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   SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?
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   Autore  Topic: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?  (letto 17346 volte)
andreiu
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #210 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 10:25:03 »

Visto che mi pare che la discussione si piuttosto ripetitiva, ultimamente, che ne dite, chiudiamo?
 
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Stefanotus
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #211 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 10:36:43 »

Carissimo Andreiu, benvenuto.
Non credo che ritorneremo in merito alla questione nuovamente utilizzando gli stessi argomenti.
 
La discussione infatti si era un pò spostata sulla metodologia interpretativa più che sui contenuti in sè. Personalmente, nell'ottica di un dialogo e di un avvicinamento delle parti, ritengo che sia utilissimo confrontarsi sul perché si pensa una cosa o l'altra leggendo lo stesso testo. Mi rendo conto che costa fatica, soprattutto se passiamo per uno strumento di comunicazione "scritto". Però i risultati possono essere ottimi e possono avvicinarci in termini di "fratellanza" e posizione "evangelica" in merito a questi temi.
 
Chi non vuole capire ovvio, non capirà. Ma chi desidera ardentemente conoscere la verità, si confronterà (come sta succedendo) e capirà in profondità maggiore la posizione di chi la pensa diversamente e magari... chissà.
 
Lascerei aperta la discussione per lasciare spazio a chi desidera aggiungere dettagli, riflessioni o altro.
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Marmar
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #212 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 11:01:26 »

Secondo me le cose devono essere viste da un'angolatura diversa.
 
Sono infiniti i casi in cui una separazione può avvenire, non è possibile inquadrarle in categorie precise e prevedere per ognuna di esse una risposta più o meno codificata.
 
Deve essere sempre e comunque valutato caso per caso, se viene richiesto, ed in base alla scrittura, in primo luogo, e poi per mezzo dello Spirito che guida la chiesa, che altrimenti tale non sarebbe, arrivare ad una soluzione.
 
Se a Mosè è stata data la facoltà di permettere il divorzio, e diversamente non potrebbe essere stato, non vedo perché tutto ciò non possa essere permesso anche ai giorni nostri, che in quanto ad imperfezione umana non abbiamo certo carenze, rispetto ai tempi dell'Antico Patto.  
 
Ci sono casi in cui, specialmente le donne, sono vittime di violenze inaudite, ed in tal caso è necessaria una separazione, per evitare che le cose degenerino in qualcosa di irreparabile.
 
Anche le donne, nei confronti dei mariti possono essere molto violente, pur non assurgendo quasi mai alle cronache, perché il loro modo di agire è diverso, più subdolo, ma non per questo meno grave.
 
 La separazione deve diventare divorzio ed i due devono restare distanti l'uno dall'altra.
 
Poi il tempo e lo Spirito sapranno indicare la via giusta. Secondo me Gesù nel suo discorso non voleva dare una regola rigida, basta pensare al suo modo di fare, anche nei casi di guarigione, dove non si ripeteva mai.
 
Noi siamo chiamati a liberare le persone, a mettere pace, a dare speranza per il futuro, e non solo quella escatologica, ma anche quella di una vita vissuta in questo tempo, perché non sappiamo quanto resteremo ancora in questo mondo.
 
Rinchiudere una persona in una sentenza che l'obbliga a restare sola per tutto il resto dei suoi giorni, specialmente se è giovane, è un invito a fargli lasciare la chiesa, o fare in modo che si cerchi un'altra denominazione di più larghe vedute. In tal caso la nostra coscienza potrebbe restarne pulita.
 
Non credo, però, che ci siamo presi le nostre responsabilità fino in fondo, chissà se Gesù ci ha chiamati a delegare il rischio di errore ad un versetto letto in un modo, piuttosto che in un altro, o se preferisce che rischiamo di sbagliare, prendendoci la responsabilità, avendo però come primo obbiettivo la qualità di vita di chi ci è stato affidato.
 
