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   SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?
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   Autore  Topic: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?  (letto 17311 volte)
keith
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #60 Data del Post: 01.10.2016 alle ore 11:55:28 »


on 04.09.2016 alle ore 15:53:20, vivaslan wrote:
Tuttavia, essendo ancora imperfetti una coppia può deragliare.  
Per questo motivo Dio ha dato delle leggi che proteggono i diritti dei divorziati (specialmente le donne) a cominciare da Deuteronomio 24:1-4

 
Gesù ha spiegato chiaramente in Matteo 19 il perchè di questa legge: non perchè fosse stabilito da Dio, ma Dio è andato loro incontro per la testaccia dura che avevano.
Infatto se leggi in Marco 10:10-12 Gesù dice chiaramente ai discepoli che dopo il divorzio NON si ci sposa piú
 

on 04.09.2016 alle ore 15:53:20, vivaslan wrote:

Gesù in Matteo 5:32 e 19:9 usa l’espressione “salvo che per motivo di fornicazione” è l’unica cosa nella Scrittura che dà il permesso di Dio per il divorzio e le nuove nozze.

 
assolutamente no. Anche Paolo (e non solo Gesù) dice in 1 Corinzi 7:10,11 Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito, (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #61 Data del Post: 01.10.2016 alle ore 14:28:28 »

Ci sono diversi punti di vista, quello di Keith è uno di quelli.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #62 Data del Post: 01.10.2016 alle ore 16:24:18 »


on 01.10.2016 alle ore 14:28:28, Marmar wrote:
Ci sono diversi punti di vista, quello di Keith è uno di quelli.

 
Ci sono diversi punti di vista. Ma la Bibbia parla chiaro !!!
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #63 Data del Post: 02.10.2016 alle ore 00:08:36 »

Evidentemente non abbastanza, altrimenti non vi sarebbero più punti di vista.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #64 Data del Post: 02.10.2016 alle ore 11:10:41 »


on 01.10.2016 alle ore 11:55:28, keith wrote:

 
assolutamente no. Anche Paolo (e non solo Gesù) dice in 1 Corinzi 7:10,11 Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito, (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie.

...certo...credo che a Gesù gli piacerebbe che anche se ci fossero delle devianze....che nonostante tutto ci sia il perdono...e che il marito e la moglie rimangano insieme.
 
Matteo 5:31
Fu detto: "Chiunque ripudia sua moglie le dia l`atto di ripudio".  
Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera, e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio.
(...in seguito non c`è scritto se uno si può risposare in caso che il coniuge sia un fornicatore (tradotto letteralmente...la parola fornicazione è la stessa che lussuria)...ma penso che chi non è adultero...ha il diritto di risposarsi...).
 
1 Corinzi 7:39
Una donna è vincolata per tutto il tempo che vive il suo uomo: ma se l`uomo si addormentasse [= morisse], ella è libera di maritarsi a chi vuole, solo [sia] nel Signore.
 
La donna che si sposa, sappia quello che gli aspetta.
 
Il matrimonio di divorziati prima della conversione:
In tali casi, chi era già sciolto da donna, non peccava risposandosi.
 
(...anche estratti dal testo di Martella Nicola)
« Ultima modifica: 02.10.2016 alle ore 11:15:06 by Virtuale » Loggato

"Zia, ma quando Gesù è risorto ha fatto il buco nell`ozono ? " (bambino) di Tony Kospan.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #65 Data del Post: 03.10.2016 alle ore 11:08:50 »

Nell’Antica Alleanza, gli adulteri venivano lapidati.  Ovviamente, i traditi, rimasti vedovi, potevano risposarsi.
Allora mi domando:  perché nella Nuova Alleanza gli adulteri ecc… sono trattati con tanta misericordia (“Nemmeno io ti condanno. Vai e non peccare più”) mentre le loro povere vittime, a sentire certe opinioni, sarebbero trattate con la massima durezza ? C’è qualcosa che non mi convince !

on 21.08.2013 alle ore 12:08:39, Marmar wrote:
Si tratta di cose estremamente complesse che non possono essere liquidate con un thread. Le condizioni di credenti sposati e divorziati sono talmente varie l'una dall'altra da non poter assolutamente essere inquadrate in numero di alcune casistiche e giudicate con un si o con un no in base ad un giudizio che, a mio avviso, può solo essere parziale.
 
