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   SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?
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   Autore  Topic: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?  (letto 17351 volte)
Stefanotus
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #75 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 14:01:26 »


on 04.10.2016 alle ore 13:00:19, ilcuorebatte wrote:
Stefano il mio è  un possibile consiglio figlio di una personale esperienza come è giusto che sia puoi valutarlo utile o meno

Si ma forse io non mi sono spiegato bene. Non sto contestando le scelte che un ministro deve pur fare. In fondo io nemmeno lo sono e non mi trovo a dover fare certe scelte.
 
Sto solo garbatamente cercando di riflettere su queste cose "perchè siamo in un forum". Tutto qui. Non volevo entrare nel personale di nessuno. E se ti ho offeso o turbato ti chiedo scusa.
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Stefanotus
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #76 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 14:04:26 »

Caste, su tutta la prima parte che hai scritto concordo pienamente.
Sul discorso dei pastori risposati validi invece, mi hai fatto cadere le braccia.
 
Per me, puoi essere bravissimo a parlare e spiegare qualsiasi cosa. Ma ritengo impossibile che lo Spirito Santo che ha ispirato il testo biblico dettando la norma "marito di una sola moglie" attraverso l'apostolo Paolo, sia lo stesso Spirito che possa muovere gente che disobbedisce a questo ordine.
 
Forse siamo noi a non avere più il discernimento di una volta?
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #77 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 14:38:54 »


on 04.10.2016 alle ore 14:04:26, Stefanotus wrote:

Per me, puoi essere bravissimo a parlare e spiegare qualsiasi cosa. Ma ritengo impossibile che lo Spirito Santo che ha ispirato il testo biblico dettando la norma "marito di una sola moglie" attraverso l'apostolo Paolo, sia lo stesso Spirito che possa muovere gente che disobbedisce a questo ordine.
 
Forse siamo noi a non avere più il discernimento di una volta?

 
Non necessariamente, quello che intendevo è che, visto che lo Spirito può usarsi di chi vuole (personalmente non lo ritengo impossibile, per nulla, trovo che sia un brutto termine da accostare a Dio) bisogna ammettere che ci sono molti casi in cui persone che riterremmo inadatte a ciò che fanno, magari non sono reputate inadatte da Dio. E, dato che penso che in questo Dio ne sappia più di noi, ecco perché credo che sia davvero necessario valutare situazione per situazione, pur conoscendo molto bene quali sono i principi insegnati dalla bibbia. Detto questo, se io fossi responsabile in una chiesa, non proporrei a persone risposate di ricoprire incarichi di responsabilità. Ma io NON sono responsabile di una chiesa!  Sorridente
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #78 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 14:50:46 »

Ok. quindi parlavi in via estemporanea. Ok allora ci siamo intesi... almeno io e te.  Linguaccia
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #79 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 21:52:34 »


on 04.10.2016 alle ore 14:01:26, Stefanotus wrote:

Si ma forse io non mi sono spiegato bene. Non sto contestando le scelte che un ministro deve pur fare. In fondo io nemmeno lo sono e non mi trovo a dover fare certe scelte.
 
Sto solo garbatamente cercando di riflettere su queste cose "perchè siamo in un forum". Tutto qui. Non volevo entrare nel personale di nessuno. E se ti ho offeso o turbato ti chiedo scusa.

 
Stefano stai pure sereno non mi hai offeso e neanche turbato, il mio è stato un consiglio spassionato e gratuito sull'approcciarsi a determinati argomenti.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #80 Data del Post: 05.10.2016 alle ore 07:41:52 »


on 04.10.2016 alle ore 09:07:14, Stefanotus wrote:
Salvo non che io voglia contraddirti per partito preso, ma credo che bisogna in questi casi discutere un pochino anche delle modalità di risoluzione di alcune "anomalie" che in genere chiamiamo eccezioni.

Contraddire è un'arte facile mentre usare intendimento relativo alla questione non lo è. E' ciò che ho sostenuto in tutto il mio post, la necessità di intendimento, discernimento; nel caso contrario vi è solo la legge la quale dice esattamente ciò che sostieni tu e non solo. Per non contraddire occorre anche saper leggere ciò che altri scrive.
 

Quote:
Perché se parliamo di ministero siamo fortemente d'accordo contro la posizione assegnata ad una donna, al punto da considerarla fuori dottrina e poi invece per un matrimonio post divorzio vietato espressamente dalla scrittura, diventiamo subito tolleranti?

E' quell'essere fortemente contro che pregiudica ogni sereno confronto, perchè non riconosce che Iddio ha sempre avuto donne profetesse. La profezia è un ministero.
Sono eccezioni? Certo che lo sono ma esistono e quindi quel fortemente contro che non capisce che Iddio è Signore di ogni cosa e usa chi vuole. Qui stiamo parlando di eccezioni che hanno bisogno per essere comprese di molto discernimento che non c'è nel fondamentalismo.
 

