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   SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?
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   Autore  Topic: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?  (letto 17337 volte)
keith
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #135 Data del Post: 10.10.2016 alle ore 22:33:24 »


on 10.10.2016 alle ore 18:12:26, salvo wrote:

Hai avuto fretta di uscire, vedo, perchè hai fatto una sintesi che non tiene in alcun conto nemmeno di striscio il mio ultimo post dove, credo, vi sarebbe ancora da riflettere ma va bene così.
Eppure la considerazione di ilcuorebatte che risporto di seguito è lampante: "Io leggo che se tu ripudi tua moglie senza che lei abbia commesso un adulterio, e a seguito di questo, ti risposi commetti tu stesso un adulterio... ma se invece ti risposi dopo esserti separato a motivo dell'infedeltà di tua moglie non commetti un adulterio, sempre se la persona con cui ti sposi non sia essa adultera".
 
 Addio Addio

 
Pura interpretazione. Gesù non ha mai ammesso di risposarsi.
Anche Paolo dice: Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore [e credo che quì Paolo con la parola "Signore" si stia veramente riferendo a Gesù], che la moglie non si separi dal marito, 11 (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie.
 
Quindi, o diciamo che la Bibbia ha un unico linguaggio o le facciamo fare le curve = Gesù ha detto che si ci può risposare - che è un miscugliare puro del testo di Matteo - e Paolo ha detto di no.
Beh, se la Bibbia è veramente ispirata dallo Spirito Santo e se si crede allo stesso tempo che Dio dica una volta A e un´ altra volta B o che i messaggi che si ricevono oggi da uno strano "Spirito Santo" che non vanno d´ accordo con la Bibbia vengano accettati, allora campa cavallo
 
Però adesso Provo a far capir meglio Cosa volesse dire veramente Gesù e a chi si avvale del testo di Matteo per giustificare il risposarsi dopo il divorzio (per fornicazione). Meno male che anche Marco ha scritto il NT = Marco 10:11,12 dove Gesù dice chiaramente: chiunque divorzia e si risposa, commette adulterio (leggere per credere) !!!
« Ultima modifica: 10.10.2016 alle ore 22:44:46 by keith » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #136 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 02:03:56 »

Pace del Signore
 
Esaminiamo la prima "eccezione".
 
Matteo 5:31-32
31 Fu detto: Chiunque ripudia sua moglie, le dia l'atto del divorzio. 32 Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch'è mandata via, commette adulterio.
 
Matteo 19:8-9
8 Gesù disse loro: Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così. 9 Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio.
 
Marco 10:11-12
11 Egli disse loro: «Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; 12 e se la moglie ripudia suo marito e ne sposa un altro, commette adulterio».
 
Parafrasando i testi sopra esposti mi sembra di capire che l'interpretazione che li soddisfi tutti possa essere solo quella di seguito riportata:
 
"E' vero, nella legge di Mosè fu scritto che il marito può mandare via la moglie dandole l'atto di divorzio ed in questo caso, se essa si risposa non commette adulterio, ma tenete presente che questa concessione fu per la durezza dei vostri cuori (il peccato) in quanto la volontà originaria del Creatore non era questa. Ma io vi dico (invece) che chiunque manda via la moglie, per qualsiasi motivo eccetto la fornicazione, anche se decide di non risposarsi (e quindi non si macchierebbe di adulterio) commette comunque peccato perché è colpevole, nei confronti della moglie, di averla resa adultera (se si risposa come la legge le consente di fare). Se invece il motivo del ripudio è la sua (di lei) fornicazione allora la colpa che vi dicevo, di averla resa adultera cacciandola via, non può più essere imputata al marito perché la moglie era già adultera prima del ripudio e lo diventò a motivo di una sua scelta. E vi dico inoltre che, chi sposa colei che è stata mandata via, commette in ogni caso adulterio perché o sposa una donna adultera (che lo è per propria colpa) o sposa una donna che (senza alcuna colpa) è stata mandata via ma diventa adultera nel momento stesso in cui si risposa avendo ancora in vita l'ex marito che l'ha ripudiata. E vi dico di più, contrariamente a quanto previsto nella legge, questo è indifferentemente valido sia per il marito nei confronti della moglie che per la moglie nei confronti del marito. Solo per motivo di adulterio il marito o la moglie ha facoltà (se vuole) di mandare via il proprio consorte (colpevole) ma sappia che non potrà risposarsi finché esso vive."
 
