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(Moderatori: andreiu, ilcuorebatte, Marmar)
   Trombe & coppe.
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   Autore  Topic: Trombe & coppe.  (letto 2931 volte)
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #45 Data del Post: 08.08.2019 alle ore 23:02:27 »
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Non dimenticare che per ordine dei santi dell'Altissimo bisognava lasciare il ceppo.
 
Quando uscì la sentenza per il figlio di Nabucco che era definitiva non ci fu possibilità di conversione
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #46 Data del Post: 10.08.2019 alle ore 13:16:51 »
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Non vi pare che l'allusione all'Eufrate della sesta coppa si riferisca a Babilonia ed a Ciro, visto anche che la settima coppa ne parla esplicitamente ed i capitoli 17 e 18 parlano solo di lei?
 
http://spazioinwind.libero.it/insonnia3/aastoriaplus/MedioPersia3.htm
« Ultima modifica: 10.08.2019 alle ore 13:34:36 by Marmar » Loggato

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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #47 Data del Post: 10.08.2019 alle ore 14:46:29 »
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on 10.08.2019 alle ore 13:16:51, Marmar wrote:
Non vi pare che l'allusione all'Eufrate della sesta coppa si riferisca a Babilonia ed a Ciro, visto anche che la settima coppa ne parla esplicitamente ed i capitoli 17 e 18 parlano solo di lei?
 
http://spazioinwind.libero.it/insonnia3/aastoriaplus/MedioPersia3.htm

L'eufrate, il Fiume per antonomasia, era considerato  un confine di Israele (lsraele si stendeva dall'Egitto all'Eufrate). Isaia 11:15-16 profetizza che il fiume sarà passato camminando coi sandali (in parallelo con l'uscita dall'egitto).  
E' forse possibile che la profezia di Isaia si riferisse inizialmente alla presa di Babilonia da parte di Ciro (che avvenne due secoli dopo Isaia storico), ma in ogni caso il prosciugamento del Fiume è da intendersi come fatto positivo per il popolo fedele e voluto da Dio.  
Resto comunque dell'idea che, se anche l'origine dell'immagine fosse la conquista di Ciro di Babilonia, il riferimento prossimo dell'Apocalisse è Isaia, anche perchè è difficile identificare il pagano Ciro con un angelo mandato dai Dio (quello della sesta coppa)  
 
Pertanto per la battaglia alla fine del sesto giorno tutte le forze di Dio si ricompatteranno, e arriveranno anche le tribù perdute e rimaste in esilio.  
Viene subito alla mente che Gesù venne per le pecore perdute di Israele (Mt 10:5).  
 
In una lettura meno allegorica ma più analogica, vengono subito in mente i tre re magi che vennero da oriente ad adorare Cristo, che compare alla sesta coppa pochi versi dopo come Colui che viene come un ladro. I magi furono guidati da una stella, ovvero nell'analogia un angelo, magari proprio quello della sesta coppa.  
 
Non vedo connessioni con la Babilonia dei cap 17-18: il passaggio dell'Eufrate è come il passaggio del mar Rosso (vedi Isaia sopra indicato), quindi è un'azione di Dio per i suoi fedeli. La Babilonia della settima coppa e dei capitoli 17 e 18 ha invece connotati sicuramente negativi, ma non vorrei andare OT parlando della sua identificazione.  
« Ultima modifica: 10.08.2019 alle ore 15:46:26 by Irenaeus » Loggato
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #48 Data del Post: 10.08.2019 alle ore 17:33:44 »
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Quote:
iranaeus scrive:
 
La profezia di Zaccaria poteve essere intesa al tempo in cui fu pronunciata come che Israele sarebbe stata governata da Giosuè e Zorobabele e dai loro successori (un sommo sacerdote e un re Davidico), ma sappiamo che non andò così. Quindi la profezia va intesa in senso messianico: il Messia sarà sia re Davidico che Sommo Sacerdote. E' una profezia molto importante, perchè altrimenti Gesù, che era della tribù di Davide, non poteva essere anche sommo sacerdote come ci insegna la lettera agli ebrei

 
Tu scrivi che la profezia va intesa in senso messianico.
 
Ma se così fosse significherebbe che Gesù stesso in due persone dovrebbe profetizzare per 1260 giorni (il tempo della GT) per poi essere ucciso dalla bestia e risuscitare dopo tre giorni e mezzo.
 