Che il progetto di Dio non prevedesse il divorzio è ovvio, non prevedeva nemmeno la morte; ma ora le cose con cui abbiamo che fare sono queste, e dobbiamo in ogni caso gestirle.
 
Sono a conoscenza di divorzi avvenuti per cause tali che impedire ad uno dei divorziati di risposarsi non lo ritengo in nessun caso giusto. Ovviamente ciò che è giusto o sbagliato lo stabilisce solo l'Eterno, ma non dimentichiamo che anche noi abbiamo da Dio stesso la possibilità di giudicare; e visto che giudicheremo gli angeli, dovremmo essere in grado anche di giudicare in casi abbastanza banali riguardo al divorzio.  
 
Se Gesù stesso fa un'eccezione, almeno in quella credo che si possa essere aperti.

D’accordo !
 
Personalmente trovo che Domenico, nelle pag. 2-3 di questo topic, ha postato uno studio biblico di grande interesse e valido dal punto di vista biblico, ed altri  (fra cui Salvo e Vivaslan)  secondo me hanno dato delle opinioni molto equilibrate.  Ognuno di questi fratelli ha trattato il difficile argomento senza cadere in quell'estremismo che il Signore non ci richiede, che può essere molto dannoso e far soffrire inutilmente tante persone.
Grazie !
 
« Ultima modifica: 05.10.2016 alle ore 10:41:34 by Rossella » Loggato

"Benedici, anima mia, il SIGNORE
e non dimenticare nessuno dei suoi benefici !".
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #66 Data del Post: 03.10.2016 alle ore 15:59:22 »

Pace del Signore a tutti.
Premesso che dopo 9 pagine di discussione credo che siano chiari i diversi punti di vista, compreso quello mio (che è vicinissimo a quello di Keith), mi senti di rispondere a Rossella perché espone delle riflessioni molto interessanti.
 
Dico che il mio punto di vista è molto simile a quello di Keith perchè lo ritengo corretto biblicamente e molto preciso. Ritengo che il principio corretto, spiritualmente più corretto da dover analizzare è che il matrimonio è un simbolismo biblico. Il matrimonio NON E' SOLO un istituzione sociale ma anche un simbolismo spirituale importante: rappresenta l'unione tra Cristo e la Chiesa.
Ed essendo un credente un pò "fondamentalista" ritengo che i simboli che la Bibbia espone nel Nuovo Testamento, siano da applicare per la chiesa di ogni tempo, fino al ritorno di Cristo Gesù. Quindi dico si a Valsoia ... ehm scusate... Sorridente Sorridente Sorridente Dico si all'unzione dell'olio sui malati per ottenerne la guarigione (simbologia dello Spirito Santo), dico si al capo coperto delle donne (simbologia della sottomissione), dico si al calice del vino (semplice vino) e del pane spezzato presenti nella cena del Signore, dico si al battesimo per immersione (simbolo di morte e nuova nascita, etc etc etc.
 
Il matrimonio quale simbolo spirituale importante va tenuto in ALTA CONSIDERAZIONE. Si tratta di un patto spirituale dinnanzi a Dio tra un uomo e una donna. Ogni patto, come insegna la legge mosaica, è sancito dal sangue e non a caso il rapporto sessuale tra un uomo e donna è segnato dal sangue. Ciò che Dio unisce l'uomo NON DEVE SEPARARE. Non li separa Dio, non li separino gli uomini.
 