Tale interpretazione, che è in linea con "l'inasprimento" introdotto dal Signore Gesù Cristo su altri precetti legislativi contenuti nel capitolo 5 del vangelo di Matteo dal ver 17 in poi, soddisfa pienamente anche l'insegnamento di Paolo in 1 Corinzi 7:10-11.
Io "la prima eccezione" la comprendo così.
 
Pace del Signore
« Ultima modifica: 11.10.2016 alle ore 02:21:10 by Johannan » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #137 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 06:21:08 »


on 11.10.2016 alle ore 02:03:56, Johannan wrote:
Pace del Signore
 
Esaminiamo la prima "eccezione".
 
Matteo 5:31-32
31 Fu detto: Chiunque ripudia sua moglie, le dia l'atto del divorzio. 32 Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch'è mandata via, commette adulterio.
 
Matteo 19:8-9
8 Gesù disse loro: Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così. 9 Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio.
 
Marco 10:11-12
11 Egli disse loro: «Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; 12 e se la moglie ripudia suo marito e ne sposa un altro, commette adulterio».

 
Si può dire che non esiste eccezione, perchè in un modo o in un'altro si diventerebbe adulteri. Dico questo perchè sembrerebbe affermativo di una condizione in essere leggendo il primo testo da te citato, infatti dice che se la manda via la fa essere adultera a meno che non lo sia già prima. Questo indipendentemente che si sposi o no? Le ragioni le ho già spiegate quando facevo riferimento alla condizione di una donna mandata via; essa era disprezzata a tal punto e trovava enormi difficoltà senza un marito percui per forza diventava adultera dovendosi risposare ma, se non lo faceva, come poteva essere considerata adultera?
 
Il secondo passaggio dice un'altra cosa.
Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio.
Dice, credo, che l'adulterio del marito è conclamato solo nel caso in cui manda via la moglie senza motivo di adulterio. Qui sembrerebbe permettere il risposarsi senza incorrere in adulterio quando la moglie è stata mandata via per adulterio.
 
Il terzo caso in modo categorico dice che la dove la separazione non avviene per adulterio rende adulteri entrambi.
 
Riassumendo si può dire che solo nel secondo caso da te citato via sia una possibilità di risposarsi, infatti dice: "Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio, il che vuol anche dire che se  sposa un'altra donna dopo aver mandato via la moglie per adulterio, non commette adulterio.
 
Ora senza voler essere pedante, se solo si riavvolge il nastro si può benissimo concludere che ciò su cui insisto da tempo non è poi così peregrino, tenendo ben presente che l'adulterio è qualche cosa che può esistere anche senza che vi sia stato tradimento fisico (non può essere provato ma esiste purtroppo). Lo dice Gesù quando dice: "Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla sessualmente commette adulterio con lei  nel suo cuore.
 
Qui le cose si complicano assai, perchè a rigor di logica, a scanso di equivoci è meglio non sposarsi mai, come disse Paolo:"Se potete fate come me, non sposatevi, perchè chi si sposa (parole mie) si cerca dei guai". Solo in quel caso non si può parlare di adulterio anche in caso di congiungimenti. Certo si parlerà di altro, ovviamente.
 

Quote:
Solo per motivo di adulterio il marito o la moglie ha facoltà (se vuole) di mandare via il proprio consorte (colpevole) ma sappia che non potrà risposarsi finché esso vive
.
Questa conclusione chiude tutte le porte e risponde ai criteri citati prima, ovvero non vi è eccezione, perchè qualunque sia la motivazione giusta o ingiusta per cui si arriva al divorzio è vietato sposarsi fino a che il coniuge vive.
L'altra cosa che si evince è che tu dici "ha facolta di ..." ma, vivendo assieme ad un coniuge adultero non si diventa adulteri? Una donna contaminata è sempre e comunque contaminata, non ti pare. Quindi, direi che stando alla lettera la separazione in caso di adulterio, se uno si vuol conservare puro è d'uopo.
« Ultima modifica: 11.10.2016 alle ore 06:32:26 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #138 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 08:00:06 »


on 10.10.2016 alle ore 22:26:24, keith wrote:

 
Rossella ha scritto il significato suo che vede in questo verso così:  
"chi manda via la moglie per ragion di fornicazione, e ne sposa un'altra,  
non commette adulterio".    
 