Questo non è possibile.
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #49 Data del Post: 11.08.2019 alle ore 13:44:37 »
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on 10.08.2019 alle ore 14:46:29, Irenaeus wrote:

L'eufrate, il Fiume per antonomasia, era considerato  un confine di Israele (lsraele si stendeva dall'Egitto all'Eufrate). Isaia 11:15-16 profetizza che il fiume sarà passato camminando coi sandali (in parallelo con l'uscita dall'egitto).  
E' forse possibile che la profezia di Isaia si riferisse inizialmente alla presa di Babilonia da parte di Ciro (che avvenne due secoli dopo Isaia storico), ma in ogni caso il prosciugamento del Fiume è da intendersi come fatto positivo per il popolo fedele e voluto da Dio.  
Resto comunque dell'idea che, se anche l'origine dell'immagine fosse la conquista di Ciro di Babilonia, il riferimento prossimo dell'Apocalisse è Isaia, anche perchè è difficile identificare il pagano Ciro con un angelo mandato dai Dio (quello della sesta coppa)  
 
Pertanto per la battaglia alla fine del sesto giorno tutte le forze di Dio si ricompatteranno, e arriveranno anche le tribù perdute e rimaste in esilio.  
Viene subito alla mente che Gesù venne per le pecore perdute di Israele (Mt 10:5).  
 
In una lettura meno allegorica ma più analogica, vengono subito in mente i tre re magi che vennero da oriente ad adorare Cristo, che compare alla sesta coppa pochi versi dopo come Colui che viene come un ladro. I magi furono guidati da una stella, ovvero nell'analogia un angelo, magari proprio quello della sesta coppa.  
 
Non vedo connessioni con la Babilonia dei cap 17-18: il passaggio dell'Eufrate è come il passaggio del mar Rosso (vedi Isaia sopra indicato), quindi è un'azione di Dio per i suoi fedeli. La Babilonia della settima coppa e dei capitoli 17 e 18 ha invece connotati sicuramente negativi, ma non vorrei andare OT parlando della sua identificazione.  

 
Eppure, secondo me, e non so se altri, una lettura diversa sarebbe possibile.
 
Concentriamoci sul testo e su alcune simbologie molto semplici che vi appaiono, cercando di attualizzare il tutto. Per praticità riporto il brano in questione.
 
Apocalisse 16
12 Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e le sue acque si prosciugarono perché fosse preparata la via ai re che vengono dall'Oriente. 13 E vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. 14 Essi sono spiriti di demòni capaci di compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente. 15 (Ecco, io vengo come un ladro; beato chi veglia e custodisce le sue vesti perché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna). 16 E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon.
 
17 Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell'aria; e dal tempio uscì una gran voce proveniente dal trono, che diceva: «È fatto». 18 E ci furono lampi, voci, tuoni e un terremoto così forte che da quando gli uomini sono sulla terra non se n'è avuto uno altrettanto disastroso.
 
19 La grande città si divise in tre parti, e le città delle nazioni crollarono e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle la coppa del vino della sua ira ardente. 20 Ogni isola scomparve e i monti non furono più trovati. 21 E cadde dal cielo sugli uomini una grandine enorme, con chicchi del peso di circa un talento; gli uomini bestemmiarono Dio a causa della grandine; perché era un terribile flagello.

 
Dobbiamo tenere ben presente il fatto che il regno dell'Anticristo avrà la necessità di un'unica religione mondiale. Chiarissimi a tale proposito sono i passi che stanno muovendo i nostri capi religiosi, quelli che sono in armonia con il "nuovo ordine mondiale".
 
Per portare a termine tale piano c'è bisogno di interventi  decisi, ma che non sembrino tali, e portino il popolo a pensare che si tratti di cose giuste, che mirino unicamente alla pace ed alla giustizia.
 
Una cosa sono, però, i religiosi, altra i credenti, quelli che hanno lo Spirito dell'Eterno in loro. Altra cosa ancora sono i tradizionalisti, quelli che vivono la religione come qualcosa che proviene dagli antenati, che si identifica con la nostra cultura, e che deve restare immutabile.
 
Questi tipi di persone reagiranno in modi diversi al cambiamento in corso, ma è ben evidente che non tutti riusciranno ad essere d'accordo con la nuova linea che la religione prenderà. Se si pretende di portare il cristianesimo ad essere qualcosa di perfettamente equiparabile a tutte le altre religioni, che avrebbero anch'esse qualcosa da dare per la crescita del genere umano e che, quindi, dovranno essere considerate alla pari, evidentemente non tutti si troveranno ad avallare tale compromesso.
 
