa determinata situazione?"  

 
Questo mi sembra proprio il miglior atteggiamento.  E soprattutto senza basarsi  su un unico versetto ritenuto essenziale, ma tenendo conto di tutte le sfumature presentate da altri versetti che pongono un limite alla regola assoluta: "Quello che Dio ha unito, l'uomo non divida".
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #91 Data del Post: 06.10.2016 alle ore 17:49:00 »

Pace del Signore  

on 06.10.2016 alle ore 06:56:50, salvo wrote:
Disfattismo, doppio pesismo, incoerenza, ipocrisia? Beh, visto che come di tu non ci conosciamo, come fai a dirmi che le cose che scrivo rientrano in queste categorie?

Perchè per comprendere che esprimi questi concetti è sufficiente leggere, se volevi dire altro allora dovresti provare ad esprimerti meglio.
 

on 06.10.2016 alle ore 06:56:50, salvo wrote:
In ogni caso, siete liberi di proseguire secondo i criteri che ritenete giusti, perchè poi ognuno risponde di se stesso, viva a Dio,

Grazie per la concessione. Per quanto mi riguarda io continuerò a ritenere la Parola di Dio e la guida dello Spirito Santo il riferimento della mia vita, tu fa un pò come vuoi. Tengo a precisare che, a mio parere, la certezza che un dato comportamento è guidato dallo Spirito Santo si può avere soltanto se tale comportamento trova positivo riscontro nella Parola di Dio. In caso contrario bisogna stare molto attenti a quale spirito stiamo dando credito. Dio non si smentisce mai.  
 

on 06.10.2016 alle ore 06:56:50, salvo wrote:
Ciò che le scritture raccontano di fatti avvenuti relazionabili per metodo di ragionamento a quanto stiamo trattando, mostrano che rispondere "Quando sarai vecchio avrai delle cose una visione differente, sopratutto pietosa e rispettosa verso i caduti".

Per grazia di Dio ho già una visione pietosa e rispettosa verso i "caduti". Non capisco cosa ti faccia pensare diversamente. Ripeto, se quella è la tua esperienza non devi necessariamente proiettarla sugli altri! Chi ti dice che tutti debbano obbligatoriamente transitare per questi percorsi?
 

on 06.10.2016 alle ore 06:56:50, salvo wrote:
Certo è che se non hai capito nulla di ciò che scrivo si tratta di trovare dov'è il limite che impedisce, e questo mi dispiace assai ma non ci posso fare nulla; almeno stefano ha cercato di capire e ha anche compreso il senso di ciò che scrivo.

Non ho capito il senso delle tue risposte al mio post. Io ho semplicemente espresso, in modo generico e senza tirare in causa nessuno, la mia posizione in merito alle condivisibili riflessioni di Stefano.
Se qualcuno ha capito il senso delle tue risposte alle mie affermazioni le esprima pure, sono pronto a leggere.
 

on 06.10.2016 alle ore 06:56:50, salvo wrote:
Ovviamente viviamo in due mondi diversi e nulla ci possiamo.

Ovviamente.  
E immagino anche che tu sia fermamente convinto che il tuo mondo sia di serie A mentre il mio sia di serie C2! Questo nel mio mondo si chiama presunzione. E non mi venire a dire "come fai a dirmi che le cose che scrivo rientrano in queste categorie" perchè lo capisce anche un bambino quanta superbia sia contenuta in questa frase. Nel tuo mondo di serie A non ti hanno insegnato a manifestare umiltà nel rapporto con gli altri?    
 

on 06.10.2016 alle ore 06:56:50, salvo wrote:
Nei miei confronti non sei comunque nuovo in battute del genere.

Ma di quali battute parli? Sei in grado di reggere una serena discussione? O sei forse abituato a interloquire con gente che pende dalle tue labbra?  
 

on 06.10.2016 alle ore 06:56:50, salvo wrote:
Per non creare ulteriore dissenso non rispondo alle tue considerazioni parziali perchè tanto dici di non averci capito nulla e quindi non intendo perdere altro tempo.

Tipica conclusione!  
In ogni caso fai come vuoi, nessuno ti ha obbligato a perdere tempo quotando il mio intervento, è stata una tua libera iniziativa.
 
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #92 Data del Post: 06.10.2016 alle ore 18:31:07 »


on 06.10.2016 alle ore 17:49:00, Johannan wrote:
Pace del Signore  
Perchè per comprendere che esprimi questi concetti è sufficiente leggere, se volevi dire altro allora dovresti provare ad esprimerti meglio.
 