Ed è proprio il contrario di quello che Gesù ha detto.
Gesù ha detto in quella frase due concetti 1. "chi manda via la moglie e ne sposa un´ altra commette adulterio" 2. solo per un motivo si può mandar via la moglie: per fornicazione.
 
Rossella (forse magari ha sbagliato a scrivere o ad esprimersi, non so, perché mi sembra strano che non ve ne rendiate conto) ha scritto che Gesù abbia detto che chi manda via la moglie per via di tradimento può risposarsi.  
 
Gesù non ha detto: "non commette adulterio" ha detto "commette adulterio".
Forse mi sono spiegato meglio  Confuso Confuso Confuso o me state a pijà in Giro Sorridente
 
e quindi se la moglie viene mandata via per fornicazione secondo te si ci può risposare? Credo che, leggendo i versi di prima Gesù non si riferisca a un´ eccezione dove si ci può risposare ma ad un motivo per cui una donna la si può mandar via (a meno che non ci sia tradimento).  
Mi sto ripetendo più volte ma lo faccio perchè vedo che c´ è incomprensione: Gesù ha detto che chi si risposa commette adulterio.
L´ "a meno che" si rifà al mandar via; se no starebbe a fine frase. Mi spiego meglio:
a) chiunque manda sua moglie e ne sposa un´ altra, commette adulterio, a meno che non ci sia fornicazione
b) chiunque manda sua moglie, a meno che non ci sia fornicazione, e ne sposa un´ altra commette adulterio.
 
Lo si può riconoscere benissimo anche dai versetti precedenti (come detto negli scorsi posts) che l´ "al di fuor che", "a meno che", "salvo che", ecc. viene riferito al "cacciar via la donna" e non al "risposarsi" = non si deve cacciar via la donna, a meno che non ci sia tradimento
 

 
Continuo a dire che questa nel caso di Mt 19, non è un esegesi del testo ma una riscrittura.  Di fatti per far affermare questo al testo di Matteo si deve stravolgere il periodo
 
Matteo 19,9
 
Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio».
 
Cioè commette adulterio perché ne ha sposata un altra in quanto si è  separato dalla moglie senza che lei abbia commesso adulterio. La condizione pone quindi una differenza nell'atto di risposarsi in un caso commetti adulterio nell'altro no, a meno che non si voglia riscrivere la frase omettendo come fanno Mc e Lc la condizione ma ripeto gli intenti catechetici tra i diversi autori dei Vangeli sono diversi e come giustamente fa notare Domenico nel suo studio la questione Matteo la pone nel contesto giudaico  della società giudaica e della legge mosaica e con questi elementi si confronta tutte cose assenti in Mc e Lc e quindi i fini erano diversi, ciò non vuol dire che dicano cose in contrasto tra loro, ma che le prospettive sono diverse e se qualcuno degli evangelisti per questioni di contesto omette alcune delle Parole dette da Gesù nel riportandole, noi dobbiamo completare  il mancante con il di più e non viceversa per una sana ermeneutica.
 
« Ultima modifica: 11.10.2016 alle ore 10:58:23 by ilcuorebatte » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #139 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 08:25:45 »


on 10.10.2016 alle ore 22:33:24, keith wrote:

 
Pura interpretazione. Gesù non ha mai ammesso di risposarsi.
Anche Paolo dice: Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore [e credo che quì Paolo con la parola "Signore" si stia veramente riferendo a Gesù], che la moglie non si separi dal marito, 11 (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie.
 
Quindi, o diciamo che la Bibbia ha un unico linguaggio o le facciamo fare le curve = Gesù ha detto che si ci può risposare - che è un miscugliare puro del testo di Matteo - e Paolo ha detto di no.
Beh, se la Bibbia è veramente ispirata dallo Spirito Santo e se si crede allo stesso tempo che Dio dica una volta A e un´ altra volta B o che i messaggi che si ricevono oggi da uno strano "Spirito Santo" che non vanno d´ accordo con la Bibbia vengano accettati, allora campa cavallo
 
Però adesso Provo a far capir meglio Cosa volesse dire veramente Gesù e a chi si avvale del testo di Matteo per giustificare il risposarsi dopo il divorzio (per fornicazione). Meno male che anche Marco ha scritto il NT = Marco 10:11,12 dove Gesù dice chiaramente: chiunque divorzia e si risposa, commette adulterio (leggere per credere) !!!