Ne consegue un ovvio calo delle adesioni. Ora, quando una religione è in calo di consensi immediatamente c'è chi riempie quel vuoto. Altre religioni prendono il posto di quella che è stata abbandonata. Si aprono le porte agli altri, quelli che sono "motivati" e che, forse, sono anche incoraggiati a farlo, da chi promuove il cambiamento. Vedi, ad esempio, la crescita dell'Islam nel nostro paese. Una religione che viene dall'oriente, dal sol levante.
 
La nostra "Babilonia" ha un calo di consensi, che si traduce in un marcato calo di persone che frequentano, quindi popoli, moltitudini, nazioni e lingue, (ossia "acque" secondo la spiegazione di Apocalisse 18)  lasciano e la impoveriscono. Così viene a mancare la necessaria difesa all'attacco dei re orientali, che come nel caso della Babilonia storica, seguendo il corso dell'Eufrate a secco, s'introdussero in città.
 
Il nemico dei re orientali è sempre stato Israele, da ciò nasce l'invito a radunarsi contro di esso, con espressioni ormai scontate, prive di ogni valore e significato, sempre uguali come il suono emesso dalle rane. Il luogo scelto è Harmagedon, dove il Cristo li sta aspettando da sempre per ridurli al nulla per l'eternità.
 
La tromba seguente si occupa del giudizio su Babilonia, la falsa religione mondiale che ha sempre dominato, complottando con il mondo, quella di cui abbiamo parlato.
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #50 Data del Post: 11.08.2019 alle ore 16:30:47 »
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on 11.08.2019 alle ore 13:44:37, Marmar wrote:

Il nemico dei re orientali è sempre stato Israele, da ciò nasce l'invito a radunarsi contro di esso, con espressioni ormai scontate, prive di ogni valore e significato, sempre uguali come il suono emesso dalle rane. Il luogo scelto è Harmagedon, dove il Cristo li sta aspettando da sempre per ridurli al nulla per l'eternità.

 
Qui ho qualche difficoltà. Forse sono io a non aver capito.
 
Il contesto riguarda il «il castigo di Dio». Castigo che dovrebbe riguardare «tutti gli uomini che avevano il marchio del mostro e avevano adorato la sua immagine» e coloro «non cambiarono vita (non si sono convertiti, non hanno creduto in Gesù) e non lodarono Dio (come fai a lodare Dio se non credi nel Suo Unigenito?)»    
I tre spiriti immondi radunarono i re della terra in un luogo che in ebraico si chiama 'Armaghedòn'. I tre spiriti immondi, che per me rappresentano la falsa Trinità in opposizione alla Vera Trinità, radunano tutti i re della terra per combattere «la battaglia del gran giorno di Dio».
 
Bene, la Scrittura dice:
 
a) «Allora chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato»  
 
b) «Il sabato seguente quasi tutti gli abitanti di Antiòchia si riunirono per ascoltare la parola del Signore. Appena videro tutta quella gente, gli Ebrei traboccarono di gelosia: si opponevano a tutto quello che Paolo diceva e lo insultavano. Ma Paolo e Bàrnaba rispondevano loro con coraggio. Dicevano: 'Noi dovevamo annunziare la parola di Dio a voi, prima che a tutti gli altri; ma dal momento che voi la rifiutate e dimostrate che non vi importa nulla della vita eterna, ecco, noi ci rivolgiamo ai pagani.»
 
Israele, così come i “re d’oriente” (che rappresentano tutte le religioni, compreso Islam) non invoca il Nome di Gesù, nella Bibbia è spesso accusata di prostituirsi, e -  come dice Paolo -, non prova interesse per la vita eterna. Se è vera questa premessa, si dimostri il contrario, perché mai i re della terra (coloro che combattono contro Dio, coloro che non invocano il Nome di Gesù) dovrebbero combattere ("da ciò nasce l'invito a radunarsi contro di esso"Occhiolino contro coloro che non invocano il Nome di Gesù, ergo non rappresentano i salvati? C’è una dispensa eccezionale che non conosco?
 
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #51 Data del Post: 11.08.2019 alle ore 20:57:32 »
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on 11.08.2019 alle ore 13:44:37, Marmar wrote:

Questi tipi di persone reagiranno in modi diversi al cambiamento in corso, ma è ben evidente che non tutti riusciranno ad essere d'accordo con la nuova linea che la religione prenderà. Se si pretende di portare il cristianesimo ad essere qualcosa di perfettamente equiparabile a tutte le altre religioni, che avrebbero anch'esse qualcosa da dare per la crescita del genere umano e che, quindi, dovranno essere considerate alla pari, evidentemente non tutti si troveranno ad avallare tale compromesso.
 