Grazie per la concessione. Per quanto mi riguarda io continuerò a ritenere la Parola di Dio e la guida dello Spirito Santo il riferimento della mia vita, tu fa un pò come vuoi. Tengo a precisare che, a mio parere, la certezza che un dato comportamento è guidato dallo Spirito Santo si può avere soltanto se tale comportamento trova positivo riscontro nella Parola di Dio. In caso contrario bisogna stare molto attenti a quale spirito stiamo dando credito. Dio non si smentisce mai.  
 
Per grazia di Dio ho già una visione pietosa e rispettosa verso i "caduti". Non capisco cosa ti faccia pensare diversamente. Ripeto, se quella è la tua esperienza non devi necessariamente proiettarla sugli altri! Chi ti dice che tutti debbano obbligatoriamente transitare per questi percorsi?
 
Non ho capito il senso delle tue risposte al mio post. Io ho semplicemente espresso, in modo generico e senza tirare in causa nessuno, la mia posizione in merito alle condivisibili riflessioni di Stefano.
Se qualcuno ha capito il senso delle tue risposte alle mie affermazioni le esprima pure, sono pronto a leggere.
 
Ovviamente.  
E immagino anche che tu sia fermamente convinto che il tuo mondo sia di serie A mentre il mio sia di serie C2! Questo nel mio mondo si chiama presunzione. E non mi venire a dire "come fai a dirmi che le cose che scrivo rientrano in queste categorie" perchè lo capisce anche un bambino quanta superbia sia contenuta in questa frase. Nel tuo mondo di serie A non ti hanno insegnato a manifestare umiltà nel rapporto con gli altri?    
 
Ma di quali battute parli? Sei in grado di reggere una serena discussione? O sei forse abituato a interloquire con gente che pende dalle tue labbra?  
 
Tipica conclusione!  
In ogni caso fai come vuoi, nessuno ti ha obbligato a perdere tempo quotando il mio intervento, è stata una tua libera iniziativa.
 
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Wow, interessante conclusioni le tue. Complimenti. Tu si che sai leggere.
« Ultima modifica: 06.10.2016 alle ore 18:46:53 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #93 Data del Post: 06.10.2016 alle ore 18:44:35 »


on 06.10.2016 alle ore 11:25:11, Caste wrote:
Credo che il problema di fondo sia anche un altro: non esistono eccezioni, né regole definitive.
 
Giusto per capirci, noi possiamo discutere su quello che dice la bibbia e, mi pare di vedere, siamo più o meno tutti d'accordo sul fatto che dica determinate cose.
Purtroppo, però, nella vita di chi queste di queste cose dovrà occuparsene, non avremo "casi da manuale" ed "eccezioni", bensì, ogni situazione, sarà diversa e a sé stante (e credo sia lì che va a parare Salvo). Certamente se la bibbia fornisce delle norme divine sul come vivere, noi è quelle che dobbiamo conoscere, meditare e seguire; il fatto, però, è che non ci troveremo mai davanti a numeri in cui possiamo dire: "si beh, questo non rientra nella media, quindi me ne occupo così, quest'altro sta con il 70% descritti nella bibbia, quindi passo oltre" ecc... invece, ogni caso, ogni singolo istante, ogni situazione ci porterà a dire: "come posso applicare ciò che so della bibbia a questa determinata situazione?"  
 
Credo, che, effettivamente, ci sia un po' di differenza nel linguaggio sotto questi aspetti, dunque o si parla di uno, o di altro, o anche di entrambi, ma sapendolo!  Occhiolino

Merita una risposta il tuo intervento perchè hai colto l'essenza del mio ragionamento.
Io non ho mai sostenuto che la bibbia non sia parola di Dio nè intendo farlo ora, quindi, quel che è scritto è fermo comunque.
L'applicazione di ciò che è scritto ha bisogno di vero discernimento perchè nessun caso è uguale all'altro e non si possono trattare tutte le persone alla stessa maniera.
Ora, fermo restando il comandamento, e io ho espressamente detto che sono contrario al divorzio perchè è non solo un dramma umano ma anche genera una condizione di sofferenza spirituale per il credente.
Ho anche chiesto di provare ad avere pazienza visto il tema delicato e, siccome ho provato  ad usare intendimento in merito per le premesse suesposte, mi sono trovato ad essere impietosamente misurato come un ipocrita, doppiopesista etc.
Che meraviglia avere dei fratelli così zelanti.
E' veramente una piazza.
Comunque, essendo il tema così delicato, era tanto delicato da scatenare insulti. Che meraviglia! Complimenti davvero al mio misuratore.
Grazie Caste per aver centrato il senso delle cose che ho scritto.
« Ultima modifica: 06.10.2016 alle ore 18:45:57 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #94 Data del Post: 06.10.2016 alle ore 23:16:00 »