Quote:
Tu parli di misericordia e io sono d'accordo con te. Parli di analizzare ogni singolo caso a sè e sono ancora d'accordo. Ma allora quando realmente applicheremo il principio del non risposarsi dopo il matrimonio se analizzando ogni caso a sè li rendiamo tutti eccezioni e quindi si risposano tutti?

Questa è l'ennesima prova che mentre io parlo di eccezioni tu vedi eccezioni dovunque e allora per ovviare a questa incombenza buttiamo via l'acqua sporca col bambino. Quando? Quando avremo davvero intendimento delle cose scritte e di tutte le eccezioni che Iddio ha fatto e fa ancora, sempre per amore del suo Nome.
 

Quote:
Ecco quindi che seppur all'atto pratico credo che faremmo le stesse identiche cose io e te, dal punto di vista teologico invece i meccanismi che stanno dietro le azioni sono diversi.
Infatti io sono del parere che, seppur si agisca con misericordia, seppur si decida per un si ad un secondo matrimonio... non si debba mai dimenticare che si è in una condizione NON ideale, fondamentalmente sbagliata secondo la Bibbia è quindi delle conseguenze devono pur evidenziarsi.

Non hai tu letto che misericordia  si eleva contro la giustizia? Bene, non sto parlando della misericordia umana ma di quella divina. Se non c'è discernimento si diventa teologi e non pastori di anime, non curatori di ferite sanguinanti ma solo bla bla bla.
Per giustizia noi tutti dovremmo essere condannati ma per la sua misericordia siamo giustificati; resta sempre il monito: "Vai e non pecacre più". In quanto al vivere in una condizione "non ideale", posso essere anche d'accordo ma, se sono stato perdonato davvero perchè diritto davanti a Lui, in quanto subisco un'ingiustizia, trovo che quel "non ideale" faccia acqua perchè cozza contro il perdono. Ma si sa, certe cose non fanno parte alla chiesa, perchè la carità ha dei confini umani che la rendono ingiusta.
Io ragiono da pastore di anime che si è levato contro coloro che sono stati apertamente in contrasto, nel merito, alla parola di Dio, impedendo loro di fatto ogni attività nella chiesa. Altro è parlare di situazioni limite e subite per colpe non proprie.
 

Quote:
Perché altrimenti entriamo appunto nel permissivismo. Perché ci saranno sempre coloro che diranno: a me non mi permettono di predicare perché in passato ho rubato dalle offerte per bisogno, ma a quello divorziato gli permettono di celebrare matrimoni!

Continui a non capire il senso delle cose che scrivo, mi dispiace ma capisco. Infatti io non ho detto e sostengo di non averlo mai nemmeno immaginato quel genere di comportamento permissivo.
 

Quote:
So bene che i peccati sono peccati e dietro certe azioni vi sono sempre diversi sentimenti altrettanto peccaminosi. Ma ciò che è scritto è scritto e se guida davvero la nostra vita, dobbiamo tenerlo bene in considerazione. Gestendo responsabilmente le conseguenze di nostre scelte e nostre "licenze" al trasgredire ciò che è scritto.

Già, quel che è scritto è scritto. Vero! Mi sa che questo tipo di approccio, benche teoricamente corretto, fa acqua da tutte le parti, semplicemente perchè quei farisei che volevano lapidare quella donna, lo facevano perchè scritto, ma quando furono invitati a guardarsi dentro si videro in peccato e pure "Ciò che è scritto è scritto".
Sai cosa c'è caro Stefano, e dico ciò perchè comunque comprendo la tua posizione, un po oltranzista ma sincera, dico che vi sono cose che si vedono e altre che non si vedono. Ovviamente ciò che si vede viene additato come grave e ciò che non si vede non può essere additato ma è peggio. Certo il divorzio è un fatto oltremodo devastante di per se per le persone oneste e che lo subiscono ma, sta pur certo che vi sono cose peggiori nelle chiese di cui nessuno pare rendersene conto.
 

Quote:
Nel mio intervento infatti ho posto la condizione di chi deve rapportarsi con questi casi come responsabile. Come responsabile DEVO considerare che le seconde nozze sono FUORI dalla volontà di Dio e quindi di Gesù. Per questo motivo non posso concedermi la libertà o il lusso di affermare che le seconde nozze sono "normali".

E chi ha detto che sono normali? Io dico che non sono normali ma nel computo del male, la condizione di chi resta col cerino in mano è drammatica.
 

Quote:
Ovvio che poi ognuno è libero di fare ciò che vuole nella propria vita e risposarsi. Ma allora dovrà sapere che io non potrò dargli incarichi in virtù di "quella sola moglie" invocata da Paolo quando parla di Ministri e Diaconi.

Continui a ergerti a giudice mettendo insieme cose che non sono la stessa cosa. Ma è così difficile capire le cose che dico che ritorni sempre la dove io non sono passato?
 