Ma ahimè è anche vero che l'uomo è fallace, siamo tutti peccatori. E dobbiamo ammetterlo, gli uomini... sbagliano sempre. La perfezione non esiste su questa terra. E' per questo infatti che... Dio può benedirci al di sopra della nostra aderenza biblica "legalistica". La Sua misericordia supera grandemente la nostra "incapacità". Dio può benedire donne che non portano il velo perchè convinte che non serva più... Sono certo che quando questo simbolo viene ben spiegato ma viene ugualmente rifiutato per orgoglio, si sia dinnanzi ad un peccato. Come sono certo che chi sottovaluta l'importanza del singolo calice e del singolo pane, stia in fondo sottovalutando l'importanza all'aderenza biblica... Ma se lo fa sinceramente perchè è sinceramente convinto così... che si vuole fare? Forse Dio non stende la sua mano?
E chi è che è perfetto in tutto?
 
Allo stesso modo quindi (perdonate se ho fatto il giro largo) penso ci si debba comportare per il matrimonio. Il messaggio è chiaro: Dio dice NO al divorzio (essendo simbolo del rapporto tra Dio e la chiesa, non si può pensare ad una rottura!). Dio dice NO quindi anche a un secondo matrimonio. Ma ci sono anche eccezioni che dobbiamo comunque accettare. Non sono pochi i casi di uomini maneschi che massacravano mogli e figli di botte quando ubriachi... ma anche senza essere ubriachi.
 
Vi sono molti casi che... vanno analizzati caso per caso. E non perché Dio li abbia voluti così, ma perchè sono figli di scelte sbagliate, scelte fatte con entusiasmi giovanili ed emozioni facili, senza le premesse spirituali corrette. E questo produce situazioni alle volte devastanti.
 
Credo nei miracoli e credo che Dio possa fare tutto nuovo e ricostruire anche i matrimoni, ma credo anche che l'uomo debba pure VOLERE che Dio cambi il suo cuore. Quindi non me la sentirei di recriminare uomini o donne che si lasciano e che scelgono di risposarsi.
Guai al giudicarli.... nessuno può conoscere davvero la loro situazione.
 
Allo stesso tempo però, come ogni peccato lascia il proprio segno, ritengo che chi si trovi a vivere situazioni simili non vive più ahimè "secondo il comandamento biblico"... e quindi darebbe adito a discussioni sulla testimonianza cristiana. Quindi non gli darei incarichi di responsabilità all'interno di una comunità.
 
 
on 03.10.2016 alle ore 11:08:50, Rossella wrote:
Nell’Antica Alleanza, gli adulteri venivano lapidati.  Ovviamente, i traditi, rimasti vedovi, potevano risposarsi.
Allora mi domando:  perché nella Nuova Alleanza gli adulteri ecc… sono trattati con tanta misericordia (“Nemmeno io ti condanno. Vai e non peccare più”) mentre le loro povere vittime, a sentire certe opinioni, sarebbero trattate con la massima durezza ? C’è qualcosa che non mi convince !
Spero di aver dato risposta a questa tua domanda anche se... ci sarebbe tanto tanto altro da dire.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #67 Data del Post: 03.10.2016 alle ore 16:19:15 »

Premetto che sul "perfetto" sono pianamente d'accordo nel merito del matrimonio, ma sulla questione in se io credo vada tenuto conto che la questione tocca marginalmente le coppie di credenti sposate; certamente ci sono situazioni di divorzio e di ri-matrimonio maturate anche dentro "le mura comunitarie" ma il problema vero è rappresentato da tantissime coppie, alcune di fatto, altri sposate in cui coniugi provengono da precedenti esperienze coniugali, che hanno oramai una loro stabilità e anche nel frattempo hanno avuto i figli, che si convertono in queste situazioni, che si avvicinano alla comunità in questo stato. In alcuni casi per questioni "tecniche", parlando di coppie di fatto, non possono neanche regolarizzare la loro posizione in tempi rapidi. Il perfetto lo sappiamo, ma pastoralmente cosa dobbiamo fare considerarli coppie di serie B?
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #68 Data del Post: 03.10.2016 alle ore 17:30:34 »

Ecco! Bravo.
Questa questione del" SERIE A e SERIE B" hai fatto bene a tirarla fuori. Di solito in chiesa salta sempre fuori. Grazie per lo spunto.
 