Pace del Signore

on 06.10.2016 alle ore 10:08:30, Stefanotus wrote:
Semplicemente invece io penso che io per primo, Johannan per secondo, abbiamo affrontato la questione dal punto di vista di chi si vuole confrontare su un argomento.
Abbiamo cioè cercato di affrontare l'argomento pigiando i tasti giusti: citando cosa dice la Scrittura, dandole un valore ed un peso normativo pur comprendendo che l'applicazione deve sempre essere sotto l'unzione di quello spirito d'amore che proviene dallo Spirito Santo, ossia lo Spirito che ha ispirato quelle Parole.
 
Salvo invece, pone l'accento e spinge sulle responsabilità pastorali nell'applicare questo testo. Afferma di non volerlo ignorare e di comprenderlo, ma sottolinea che umanamente, nella vita di una chiesa non è sempre facile applicarlo, non si può fare di tutta l'erba un fascio e che noi uomini siamo fallaci, quindi un'applicazione ferrea del testo altro non sarebbe che l'espressione di questa nostra umanità peccatrice e quindi di giudizio.
 
Secondo me il problema di comunicazione nasce proprio qui. Uno insiste con il sottolineare che nell'esperienza umana si vive purtroppo come "vittime della natura umana". Gli altri, io e Johannan, insistiamo sul fatto che quel testo invece, non avendo in sè alcuna influenza di peccato umano, ma essendo divinamente ispirato, va al di sopra di ogni esperienza umana. Quindi pur comprendendo che "declinare" queste regolamentazioni nella vita pratica molto spesso costa fatica, perchè la vita presenta casi complessi e non di facile soluzione, insistiamo con il fatto che così è stato scritto da Dio e quindi è inappellabile.
 
Sottolineare come fa Salvo gli aspetti della difficoltà umana, del cercare di essere caritatevoli, del comprendere che ogni caso è a se, etc etc... trasmette comunque di fondo il messaggio che "si è scritto così, ma non si può applicare così strettamente". Inoltre per insistere su questa tesi, ha citato i nostri fervori giovanili, l'inesperienza, il non aver il ruolo pastorale etc etc etc. Insomma ovvio che aggiunge il tema esperienziale: ciò che Salvo ci condivide è comunque figlio della sua esperienza di cristiano, uomo di Dio e ministro.
 
Io e Johannan, per intenderci, contraddicendo un'attimo questo atteggiamento non vogliamo ne fare i legalisti, nè denigrare il ministero di Salvo. Non stiamo qui a fare i farisei che sanno tutto.
Sentiamo però come più importante, trattandosi di una discussione amichevole su un determinato tema, che si trasmetta il messaggio primario della Parola di Dio su questo argomento. Siamo consapevoli che nell'applicarlo si dovrà vagliare caso per caso. Ma l'esperienza pratica di un uomo (sia egli pastore o persona che si trova in questa sciagurata condizione) non deve influenzare la dottrina.
E' questo il punto. Non si crea la dottrina e quindi l'insegnamento cristiano, sulla base delle esperienze personali (valide esse che siano). La dottrina si fonda sulla Scrittura e questa dobbiamo predicare.
 
Poi se vi sono elementi più complessi che richiedono una diversa applicazione, sarà il pastore di turno che dovrà rifletterci su e pregare per avere la guida e la saggezza necessaria per onorare Dio e dargli gloria nel risolvere la situazione nel migliore dei modi.  
 
Il punto focale è questo: qui non si sta parlando di queste eccezioni, si sta parlando del divorzio e del risposarsi in termini biblici. Non vogliamo parlare di esperienze "singolari" o di pareri personali.
 
Facciamo fatica ad avere una linea comune su quanto è scritto... figuriamoci ad aggiungere elementi "personalistici".
 
Almeno così ho capito io.