Quote:
Se poi qualcuno mi dicesse: "e ma così mi metti nella condizione di ardere e peccare nel cuore perché desidero rapporti carnali con questa o quella sorella", io risponderei prega il Signore. Perché il matrimonio non è il piano di Dio per sopperire alle necessità sessuali di una persona! E le due cose sono completamente separate. Se hai un problema di lussuria, non è il matrimonio la soluzione.

Anche qui dimostri che non hai afferrato per nulla il senso delle cose dette da me.
Tu, dunque, lasceresti un/a giovane lasciato/a dal partner nella condizione di non avere un/a compagna/o per tutta la vita? Se questi sono i tuoi commenti ti sei già risposto da solo e il tuo fondamentalismo è chiarissimo.
 

Quote:
Se uno si lascia ha altro su cui riflettere spiritualmente! Il fatto che rimanga single "lo pone nella libertà di servire meglio Dio", come suggeriva Paolo in fondo, che così viveva.

Certo, sarebbe la condizone ottimale, ma se non ha quella forza che tu evochi, che fa?
 
Come hai commentato in altro post,mancando il discernimento delle cose, ciò che resta è la legge; quella legge che, intesa, interpretata dai farisei di allora e di oggi, non abilita ad usare  giudizio, misericordia, giustizia e fede che sono le cose fondamentali della legge.
« Ultima modifica: 05.10.2016 alle ore 07:48:10 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #81 Data del Post: 05.10.2016 alle ore 10:28:59 »

Salvuccio rispondo solo a quello che ritengo utile commentare. Per il resto siamo d'accordo su tutto.

on 05.10.2016 alle ore 07:41:52, salvo wrote:
E' quell'essere fortemente contro che pregiudica ogni sereno confronto, perchè non riconosce che Iddio ha sempre avuto donne profetesse. La profezia è un ministero.

La profezia "ministero" del Nuovo Testamento, quindi della chiesa, non è la profezia dell'antico testamento. Nel Nuovo Testamento poi, vi è il dono di profezia (carisma estemporaneo che si muove nell'assemblea) e il ministero della Parola (quindi incluso quello di profezia), è prerogativa "maschile" (biblicamente parlando). Comunque il mio era un esempio per dire qualsiasi cosa.
Intendevo dire: come mai siamo tutti d'accordo nel dire che non è giusto mentire perchè la Bibbia è chiara nel dirlo, mentre su altre argomentazioni iniziamo a diventare morbidi?
 
Credo sia ovvio che qui siamo in un forum e non stiamo discutendo di NESSUN CASO particolare. Stiamo discutendo di cosa pensiamo di un argomento (seppur delicato), confrontandoci no?
Perché la discussione deve diventare "delicata" al punto da non permetterci più di dichiarare la verità con fermezza?
 
Faccio un esempio legale. L'omicidio è contro la legge, siamo d'accordo?
Chi uccide va chiamato assassino. Siamo d'accordo?
Nessuno voterebbe come presidente della repubblica un omicida, un assassino, perché si tratta di una persona pericolosa. Siamo d'accordo?
 
Eppure TUTTI sappiamo che uno guidando la macchina potrebbe distrarsi e fare un incidente e purtroppo uccidere qualcuno involontariamente. Per questo caso OVVIAMENTE nessuno lo chiamerebbe assassino o omicida (anche se la cronaca alle volte riporta simili reazioni "di pancia" dei familiari della vittima).
 
Le eccezioni di "omicidi involontari" non CAMBIANO, non MODIFICANO la regola di base iniziale: l'omicidio è e rimane contro la legge. E se uno investe qualcuno con l'auto per uccidere e poi dice che ha avuto un incidente involontario, oltre che omicida è bugiardo...
 
Noi non possiamo però, sulla base del fatto che esistono eccezioni, varianti, situazioni diverse tra loro e a volte molto complesse... Non possiamo NEGARE il principio che l'omicidio è contro la legge.
 
Io qui sto parlando quindi del divorzio con voi. Sto dicendo che ammetto esistano le eccezioni e i casi particolari. Ho anche detto che all'atto pratico molte delle nostre scelte sarebbero uguali in questo campo (se mai ci trovassimo a doverle fare). Ma riguardo al "comandamento in sè", a ciò che è scritto... non si può fare finta di niente. In fondo non mi pare di aver detto che un divorziato risposato vada cacciato dalla chiesa, messo all'ultimo banco o relegato al silenzio. Ho solo detto che può avere una tranquillissima vita comunitaria come tutti, solo che non gli si potranno dare incarichi ministeriali o diaconali, in ottemperanza a quanto scritto in 1 Timoteo.
Non mi pare di aver detto nulla di male. O dobbiamo rivedere questo aspetto per via delle "eccezioni"?
 