Chi si sente di serie A o di serie B è colui che non guarda le cose dal punto di vista spirituale. Non che lo sia tu ilcuorebatte, cerca di capirmi. Ma dico in generale c'è un problema di fondo più grave. E mi spiego meglio.
 
Se io andassi in chiesa da non convertito fumatore e mi convertissi, sarei più spirituale o meno spirituale di qualcuno? Non so. Non credo sinceramente che debba "misurarmi" con qualcuno, se non con Cristo. Dico bene?
Qualcuno potrebbe additarmi perchè fumo. Sto usando un esempio qualsiasi. Potete cambiarlo con qualsiasi altra cattiva abitudine o peccato o altro. Che so... dire le parolacce o passare con il rosso... non so, scegliete voi.
Quello che mi addita perchè mi sono appena convertito e non ho capito qualcosa... è più spirituale di me? Non credo lui sia autorizzato a misurarmi o a misurarsi con me. Come me, anche lui dovrebbe misurarsi con l'altezza di Cristo.
 
E se Dio mi liberasse dal fumo (o dalla cattiva abitudine o peccato) ma non mi chiamasse a fare il pastore... sarei un credente di serie B perchè non ho il ministero? Non credo. Se Dio non mi sceglie per fare il pastore o il missionario o altro... sono di serie B? Non credo.
 
Ora se noi stabiliamo che per essere credenti BIBLICI, bisogna per esempio BATTEZZARSI nell'età della ragione come dimostra l'esempio biblico, e bisogna farlo IMMERGENDOSI completamente come dice la parola stessa, per rispettare la simbologia... Perchè se la Bibbia insegna che il matrimonio è un simbolo SACRO che testimonia dell'unione di un uomo e una donna secondo il piano di Dio e che simboleggia l'unione di Cristo e della Chiesa (sposa)... perchè nel primo caso siamo PERENTORI e nel secondo non dovremmo esserlo?
Ci sono passi biblici di serie A e passi biblici di serie B?
 
Non credo. O accettiamo TUTTA la Scrittura (nei giusti modi e con i giusti pesi che essa stessa detta) oppure non siamo biblici come Dio vuole.
 
In questo caso quindi credo che l'errore che si fa è sempre lo stesso.
Se io faccio solo le pulizie in chiesa come servizio... sono meno cristiano o meno spirituale di uno che canta nella corale? non credo proprio! Tutti e due siamo chiamati ad esser cristiani nella vita! Siamo chiamati a testimoniare di Cristo, a pregare in chiesa, ad evangelizzare e profetizzare etc etc. Tutti siamo cristiani di serie A.
Ma questo però non toglie che... se uno ha un'evidente situazione di "cattiva testimonianza" dovuta alle conseguenze di certi errori... forse metterlo in posizioni di responsabilità su altri non è il massimo.
 
Due esempi di vita vissuta mia personale che hanno molto senso sono questi. Con un fratello responsabile mi son trovato a parlare ad adolescenti, tema libero. Mi chiedono di parlare di relazioni sentimentali e sesso prima del matrimonio e dopo. Io ero sposato da 5 anni, lui era single. Lui, molto sinceramente cosa decide di fare? dopo aver fatto una breve introduzione su cosa insegna la Bibbia su queste cose, mi lascia la parola. Perchè? Perchè io ero sposato e potevo testimoniare di cosa significa realmente vivere certe cose dentro il matrimonio. Per lui farlo era inopportuno perchè era single ed a degli adolescenti avrebbe ovviamente fatto pensare il fatto che lui parlasse di sesso no?
 