 
Caro Stefano, per quanto mi riguarda hai capito benissimo!
E' ovvio che quanti professano la dottrina del: "si è scritto così, ma non si può applicare così strettamente" aderiscono implicitamente all'eresia secondo la quale la Parola di Dio non è più sufficiente a dare risposte alle moderne problematiche del nostro tempo cioè, in soldoni, la Sacra Scrittura non è Parola di Dio ma contiene alcuni consigli di Dio che, per essere applicati nel nostro tempo necessitano di correttivi. Per me tutto questo E' INACCETTABILE!
A mio parere, l'unico approccio costruttivo alla questione è quello che, attraverso un attento esame delle peculiari circostanze del caso, individui, con l'aiuto dello Spirito Santo, soluzioni coerenti agli insegnamenti della Parola di Dio.
In pratica la prassi che sinteticamente suggerisce Caste nel proposito: "come posso applicare ciò che so della bibbia a questa determinata situazione?". Infatti è quello che dice la Bibbia che deve trovare applicazione nella determinata circostanza; la particolare situazione non può e non deve stimolare soluzioni di compromesso che condizionano e sovvertono le immutabili verità contenute nella Parola di Dio.  
Questo è quello che penso.
 
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #95 Data del Post: 07.10.2016 alle ore 18:23:22 »

Chiedo scusa  alla direzione, perchè sarò un po lungo,e credo di avere anche il diritto di replica visto ciò che mi è stato appiccicato addosso.
 
Siccome sono stato tacciato di ipocrita, permissivista, disfattista, incoerenza e promulgatore di eresie, ritengo almeno un’ultima risposta al mio amico johannan, elargitore di aggettivi, rilevando comunque che per molto meno sono stato apostrofato dal nostro Andreiu.
Bene,  
1)io sono intervenuto in merito alla questione unicamente spendendo qualche parola solo ed esclusivamente a favore di coloro che loro malgrado sono rimasti col cerino in mano e senza colpe.
2)Non ho mai detto che sono a favore del divorzio nemmeno nei sogni, quindi, mi spiegate come potrei difendere una tale causa, sapendo bene quel che è scritto e che rimane fermo?
3)Non ho mai parlato di dare compiti a nessuno se si trova in tale condizione ma, pare che questo sia la cosa più importante visto il soggetto. Secondo me la cosa più importante è praticare la misericordia e la giustizia, ovviamente ricorrendo in preghiera al Signore per chiedere lume, caso per caso.
4)Ho anche precisato che in mancanza di vero intendimento/discernimento non resta che applicare la legge, perché è l’unica via percorribile in cui non si sbaglia mai.
5)Ovviamente ho anche condiviso che la condizione non è ideale e mi pare che su questo ci sia un’apertura da parte di Stefano (e chi potrebbe dire diversamente.
6)Ho anche detto che nella mia esperienza mi sono letteralmente levato contro chi pretendeva avere incarichi nella chiesa, visto il suo spavaldo comportamento. Una sola volta mi è capitato ma quella persona se lo ricorda ancora adesso.
7)Gli accostamenti che sovente ho fatto come invito alla riflessione, non vogliono essere un invito all’ipocrisia ma alla ricerca dei sentieri che Iddio stesso ha percorso per noi in tutto il testo biblico. Potrei dilungarmi su queste cose ma ritengo tempo perso di fronte a determinate barriere, soprattutto in un forum dove si prendono fischi per fiaschi.
Joahnnan scrive: “L'argomento "Matrimonio e Divorzio" è molto delicato e quindi ogni situazione deve essere trattata con tutte le cautele possibili ma sempre sotto la guida dello Spirito Santo ed alla luce del giusto consiglio di Dio che si trova esclusivamente nella Sua Parola.  
Qui c’è un paradosso, cioè, l’argomento è molto delicato, va trattato con tutte le cautele, secondo la guisa dello Spirito Santo, poi si aggiunge “alla luce del consiglio di Dio che si trova nella Sua parola”. Un capolavoro! Se è già tutto scritto a cosa serve ricorrere allo Spirito Santo, non basta la legge? Se quella legge è inamovibile, mi spiegate perché discuterne arrogandosi paradossalmente di dover ricorrere allo Spirito Santo per intenderla? Basta leggere, no? A nulla serve discuterne, basta affermare.
Mentre io dico che occorre il discernimento spirituale delle cose non va bene ma ricorrere allo Spirito Santo non è la stessa cosa? Veramente un capolavoro di ambiguità.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #96 Data del Post: 07.10.2016 alle ore 18:30:40 »