Quote:
Questa è l'ennesima prova che mentre io parlo di eccezioni tu vedi eccezioni dovunque e allora per ovviare a questa incombenza buttiamo via l'acqua sporca col bambino.
No no. Questo è il problema dello scritto. Parlarsi tramite testo scritto può portare fraintendimenti ovvio. Quindi laddove io parlo di "regola generale" e mi si risponde con "ma ci sono delle eccezioni", io mi preoccupo perchè per me la norma di condotta e la Bibbia e non ci possono essere "eccezioni".
 

Quote:
Per giustizia noi tutti dovremmo essere condannati ma per la sua misericordia siamo giustificati; resta sempre il monito: "Vai e non pecacre più".
Gesù Cristo infatti è stata l'eccezionale soluzione di Dio che i Suoi diletti figli non avevano nemmeno capito e riconosciuto! Ma si tratta di un dato di fatto, non di "bla bla bla". Gesù è esistito, ha vissuto ed è stato ammazzato. E' risorto ed è vivente.
Misericordia divina? Si, ma tramite un atto ben chiaro e ben testimoniato.
Nel caso delle eccezioni di cui parliamo... non ci sono tanti appigli "in termini teorici".  
Ma la mia domanda rimane la stessa: di che cosa stiamo parlando? Penso di aver perso il filo in mezzo a tutte queste parole.
Ho forse io detto che non accetterei divorziati nella chiesa?
Ho forse io detto che il divorziato è malvagio?
Ho forse io detto che va recluso?
Non mi pare di aver detto nulla del genere.
Perchè mi si parla di misericordia, eccezioni, etc etc.
A me pare di aver solo esposto che:
1) La Bibbia tiene in altissima considerazione il matrimonio e il suo simbolismo spirituale. I cristiani sono chiamati a tenerlo in alto onore.
2) Il divorzio non è contemplato nei piani di Dio, così come testimoniato da Gesù Cristo stesso.
3) Il risposarsi in caso di coniuge in vita, riguarda una scelta personale del credente e della propria conduzione personale, ma si tratta di una condizione "non ideale" all'interno della chiesa.
4) un risposato non può assumere cariche spirituali di responsabilità, ma può vivere tranquillamente la comunità.
 
Cosa sto dicendo che ha bisogno di essere trattato con maggiore "misericordia"? Non capisco.
 

Quote:
Io ragiono da pastore di anime che si è levato contro coloro che sono stati apertamente in contrasto, nel merito, alla parola di Dio, impedendo loro di fatto ogni attività nella chiesa. Altro è parlare di situazioni limite e subite per colpe non proprie.
Esatto e lo capisco. Io sto solo cercando di capire se la pensiamo allo stesso modo o se ho bisogno di imparare qualcosa da te/voi. Tutto qui.
 

Quote:
Continui a non capire il senso delle cose che scrivo, mi dispiace ma capisco. Infatti io non ho detto e sostengo di non averlo mai nemmeno immaginato quel genere di comportamento permissivo.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #82 Data del Post: 05.10.2016 alle ore 10:31:10 »


Quote:
Già, quel che è scritto è scritto. Vero! Mi sa che questo tipo di approccio, benche teoricamente corretto, fa acqua da tutte le parti, semplicemente perchè quei farisei che volevano lapidare quella donna, lo facevano perchè scritto, ma quando furono invitati a guardarsi dentro si videro in peccato e pure "Ciò che è scritto è scritto".
Sai cosa c'è caro Stefano, e dico ciò perchè comunque comprendo la tua posizione, un po oltranzista ma sincera, dico che vi sono cose che si vedono e altre che non si vedono. Ovviamente ciò che si vede viene additato come grave e ciò che non si vede non può essere additato ma è peggio. Certo il divorzio è un fatto oltremodo devastante di per se per le persone oneste e che lo subiscono ma, sta pur certo che vi sono cose peggiori nelle chiese di cui nessuno pare rendersene conto.
Ecco e questo discorso io non lo capisco all'interno di questa discussione.
Sia chiaro, se leggo e scrivo nel forum, lo faccio per scambiare chiacchiere amichevoli non per predicare o insegnare. Se parliamo del divorzio... non capisco perchè dobbiamo allargare la discussione dicendo: "ci sono cose più gravi nelle chiese... dobbiamo guardarci dentro... dobbiamo avere misericordia".  
Scusate se non si può nemmeno scambiare due opinioni su cosa dice la Bibbia su un'argomento che si deve finire a discorsi giganteschi... non ha più senso "chiacchierare" nel forum. Sembra più un opera di convincimento nei miei confronti nel dire: "Biblicamente hai ragione ma bisogna però essere caritatevoli." e io non capisco dove si vuole arrivare con quell'essere caritatevoli. Devo forse annullare il consiglio di Dio?
 

Quote:
E chi ha detto che sono normali? Io dico che non sono normali ma nel computo del male, la condizione di chi resta col cerino in mano è drammatica.
Appunto. Vedi che ci capiamo allora?
 