 
Certo che è interpretazione, anche voler scegliere di armonizzare il testo di Matteo appiattendolo sul passo in I Co è arbitrario.  
Il testo di I Co non è in contrasto con quanto afferma Gesù in Mt 19. Non conosciamo la natura delle domanda nello specifico rivolta all'apostolo Paolo, ma il contesto è quello dei coniugi cristiani e della vita comunitaria e lui afferma che i coniugi non si devono separare e in riferimento a quelli che già l'hanno fatto (sempre parlando di coppie credenti) che non si risposino perché  in tal caso diventano... adulteri in quanto il motivo della separazione non è stato il tradimento. Questo è reso evidente dal contesto comunitario se ciò fosse avvenuto (il tradimento) il coniuge reo di averlo commesso sarebbe stato escluso dalla vita comunitaria e reso inutile l'ordine dell'apostolo.
« Ultima modifica: 11.10.2016 alle ore 11:00:35 by ilcuorebatte » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #140 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 08:59:53 »

Concordo con quanto detto da ilcuorebatte, incominciare a fare minestroni dottrinali tra i vangeli e le lettere diventa complesso, soprattutto se prendiamo dei passi che non brillano per rapidità di comprensione. 1 Corinzi 7 è uno di questi.  
Innanzitutto, senza dubbio 1 Corinzi 7:10 si riferisce al comandamento di Gesù, ma da questo a parlare dell'eccezione della fornicazione di cui parla Gesù, non vedo come si possa passare, visto che Paolo non parla affatto dell'argomento.  
Altra cosa che sarebbe interessante approfondire (se è già stato fatto vuol dire che sono proprio distratto!) è il fatto che Paolo prima parla di coniugi, poi, nel verso 12, passa a definire gli altri, che, però, sono comunque delle coppie sposate in cui uno dei due è non credente. Ora, mi pare di capire che Paolo stesso stia tracciando una differenziazione, tra l'altro piuttosto netta, fra le coppie di cristiani e le coppie in cui non sono entrambi cristiani. Dico separazione netta perché, mentre nel primo caso conferma che il divorzio è assolutamente vietato come comandato dal Signore, nel secondo non batte ciglio all'idea di una separazione.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #141 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 09:03:24 »

“Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio”.
 
Io interpreto questo versetto come concessione al secondo matrimonio.  
Vorrei far notare che si parla di fornicazione e, come ho detto nel mio precedente post, questo non significa solo adulterio ma ogni impurità sessuale, ad esempio la pornografia.
 
“… la moglie non si separi dal marito, e qualora si separasse, rimanga senza maritarsi, o si riconcili col marito. E il marito non mandi via la moglie” 1 Corinzi 7
 
Questo versetto non contraddice il secondo matrimonio, semplicemente qua non prende in considerazione l’eccezione di Matteo.
 
Mi chiedo, se è possibile divorziare per le varie impurità sessuali, non è meglio considerare la possibilità di divorzio per non far scoppiare la coppia anche per altri motivi?  
Perché aspettare che la coppia arrivi a quel punto?
 
Vi espongo sinteticamente due casi accaduti il primo nella nostra chiesa, l’altro in una chiesa vicina.
 
PRIMO CASO.  
Mario e Lucia (nomi fittizi), sono sposati da circa 10 anni. Purtroppo non possono avere figli. Con il tempo gli interessi dei due cambiano molto e non solo ma, finisce l’attrazione fisica. Si vogliono bene come fratelli e sorelle ma non si amano più.
 
Si rivolgono chiedendo aiuto agli anziani, che gli ricordano le promesse fatte nel giorno del matrimonio. Se sono cristiani non possono non sopportarsi, non amarsi. Gli consigliano di pregare e di andare avanti cosi.
 