Secondo il mio modesto avviso lo Spirito guida anche nella lettura e la comprensione della scrittura in casi del tutto particolari.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #213 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 11:07:44 »

Secondo me Gesù concede il secondo matrimonio perché la situazione nel Nuovo Testamento è cambiata.
 
Infatti nel V.T. il tradimento era punito con la morte e di conseguenza il superstite poteva risposarsi.  
 
Ma quando Gesù abolisce la pena di morte, mi riferisco all’episodio dell’adultera che viene lasciata in vita, le cose cambiano, ed ecco che Gesù prevede il divorzio e le seconde nozze.
 
Riguardo alla poligamia, siccome conosco molto bene “Gino” il poligamo, lasciate che vi dica su cosa basa la sua convinzione.
 
 Innanzitutto Dio non permette o tollera  mai qualcosa che è peccato, non tollera il peccato in nessuna delle sue forme.  
 
Pertanto, la poligamia è la volontà di Dio secondo le scritture, anche se l’ideale sarebbe  una sola moglie.
 
Gino si chiede come può Dio considerare peccato la poligamia e non intervenire nel riguardo di Abramo, Mosè, Davide, Salomone ecc. mentre interviene per tutti gli altri peccati?
 
 Per capirsi, immaginiamoci che Davide (e molti altri) che si sposano in seconde, terze, quarte nozze mentre la prima moglie è ancora viva! Sarebbe un matrimonio legale? Certo che sarebbe legale perché Dio lo ha acconsentito.  
 
Secondo Gino la poligamia legalizza anche le concubine, donne non sposate ma che avevano lo status quasi come le mogli, ovviamente non di avventure.  
 
Infatti, Dio non è mai intervenuto a condannare questo che alcuni credono peccato.
 
 Ora  se di peccato si tratta,  sarebbe da configurare nell’adulterio/fornicazione e  non si spiega perché Dio è intervenuto in maniera così decisa nei peccati di adulterio ad es. di Davide con Batscheba ed abbia permesso allo stesso Davide di avere delle concubine.  
 
La spiegazione è che Batsceba non era ancora libera ma sposata, se fosse stata libera non si sarebbe trattato di adulterio.
 
Alcuni passi biblici citati sono questi:  
 
1)    “…ti ho dato la casa del tuo signore e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo signore; ti ho dato la casa d'Israele e di Giuda e, se questo era troppo poco, vi avrei aggiunto anche dell'altro”. 2 Sam. 12:8  
 
Qua clamorosamente è Dio stesso che concede la poligamia a Davide. E’ Dio stesso che dice a Davide: ti ho dato io stesso tante donne e se non bastavano te ne avrei date delle altre!!!  
 
2)“Non dovrà neppure avere molte mogli, affinché non perverta il suo cuore” Deut. 17:17  
 Sorridenteio suggerisce giustamente di non esagerare con il numero delle mogli perché vi è il rischio di sviarsi, vedi Salomone.  
 
3)“Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare…”.  1 Tim. 3:2 ma vedasi anche 1 Tim. 3:12 e Tito 1:6  
 
Per tutti i credenti che non ricoprono responsabilità di vescovo o diacono vi è la possibilità della poligamia, altrimenti come si spiega che  Paolo prescriva una sola moglie per chi ha responsabilità?  
Se questo era l’ideale per tutti i cristiani perché non specificarlo?  
 Per chi ha una grande responsabilità nella chiesa e vuole avere una seconda relazione deve lasciare l’incarico.  
 
Secondo Gino la poligamia è attuale e, affrontata nella giusta misura, può risolverebbe molte problematiche.    
 
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #214 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 11:21:29 »

Secondo Gino ed anche secondo te?
 