Quote:
Anche qui dimostri che non hai afferrato per nulla il senso delle cose dette da me.
Tu, dunque, lasceresti un/a giovane lasciato/a dal partner nella condizione di non avere un/a compagna/o per tutta la vita? Se questi sono i tuoi commenti ti sei già risposto da solo e il tuo fondamentalismo è chiarissimo.

Non ho mai detto questo.
Io sto dicendo invece che TUTTI i cristiani sono chiamati a conoscere la Verità della Bibbia e adeguarsi ad essa. Non siamo chiamati a fare il contrario. Siamo noi a doverci adeguare alla Scrittura, non adeguare essa a noi.
La Scrittura è l'autorità non noi e la nostra misera compassione o umana definizione di amore. L'amore vero è quello spiegato nella Bibbia anche se a volte noi non lo comprendiamo umanamente perchè siamo miseri e fallaci.
Se Dio ispirando il testo biblico INSEGNA certe cose su matrimonio e divorzio, noi siamo chiamati a crederci COSI come sono scritte e per fede siamo chiamati a metterle in pratica CHIAMANDOLE AMORE DI DIO per noi.
Questo è chiaro? Per me non è fondamentalismo. Per me è AMORE per il Signore e la SUA Parola. Egli ci ha lasciato la SUA PAROLA ed è questa la nostra norma di condotta. Qualsiasi tentativo di "addolcirla" con i nostri umani discorsi e le nostre esperienze è solo una DISTORSIONE della Parola divina.
 
Quindi io dico: NOI cristiani siamo chiamati a conoscere la Parola, predicarla e praticarla. O meglio prima praticarla e poi predicarla.
Poi laddove TU o IO ci trovassimo a dover considerare COME debba essere applicata in questo o quel caso: DIO ci guiderà attraverso lo Spirito Santo. Ma MAI annullando o contraddicendo lo scritto della parola di Dio. Altrimenti non venitemi a dire che siamo evangelici e biblici perchè per me... se non è così, siamo alla stregua delle altre fedi cristiane.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #83 Data del Post: 05.10.2016 alle ore 17:31:50 »

Pace del Signore

on 05.10.2016 alle ore 10:31:10, Stefanotus wrote:
... La Scrittura è l'autorità non noi e la nostra misera compassione o umana definizione di amore. L'amore vero è quello spiegato nella Bibbia anche se a volte noi non lo comprendiamo umanamente perchè siamo miseri e fallaci ...  
... Se Dio ispirando il testo biblico INSEGNA certe cose su matrimonio e divorzio, noi siamo chiamati a crederci COSI come sono scritte e per fede siamo chiamati a metterle in pratica CHIAMANDOLE AMORE DI DIO per noi.
Questo è chiaro? Per me non è fondamentalismo. Per me è AMORE per il Signore e la SUA Parola. Egli ci ha lasciato la SUA PAROLA ed è questa la nostra norma di condotta. Qualsiasi tentativo di "addolcirla" con i nostri umani discorsi e le nostre esperienze è solo una DISTORSIONE della Parola divina ...
... Quindi io dico: NOI cristiani siamo chiamati a conoscere la Parola, predicarla e praticarla. O meglio prima praticarla e poi predicarla.
Poi laddove TU o IO ci trovassimo a dover considerare COME debba essere applicata in questo o quel caso: DIO ci guiderà attraverso lo Spirito Santo. Ma MAI annullando o contraddicendo lo scritto della parola di Dio. Altrimenti non venitemi a dire che siamo evangelici e biblici perchè per me... se non è così, siamo alla stregua delle altre fedi cristiane.

 
Sono assolutamente d'accordo con Stefano.  Buono! Amici
L'argomento "Matrimonio e Divorzio" è molto delicato e quindi ogni situazione deve essere trattata con tutte le cautele possibili ma sempre sotto la guida dello Spirito Santo ed alla luce del giusto consiglio di Dio che si trova esclusivamente nella Sua Parola.
In fondo, se ci riflettiamo bene, taluni atteggiamenti non fanno altro che riproporre sempre la stessa domanda: "Crediamo che la Sacra Scrittura sia Parola di Dio o crediamo che contenga la Parola di Dio?"
Io credo che tutta la Sacra Scrittura E' Parola di Dio, e credo che Essa sia necessaria e sufficiente ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia di Dio (non quella degli uomini, spesso ammantata di umana pietà). E quando dico TUTTA dico, ad esempio, anche 1Timoteo 5:23 di cui magari non capisco a fondo l'insegnamento a me utile ma che reputo comunque essere divinamente ispirata (sicuramente a qualcuno è stata o sarà utile). Sono profondamente convinto che tutte le risposte, anche quelle che adesso non riusciamo a vedere ma che al momento opportuno ci saranno mostrate, siano da ricercare nella Parola di Dio che, per quanto mi riguarda, è e rimane l'unica fonte da cui attingere insegnamento. Se questo atteggiamento nei confronti della Parola di Dio è considerato fondamentalismo allora si, voglio essere un fondamentalista fino al ritorno del mio Signore Gesù Cristo.
Pace del Signore
« Ultima modifica: 05.10.2016 alle ore 17:38:08 by Johannan » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #84 Data del Post: 05.10.2016 alle ore 21:35:23 »


on 05.10.2016 alle ore 17:31:50, Johannan wrote:
Pace del Signore
 
Sono assolutamente d'accordo con Stefano.  Buono! Amici
L'argomento "Matrimonio e Divorzio" è molto delicato e quindi ogni situazione deve essere trattata con tutte le cautele possibili ma sempre sotto la guida dello Spirito Santo ed alla luce del giusto consiglio di Dio che si trova esclusivamente nella Sua Parola.