Dopo alcuni mesi, Mario si innamora di un’altra donna (anche lei cristiana). Lui parla chiaramente a Lucia e gli dice che pur volendole ancora bene non sente più niente nei suoi confronti e chiede il divorzio.
Lucia a questo punto concede il divorzio con pratica veloce. Dopo poco tempo anche lei si mette insieme ad un altro.  
Adesso sono entrambi risposati e frequentano chiese diverse in quanto sono stati allontanati dalla prima chiesa.
 
Morale, non era meglio che divorziavano subito senza aspettare le logiche conseguenze?
 
SECONDO CASO.  
Gino e Paola (anche qua nomi fittizi) sono sposati da molti anni ed hanno una figlia adolescente. Gino non è più innamorato di Paola, se pure gli vuole un gran bene. Invece Paola è ancora innamorata del marito.
 
Passa tempo e Gino incontra una vedova (credente), i due si innamorano.  
Paola dice a Gino che  nonostante tutto il loro matrimonio può continuare ma deve frequentare l’altra in casa diversa.  
 
Gino, accettando la volontà della moglie di non divorziare e con il permesso di lei decide di continuare la relazione con la vedova in un altro appartamento. In pratica sta con tutte e due.  
Non so come faccia ma così è.
 
La tesi di Gino è che il divorzio è possibile solo a determinate condizioni e queste non sono il suo caso. Mentre la poligamia non è stata mai abolita nel Nuovo Testamento e siccome in Italia non è normativamente possibile va bene anche la semplice convivenza.
 
“Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare… “ 1 Timoteo 3:2
 
Questo versetto dimostra, secondo Gino, che chi non riveste la posizione di vescovo possa avere più mogli.  
 
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #142 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 09:16:55 »

Beh, visto che è da un po' che sono troppo gentile sul forum, e se vado avanti così la gente inizia a dirmi che sono troppo diplomatico, e approfittando del fatto che hai tirato fuori nomi fittizi per gente che ignoriamo completamente chi possano essere direi che, in linea di principio, Mario e Lucia, probabilmente, sono due che si sposano a caso come fanno un'immensa quantità di coppie, mentre Gino è proprio un completo deficiente.
 
Probabilmente nel primo caso hai fornito una spiegazione un po' più vaga (giustamente per altro, visto che si parla di persone) però non so quanto siano sensate queste "ragioni" per divorziare (Ok, la perdita di attrazione fisica può creare notevoli problemi ma... eh?) Rimanendo con una visione superficiale della cosa, non so dire di più di ciò che ho già scritto.  
 
Poi, ecco, sinceramente a me questo utilizzo del termine "innamorarsi" che mi sembra stia per "incontrarsi sotto le lenzuola" fa molto pensare sullo stato di maturità di questa gente.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #143 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 09:17:52 »


on 11.10.2016 alle ore 02:03:56, Johannan wrote:

 
Solo per motivo di adulterio il marito o la moglie ha facoltà (se vuole) di mandare via il proprio consorte (colpevole) ma sappia che non potrà risposarsi finché esso vive

 
Una domanda ma i versetti dal 10 in poi di Mt 19 in particolare il v 11, che nessuno per ora ha preso in considerazione, nel contesto di quanto Gesù ha affermato e in risposta alla considerazione e cui arrivano gli apostoli come la leggi?
« Ultima modifica: 11.10.2016 alle ore 09:20:14 by ilcuorebatte » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #144 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 15:49:30 »


on 11.10.2016 alle ore 09:03:24, vivaslan wrote:

 
PRIMO CASO.  
Mario e Lucia (nomi fittizi), sono sposati da circa 10 anni. Purtroppo non possono avere figli. Con il tempo gli interessi dei due cambiano molto e non solo ma, finisce l’attrazione fisica. Si vogliono bene come fratelli e sorelle ma non si amano più.
 
Si rivolgono chiedendo aiuto agli anziani, che gli ricordano le promesse fatte nel giorno del matrimonio. Se sono cristiani non possono non sopportarsi, non amarsi. Gli consigliano di pregare e di andare avanti cosi.
 
