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   SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?
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   Autore  Topic: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?  (letto 17444 volte)
Stefanotus
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #165 Data del Post: 12.10.2016 alle ore 16:43:24 »

Ti ho scritto in privato. Se vuoi scrivimi pure e rispondimi.
Non credo tu abbia capito male anzi, sei stato schietto, diretto, sincero e credo che hai ragione sul fatto che io spesso mi ponga in modo troppo brutale o diretto. Così come sul fatto che in questi ultimi due post abbia "ingiustamente" detto che alcuni post siano noiosi, pesanti, etc etc.
Quindi ci sta tutto quello che hai detto.
 
Ci tengo però che tu abbia compreso cosa volevo fare aldilà dei modi forse spartani:
 
1) ho cercato di far notare come Keith, Johannan, io e credo altri siamo su una posizione ben chiara anche se tra noi stessi ci sono stati momenti in cui no ci si capiva;
 
2) ho cercato di sottolineare quello che tra i vari commenti fatti DAGLI ALTRI ho ritenuto valido dal mio punto di vista, aggiungendo il mio parere;
 
3) ho aggiunto elementi dottrinali che ritengo importanti, sottolineando il principio che non ci si debba basare su un unico versetto con forza, dimenticando tutto il resto (dottrina generale), compreso il contesto stesso del versetto in questione;  
 
4) ho cercato di far notare una certa fatica nel seguire la discussione, quando questa devia su frasi come "io leggo questo" e non si aggiungono elementi di confronto o spiegazione sensati, spingendo indirettamente tutti noi a dire e ridire le stesse cose. (In fondo cosa ho detto io che Domenico non avesse già ben spiegato prima?).
 
Detto questo, te lo dico sinceramente: mi piacerebbe molto sapere dove, in merito a questo argomento, tu ti discosti dalla mia posizione.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #166 Data del Post: 12.10.2016 alle ore 16:43:37 »


on 12.10.2016 alle ore 09:16:06, Johannan wrote:
Pace del Signore
ilcuorebatte non ho capito l'assimilazione e la conclusione ... si parla di eunuchi!
 
Keith rileggi con attenzione quello che ho scritto. Ho impressione che nel merito stiamo dicendo la stessa cosa.
Gesù stesso lo dice che quella concessione fu introdotta da Mosè e con il Suo intervento la sta annullando ristabilendo la volontà del Padre.
 
Pace del Signore
 

 
magari ho letto male il tuo commento, scusa  Johannan Labbra sigillate
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #167 Data del Post: 12.10.2016 alle ore 17:02:05 »


on 12.10.2016 alle ore 07:19:09, salvo wrote:

Mi sa che il sacrificio di Cristo per molti è incapace di risolvere alcune cose.

 
Se il sacrificio di Cristo vuol dire, come per molti Cristiani oggi, fai quello che vuoi tanto da quando sono morto la legge è un optional e il Padre chiude l´ occhio destro assieme a quello sinistro allora questo tipo di sacrificio NON risolverà di fatto un bel niente.
Gesù non è venuto e morto per abolire la legge.
Gesù non è un nuovo Dio ma è lo stesso, ieri, oggi e domani
Gesù è morto per risparmiarci il castigo e darci la vita eterna. Ma questo non vuol dire che possiamo fare quel che vogliamo.
 
Quello che dico sempre è: non fare del perdono un pretesto per peccare !!!
 
Di nuovo: Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non fanno leggi che vogliono poi cambiare a piacimento.
C´ è una regola nota tra alcuni Cristiani: se l´ 80% della Bibbia dice una cosa e un versetto sembra dirne un´ altra, credi più all´ 80%.
« Ultima modifica: 12.10.2016 alle ore 17:02:30 by keith » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #168 Data del Post: 12.10.2016 alle ore 18:41:52 »


on 12.10.2016 alle ore 17:02:05, keith wrote:

 
Se il sacrificio di Cristo vuol dire, come per molti Cristiani oggi, fai quello che vuoi tanto da quando sono morto la legge è un optional e il Padre chiude l´ occhio destro assieme a quello sinistro allora questo tipo di sacrificio NON risolverà di fatto un bel niente.
Gesù non è venuto e morto per abolire la legge.
Gesù non è un nuovo Dio ma è lo stesso, ieri, oggi e domani
Gesù è morto per risparmiarci il castigo e darci la vita eterna. Ma questo non vuol dire che possiamo fare quel che vogliamo.
 