Un'altra volta invece, mi son trovato a parlare di matrimonio e divorzio e dell'importanza di queste cose nella società odierna. Come avrei potuto parlare della bellezza del piano di Dio del matrimonio e della castità PRIMA etc etc etc... se io per primo fossi stato divorziato?
Come posso dire che Dio può fare miracoli nel matrimonio e risolvere ogni situazione se poi sono divorziato?
 
E poco importa se lo sono stato prima o dopo il matrimonio... perché comunque sarei sembre un divorziato che non è stato diviso dalla moglie "perchè la morte li ha separati". Ci sarebbe infatti da approfondire tutta la teologia legata al matrimonio e al vincolo creato dall'unione sessuale.  Perchè le parole di Gesù sono chiare anche in questo senso:
"Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio." - Matteo 5:32
 
"Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio». - Matteo 19:9 (vedi anche Luca 16:18)
 
Quindi non si tratta mai di serie A e serie B. Se uno ha divorziato prima di convertirsi e ora vive nella chiesa... io personalmente non gli impedirei nulla... ma gli spiegherei il piano di Dio per il matrimonio.
Le conseguenze del suo peccato precedente le vive sulla sua pelle, non si può fare finta di niente, non è giusto biblicamente.
 
Detto questo se si sposa e vive nella chiesa, può vivere la chiesa COME CHIUNQUE e testimoniare del VANGELO come chiunque. Ma ovvio per motivi di insegnamento, testimonianza coerente etc, non gli affiderei incarichi di responsabilità Tutto qui. Non significa essere di serie B.
Chi pensa queste cose secondo me non ha capito che la chiesa non è fatta di classifiche.
 
Così la penso io.
 
« Ultima modifica: 03.10.2016 alle ore 17:31:28 by Stefanotus » Loggato
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #69 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 07:21:14 »

Avevo tempo fa, molto tempo fa, esposto una situazione che certe volte si viene a creare a motivo dei divorzi, cioè la situazione di chi subisce il divorzio, perchè lasciato/a  dal partner.
Ora, sia Stefano che keith hanno evidenziato quanto segue: "Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio." - "Matteo 5:3. "Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio" - Matteo 19:9 (vedi anche Luca 16:18) , concludendo che non ci sia la possibilità di un secondo matrimonio, proprio per effetto delle parole dette da Gesù. Chissà perchè solo l'uomo si arrogava il diritto di mandare via la moglie, anche se non per motivo di adulterio?
 
Ancora una volta ripeto che io non sono pro divorzio, quindi vi prego di leggermi con pazienza.
 
Intanto Gesù dice: Chiunque manda via la sua moglie, salvo che motivo di fornicazione, la fa diventare adultera". Perchè la fa diventare adultera, se non si sposa? Le ragioni, secondo me sono legate al fatto che, sopratutto nella società di allora, la donna ripudiata, non aveva altra alternativa se non risposarsi perchè da sola aveva non poche difficoltà di sopravvivenza.
Pare dunque che il solo modo concesso per mandare via la moglie era che fosse già adultera, altrimenti lo sarebbe divenuta poi. Perchè non si parla di uomini adulteri?
Inoltre colui che mandava via la moglie che non aveva commesso adulterio e si risposava, anche lui diveniva adultero se ne sposava un'altra. Ovvio, no? Lui diventava adultero se ne sposava un'altra ma se se stava non diventava adultero; ciò dovrebbe valere anche per la donna, non credete? Eppure viene automaticamente considerata adultera una donna mandata via anche se non per motivo di adulterio.
 
Ora vengo alla considerazione principale posta all'inizio.
Prendendo le parole di Gesù:"Ma io vi dico che chiunque riguarda una donna, per desiderarla, già ha commesso adulterio con lei nel suo cuore" Matteo 5/8.
 