Nello stesso contesto scrive: “Crediamo che la Sacra Scrittura sia Parola di Dio o crediamo che contenga la Parola di Dio?"  
Io rispondo: Ok. Dire che la scrittura è parola di Dio non fa una piega ma credo anche vivamente che Iddio parli ancora e con infinita misericordia giudica caso per caso, perché Misericordia (la sua) di eleva contro la giustizia che condannerebbe l’uomo, sempre senza se e senza ma. Si contraddice Iddio quando parla? Mai. Nemmeno quando usa misericordia. Donna, disse Gesù, dove sono i tuoi accusatori? Sono andati via, rispose la donna. Bene, nemmeno io ti condanno, rispose Gesù ma vai e non peccare più. Non avrebbe dovuto Gesù applicare la legge? Non lo ha fatto, e il solo che ne aveva il diritto ha assolto quella creatura per misericordia.
Io ho scritto: “Io so solo che fino a quando le cose riguardano gli altri la intendiamo in un modo e quando riguarda noi stessi la intendiamo diversamente. Un padre stabilisce le regole con le quali educherà i suoi figli ma quando diventerà nonno si ricorderà degli errori commessi e si comporterà diversamente”. La risposta è anche questa volta stata eloquente. “Che attinenza ha questa tua considerazione con la riflessione in merito alla domanda:"Crediamo che la Sacra Scrittura sia Parola di Dio o crediamo che contenga la Parola di Dio. Anche qui è un segno di eloquenza interpretativa delle cose che scrivo.  
Joahannan continua: “Tuttavia, premesso che non ci conosciamo e quindi non puoi di certo attribuirmi l'uso di due pesi e due misure, devo dedurre che il primo periodo probabilmente faccia riferimento ad una tua esperienza di vita, altrimenti non capisco questa tua profonda convinzione.
Pretende di giudicare me ma non accetta di non essere nemmeno giudicato. Difatti io non ho giudicato nessuno ma, per esperienze udite da altri e non da me, ci tengo a chiarirlo, ho potuto constatare che con gli anni si impara dai propri errori, se questa è doppiezza, si salvi chi può.
 
Lui continua così:
 Quello descritto è un comportamento assolutamente encomiabile, è in definitiva una forma di ravvedimento perchè il soggetto dopo avere preso coscienza degli errori commessi in passato modifica il suo comportamento per non ricadere negli stessi errori”. Ora io mi domando in che cosa lo avrei giudicato.
 
Io scrivo: “Quando sarai vecchio perderai l'ardore della giovinezza e capirai meglio il senso delle cose e se non lo capirai fa lo stesso. A volte siamo fermi e irremovibili su alcune cose e su altre molto meno; si sa, siamo solo uomini di terra”. Lui ha visto disfattismo in queste parole, forse lo era anche Gesù”.
 
“Disfattismo, doppiopesismo, incoerenza, ipocrisia sono gli aggettivi usati nei miei confronti, e questo senza nemmeno conoscermi, senza mai aver parlato con me; dico aggettivi per non dire altro, ovviamente.
 
Stefano ci mette una pezza dicendo: “Semplicemente invece io penso che io per primo, Johannan per secondo, abbiamo affrontato la questione dal punto di vista di chi si vuole confrontare su un argomento. Abbiamo cioè cercato di affrontare l'argomento pigiando i tasti giusti: citando cosa dice la Scrittura, dandole un valore ed un peso normativo pur comprendendo che l'applicazione deve sempre essere sotto l'unzione di quello spirito d'amore che proviene dallo Spirito Santo, ossia lo Spirito che ha ispirato quelle Parole”. Per quanto io stimi Stefano, perché se non altro ha avuto pazienza e ha cercato di leggere ciò che scrivo, non sono per nulla entusiasmato dalla evocata guida
« Ultima modifica: 07.10.2016 alle ore 18:31:39 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #97 Data del Post: 07.10.2016 alle ore 18:36:38 »

dello Spirito Santo di Johannan. Ma mi dite quali tasti avete pigiato? Ma quelli li conoscono anche i muri.
 