Dopo alcuni mesi, Mario si innamora di un’altra donna (anche lei cristiana). Lui parla chiaramente a Lucia e gli dice che pur volendole ancora bene non sente più niente nei suoi confronti e chiede il divorzio.
Lucia a questo punto concede il divorzio con pratica veloce. Dopo poco tempo anche lei si mette insieme ad un altro.  
Adesso sono entrambi risposati e frequentano chiese diverse in quanto sono stati allontanati dalla prima chiesa.
 
Morale, non era meglio che divorziavano subito senza aspettare le logiche conseguenze?

Scusa se sono categorico ma la risposta è che non si possono risposare.
SECONDO CASO.  
 

Quote:
La tesi di Gino è che il divorzio è possibile solo a determinate condizioni e queste non sono il suo caso. Mentre la poligamia non è stata mai abolita nel Nuovo Testamento e siccome in Italia non è normativamente possibile va bene anche la semplice convivenza.
 
“Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare… “ 1 Timoteo 3:2
 
Questo versetto dimostra, secondo Gino, che chi non riveste la posizione di vescovo possa avere più mogli.  
 

Anche qui come sopra, no.
« Ultima modifica: 11.10.2016 alle ore 15:50:03 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #145 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 16:05:41 »


on 11.10.2016 alle ore 08:59:53, Caste wrote:
Dico separazione netta perché, mentre nel primo caso conferma che il divorzio è assolutamente vietato come comandato dal Signore, nel secondo non batte ciglio all'idea di una separazione.

Domanda: Perchè è dunque vietato risposarsi? Perchè si commette adulterio? Nello specifico, se si risponde alle altre domande, che cosa è adulterio, solo un problema della carne?
Ricordo il ma io vi dico, di Gesù "che se uno guarda ad una donna per desiderarla sessualmente, commette adulterio con lei nel suo cuore".
Immagino dunque che stiamo solo sorvolando un po il vero problema che non è solo un problema sessuale ma ben più cogente.
Certo se si discorre omettendo la vera ragione che induce all'adulterio, cioè il desiderio di altro si finisce per parlare solo di cose importanti ma relative.
Ora secondo me c'è di più in quel divieto ma, e qui il ma deve assolutamente essere ponderato con sapienza, colui che non ha infranto la regola della fedeltà coniugale, trovandosi di fronte ad una regola infranta dal partner e irreparabile, la sua condizione non può essere sanata in nessun modo, mai?
Mi sa che stiamo limitando senza rendercene conto la misericordia infinita che ci è stata offerta in Cristo.  
Ma forse è meglio non allargarsi troppo, visti i limiti del forum.
Certo è più facile leggere che intendere le cose scritte, dico intendere non sul piano logico, esegetico ma sul piano spirituale su cui tutte le cose devono poggiare e essere viste.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #146 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 18:43:03 »


on 11.10.2016 alle ore 16:05:41, salvo wrote:

Domanda: Perchè è dunque vietato risposarsi?  

 
Perchè l´ uomo e la donna Hanno fatto sesso (sono una sola carne).
Hai provato a stracciare con le mani una bistecca?
Se ci riesci allora hai vinto la challenge fornita da Dio e il divorzio e il rimatrimonio sono validi !!!
Gesù non ha infatti usato questa immagine a caso.
Credo di essere in un film sbagliato: da secoli i Cristiani affidandosi alla Bibbia Hanno constatato che sposarsi di nuovo va a buon Ragione contro le regole della Bibbia e adesso si diventa post-moderni e zzzzacc, si ci può risposare ...
 

on 11.10.2016 alle ore 16:05:41, salvo wrote:

Perchè si commette adulterio? Nello specifico, se si risponde alle altre domande, che cosa è adulterio, solo un problema della carne?
Ricordo il ma io vi dico, di Gesù "che se uno guarda ad una donna per desiderarla sessualmente, commette adulterio con lei nel suo cuore".

 
il "diventare una sola carne" e lo dice anche Paolo, si riferisce al sesso vero e prorpio, in .... carne ed ossa (1 Corinzi 6:16).
 
Io cerco di fare capire ai giovani la gravità del sesso prima del matrimonio, il risposarsi, e il divorzio e quà vedo che tra gli adulti c´ è un bel pò da chiarire
« Ultima modifica: 11.10.2016 alle ore 18:44:15 by keith » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #147 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 19:41:58 »

Pace del Signore  

on 11.10.2016 alle ore 06:21:08, salvo wrote:
... Si può dire che non esiste eccezione, perchè in un modo o in un'altro si diventerebbe adulteri ...  