Coloro che subiscono un divorzio e si trovano ancora in età in cui hanno bisogno di un partner, visto che non possono sposarsi, molto probabilmente si verranno a trovare nella condizione di Matteo 5/28. Quindi, siccome ciò, forse, non si vede e non può essere giudicato, viene comunemente considerato una condizone migliore? Certo risponderà a Dio dei desideri del proprio cuore, questo è vero, ma allora, certe situazioni sono un problema in cui bisogna rendere conto agli uomini (chiesa) mentre di altri si deve rendero conto a Dio?
 
Stando a quello che leggo, importante è non risposarsi, perchè se ci si risposa si infrange il comandamento di Dio. Non sarà anche che si infrange il comandamento anche se si guarda una donna per desiderarla e quindi si commette adulterio con lei nel suo cuore? Chi vuole capire capisca.
 
In quanto al fondamentalismo evocato in questo topic, ricordo che molti lo sono fino a che non sono toccati personalmente dai fatti fin qui esposti. Il fondamentalismo non è mai una cosa buona, semplicemente perchè non gli riesce di comprendere cosa sia la carità di Dio che fin dalla Genesi ha detto: "Il mio spirito non contenderà in perpetuo con gli uomini, perchè non sono altro che carne" Genesi 6.
Certo è bene per l'uomo di non trasgredire il comandamento, ma quando il peccato è avvenuto, il primo a coprire le loro vergogne fu Iddio stesso. Questo è avvenuto nel giardino di Eden dal quale però Iddio li fece andare via, allora.
 
Con la venuta di Gesù le porte di quel giardino sono state riaperte non per ammettere tutti, certamente, ma solo coloro che avendo ricevuto il perdono dei propri peccati per la fede nel sacrificio di Cristo, hanno aderito al: "vai e non peccare più". Interessante.
 
Ora, ha più senso comprendere che chi ha subito un divorzio possa risposarsi, semplicemente perchè vi è stato adulterio del partener, oppure è meglio obligare una creatura a vivere in stato di desiderio e quindi di adulterio?
 
Putroppo la chiesa ha solo due strade che umanamenten può percorrere: "Il fondamentalismo o il permessivismo". Questo perchè è più semplice meno oneroso e quindi facile da applicare, forti delle cose che leggiamo nella scrittura, dimenticando ancora noi il rimprovero che Gesù fece agli scribi e farisei di allora e di ogni tempo: "Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi decimate la menta, e l'aneto, e il comino, e lasciate le cose più gravi della legge: il giudizio, e la misericordia, e la fede;  si conveniva far queste cose, e non lasciar quelle altre." MAtteo 23/23.
Il giudizio ovvero la capacità di esaminare caso per caso
La misericordia che è quella condizione che fa capo alla carità di Dio e non degli uomini, e che, solo coloro che sono in comunione con Lui davvero sono capaci di usare.
La giustizia che è quella condizione che segue la carità e sa dire senza strascichi umani: "Vai  e non peccare più".
La fede ovvero la fiducia nella misericordia di Dio verso i caduti accompagnata dalla preghiera per coloro che sono caduti in peccato affinchè siano da Lui risollevati.
 
Tutto questo costa sacrificio di consacrazione, mentre leggiferare è sicuramente molto più facile.
 
in ogni buon conto, ciò che rilevo e francamente non mi va giù se non applicandolo alla cultura di allora è che, davanti a Gesù fu portata solo la donna colta in flagranza di adulterio. Se fu colta in flagranza di adulterio e la legge di Mose ordinava che anche l'uomo fosse lapidato, dov'era l'uomo? Questa situazione si rileva molte volte nelle scritture. Visto che Iddio aveva ordinato che entrambi fossero lapidati, perchè non lo facevano?
Come al solito le scritture mettono in luce la fragilità dell'essere umano che giudica essendo  sempre di parte molto di parte e anche fondamentalista e mai secondo la verità e la carità di Dio.
 
Di Gesù fu scritto in Isaia 11 che Lui non giudicherà secondo la veduta dei suoi occhi nè secondo l'udito dei suoi orecchi, ma giudicherà i poveri con giustizia e la verità sarà la cintura dei suoi lombi. Ecco ciò che si chiama "giudizio, giustizia  e misericordia e  fede".
 