Quello che dico sempre è: non fare del perdono un pretesto per peccare !!!
 
Di nuovo: Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non fanno leggi che vogliono poi cambiare a piacimento.
C´ è una regola nota tra alcuni Cristiani: se l´ 80% della Bibbia dice una cosa e un versetto sembra dirne un´ altra, credi più all´ 80%.

Proprio non hai per nulla centrato il mio percorso ma bene lo stesso.
Tutta la scrittura è divinamente ispirata ma sembra che quando ne abbiamo un tornaconto personale, anche dottrinale, teologico, allora ci permettiamo l'interpretazione, quando invece le cose a noi stanno bene e altri cerca di comprendere allora, allora non si può perchè "sta scritto". NOn esiste nessuna regola così come tu la poni perchè rimarrebbe sempre quel 20% che si presta a discussioni. Se poi pensi che le divergenze nascono solo su molto meno in percentuale. Io credo invece che facendo una sintesi, sia solo il 20% che viene accettato da tutti in modo uniforme, il resto è una perenne discussione. Siamo umani, no? Il che è tutto dire.
Non siamo qui per avvallare quello che tu evochi ma, come già detto, per riflettere intorno a cose che, e non sono solo io a dirlo, lasciano spazio a riflessioni.
In ogni buon conto, visto che stai facendo di tutte le erbe un fascio, il mio riflettere riguardava solo ed esclusivamente la posizione di chi viene lasciato per colpe non sue e si trova, ancora  giovane molto spesso.
Non mi appiccicare addosso quello che non ho detto e non ho voluto nemmeno dire.
Da sempre si è voluto parlare di ciò che io non ho evocato non tenendo quasi in alcun conto il soggetto da me trattato. Puoi rileggerti tutti i miei posto se ne hai voglia e vedrai che ciò che dico ora l'ho sempre sostenuto.
Poi, al di là di tutte le osservazioni fin qui fatte, il discutere aiuta a comprendere meglio ciò che non sempre è chiaro.
In quanto a ciò che tu evochi circa il perdono e la misericordia, anche qui ho detto strada facendo che per legge tutti noi dovremmo essere condannati a morte eterna mentre veniamo assolti per misericordia divina che non ha mai dimenticato che non siamo altro che carne; il resto deducilo tu.
Il perdono non annulla la legge ma sana l'anima di chi è caduto, se si pente, ovviamente e davanti a Dio. Se poi pecca ancora allora diventa recidivo e le cose cambiano assai. Iddio ha fatto tutte le leggi giuste, non una è sbagliata ma ha anche usato sempre il perdono, Lui. Ho accennato alla possibilità che I MINISTRI DEL SIGNORE  hanno di legare e sciogliere ma, evidentemente secondo voi non si applica all'argomento in questione.  
Punti di vista legittimi, ovviamente, ma non credo che l'argomento ti interessi molto vista la posizione oltranzista che assumi, leggittima, ma il troppo guasta.
Ora per inciso, fai bene a insegnare come tu hai detto che non è bene avere rapporti extraconiugali, che non è bene fare sesso prima del matrimonio, etc. ma non dimenticare nemmeno di fronte ai caduti che hanno bisogno di essere rialzati.
Dico questo perchè a memoria mi pare di ricordare, forse mi sbaglierò,  che su sia un po troppo legalista.
« Ultima modifica: 12.10.2016 alle ore 18:56:23 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #169 Data del Post: 12.10.2016 alle ore 21:54:32 »


on 12.10.2016 alle ore 00:10:10, keith wrote:

 
fino a prova contraria la legge non era di Mosè ma di Gesù che aveva data a Mosè

 
Scusami, partendo da un'ottica letteralista, potresti indicarmi il versetto che letteralmente afferma: "Gesù ha dato la legge a Mosè"
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #170 Data del Post: 12.10.2016 alle ore 21:54:43 »

Sembro legalista ma non lo sono.  
 