Mi fa piacere che tu lo dica ,a tutto questo rientra nelle cose che dico, quando dico che la chiesa nominale manca di discernimento, quindi, in mancanza di ciò si applica la legge, ognuno nel modo migliore in cui la intende.
 

Quote:
In fondo, se ci riflettiamo bene, taluni atteggiamenti non fanno altro che riproporre sempre la stessa domanda: "Crediamo che la Sacra Scrittura sia Parola di Dio o crediamo che contenga la Parola di Dio?"

Io so solo che fino a quando le cose riguardano gli altri la intendiamo in un modo e quando riguarda noi stessi la intendiamo diversamente. Un padre stabilisce le regole con le quali educherà i suoi figli ma quando diventerà nonno si ricorderà degli errori commessi e si comporterà diversamente.

Quote:
Io credo che tutta la Sacra Scrittura E' Parola di Dio, e credo che Essa sia necessaria e sufficiente ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia di Dio (non quella degli uomini, spesso ammantata di umana pietà). E quando dico TUTTA dico, ad esempio, anche 1Timoteo 5:23 di cui magari non capisco a fondo l'insegnamento a me utile ma che reputo comunque essere divinamente ispirata (sicuramente a qualcuno è stata o sarà utile). Sono profondamente convinto che tutte le risposte, anche quelle che adesso non riusciamo a vedere ma che al momento opportuno ci saranno mostrate, siano da ricercare nella Parola di Dio che, per quanto mi riguarda, è e rimane l'unica fonte da cui attingere insegnamento. Se questo atteggiamento nei confronti della Parola di Dio è considerato fondamentalismo allora si, voglio essere un fondamentalista fino al ritorno del mio Signore Gesù Cristo.
Pace del Signore

Quando sarai vecchio perderai l'ardore della giovinezza e capirai meglio il senso delle cose e se non lo capirai fa lo stesso. A volte siamo fermi e irremovibili su alcune cose e su altre molto meno; si sa, siamo solo uomini di terra.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #85 Data del Post: 05.10.2016 alle ore 21:41:00 »

Ciao Stefano,
ciò che credevo utile l'ho espresso: Ovviamente è il mio parere e quindi ognuno si regoli da se, perchè le due facce della medaglia le abbiamo visitate, e a quanto pare non concidono, non legano e quindi è meglio soprassedere.
Come tu dici, lo scritto sul forum si presta a malintesi, quindi mi astengo dal commentare oltre.
Continuare non serve perchè poi si arriva a dire cose improprie.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #86 Data del Post: 05.10.2016 alle ore 23:21:10 »

Pace del Signore
 
Confesso che non ci ho capito granché delle tue risposte, sarà senz'altro un mio limite, tuttavia vediamo un po:
Io scrivo:
on 05.10.2016 alle ore 17:31:50, Johannan wrote:
Sono assolutamente d'accordo con Stefano.  Buono! Amici
L'argomento "Matrimonio e Divorzio" è molto delicato e quindi ogni situazione deve essere trattata con tutte le cautele possibili ma sempre sotto la guida dello Spirito Santo ed alla luce del giusto consiglio di Dio che si trova esclusivamente nella Sua Parola.

Tu rispondi:
on 05.10.2016 alle ore 21:35:23, salvo wrote:
...................................
Mi fa piacere che tu lo dica ,a tutto questo rientra nelle cose che dico, quando dico che la chiesa nominale manca di discernimento, quindi, in mancanza di ciò si applica la legge, ognuno nel modo migliore in cui la intende.
...................................

Riassumendo dici che visto che la chiesa nominale non ha discernimento allora ognuno applichi la legge per come l'ha capita. Cioè?
Chi o cosa è la chiesa nominale? Di quale discernimento si parla? Di quale legge si parla?
 
Io scrivo:
on 05.10.2016 alle ore 17:31:50, Johannan wrote:
In fondo, se ci riflettiamo bene, taluni atteggiamenti non fanno altro che riproporre sempre la stessa domanda: "Crediamo che la Sacra Scrittura sia Parola di Dio o crediamo che contenga la Parola di Dio?"

Tu rispondi:
on 05.10.2016 alle ore 21:35:23, salvo wrote:
...................................
Io so solo che fino a quando le cose riguardano gli altri la intendiamo in un modo e quando riguarda noi stessi la intendiamo diversamente. Un padre stabilisce le regole con le quali educherà i suoi figli ma quando diventerà nonno si ricorderà degli errori commessi e si comporterà diversamente.
...................................