Comunque sei OT, il thread è sul divorzio, non sulla poligamia.
« Ultima modifica: 14.10.2016 alle ore 11:22:03 by Marmar » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #215 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 11:42:33 »

Grazie Marcello,
quanto afferrmi ha una sua validità pastorale, ma qual'è il perimetro in cui secondo te è possibile muoversi? Fermo restando che è  quella della volontà perfetta di Dio, come dobbiamo affrontare la questione?
Parliamo per esempio in caso di adulterio? La prima è certamente quella di creare i presuppposti di una riconciliazione, lavorando su entrambi le parti. Ma se cii ha commesso ladulterio non vuole tornare indietro? O addirittura se ne va con la persona con la quale ha tradito? Se dopo alcuni anni la persona abbandonata inizia un cammino con un altra persona e decide di sposarla cosa facciamo?
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #216 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 11:43:58 »

Ma sì, che Gino sia un deficiente mi sembra che l'abbiamo già ampiamente affrontato in maniera indiretta nelle ultime due pagine  Sorridente
 
Su ciò che dicevi Marmar, penso che siamo tutti quanti d'accordo. Secondariamente, penso che siamo anche d'accordo sul fatto che queste persone si risposino; solo, personalmente, ho dei dubbi sull'opportunità di ricoprire incarichi di responsabilità, visto che questi incarichi, tra le varie caratteristiche, richiedono di essere un esempio e, inevitabilmente, si sarà un esempio di persone che potrebbe non essere proprio in accordo con quanto stabilito biblicamente.  
 
Un'altra cosa che ci terrei a ripetere è che, per quanto siamo tutti d'accordo che vi siano casi limite in cui non solo il divorzio è consigliabile ma anche una necessità, per uno dei due coniugi, dovremmo stare particolarmente attenti a non ragionare generalizzando ciò che è meno frequente, ma generalizzando ciò che è più frequente: le coppie che divorziano, in genere, lo fanno per ragioni ascrivibili a ENTRAMBI i coniugi, non a uno solo dei due. Questa cosa mi sembra venga sempre messa da parte.
« Ultima modifica: 14.10.2016 alle ore 11:48:15 by Caste » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #217 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 11:51:46 »


on 14.10.2016 alle ore 10:03:14, ilcuorebatte wrote:
Caste la mia era solo un voler rendere evidente a Stefano la fragilità della sua tesi nello specifico intervento in cui lo si era prefisso come scopo di ricondurre tutti all'ordine che parafrasando vuole dire ricondirre tutti al suo pensiero, non mi sembra che lasci margini diversi. Purtroppo non ho molta fiducia che ci siano spazi per discutere su un livello paritario, , credo che oltre, tra me e lui, non si possa andare sugli argomenti espressi, per quanto ho scritto io, aspetto altri che abbiano qualcosa da apportare di differente, per esempio non ho ancora letto il tuo contributo a quanto ho scritto?

 
Il mio obiettivo era solo di aggiungere un po' di delucidazioni storiche laddove ho visto poca chiarezza sull'argomento.  
Ora, il mio obiettivo NON è quello di ritornare sulle vostre argomentazioni  Sorridente
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #218 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 12:11:05 »


on 14.10.2016 alle ore 11:42:33, ilcuorebatte wrote:
Grazie Marcello,
quanto afferrmi ha una sua validità pastorale, ma qual'è il perimetro in cui secondo te è possibile muoversi? Fermo restando che è  quella della volontà perfetta di Dio, come dobbiamo affrontare la questione?
Parliamo per esempio in caso di adulterio? La prima è certamente quella di creare i presuppposti di una riconciliazione, lavorando su entrambi le parti. Ma se cii ha commesso ladulterio non vuole tornare indietro? O addirittura se ne va con la persona con la quale ha tradito? Se dopo alcuni anni la persona abbandonata inizia un cammino con un altra persona e decide di sposarla cosa facciamo?

 
Nell'ultimo caso cui alludi, per quanto mi riguarda non ci sarebbero problemi, i due possono sposarsi, restare "clandestini" sarebbe la soluzione peggiore.
 