Sono forse uno di quei tanti che fa errori e peccati.
 
Sia su questo argomento che in altri, il mio punto, come ho già detto, non è giudicare. Ma chiamare il peccato col suo nome.
 
Mi spiego meglio:  
- se in chiesa tra i miei giovani viene un omosessuale (e questo l´ho già detto nel mio gruppo di giovani più volte), guai a chi si sente "migliore di lui". L´ accoglienza senza se e ma è al primo posto.
Allo stesso tempo non insegnerei mai che l´ omosessualità sia una Cosa voluta da Dio. Quindi accolgo di cuore il peccatore (anche se frequenta e ci vorranno magari anni per cambiare) ma non il peccato.
- se invece nell´ ambito della chiesa vengono date a queste persone degli incarichi importanti (come fa la chiesa degli Hillsong di NYC) a degli omosessuali che tra l´ altro legittimano e dichiarano puro il loro stato attuale ... beh, allora diventa un´ altra storia.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #171 Data del Post: 12.10.2016 alle ore 21:56:01 »


on 12.10.2016 alle ore 21:54:32, kosher wrote:

 
Scusami, partendo da un'ottica letteralista, potresti indicarmi il versetto che letteralmente afferma: "Gesù ha dato la legge a Mosè"

 
scusa, ti potrei rispondere ma andremmo fuori tema
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #172 Data del Post: 12.10.2016 alle ore 22:03:10 »


on 12.10.2016 alle ore 18:41:52, salvo wrote:
Non siamo qui per avvallare quello che tu evochi ma, come già detto, per riflettere intorno a cose che, e non sono solo io a dirlo, lasciano spazio a riflessioni.

 
questo è il punto: in questo versetto non c´ è l´ ombra di spazio per una riflessione perchè parla chiaro
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #173 Data del Post: 12.10.2016 alle ore 22:11:03 »


on 12.10.2016 alle ore 21:56:01, keith wrote:

 
scusa, ti potrei rispondere ma andremmo fuori tema

 
Capisco... Sorridente
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #174 Data del Post: 13.10.2016 alle ore 06:28:06 »


on 12.10.2016 alle ore 22:03:10, keith wrote:

 
questo è il punto: in questo versetto non c´ è l´ ombra di spazio per una riflessione perchè parla chiaro

Come puoi capire da solo si sta discutendo proprio perchè esiste, almeno per alcuni qui sul forum, uno spazio che  c'è chi non lo vede, legittimamente.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #175 Data del Post: 13.10.2016 alle ore 06:33:20 »


on 12.10.2016 alle ore 21:54:43, keith wrote:
Sembro legalista ma non lo sono.  
 
Sono forse uno di quei tanti che fa errori e peccati.
 
Sia su questo argomento che in altri, il mio punto, come ho già detto, non è giudicare. Ma chiamare il peccato col suo nome.
 
Mi spiego meglio:  
- se in chiesa tra i miei giovani viene un omosessuale (e questo l´ho già detto nel mio gruppo di giovani più volte), guai a chi si sente "migliore di lui". L´ accoglienza senza se e ma è al primo posto.
Allo stesso tempo non insegnerei mai che l´ omosessualità sia una Cosa voluta da Dio. Quindi accolgo di cuore il peccatore (anche se frequenta e ci vorranno magari anni per cambiare) ma non il peccato.
- se invece nell´ ambito della chiesa vengono date a queste persone degli incarichi importanti (come fa la chiesa degli Hillsong di NYC) a degli omosessuali che tra l´ altro legittimano e dichiarano puro il loro stato attuale ... beh, allora diventa un´ altra storia.