Almeno quei farisei se ne andarono via quando furono invitati a tirare le pietre se senza peccato.
 
« Ultima modifica: 04.10.2016 alle ore 07:24:13 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #70 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 09:07:14 »

Salvo non che io voglia contraddirti per partito preso, ma credo che bisogna in questi casi discutere un pochino anche delle modalità di risoluzione di alcune "anomalie" che in genere chiamiamo eccezioni.
 
Perché se parliamo di ministero siamo fortemente d'accordo contro la posizione assegnata ad una donna, al punto da considerarla fuori dottrina e poi invece per un matrimonio post divorzio vietato espressamente dalla scrittura, diventiamo subito tolleranti?
 
Tu parli di misericordia e io sono d'accordo con te. Parli di analizzare ogni singolo caso a sè e sono ancora d'accordo. Ma allora quando realmente applicheremo il principio del non risposarsi dopo il matrimonio se analizzando ogni caso a sè li rendiamo tutti eccezioni e quindi si risposano tutti?
 
Ecco quindi che seppur all'atto pratico credo che faremmo le stesse identiche cose io e te, dal punto di vista teologico invece i meccanismi che stanno dietro le azioni sono diversi.
Infatti io sono del parere che, seppur si agisca con misericordia, seppur si decida per un si ad un secondo matrimonio... non si debba mai dimenticare che si è in una condizione NON ideale, fondamentalmente sbagliata secondo la Bibbia è quindi delle conseguenze devono pur evidenziarsi.
 
Perché altrimenti entriamo appunto nel permissivismo. Perché ci saranno sempre coloro che diranno: a me non mi permettono di predicare perché in passato ho rubato dalle offerte per bisogno, ma a quello divorziato gli permettono di celebrare matrimoni!
 
So bene che i peccati sono peccati e dietro certe azioni vi sono sempre diversi sentimenti altrettanto peccaminosi. Ma ciò che è scritto è scritto e se guida davvero la nostra vita, dobbiamo tenerlo bene in considerazione. Gestendo responsabilmente le conseguenze di nostre scelte e nostre "licenze" al trasgredire ciò che è scritto.
 
Nel mio intervento infatti ho posto la condizione di chi deve rapportarsi con questi casi come responsabile. Come responsabile DEVO considerare che le seconde nozze sono FUORI dalla volontà di Dio e quindi di Gesù. Per questo motivo non posso concedermi la libertà o il lusso di affermare che le seconde nozze sono "normali".
Ovvio che poi ognuno è libero di fare ciò che vuole nella propria vita e risposarsi. Ma allora dovrà sapere che io non potrò dargli incarichi in virtù di "quella sola moglie" invocata da Paolo quando parla di Ministri e Diaconi.
 
Se poi qualcuno mi dicesse: "e ma così mi metti nella condizione di ardere e peccare nel cuore perché desidero rapporti carnali con questa o quella sorella", io risponderei prega il Signore. Perché il matrimonio non è il piano di Dio per sopperire alle necessità sessuali di una persona! E le due cose sono completamente separate. Se hai un problema di lussuria, non è il matrimonio la soluzione.
 
Se uno si lascia ha altro su cui riflettere spiritualmente! Il fatto che rimanga single "lo pone nella libertà di servire meglio Dio", come suggeriva Paolo in fondo, che così viveva.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #71 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 11:31:55 »

Anche Davide era tutto di un pezzo davanti a Dio, fino a quando non si è trattato di suo figlio, alla fine imparò ad amare anche un Dio di grazia e non solo di giustizia riconoscendo che la differenza tra il perfetto e il perfettibile è il legalismo, che ha la forma della giustizia ma nessuna sostanza del carattere e del giudizio di Dio. Stefano io credo che il doversi pronunciare, sia già un peso difficile da portare per chi debba farlo perchè costretto a motivo del ministerio che Dio gli ha donato, ma per tutti gli altri avere un po meno questa voglia di voler spaccare il capello in quattro, darebbe maggiore giustizia a Dio.    
« Ultima modifica: 04.10.2016 alle ore 11:33:01 by ilcuorebatte » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #72 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 12:02:10 »

Ovviamente, qui stiamo "discutendo" e confrontando le nostre rispettive personali opinioni con quanto ci insegna il testo biblico. Non stiamo parlando ne di me ne di voi ne di altri in modo specifico.
 