Va da sé che il non accesso ai ministeri dovrebbe essere una cosa messa in chiaro durante i colloqui. Ma non credo sia molto importante per chi si trova in quella fase, nella quale si tratta di ricostruire su macerie, il ministero è una cosa secondaria.
 
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #219 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 12:32:49 »


on 14.10.2016 alle ore 11:42:33, ilcuorebatte wrote:
Grazie Marcello,
quanto afferrmi ha una sua validità pastorale, ma qual'è il perimetro in cui secondo te è possibile muoversi? Fermo restando che è  quella della volontà perfetta di Dio, come dobbiamo affrontare la questione?
Parliamo per esempio in caso di adulterio? La prima è certamente quella di creare i presuppposti di una riconciliazione, lavorando su entrambi le parti. Ma se cii ha commesso ladulterio non vuole tornare indietro? O addirittura se ne va con la persona con la quale ha tradito? Se dopo alcuni anni la persona abbandonata inizia un cammino con un altra persona e decide di sposarla cosa facciamo?

Io personalmente non farei niente.
Certo se mi invitassero al matrimonio, dovrei fargli un regalino... ma spero almeno si mangi bene!  Sorridente Sorridente
Scherzi a parte. Io sinceramente non li giudicherei. Conosco personalmente molti credenti che hanno vissuto questo "problema" purtroppo. Parlo di persone divorziate a circa 30 anni!!!
Questo è il mondo di oggi.
Ma non posso allo stesso tempo ignorare cosa dice la Bibbia in merito al matrimonio e alla volontà di Dio per noi. E dico per noi in termini specifici perchè credo che Dio abbia ispirato il testo biblico pensando ANCHE a noi, non solo agli scrittori primi.  
Dio sapeva che saremmo arrivati a queste situazioni nel 2016!!
La Sua legge e i Suoi statuti sono eterni e vanno aldilà delle condizioni sociali e culturali, fossimo anche al tempo dei giudici...
 
Quindi per rispondere a Maurizio, ognuno si regoli di conseguenza su come "celebrare" le seconde nozze... nel rispetto del testo biblico.
 
Farete una celebrazione con culto in chiesa?
Farete una celebrazione privata?
 
Cosa dice la Bibbia (che è stato detto in precedenza) riguardo le seconde nozze?  
« Ultima modifica: 14.10.2016 alle ore 12:34:15 by Stefanotus » Loggato
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #220 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 13:01:13 »

Per quanto mi riguarda le nozze potrebbero essere celebrate sempre e soltanto in comune, in comunità si possono fare delle feste per l'avvenimento.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #221 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 13:40:48 »

Caste, per ben due volte hai chiamato deficiente un caro fratello.  
Non mi sembra che questo sia l’atteggiamento cristiano a cui siamo chiamati.
 
Aldilà di ogni nostra opinione non dovremmo mai scadere in questi termini  
 
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #222 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 13:41:31 »


on 29.04.2013 alle ore 16:08:43, enzo wrote:

Per me è chiaro che se uno ha accettato Gesù,  da divorziato e non ha possibilità di riappacificarsi con il coniuge per svariati motivi (perchè nel frattempo il coniuge si è risposato, oppure semplicemente non vuol tornare insieme etc.) questi può  risposarsi e non commettere peccato.