Amare il peccatore è sicuramente un sano modo di rapportarsi. Ci mancherebbe.
Per il rimanente è proprio li che scatta la necessità di capire.
Tu dici, parafraso, tu puoi rimanere tutta le vita omosessuale per tendenza io non ho nulla in contrario ma sappi che nella chiesa non avrai la possibilità di incarichi.
Così facendo stai giudicando una condizione evidente ma nulla sai dei suo desideri che, come sai sono peccaminosi lo stesso. Farà dunque parte della famiglia ma sarà sempre un estraneo alla famiglia. Il che è come dire che si deve accontentare delle briciole ....
Credo che anche io farei così, non ti sto contrariando ma, ammetto che è una situazione comunque precaria.
La stessa cosa avviene per i giovani divorziati senza colpa, ovviamente, perchè in quanto divorziati sono in una situazione precaria, non tanto per ciò che si vede ma per ciò che non si vede, quindi, a scnso di equivoci, se ne stia senza incarichi, così saniamo il tutto. Ci può anche stare ma zoppica.
Dico e chiudo che nolti credenti vivono nelle chiese e non hanno incarichi pur vivendo una vita cristiana normale.  
Apprezzo le tue considerazioni ma non capisco come, la dove c'è tutta questa attenzione ai casi da te citati, come  fai ad essere così reciso per quanto concernerebbe un giovane abbandonato dalla moglie e marito che sia, dicendogli. "A no, tu non puoi sposarti perchè sta scritto ....". Hai sbagliato? Peggio per te.
Uhmmmm.
Io non sarei così reciso ma tu puoi esserlo.
Ora però mi pare che, almeno per me sia tempo di chiudere.
Grazie a tutti per la pazienza.
Una grazie anche a Stefano che ha avuto il "coraggio"di dire a ilcuorebatte: Perfino salvo, nonostante io la pensi diversamente da lui mi ha detto che apprezza la fermezza della mia posizione.
Alla fine, ciò che conta è essere onesti davanti a Dio nell'ambito della luce che ognuno ha; guai andare contro quella luce che non è per tutti uguale.
« Ultima modifica: 13.10.2016 alle ore 06:53:34 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #176 Data del Post: 13.10.2016 alle ore 10:31:05 »


on 13.10.2016 alle ore 06:28:06, salvo wrote:
Come puoi capire da solo si sta discutendo proprio perchè esiste, almeno per alcuni qui sul forum, uno spazio che  c'è chi non lo vede, legittimamente.

Salvo io personalmente non concordo con questa tua affermazione e mi pare di averlo fatto notare proprio sopra dicendo che in realtà chi non è proprio d'accordo con quanto è stato espresso credo adeguatamente in merito alla questione, si limita a tergiversare intorno alla questione ma non adduce niente di più riguardo a quanto è stato già detto, contraddetto e concluso. E te lo dimostro.
Tu, in modo sincero dopo aver puntato il dito sul troppo legalismo di Keith (in cui posso concordare con te in merito ai modi un pò forti di esprimersi, ma non sui contenuti... perchè i suoi mi sembrano proprio in linea con l'insegnamento biblico) rispondi così:

on 13.10.2016 alle ore 06:33:20, salvo wrote:
Amare il peccatore è sicuramente un sano modo di rapportarsi. Ci mancherebbe. Per il rimanente è proprio li che scatta la necessità di capire.
 
Tu dici, parafraso, tu puoi rimanere tutta le vita omosessuale per tendenza io non ho nulla in contrario ma sappi che nella chiesa non avrai la possibilità di incarichi.
 
Così facendo stai giudicando una condizione evidente ma nulla sai dei suo desideri che, come sai sono peccaminosi lo stesso. Farà dunque parte della famiglia ma sarà sempre un estraneo alla famiglia. Il che è come dire che si deve accontentare delle briciole ....

Ecco qui a mio personale parere non stai assolutamente discutendo sulla questione divorzio, ma poni sul tavolo questioni a latere a dimostrazione che "il modo di porsi" anche nella questione divorzio "manca di qualcosa".  Mi spiego meglio: Tu stai dicendo in pratica che nella questione divorzio e seconde nozze, comportandosi in modo "biblico" stiamo scadendo in qualcosa. Questo qualcosa lo cerchi di dimostrare usando l'esempio di Keith sull'omosessualità.
 