Ne consegue un ovvio calo delle adesioni. Ora, quando una religione è in calo di consensi immediatamente c'è chi riempie quel vuoto. Altre religioni prendono il posto di quella che è stata abbandonata. Si aprono le porte agli altri, quelli che sono "motivati" e che, forse, sono anche incoraggiati a farlo, da chi promuove il cambiamento. Vedi, ad esempio, la crescita dell'Islam nel nostro paese. Una religione che viene dall'oriente, dal sol levante.
 
La nostra "Babilonia" ha un calo di consensi, che si traduce in un marcato calo di persone che frequentano, quindi popoli, moltitudini, nazioni e lingue, (ossia "acque" secondo la spiegazione di Apocalisse 18)  lasciano e la impoveriscono. Così viene a mancare la necessaria difesa all'attacco dei re orientali, che come nel caso della Babilonia storica, seguendo il corso dell'Eufrate a secco, s'introdussero in città.
 
Il nemico dei re orientali è sempre stato Israele, da ciò nasce l'invito a radunarsi contro di esso, con espressioni ormai scontate, prive di ogni valore e significato, sempre uguali come il suono emesso dalle rane. Il luogo scelto è Harmagedon, dove il Cristo li sta aspettando da sempre per ridurli al nulla per l'eternità.
 
La tromba seguente si occupa del giudizio su Babilonia, la falsa religione mondiale che ha sempre dominato, complottando con il mondo, quella di cui abbiamo parlato.

 
Se la tua analisi del presente mi convince (anche se non completamente), riguardo i riferimenti dell'Apocalisse sono in disaccordo.
 
Per i motivi che avevo indicato sopra i re d'oriente che passano l'Eufrate sono dalla parte del bene. Dio non compie un miracolo per favorire il male, al peggio lo permette, ma non lo fa compiere ad un suo angelo. Poi i richiami a Isaia 11 e a Mosè che passa il mar Rosso sono troppo forti.
I malvagi sono nel versetto succcessivo: drago, bestia e falso profeta.
 
Chi sono i re d'oriente?
Nella lettura analogica (sesto giorno, Cristo incarnato) sono i re magi che vengono ad adorare Cristo.
 
Nella lettura allegorica della battaglia del settimo giorno ... "Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo ...i  re d'oriente sono gli angeli che accompagneranno Crito: essi, con Lui, verranno da oriente.
 
Se vuoi fare una lettura allegoria sui ns giorni, cosa che non mi prende più di tanto, ricordando che: la sposa è Israele (il vero isreale sono i cristiani), la sposa diventa una prostituta e viene della "Babilonia" quando tradisce Cristo (la tua descrizione de: " i passi che stanno muovendo i nostri capi religiosi, quelli che sono in armonia con il "nuovo ordine mondiale".  è perfetta per l'odierna Babilonia). Allora i re d'oriente (che ripeto devono essere fedeli a Cristo) forse potrebbero essere le Chiese Ortodosse, di fatto le uniche che tra mille orpelli hanno comunque tenuto sopra tutto la fede a Cristo.
« Ultima modifica: 11.08.2019 alle ore 21:02:57 by Irenaeus » Loggato
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #52 Data del Post: 11.08.2019 alle ore 21:51:07 »
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on 11.08.2019 alle ore 16:30:47, kosher wrote:

 
Qui ho qualche difficoltà. Forse sono io a non aver capito.
 
Il contesto riguarda il «il castigo di Dio». Castigo che dovrebbe riguardare «tutti gli uomini che avevano il marchio del mostro e avevano adorato la sua immagine» e coloro «non cambiarono vita (non si sono convertiti, non hanno creduto in Gesù) e non lodarono Dio (come fai a lodare Dio se non credi nel Suo Unigenito?)»    
I tre spiriti immondi radunarono i re della terra in un luogo che in ebraico si chiama 'Armaghedòn'. I tre spiriti immondi, che per me rappresentano la falsa Trinità in opposizione alla Vera Trinità, radunano tutti i re della terra per combattere «la battaglia del gran giorno di Dio».
 
Bene, la Scrittura dice:
 
a) «Allora chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato»  
 
b) «Il sabato seguente quasi tutti gli abitanti di Antiòchia si riunirono per ascoltare la parola del Signore. Appena videro tutta quella gente, gli Ebrei traboccarono di gelosia: si opponevano a tutto quello che Paolo diceva e lo insultavano. Ma Paolo e Bàrnaba rispondevano loro con coraggio. Dicevano: 'Noi dovevamo annunziare la parola di Dio a voi, prima che a tutti gli altri; ma dal momento che voi la rifiutate e dimostrate che non vi importa nulla della vita eterna, ecco, noi ci rivolgiamo ai pagani.»
 