Io l'eccezione la riferisco al precetto "non separi l'uomo ciò che Dio ha unito" e quindi la separazione, senza violazione del precetto, sarebbe eccezionalmente consentita solo in caso di adulterio.  

on 11.10.2016 alle ore 06:21:08, salvo wrote:
... Questo indipendentemente che si sposi o no? Le ragioni le ho già spiegate quando facevo riferimento alla condizione di una donna mandata via; essa era disprezzata a tal punto e trovava enormi difficoltà senza un marito percui per forza diventava adultera dovendosi risposare ma, se non lo faceva, come poteva essere considerata adultera?

Condivido le tue ragioni infatti credo che in quel tempo era naturale che una donna mandata via, per potere vivere, fosse costretta a risposarsi. Per questo sono convinto che il Signore stesse considerando come adulterio proprio la condizione in cui la donna si trovava costretta (suo malgrado) a doversi risposare. Se non si fosse risposata ovviamente non poteva essere considerata adultera. E' importante evidenziare come, anche in questo caso, il Signore Gesù Cristo stabilisca i Suoi precetti al di sopra della legge di Mosè, infatti sta introducendo qualcosa di assolutamente nuovo rispetto la prassi prevista per legge e cioè: 1) Tu marito, se divorzi da tua moglie (a meno che essa non sia già colpevole di adulterio) la costringi ad essere adultera (perchè per vivere sarà costretta a risposarsi) e questo peccato verrà imputato proprio a te che l'hai messa in questa condizione! E se decidi di risposarti sappi che sei adultero. 2) Tu moglie, se vieni mandata via non puoi risposarti come dice la legge perchè, se il tuo ex marito fosse ancora in vita, renderesti adultero anche il tuo nuovo marito.

on 11.10.2016 alle ore 06:21:08, salvo wrote:
... Il secondo passaggio dice un'altra cosa ... Dice, credo, che l'adulterio del marito è conclamato solo nel caso in cui manda via la moglie senza motivo di adulterio. Qui sembrerebbe permettere il risposarsi senza incorrere in adulterio quando la moglie è stata mandata via per adulterio.

E' una conclusione che si ricava applicando una specie di sillogismo alla frase ma, in realtà, secondo quanto viene categoricamente affermato in Marco 10:11-12 non dovrebbe avere il significato che hai esposto.

on 11.10.2016 alle ore 06:21:08, salvo wrote:
... Il terzo caso in modo categorico dice che la dove la separazione non avviene per adulterio rende adulteri entrambi.

Se il terzo caso a cui ti riferisci è Marco 10:11-12 non mi sembra che venga fatta distinzione tra i motivi della separazione, mi sembra che dica categoricamente che il coniuge che divorzia e si risposa commette adulterio (maschio o femmina che sia). Anche in questo caso il Signore introduce una importante novità rispetto alla legge, alla donna infatti non era concesso di ripudiare il marito per alcun motivo.

on 11.10.2016 alle ore 06:21:08, salvo wrote:
... Ora senza voler essere pedante, se solo si riavvolge il nastro si può benissimo concludere che ciò su cui insisto da tempo non è poi così peregrino, tenendo ben presente che l'adulterio è qualche cosa che può esistere anche senza che vi sia stato tradimento fisico (non può essere provato ma esiste purtroppo). Lo dice Gesù quando dice: "Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla sessualmente commette adulterio con lei nel suo cuore ...

Quello che tu dici non è affatto peregrino ed infatti, proprio a motivo di ciò, io intravedo negli insegnamenti del Signore Gesù Cristo un "maggiore rigore" rispetto alle prescrizioni della legge, infatti non comprendo come questo possa autorizzare interpretazioni più permissive ed allargate in tema di matrimonio e divorzio. Dicevo maggior rigore perchè non si tratta più della mera osservanza di un precetto scritto, il Signore Gesù Cristo ci proietta su un livello superiore dove il senso della legge, rielaborato per essere più aderente alla volontà originaria di Dio, deve essere interiorizzato e metabolizzato.  
 