Tralasciamo la divagazione in OT, che ci può anche stare... Cerco anche io di farti notare, spero in modo più "tenero" in modi rispetto a Keith, perché ritengo non proprio adeguato (mio parere personale eh) questo modus operandi che tu suggerisci.
 
1) Sostieni che: "Amare il peccatore è sicuramente un sano modo di rapportarsi. Ci mancherebbe. Per il rimanente è proprio li che scatta la necessità di capire."
 
Amare il peccatore non è un sano modo di rapportarsi: è invece l'atteggiamento NATURALE che nasce da un cuore rigenerato. Amare i peccatori è il sentimento che albergava in Cristo Gesù e che quindi nello Spirito Santo deve vivere in noi cristiani veri.
 
2) Non c'è per niente la necessità di capire in termini biblici. Se sei nato di nuovo, lo Spirito Santo opera in te e tu "ami" perché la tua vita è stata trasformata. Di conseguenza cosa succede se vedi un'altro peccatore? Qualunque sia il suo peccato, non dobbiamo giudicarlo... ma accoglierlo come fece Gesù.  
 
Dici ancora:
Quote:
Credo che anche io farei così, non ti sto contrariando ma, ammetto che è una situazione comunque precaria.
Situazione precaria?
Se intendi che il "peccatore" che si avvicina a noi non deve bastarci così hai ragione. Ma qui si apre uno scenario gigante: la chiesa non è chiamata a coccolare i peccatori. Vengono i peccatori e li accogliamo, si è vero. Non li giudichiamo e anzi dimostriamo amore cristiano verso loro, si. Ma poi preghiamo il Signore che mediante l'opera della Sua Parola predicata compunga il loro cuore e si convertano. E la conversione porta LIBERAZIONE dal peccato. La verità rende liberi.
Come per la prostituta incontrata da Gesù, gli viene data una possibilità di nuova vita: "va e non peccare più". L'omossessuale quindi DEVE ottenere una trasformazione se nasce di nuovo. Così come il tossico dipendente, l'alcolista, il bugiardo, l'omicida o chiunque altro.
Ovvio però... che se hai ucciso qualcuno e non sei in prigione perchè hanno incolpato un'altro... se conosci il Cristo, vieni liberato dal peccato dinnanzi a lui ma pagherai comunque le conseguenze del tuo peccato. Dovresti quindi confessare alle autorità etc etc.
Così come un tossico dipendente che si è bruciato un pò le cellule celebrali... verrà liberato dalla dipendenza dalla droga ma non riacquisirà le cellule che si è bruciato.  
 
Se quindi facciamo due conti cercando di rimanere in tema, abbiamo 2 scenari generali. Il primo è quello di un divorziato o divorziata che si converte a Cristo. Il secondo è quello di un credente che divorzia.
La Bibbia effettivamente non fa questa differenza. A voler esser precisi la Bibbia non prevede nemmeno esistano gli atei giusto per capirci, per la Bibbia (e non sbaglia in questo) l'uomo crede sempre in qualcosa e ha sempre un idolo in fondo al cuore, fosse semplicemente sè stesso è sempre un idolo che prende il posto di Dio. Quindi se divorzi dopo la conversione o divorzi prima della conversione, sei sempre in una condizione che Dio non ha contemplato come "benedetta". Non fa parte del suo volere che una persona divorzi. E qui si entrerebbe nel merito di cosa significa emotivamente e psicologicamente divorziare. Il divorzio ha conseguenze nella mente dell'uomo e della donna. Il divorzio ha conseguenze sui figli se ce ne sono e sulle persone a noi vicine. Il divorzio è male, mai bene.
Quindi è da accettare che questo abbia delle conseguenze. Non si può fare finta di niente. Non si può buttare nel dimenticatoio. Il divorzio non è una foto sullo smartphone che puoi cancellare e dimenticare.
Il divorzio è un trauma umano, il divorzio è un errore.
 