...in inverno.....la sauna si deve pagare....
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...se vuoi rinfrescarti.....leggi quello che è stato scitto su questo tema....
...ma scegli la verità...
...che la verità ti corre dietro..... Ciao
« Ultima modifica: 14.10.2016 alle ore 13:44:53 by Virtuale » Loggato

"Zia, ma quando Gesù è risorto ha fatto il buco nell`ozono ? " (bambino) di Tony Kospan.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #223 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 14:29:56 »

Sai bene Stefano che la pensiamo in modo diverso, perché LEGGIAMO in modo diverso, quindi cosa affermi la Bibbia a riguardo per me è chiaro quanto lo è per te, ma si vede che non basta per essere d'accordo? Ora per rispondere alle tue domande dovrei essere un pastore, e avere facoltà di decidere, posso solo dire che li dove vedo rispettate le norme richieste da Dio non vedo difficoltà a benedire il matrimonio anche nella comunità e nel passato in diversi casi nella mia comunità è avvenuto, in altri casi no perché chi chiedeva era in una posizione non corretta davanti a Dio. Quanto alla questione del ministerio, personalmente io non vedo impedimenti, ma quando parlo di ri-matrimonio, in tutti casi, ministri o non, per me è vincolante che alla base della rottura ci sia un adulterio, non semplicemente una separazione e che la persona che ha richiesto di sposarsi in seconde nozze in comunità si sia mantenuta in una condizione di purezza e non sia scaduta a sua volta in adulterio e non sposi un adultera.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #224 Data del Post: 14.10.2016 alle ore 15:30:03 »


on 14.10.2016 alle ore 11:01:26, Marmar wrote:
Secondo me le cose devono essere viste da un'angolatura diversa.
 
Sono infiniti i casi in cui una separazione può avvenire, non è possibile inquadrarle in categorie precise e prevedere per ognuna di esse una risposta più o meno codificata.
 
Deve essere sempre e comunque valutato caso per caso, se viene richiesto, ed in base alla scrittura, in primo luogo, e poi per mezzo dello Spirito che guida la chiesa, che altrimenti tale non sarebbe, arrivare ad una soluzione.
 
Se a Mosè è stata data la facoltà di permettere il divorzio, e diversamente non potrebbe essere stato, non vedo perché tutto ciò non possa essere permesso anche ai giorni nostri, che in quanto ad imperfezione umana non abbiamo certo carenze, rispetto ai tempi dell'Antico Patto.  
 
Ci sono casi in cui, specialmente le donne, sono vittime di violenze inaudite, ed in tal caso è necessaria una separazione, per evitare che le cose degenerino in qualcosa di irreparabile.
 
Anche le donne, nei confronti dei mariti possono essere molto violente, pur non assurgendo quasi mai alle cronache, perché il loro modo di agire è diverso, più subdolo, ma non per questo meno grave.
 
 La separazione deve diventare divorzio ed i due devono restare distanti l'uno dall'altra.
 
Poi il tempo e lo Spirito sapranno indicare la via giusta. Secondo me Gesù nel suo discorso non voleva dare una regola rigida, basta pensare al suo modo di fare, anche nei casi di guarigione, dove non si ripeteva mai.
 
Noi siamo chiamati a liberare le persone, a mettere pace, a dare speranza per il futuro, e non solo quella escatologica, ma anche quella di una vita vissuta in questo tempo, perché non sappiamo quanto resteremo ancora in questo mondo.
 
Rinchiudere una persona in una sentenza che l'obbliga a restare sola per tutto il resto dei suoi giorni, specialmente se è giovane, è un invito a fargli lasciare la chiesa, o fare in modo che si cerchi un'altra denominazione di più larghe vedute. In tal caso la nostra coscienza potrebbe restarne pulita.
 
Non credo, però, che ci siamo presi le nostre responsabilità fino in fondo, chissà se Gesù ci ha chiamati a delegare il rischio di errore ad un versetto letto in un modo, piuttosto che in un altro, o se preferisce che rischiamo di sbagliare, prendendoci la responsabilità, avendo però come primo obbiettivo la qualità di vita di chi ci è stato affidato.
 
Secondo il mio modesto avviso lo Spirito guida anche nella lettura e la comprensione della scrittura in casi del tutto particolari.

Non posso fare a meno di quotare in pieno il tuo intervento perché mostra un raro intendimento che chi si pasce di teologia non immagina nemmeno.
Grazie Marcello.
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