Stefano aggiunge: “Secondo me il problema di comunicazione nasce proprio qui. Uno insiste con il sottolineare che nell'esperienza umana si vive purtroppo come "vittime della natura umana". Gli altri, io e Johannan, insistiamo sul fatto che quel testo invece, non avendo in sè alcuna influenza di peccato umano, ma essendo divinamente ispirato, va al di sopra di ogni esperienza umana. Quindi pur comprendendo che "declinare" queste regolamentazioni nella vita pratica molto spesso costa fatica, perchè la vita presenta casi complessi e non di facile soluzione, insistiamo con il fatto che così è stato scritto da Dio e quindi è inappellabile.
Io rispondo che: "Il fatto che si insista nel ricordare ciò che sta scritto e che rimane fermo non esclude che si possa entrare nel merito delle vicende umane e vedere se ….
Certo, così è stato scritto ma questo riguarda tutta le legge e non solo questo argomento. Mi pare, o non è così?
Stefano scrive ancora: “Sottolineare come fa Salvo gli aspetti della difficoltà umana, del cercare di essere caritatevoli, del comprendere che ogni caso è a se, etc etc... trasmette comunque di fondo il messaggio che "si è scritto così, ma non si può applicare così strettamente". Inoltre per insistere su questa tesi, ha citato i nostri fervori giovanili, l'inesperienza, il non aver il ruolo pastorale etc etc etc. Insomma ovvio che aggiunge il tema esperienziale: ciò che Salvo ci condivide è comunque figlio della sua esperienza di cristiano, uomo di Dio e ministro”.
 
Io non ho detto nulla di ciò che Stefano vede ma ho solo evidenziato una situazione che ho circoscritto molto chiaramente, quella di chi si trova col cerino in mano, e ho anche spiegato a chi faccio riferimento. Quel “si è scritto ma non si può applicare così strettamente” non è la risposta alle mie considerazioni ma solo un volersi smarcare da ciò che ho fin quei detto.
 
Stefano scrive ancora: “Sentiamo però come più importante, trattandosi di una discussione amichevole su un determinato tema, che si trasmetta il messaggio primario della Parola di Dio su questo argomento.  
 
Alla faccia della discussione amichevole. Complimenti non a te Stefano.
Il messaggio primario è già stato ampiamente trattato e discusso e ridiscusso e nessuno vuol arbitrariamente derogare ma semplicemente, vagliando caso per caso e con discernimento divino operare.
 
Stefano continua:
Siamo consapevoli che nell'applicarlo si dovrà vagliare caso per caso. Ma l'esperienza pratica di un uomo (sia egli pastore o persona che si trova in questa sciagurata condizione) non deve influenzare la dottrina. E' questo il punto. Non si crea la dottrina e quindi l'insegnamento cristiano, sulla base delle esperienze personali (valide esse che siano). La dottrina si fonda sulla Scrittura e questa dobbiamo predicare“.
 
Io mi domando dove io ho inteso creare dottrina, quando mi sono chinato sul tema e nei termini da me esposti.
 
Stefano continua:
Il punto focale è questo: qui non si sta parlando di queste eccezioni, si sta parlando del divorzio e del risposarsi in termini biblici. Non vogliamo parlare di esperienze "singolari" o di pareri personali.  
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #98 Data del Post: 07.10.2016 alle ore 18:38:14 »

Se questi sono i presupposti su cui bisogna ragionare, mi domando cosa ci sia da ragionare; non basta citare ciò che è scritto senza nemmeno aggiungere una parola? Secondo me non c’è da ragionare ma da condividere e basta se crediamo. Ciò non risponde però alle situazioni limite di cui io mi sono fatto portavoce. Non voler parlare di esperienze “singolari” o pareri personali chiude di fatto ogni argomentazione; basta dire sta scritto punto e basta ed è ancora una volta di più, sempre secondo me, un voler chiudere gli occhi per non vedere.
 
Dulcis in fundo, Johannan conclude dicendo: “E' ovvio che quanti professano la dottrina del: "si è scritto così, ma non si può applicare così strettamente" aderiscono implicitamente all'eresia secondo la quale la Parola di Dio non è più sufficiente a dare risposte alle moderne problematiche del nostro tempo cioè, in soldoni, la Sacra Scrittura non è Parola di Dio ma contiene alcuni consigli di Dio che, per essere applicati nel nostro tempo necessitano di correttivi. Per me tutto questo E' INACCETTABILE“,  
dandomi così del fautore di eresie.
 
Un capolavoro di intendimento.
 
Come se non bastasse quando ho detto che non avrei continuato mi ha liquidato dicendo che non sono capace di sostenere una conversazione e che io vado d’accordo solo con quelli che pendono dalle mie labbra.
 