Che attinenza ha questa tua considerazione con la riflessione in merito alla domanda:"Crediamo che la Sacra Scrittura sia Parola di Dio o crediamo che contenga la Parola di Dio?".  
Tuttavia, premesso che non ci conosciamo e quindi non puoi di certo attribuirmi l'uso di due pesi e due misure, devo dedurre che il primo periodo probabilmente faccia riferimento ad una tua esperienza di vita, altrimenti non capisco questa tua profonda convinzione ("io so solo che"Occhiolino e se così fosse spero tu abbia corretto il tiro perchè l'incoerenza (che è una forma di ipocrisia) non si addice ad un figliuolo di Dio.
Per quanto attiene il secondo periodo, se lo scopo era quello di avvalorare quanto espresso precedentemente devo dirti che è tutt'altra cosa, non ha alcuna attinenza con l'ipocrisia del doppio pesismo anzi. Quello descritto è un comportamento assolutamente encomiabile, è in definitiva una forma di ravvedimento perchè il soggetto dopo avere preso coscienza degli errori commessi in passato modifica il suo comportamento per non ricadere negli stessi errori.
 
Io scrivo:
on 05.10.2016 alle ore 17:31:50, Johannan wrote:
Io credo che tutta la Sacra Scrittura E' Parola di Dio, e credo che Essa sia necessaria e sufficiente ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia di Dio (non quella degli uomini, spesso ammantata di umana pietà). E quando dico TUTTA dico, ad esempio, anche 1Timoteo 5:23 di cui magari non capisco a fondo l'insegnamento a me utile ma che reputo comunque essere divinamente ispirata (sicuramente a qualcuno è stata o sarà utile). Sono profondamente convinto che tutte le risposte, anche quelle che adesso non riusciamo a vedere ma che al momento opportuno ci saranno mostrate, siano da ricercare nella Parola di Dio che, per quanto mi riguarda, è e rimane l'unica fonte da cui attingere insegnamento. Se questo atteggiamento nei confronti della Parola di Dio è considerato fondamentalismo allora si, voglio essere un fondamentalista fino al ritorno del mio Signore Gesù Cristo.

Tu rispondi:
on 05.10.2016 alle ore 21:35:23, salvo wrote:
...................................
Quando sarai vecchio perderai l'ardore della giovinezza e capirai meglio il senso delle cose e se non lo capirai fa lo stesso. A volte siamo fermi e irremovibili su alcune cose e su altre molto meno; si sa, siamo solo uomini di terra.
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Mi dispiace sinceramente per il disfattismo che emerge dalle tue considerazioni. Io invece non mi arrendo e prego il mio Signore Gesù Cristo affinchè nella vecchiaia mi dia grazia di conservare e amplificare l'ardore che nutro adesso nei confronti della Sua Parola. Un figliuolo di Dio finchè è su questa terra purtroppo è ancora soggetto al peccato e quindi può sicuramente sbagliare ma ha anche certezza che in Cristo ha salvezza e remissione dei peccati e che in Cristo non è più "solo uomo di terra" perchè in virtù della nuova nascita ha ricevuto non lo spirito del mondo, ma lo Spirito che vien da Dio e quindi, con Cristo, può senz'altro dire di non essere più del mondo come Egli non è del mondo.
 
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #87 Data del Post: 06.10.2016 alle ore 06:56:50 »

Disfattismo, doppio pesismo, incoerenza, ipocrisia?
Beh, visto che come di tu non ci conosciamo, come fai a dirmi che le cose che scrivo rientrano in queste categorie?
In ogni caso, siete liberi di proseguire secondo i criteri che ritenete giusti, perchè poi ognuno risponde di se stesso, viva a Dio,
Ciò che le scritture raccontano di fatti avvenuti relazionabili per metodo di ragionamento a quanto stiamo trattando, mostrano che rispondere "Quando sarai vecchio avrai delle cose una visione differente, sopratutto pietosa e rispettosa verso i caduti".
Certo è che se non hai capito nulla di ciò che scrivo si tratta di trovare dov'è il limite che impedisce, e questo mi dispiace assai ma non ci posso fare nulla; almeno stefano ha cercato di capire e ha anche compreso il senso di ciò che scrivo.
Ovviamente viviamo in due mondi diversi e nulla ci possiamo.
Nei miei confronti non sei comunque nuovo in battute del genere.
Per non creare ulteriore dissenso non rispondo alle tue considerazioni parziali perchè tanto dici di non averci capito nulla e quindi non intendo perdere altro tempo.
« Ultima modifica: 06.10.2016 alle ore 06:58:12 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #88 Data del Post: 06.10.2016 alle ore 10:08:30 »

Semplicemente invece io penso che io per primo, Johannan per secondo, abbiamo affrontato la questione dal punto di vista di chi si vuole confrontare su un argomento.
Abbiamo cioè cercato di affrontare l'argomento pigiando i tasti giusti: citando cosa dice la Scrittura, dandole un valore ed un peso normativo pur comprendendo che l'applicazione deve sempre essere sotto l'unzione di quello spirito d'amore che proviene dallo Spirito Santo, ossia lo Spirito che ha ispirato quelle Parole.
 