Israele, così come i “re d’oriente” (che rappresentano tutte le religioni, compreso Islam) non invoca il Nome di Gesù, nella Bibbia è spesso accusata di prostituirsi, e -  come dice Paolo -, non prova interesse per la vita eterna. Se è vera questa premessa, si dimostri il contrario, perché mai i re della terra (coloro che combattono contro Dio, coloro che non invocano il Nome di Gesù) dovrebbero combattere ("da ciò nasce l'invito a radunarsi contro di esso"Occhiolino contro coloro che non invocano il Nome di Gesù, ergo non rappresentano i salvati? C’è una dispensa eccezionale che non conosco?
 

 
Quello che volevo, semplicemente, dire è che in Israele, attualmente, esiste un popolo di credenti in Cristo. Questo rimette in moto tutte le promesse fatte a quel popolo, che come tale ha un'eredità importante nel mondo futuro, ossia nel millennio.
 
Le due bestie che lavorano in simbiosi hanno il preciso scopo di distruggere tutto ciò che ha a che fare con Israele ed il Messia, quindi con l'Israele storico ed il "nuovo Israele" perché è da lì che tutto nasce, e non deve essere lasciata traccia del passato.
 
I tre spiriti immondi che radunano tutti alla guerra contro Israele usano i re orientali per incitare il mondo a distruggerlo. Sarà forse un ricatto che potranno mettere in atto date le immense ricchezze che possiedono, specialmente in momento di caos totale come quello.
 
Mi rendo conto che costruire una storia così su poche parole sia azzardato, ma se lo mettiamo in relazione con ciò che è scritto in altre parti della Bibbia, e specialmente ai fatti attuali, penso che questa narrazione abbia, più o meno, le stesse probabilità delle altre.
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #53 Data del Post: 12.08.2019 alle ore 06:14:31 »
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on 11.08.2019 alle ore 21:51:07, Marmar wrote:

 
Quello che volevo, semplicemente, dire è che in Israele, attualmente, esiste un popolo di credenti in Cristo. Questo rimette in moto tutte le promesse fatte a quel popolo, che come tale ha un'eredità importante nel mondo futuro, ossia nel millennio.
 
Le due bestie che lavorano in simbiosi hanno il preciso scopo di distruggere tutto ciò che ha a che fare con Israele ed il Messia, quindi con l'Israele storico ed il "nuovo Israele" perché è da lì che tutto nasce, e non deve essere lasciata traccia del passato.
 
I tre spiriti immondi che radunano tutti alla guerra contro Israele usano i re orientali per incitare il mondo a distruggerlo. Sarà forse un ricatto che potranno mettere in atto date le immense ricchezze che possiedono, specialmente in momento di caos totale come quello.
 
Mi rendo conto che costruire una storia così su poche parole sia azzardato, ma se lo mettiamo in relazione con ciò che è scritto in altre parti della Bibbia, e specialmente ai fatti attuali, penso che questa narrazione abbia, più o meno, le stesse probabilità delle altre.

 
caro kosher,
Dici cose giuste ma vanno approfondite.
Quando Israele riconoscerà Cristo?
Alla fine  tutti, dico tutti, gli ebrei faranno cordoglio per Cristo e lo riconosceranno come Messia
Il Signore scriverà la legge nel loro cuore e nessuno dovrà più istruirli
Ma saranno solo il residuo.
La parola dice che un terzo, e poi un terzo del terzo e infine saranno purificati col fuoco.
Ma tutto questo il nemico lo sa per questo vorrà distruggere Israele e tutti gli ebrei e combatterà anche contro Gesù ma non potrà vincere.
Per questo anche se oggi Israele non rappresenta Cristo è  nelle mire del nemico, perché come detto Cristo sarà riconosciuto da tutti i giudei, e Israele  avrà un futuro glorioso
« Ultima modifica: 12.08.2019 alle ore 06:18:03 by tom_anad » Loggato
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #54 Data del Post: 12.08.2019 alle ore 06:15:39 »
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SCUSATEMI, LA RISPOSTA CON "QUOTE" ERA PER KOSHER E NON PER MARMAR
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #55 Data del Post: 12.08.2019 alle ore 07:18:52 »
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on 12.08.2019 alle ore 06:14:31, tom_anad wrote:

 
caro kosher,
Dici cose giuste ma vanno approfondite.
Quando Israele riconoscerà Cristo?
Alla fine  tutti, dico tutti, gli ebrei faranno cordoglio per Cristo e lo riconosceranno come Messia
Il Signore scriverà la legge nel loro cuore e nessuno dovrà più istruirli
Ma saranno solo il residuo.
La parola dice che un terzo, e poi un terzo del terzo e infine saranno purificati col fuoco.
Ma tutto questo il nemico lo sa per questo vorrà distruggere Israele e tutti gli ebrei e combatterà anche contro Gesù ma non potrà vincere.
Per questo anche se oggi Israele non rappresenta Cristo è  nelle mire del nemico, perché come detto Cristo sarà riconosciuto da tutti i giudei, e Israele  avrà un futuro glorioso

 
Nei tre versetti del capitolo 16 che marmar ha chiesto di esaminare, questa adunanza dei re d'oriente contro Israele, personalmente non riesco ad intravederla. Il nemico di satana è il cristianesimo non è il giudaismo. Se pure parlassimo di "resto d'Israele", attaccare Israele è un'espressione errata. Satana combatterà contro il Cristo, non contro Israele.  
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #56 Data del Post: 12.08.2019 alle ore 09:16:56 »
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Israele è importantissimo nell'economia del millennio, se le bestie riuscissero ad impadronirsene, e così impedire che quel territorio non possa essere usato con lo scopo che avrebbe, allora riuscirebbe, come minimo a posticipare la data dell'avvento del Regno.
 
E' l'ultima carta che può giocare, ormai il Regno in cielo è già stato instaurato, la chiesa è con Cristo; manca solo la terra, e tutto è pronto,
« Ultima modifica: 12.08.2019 alle ore 09:18:04 by Marmar » Loggato

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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #57 Data del Post: 12.08.2019 alle ore 10:19:10 »
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Oggi, in Israele si festeggia Tisha B'av, una festa molto particolare, Messianic Bible, quasi giornalmente invia, a chi ne fa richiesta, un commento su ciò che i giudei Messianici vivono in Israele. Il commento che ho ricevuto oggi (sono tutti in inglese) è questo, e lo trovo particolarmente calzante con ciò che stiamo discutendo. Eccolo:
 
Shalom Marcello,
 
Oggi è Tisha B'Av, un giorno di lutto nazionale e il giorno più triste del calendario ebraico a causa della distruzione di entrambi i templi a Gerusalemme.
 
Ricorda che il Tempio di Gerusalemme era il punto focale di Dio che abita con il Suo popolo. Era la casa che Dio fece costruire a Salomone per lui.
 
Tuttavia, in questo giorno, gli ebrei messianici qui in Israele si rallegrano sapendo che Yeshua (Gesù) stesso era il Tempio, qui sulla terra.
 
Quando Yeshua aveva 12 anni, scomparve per tre giorni a Gerusalemme.
 
Quando i suoi genitori, Miriam e Yosef (Maria e Giuseppe) lo hanno trovato, era seduto tra i rabbini, imparando da loro e facendo loro domande.
 
Disse ai suoi genitori: "Perché mi stavi cercando, non sai che dovevo essere a casa di mio padre?" (Luca 2)
 
Yeshua andò anche al Tempio durante le celebrazioni, come la festa dei Tabernacoli (Sukkot) per insegnare alla folla di persone. (Giovanni 7)
 
Oggi in tutto il mondo, che si tratti di Tel Aviv o Gerusalemme, Londra, Regno Unito, Città del Capo, Sudafrica o Los Angeles, Stati Uniti, gli ebrei si recano nelle loro sinagoghe locali per pregare in ricordo della distruzione del primo e del secondo tempio sacro .
 
È in questi templi che la Shekinah (Divina Presenza) un tempo dimorava in Israele tra il suo popolo.
 
"Metterò la mia dimora in mezzo a te e non ti aborrirò." (Levitico 26:11)
 
La distruzione del primo e del secondo tempio (nel 586 a.C. da parte dei babilonesi e nel 70 d.C. dai romani), così come i conseguenti brutali esili sono ancora oggi profondamente sentiti dal popolo ebraico.
 
Per questo motivo, milioni di ebrei digiunano oggi.
 
E in queste sinagoghe di tutto il mondo questa mattina, la lettura della porzione della Torah è Deuteronomio 4: 25–40, che profetizza la futura iniquità e l'esilio di Israele.
 