Bene, ora ho concluso e qualsiasi considerazione ulteriore non troverà da me alcun commento salvo che nel caso di altri epiteti di cui Johannan a dato ampia dimostrazione.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #99 Data del Post: 07.10.2016 alle ore 22:59:02 »

Pace del Signore
 
Chi ha letto con attenzione la sequenza degli interventi a partire dal mio post del 5 ottobre si sarà facilmente reso conto di chi in realtà è salito in cattedra accusando me e chi la pensa come me di doppio pesismo, ipocrisia e immaturità spirituale. Nei miei interventi successivi credo di avere semplicemente evidenziato questo rispondendo coerentemente alle accuse sollevate.  
 
Alcune delle frasi che mi sono state rivolte, e che per comodità riporto di seguito, sono inequivocabili e non lasciano margini d'interpretazione:
 
1) "Io so solo che fino a quando le cose riguardano gli altri la intendiamo in un modo e quando riguarda noi stessi la intendiamo diversamente".  
Come si può definire questa perentoria affermazione se non come un'accusa di doppio pesismo e ipocrisia? L'intenzione di chi scrive è attribuirmi l'uso di due pesi e due misure nel dirimere le questioni che riguardano se e gli altri. Nel senso che chi scrive ha certezza che quelli che la pensano come me agiscono sempre nello stesso modo, cioè quando le cose riguardano gli altri sanno essere  "inflessibili legalisti" quando invece le cose riguardano se stessi pretendono l'applicazione di "carità e misericorda".  
 
2) "Quando sarai vecchio perderai l'ardore della giovinezza e capirai meglio il senso delle cose e se non lo capirai fa lo stesso"
Come si può intendere questa frase se non come un giudizio di immaturità spirituale? C'è poi la conclusione, che ho riportato in grassetto, che non ho capito ma, a sensazione, non mi piace comunque.  
 
3) "A volte siamo fermi e irremovibili su alcune cose e su altre molto meno; si sa, siamo solo uomini di terra."
Come si può intendere questa frase se non come ribadire ulteriormente che chi la pensa come me alla fine si dimostrerà sempre incoerente, opportunista, ipocrita, cioè carnale?.
 
Ma con quale autorità ci si arroga il diritto di esprimere questi giudizi? E poi ci si lamenta pure se il nostro interlocutore risponde nel merito! Il metodo di rivoltare la frittata per distrarre l'attenzione sulle reali responsabilità è roba vecchia e ormai non funziona più, almeno con me e con chi come me da peso alle parole.
Comunque preferisco non andare oltre e anzi, per quanto mi riguarda, il discorso si chiude qui.  
 
Una precisazione invece la ritengo doverosa, quando invoco la "guida dello Spirito Santo" mi riferisco, tra l'altro, a quanto insegnato dal mio Signore Gesù Cristo in Giovanni 16:13 che dice: "quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito". Io credo che la guida dello Spirito Santo sia l'aiuto indispensabile che il Signore ci ha provveduto per la corretta comprensione delle Sacre Scritture e quindi della volontà di Dio ivi contenuta. Io non credo in uno Spirito Santo che proponga, a seconda dei casi, nuove soluzioni e metodologie operative che non trovano pieno riscontro con quanto Egli stesso ha fatto trascrivere nelle Sacre Scritture. Lo Spirito promesso non parlerà di suo (cioè non dirà cose nuove) ma dirà tutto quello che avrà udito (cioè confermerà la volontà del Padre che è stata già espressa).
NON CREDO IN NUOVE RIVELAZIONI FUORI DALLA PAROLA DI DIO.
 
Adesso, per dare un senso a questo post si potrebbero esaminare casi concreti, io sono disponibile e se la proposta ha un seguito possiamo iniziare.
 
Pace del Signore
« Ultima modifica: 07.10.2016 alle ore 23:00:49 by Johannan » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #100 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 00:24:58 »

In più di un'occasione ho esposto il mio pensiero e mi trovo perfettamente concorde con Johannan.
Il fatto di esaminare "caso per caso" può essere altresì molto pericoloso in quanto chi può decidere se un credente che si è risposato ha fatto la volontà di Dio è un altro invece no? Molto spesso si parla di "carnefice è vittima", di " colpevole ed innocente", ma chi può arrogarsi il diritto di decretare chi è innocente e chi non lo è se non il Signore?
 