... to be continued
« Ultima modifica: 11.10.2016 alle ore 19:48:07 by Johannan » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #148 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 19:44:38 »


on 11.10.2016 alle ore 06:21:08, salvo wrote:
... L'altra cosa che si evince è che tu dici "ha facolta di ..." ma, vivendo assieme ad un coniuge adultero non si diventa adulteri? Una donna contaminata è sempre e comunque contaminata, non ti pare. Quindi, direi che stando alla lettera la separazione in caso di adulterio, se uno si vuol conservare puro è d'uopo.  

La donna contaminata che rimane SEMPRE E COMUNQUE contaminata è un vecchio retaggio della legge che il Signore Gesù Cristo ha cancellato. Cosa disse il Signore alla donna adultera? "Va e non peccare più". Quindi dico "ha facoltà di ..." perchè non si può preclude al coniuge vittima dell'adulterio la possibilità di perdonare il fedigrafo che si pente, anzi agli occhi di Dio questo è auspicabile! Se il peccatore si pente con sincerità e denuncia il proprio peccato al Signore ed al coniuge (che decide di perdonarlo) con proponimento di non peccare più, il suo peccato viene cancellato e la sua contaminazione sparisce. Tuttavia in questo si applica l'eccezione: in caso di adulterio la parte offesa ha la legittima facoltà di divorziare dal consorte ma non può risposarsi finchè egli vive.

on 11.10.2016 alle ore 08:59:53, Caste wrote:
... Ora, mi pare di capire che Paolo stesso stia tracciando una differenziazione, tra l'altro piuttosto netta, fra le coppie di cristiani e le coppie in cui non sono entrambi cristiani. Dico separazione netta perché, mentre nel primo caso conferma che il divorzio è assolutamente vietato come comandato dal Signore, nel secondo non batte ciglio all'idea di una separazione.  

In 1 Corinzi 7, ai versi 12 e 13 Paolo censura l'eventuale impulso di mandare via il coniuge infedele (impulso che si ispira probabilmente alla cacciata delle mogli pagane in Esdra per rientrare nella volontà dell'Eterno circa il divieto di contrarre matrimoni misti) innanzi tutto perchè questa unione potrebbe essere proficua ai fini della conversione dell'infedele ma io credo anche per evitare immotivate strumentalizzazioni. Viene sottolineato che se vi è soddisfazione nel vivere insieme, cioè il coniuge infedele non ostacola in nessun modo l'esercizio della fede del coniuge credente allora il matrimonio può proseguire, se invece l'infedele si vuole separare allora il divorzio può avvenire e il credente non è soggetto ad alcun vincolo. E' comunque opportuno evidenziare che sembrerebbe sia solo il non credente a potere decidere in merito ad un eventuale separazione.

on 11.10.2016 alle ore 09:17:52, ilcuorebatte wrote:
Una domanda ma i versetti dal 10 in poi di Mt 19 in particolare il v 11, che nessuno per ora ha preso in considerazione, nel contesto di quanto Gesù ha affermato e in risposta alla considerazione e cui arrivano gli apostoli come la leggi?

La risposta di Gesù alla considerazione degli apostoli la leggo nel senso che non tutti sono capaci di praticare il celibato ma ne sono capaci solo coloro che ricevono questa attitudine per dono di Dio. Infatti al verso 12 dice che: a) alcuni nascono caratterialmente insensibili al matrimonio (eunuchi naturali); b) altri vengono resi tali dagli uomini poichè evirati per servire nei ginecei dei nobili (eunuchi involontari); c) altri che invece decidono di non prendere moglie per dedicarsi interamente al regno dei cieli (eunuchi volontari). Gesù, riferendosi sicuramente all'opzione c), conclude che, in piena libertà, chi ha la capacità di farlo lo faccia pure.
 
Pace del Signore
« Ultima modifica: 11.10.2016 alle ore 20:12:49 by Johannan » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #149 Data del Post: 11.10.2016 alle ore 21:37:02 »

Anche io leggo in questo modo e la domanda che è  nata subito dopo, ma questa condizione riconosciuta da Gesù,non è anche vera anche per chi viene abbandonato dal coniuge a motivo di adulterio?
« Ultima modifica: 12.10.2016 alle ore 08:23:50 by ilcuorebatte » Loggato

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