Quindi credo che in questa sede sia giusto "spaccare il capello" in quattro. Perchè in fondo così, ci si chiarisce le idee insieme e poi insieme possiamo onorare Dio, glorificarlo facendo ciò che lo aggrada nelle nostre rispettive case e famiglie spirituali. Non credi anche tu, ilcuorebatte?
 
Voglio dire, se insieme conveniamo che "amare il prossimo" non significa soltanto predicare il Vangelo, ma anche donare praticamente ciò di cui il prossimo ha bisogno... entrami ne usciremo edificati nello spirito e accresciuti nella conoscenza. Ed entrambi, parlando di questo nelle nostre chiese, potremmo dare di più, il di più nato dal nostro confronto.
 
Questo però si dovrà declinare nelle realtà di ciascuno. Perchè vi sono realtà che più che predicare il Vangelo non possono, bisogna ammetterlo. Quindi? Quindi non si tratta di spaccare il capello in 4 e fare i legalisti. Tutte le volte che sento queste parole chissà perchè mi sento dinnanzi ad un muro di gomma ed ho la sensazione che seppur insieme "si legge la Bibbia", vi è qualcosa che ci spinge a non volerla applicare realmente.  
 
Mi domando: "Ho forse detto qualcosa di sbagliato? Ho forse detto cose non bibliche? Sbaglierei se applicassi o insegnassi quanto ho detto sopra?". Io non credo.
 
Ovviamente nel trovarsi dinnanzi a questi casi, si dovranno usare i termini giusti, bisognerà comprendere bene ogni situazione, avere la giusta empatia per la sofferenza che vi è in questi casi... ma ciò non toglie che l'insegnamento rimane quello sopra esposto in termini biblici. O sbaglio?
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #73 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 13:00:19 »

Stefano il mio è  un possibile consiglio figlio di una personale esperienza come è giusto che sia puoi valutarlo utile o meno
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #74 Data del Post: 04.10.2016 alle ore 13:14:17 »

Allora, premetto che io esperienza personale a riguardo non ne ho, quindi parlo solo per quelle che possono essere le opinioni di uno che ci pensa sopra.  
 
Concordo sul fatto che impedire a delle persone di risposarsi perché hanno divorziato anni prima è, fondamentalmente, una cosa infattibile. Detto questo, però, condivido anche il fatto che, se proprio vogliamo fare i biblici, sarebbe meglio che le persone che scelgono di risposarsi evitassero di dedicarsi a ruoli di responsabilità ecclesiastica. Fondamentalmente, ritengo che il pensiero espresso da Paolo nel "non cercate di prender moglie" sia anche questo: doversi trovare a ricoprire ruoli di responsabilità in una situazione che, forse, non è proprio calzante con quanto richiede la bibbia a chi ha ruoli di responsabilità
Altro problema può essere quello del sentirsi messi da parte, o malvisti in certi ambienti "cristiani". Questo, però, credo nasca da una serie di problematiche (falsità degli ambienti religioni, ignoranza della parola, esasperato desiderio di apparire ecc...) che non hanno poi tanto a che vedere col matrimonio.
 
In pratica, non sono un grandissimo fan dei pastori risposati, però, mi rendo conto che è pieno di pastori risposati validi e preparati, in grado di gestire chiese che seguono veramente la parola di Dio, quindi anche qui certezze assolute non ve ne sono.  Mamma mia
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