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #101 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 00:35:51 »

Scrivete troppo, lanciando accuse l'uno verso l'altro! Per chi legge quel che scrivete, non date solamente occasione di pensare alla diversità di vedute e di interpretazioni che mettete in evidenza, ma soprattutto fornite un brutto spettacolo ai fini della credibilità di ciò che si espone dell'insegnamento della Parola di Dio.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #102 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 00:58:56 »

bella questa, allora quando Gesù dice di non risposarsi uno può togliere praticamente quel "non" con la scusa dell´ interpretazione. Fantastico. Allora divento cattolico
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #103 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 00:58:58 »

Pace del Signore

on 08.10.2016 alle ore 00:35:51, Domenico wrote:
Scrivete troppo, lanciando accuse l'uno verso l'altro! Per chi legge quel che scrivete, non date solamente occasione di pensare alla diversità di vedute e di interpretazioni che mettete in evidenza, ma soprattutto fornite un brutto spettacolo ai fini della credibilità di ciò che si espone dell'insegnamento della Parola di Dio.

 
Caro Domenico, hai perfettamente ragione!
Da parte mia chiedo perdono a tutti.
 
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #104 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 07:21:54 »


on 08.10.2016 alle ore 00:24:58, andreiu wrote:
In più di un'occasione ho esposto il mio pensiero e mi trovo perfettamente concorde con Johannan.
Il fatto di esaminare "caso per caso" può essere altresì molto pericoloso in quanto chi può decidere se un credente che si è risposato ha fatto la volontà di Dio è un altro invece no? Molto spesso si parla di "carnefice è vittima", di " colpevole ed innocente", ma chi può arrogarsi il diritto di decretare chi è innocente e chi non lo è se non il Signore?
 
Egli ci ha tracciato una chiara linea guida e dei chiari principi e tutti i casi che ci possono venire alla mante devono passare al vaglio della parola di Dio, non viceversa!

Caro andreiu se si dice che l'argomento è assai delicato  e che occorre la guida dello Spirito Santo per valutare caso per caso, allora io mi domando a cosa serve tale guida, visto che tutto è già stato scritto e che quindi qualunque situazione non è un caso per caso ma tutti i casi sono uguali.
Io non dico che sia facile e convengo su quanto tu dici; questo è vero la dove non ci si vuole assumere nessuna responsabilità pastorale ma, è altrettanto vero che per questo occorre lasciarsi guidare dallo Spirito Santo se lo si ha. La faciloneria non fa parte del mio dna ma capisco umanamente quanto sia doloroso vivere in un certo modo.
A cosa serve evocare la guida dello Spirito Santo quando poi le conclusioni sono identiche per tutti?
Tu non lo hai evocato e ti sei letteralmente attenuto al testo biblico dicendo che è pericoloso. Sono d'accordo nella misura in cui uno non ha responsabilità o non vuole avere alcuna responsabilità. Essere un pastore vuol dire avere cura delle anime in tutti i loro bisogni, amarle come Iddio ci ha amati e comportati per amore del suo Nome.
Siete abbastanza maturi per capire ciò che dico se volete.
Chi ha il ministerio di pastore ha anche la responsabilità spirituale delle creature di cui si occupa, non è forse così? Ciò vuol dire che non deve decidere da se ne arrogarsi il diritto di trasgredire la parola di Dio che tutti conveniamo ma, deve presentarsi davanti al Signore che serve, se lo serve davvero e a Lui chiedere luce e intendimento sul come rapportarsi caso per caso, da me ben circoscritto.
 
Quando io ho detto che quando si è giovani ci si comporta in un certo modo ma quando si va avanti negli anni si cambia, ci si addolcisce, o quando ho detto che quando le cose riguardano gli altri abbiamo un atteggiamento diverso da quanto ne siamo direttamente coinvolti, ho solo evidenziato quanto sia putroppo vero questo metro e sovente per tutti noi è così, a meno che non siamo dei perfetti gentiluomi, Jhoannan ha pensato frettolosamente che io giudicassi lui, cosa alquanto errata perchè non erano certo quelle le mie intenzioni, non lo conosco.
 
Ora, io non ho indirizzato alcuna accusa nei confronti di nessuno, almeno questa è la mia lettura e il mio intento mentre in maniera aperta e senza alcuna carità sono stato etichettato come ben sapete.
In tutto questo, anche se abbiamo pareri diversi non posso che lodare Stefano, perchè se non altro non mi ha trattato in malo modo, come un eretico.
Ti ricordo caro andreiu e qui lo ribadisco non per rivalsa, perchè non trovo certo piacere in questo ma, mi hai redarguito per molto meno.
 
« Ultima modifica: 08.10.2016 alle ore 07:31:22 by salvo » Loggato

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