L'Haftarah (parte profetica) è Geremia 8: 13–9: 23, che descrive accuratamente la desolazione di Sion
 
Durante il servizio di questo pomeriggio, tuttavia, i nostri pensieri cambiano dalla disperazione alla speranza con Esodo 32: 11–14, una porzione della Torah in cui Mosè chiede a Dio di abbandonare la sua rabbia feroce.
 
Il pomeriggio Haftarah è Isaia 55: 6–56: 8, una profezia che rivela che negli ultimi giorni le nazioni affluiranno a Gerusalemme in riverenza per il Santo d'Israele.
 
"Stranieri che si legano al Signore per ministrare a Lui, per amare il nome del Signore e per essere i Suoi servitori, tutti coloro che osservano il Sabbath senza profanarlo e che tengono fede alla Mia alleanza - questi porterò al Mio santo monte e darò loro gioia nella mia casa di preghiera ". (versetti 7–8)
 
Molti cristiani credono che questa casa di preghiera sia il tempio descritto dal profeta Ezechiele, un tempio in cui la gloria del Signore tornerà attraverso la sua porta rivolta ad est. (Ezechiele 43: 4)
 
Quello che sappiamo per certo è che in questi ultimi giorni, Yeshua (Gesù) sta tornando, questa volta a regnare come re Messia da Gerusalemme. (Salmo 2: 6; Zaccaria 14: 9,16; Rivelazione 7: 9-10, 19:16)
 
Yeshua disse al popolo ebraico: "Guarda, la tua casa è lasciata a te desolata. Te lo dico, non mi vedrai più finché non dici: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore" "(Luca 13: 34–35)
 
Tisha B'Av, quindi, non riguarda solo qualcosa che è accaduto in passato; riguarda anche il nostro futuro come suo popolo.
Fino all'arrivo di quel giorno, siamo confortati dal sapere che Dio è responsabile, che protegge noi e la Città Santa, su cui è scritto il Suo Nome.
 
In che modo i credenti come concittadini nel commonwealth di Israele (Efesini 2: 12–13, 19) dovrebbero rispondere oggi al dolore del popolo ebraico?
 
Questo è il momento di mostrare compassione, di piangere con coloro che piangono e di lamentarsi con coloro che si lamentano.
 
È anche il momento di rimanere fedeli nell'attesa per Israele.
 
Sarai un intercessore che condivide il loro dolore e invoca misericordia per il popolo del Signore, Israele?
 
Aiutateci a portare la speranza di Yeshua (Gesù) nelle profezie messianiche, al popolo ebraico oggi su Tisha B'Av.

 
Un semplice commento sulle feste ebraiche lo feci qui:
 
http://www.marmari.org/apocalisse-037/feste/feste.htm
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #58 Data del Post: 12.08.2019 alle ore 18:58:14 »
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on 12.08.2019 alle ore 09:16:56, Marmar wrote:
Israele è importantissimo nell'economia del millennio, se le bestie riuscissero ad impadronirsene, e così impedire che quel territorio non possa essere usato con lo scopo che avrebbe, allora riuscirebbe, come minimo a posticipare la data dell'avvento del Regno.
 
E' l'ultima carta che può giocare, ormai il Regno in cielo è già stato instaurato, la chiesa è con Cristo; manca solo la terra, e tutto è pronto,

 
Mi dispiace ma non sono d’accordo.
E’ una tesi molto politically correct ma, per come la vedo io, poco aderente al testo sacro.  
 
Premessa, il mio discorso non riguarda l'«Israele di Dio» (Gal 6,16), che è ben altra cosa. Inoltre, tengo a precisare che,  se qualcuno freme dalla voglia di praticare il Bar mitzvah, il digiuno dei primogeniti  e altre festività ebraiche è liberissimo di farlo. Non sarò certo io a giudicare.  
 
■ 17,14: «Combatteranno contro l'Agnello e l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e i fedeli».
 
⁕ Chiamati ed eletti
 
Si trovano solo qui in tutta l’Apocalisse mentre in tutto il NT designano sempre i cristiani.
 
⁕ Fedeli
 
In 1,5 designa Cristo morto sulla croce. Anche i cristiani di Smirne vengono esortati ad essere fedeli fino alla morte per ricevere la corona della vita (2, 10-11). Per Giovanni, veggente di Patmos, si diventa e si resta «fedeli» nella comunione con Cristo; fedeltà è un atteggiamento di portata escatologica in quanto attualizza partecipandovi, la fedeltà a Cristo. Nel nostro testo i chiamati, gli eletti e i fedeli partecipano alla vittoria dell’Agnello.
 