Salvo invece, pone l'accento e spinge sulle responsabilità pastorali nell'applicare questo testo. Afferma di non volerlo ignorare e di comprenderlo, ma sottolinea che umanamente, nella vita di una chiesa non è sempre facile applicarlo, non si può fare di tutta l'erba un fascio e che noi uomini siamo fallaci, quindi un'applicazione ferrea del testo altro non sarebbe che l'espressione di questa nostra umanità peccatrice e quindi di giudizio.
 
Secondo me il problema di comunicazione nasce proprio qui. Uno insiste con il sottolineare che nell'esperienza umana si vive purtroppo come "vittime della natura umana". Gli altri, io e Johannan, insistiamo sul fatto che quel testo invece, non avendo in sè alcuna influenza di peccato umano, ma essendo divinamente ispirato, va al di sopra di ogni esperienza umana. Quindi pur comprendendo che "declinare" queste regolamentazioni nella vita pratica molto spesso costa fatica, perchè la vita presenta casi complessi e non di facile soluzione, insistiamo con il fatto che così è stato scritto da Dio e quindi è inappellabile.
 
Sottolineare come fa Salvo gli aspetti della difficoltà umana, del cercare di essere caritatevoli, del comprendere che ogni caso è a se, etc etc... trasmette comunque di fondo il messaggio che "si è scritto così, ma non si può applicare così strettamente". Inoltre per insistere su questa tesi, ha citato i nostri fervori giovanili, l'inesperienza, il non aver il ruolo pastorale etc etc etc. Insomma ovvio che aggiunge il tema esperienziale: ciò che Salvo ci condivide è comunque figlio della sua esperienza di cristiano, uomo di Dio e ministro.
 
Io e Johannan, per intenderci, contraddicendo un'attimo questo atteggiamento non vogliamo ne fare i legalisti, nè denigrare il ministero di Salvo. Non stiamo qui a fare i farisei che sanno tutto.
Sentiamo però come più importante, trattandosi di una discussione amichevole su un determinato tema, che si trasmetta il messaggio primario della Parola di Dio su questo argomento. Siamo consapevoli che nell'applicarlo si dovrà vagliare caso per caso. Ma l'esperienza pratica di un uomo (sia egli pastore o persona che si trova in questa sciagurata condizione) non deve influenzare la dottrina.
E' questo il punto. Non si crea la dottrina e quindi l'insegnamento cristiano, sulla base delle esperienze personali (valide esse che siano). La dottrina si fonda sulla Scrittura e questa dobbiamo predicare.
 
Poi se vi sono elementi più complessi che richiedono una diversa applicazione, sarà il pastore di turno che dovrà rifletterci su e pregare per avere la guida e la saggezza necessaria per onorare Dio e dargli gloria nel risolvere la situazione nel migliore dei modi.  
 
Il punto focale è questo: qui non si sta parlando di queste eccezioni, si sta parlando del divorzio e del risposarsi in termini biblici. Non vogliamo parlare di esperienze "singolari" o di pareri personali.
 
Facciamo fatica ad avere una linea comune su quanto è scritto... figuriamoci ad aggiungere elementi "personalistici".
 
Almeno così ho capito io.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #89 Data del Post: 06.10.2016 alle ore 11:25:11 »

Credo che il problema di fondo sia anche un altro: non esistono eccezioni, né regole definitive.
 
Giusto per capirci, noi possiamo discutere su quello che dice la bibbia e, mi pare di vedere, siamo più o meno tutti d'accordo sul fatto che dica determinate cose.
Purtroppo, però, nella vita di chi queste di queste cose dovrà occuparsene, non avremo "casi da manuale" ed "eccezioni", bensì, ogni situazione, sarà diversa e a sé stante (e credo sia lì che va a parare Salvo). Certamente se la bibbia fornisce delle norme divine sul come vivere, noi è quelle che dobbiamo conoscere, meditare e seguire; il fatto, però, è che non ci troveremo mai davanti a numeri in cui possiamo dire: "si beh, questo non rientra nella media, quindi me ne occupo così, quest'altro sta con il 70% descritti nella bibbia, quindi passo oltre" ecc... invece, ogni caso, ogni singolo istante, ogni situazione ci porterà a dire: "come posso applicare ciò che so della bibbia a questa determinata situazione?"  
 
Credo, che, effettivamente, ci sia un po' di differenza nel linguaggio sotto questi aspetti, dunque o si parla di uno, o di altro, o anche di entrambi, ma sapendolo!  Occhiolino
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