■ «E l'angelo mi disse: «Scrivi: "Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello”». Chi sono gli invitati?
 
⁕ Abbiamo qui l’unione intima tra il Cristo e la comunità di fedeli che si è acquistata col suo sangue. La partecipazione al banchetto messianico è riservata ai fedeli compagni dell’Agnello.
 
■ «E salirono sulla superficie della terra e assediarono il campo dei santi e la città diletta»
 
⁕ La Città diletta
 
Innanzitutto Giovanni non usa città santa come in 11,2. Nel Gesù terreno non c’è mai la rivendicazione di una terra o l’aspirazione a cacciare il dominatore romano da essa. Con la distruzione del Tempio e la fine del culto sacrificale giudaico - di cui Giovanni era a conoscenza – non ha nessun senso accostare l’Israele storico (quello che non ha creduto in Gesù) con la città diletta in cui risiede un campo di santi. Il profeta, ed è più che evidente, parla chiaramente di Santi. Chi sono? L’Israele storico che non ha creduto al Cristo? Assolutamente no!
 
■ I Santi
 
⁕ Nella Rivelazione di Giovanni sono «quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla loro fronte e sulla loro mano». Morti per Gesù e per la Parola di Dio. Mi pare chiarissimo che non possono essere ebrei non convertiti.  
In generale i Santi, sono i fedeli. E’ l’appellativo caratteristico dei credenti nel NT (Rm 1,7; 12,13; I Cor. 14,34; Ef. 5,3) sinonimo di fratelli, i santi hanno ricevuto la rivelazione della grazia (Col. 1,26), vivono nella Luce (Col. 1,26), godono dell’eredità di Dio (Ef 1,18). I santi fanno parte di una comunità, di un popolo eletto (I Piet 2,5-9).
 
Non è l’appartenenza ad una tribù, ad una razza o ad un popolo, anche se questo popolo è Israele, a fare di un uomo un fedele, un santo. Con Cristo non c’è nessuna corsia preferenziale. Il modello essenziale che Giovanni propone alla cristianità è il mistero del Cristo morto e risorto. Il Cristo sofferente è l’unico modello che il veggente di Patmos offre. Cristo sofferente ma vittorioso. Per vincere non basta appartenere ad un popolo piuttosto che ad un altro, bisogna passare per quella situazione, essere coerenti come Lui fino alla fine. L’annuncio paolino proclamava un messia apparso prima della manifestazione escatologica del regno di Dio, proponendo così nel perdurare della storia una giustificazione e quindi una salvezza dell’uomo dipendente essenzialmente dall’accettazione di quel Cristo e dall’appartenenza alla comunità che lo confessava messia e Signore.  
 
Per Paolo il termine in Cristo  «Giudeo» doveva essere ridefinito non in base alla circoncisione, ma all’essere lodato da Dio (Rm 2,28-29); e il termine «Israele» doveva essere ridefinito non in termini etnici o nazionali, ma in riferimento a coloro che sono «chiamati da Dio» (Rm 9,6-12).
 
«Paolo infatti sposta l’immagine corporativa della comunità cristiana da quella dello Stato-nazione (l’Israele storico) a quella dell’assemblea dei cittadini. Sposta cioè l’immagine da una comunità identificata da marcatori delimitanti di tipo etnico e tradizionale a una i cui membri sono tratti da diverse nazionalità e da differenti strati sociali, e la cui prosperità dipende dalla mutua collaborazione e dal lavoro svolto armoniosamente insieme. L’identità dell’assemblea cristiana come «corpo» non è però data dalla collocazione geografica o da un patto politico, dalla razza, dalla condizione sociale o dal genere. E’ data dal comune patto di alleanza a Cristo, visibilmente espresso non ultimo nel battesimo nel suo nome e nella condivisione sacramentale del suo corpo. […]
 
E’ il comune impegno verso Cristo, l’essere  « in Cristo» a determinare il carattere comunitario dei cristiani come corpo di Cristo
».  
 
James DG Dunn, Dal Vangelo ai Vangeli
 
Su questo tema mi fermo.   Sorriso
« Ultima modifica: 13.08.2019 alle ore 07:47:29 by kosher » Loggato

Dominus noster Iesus Christus, Deus unigenitus, primogenitus totius creationis.
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Re: Trombe & coppe.
« Rispondi #59 Data del Post: 12.08.2019 alle ore 20:18:42 »
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Ok, un punto di vista fermo.
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