Di conseguenza la chiesa deve accogliere chi è divorziato con amore, come si accoglie un uomo che si trova per strada in fin di vita perché rapinato e percosso dai briganti. Lo si rialza, lo si cura, lo si aiuta.
Ma le ferite che il divorzio gli ha procurato, rimarranno come cicatrici indelebili nella sua vita. Non possiamo chiudere gli occhi e pensare che "tutto diventi normale" perché ora c'è Gesù.
Gesù guarisce l'anima e aiuta ma le conseguenze del peccato le paghiamo lo stesso! (Continua...)
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #177 Data del Post: 13.10.2016 alle ore 10:33:17 »


Quote:
La stessa cosa avviene per i giovani divorziati senza colpa, ovviamente, perchè in quanto divorziati sono in una situazione precaria, non tanto per ciò che si vede ma per ciò che non si vede, quindi, a scnso di equivoci, se ne stia senza incarichi, così saniamo il tutto. Ci può anche stare ma zoppica.

Divorziati senza colpa è un'espressione infelice secondo me.
Perfino il mondo ormai afferma che le colpe di una separazione sono sempre al 50%. E te lo dice una persona che purtroppo ha vissuto una separazione molto da vicino e quando mai te lo saresti aspettato. Oggi separazione e divorzi sono diventate opzioni facili come andare al cinema. Opzioni che perfino i 50enni o i 60enni valutano dopo 20/30 anni di matrimonio. Tu dirai: ma davvero? Si è così. Come se ci si possa rifare una vita a 60 anni. Perché questa è l'illusione che si predica nel mondo. Io per primo quindi sarei tentato di dare le colpe all'uno e non all'altro coniuge, perché molto vicino all'esperienza di questi due in famiglia. Però sono consapevole che la separazione è solo la conseguenza di una vita in cui ENTRAMBI non hanno messo al primo posto Dio. Una corda a 3 capi difficilmente si slega o si spezza.  
Quindi non esistono divorziati senza colpa.
E la loro situazione non è precaria perchè divorziati, è precaria perchè peccatori.  
 
Il non dare incarichi non è un palliativo come tenti di farlo sembrare tu. E non è nemmeno una cosa da spiattellare in faccia al divorziato così come se fosse la condizione per vivere nella chiesa con tutti gli altri. L'anomalia che si nasconde in questa visione è che si dimentica che la chiesa è di Cristo non degli uomini. Di conseguenza se è Cristo ad aver ispirato questo testo biblico di cui tanto si parla... se è lo Spirito Santo ad aver ispirato la prima epistola a Timoteo e gli ha fatto dire: "marito di una sola moglie"... allora non può essere che lo stesso Dio chiami un divorziato ad assumere incarichi ministeriali o diaconali nella chiesa!  
Certo è, che se poi è l'uomo ad operare ed è l'uomo a dare gli incarichi, perchè no? Allora tutti possono fare tutto secondo il loro metro di misura e il proprio piacere personale. Ma se invece è Dio che ha stabilito delle regole, Egli non si contraddirà dando chiamate e quindi incarichi contrariamente a quanto Egli ha scritto nella Sua Parola.  
Non è una pezza questa e non è un palliativo. Ma è una garanzia di una solida e forte testimonianza cristiana. Noi credenti siamo RESPONSABILI di predicare al mondo della benedizione di Dio per chi vive secondo la Sua Parola non solo a Parole ma a fatti. Quindi niente di precario come tu sostieni nell'accettare un divorziato nella chiesa, curarlo e sostenerlo, dargli la possibilità di vivere la sua fede liberamente: pregando, testimoniando, cantando e sentendosi parte del corpo di Cristo come tutti gli altri, perdonati e liberati dal potente amore di Gesù. Ma per la condizione in cui si trova, la Bibbia insegna che non potrà esser diacono o ministro. E' davvero un problema che rende la sua situazione PRECARIA o claudicante?
 

Quote:
Dico e chiudo che nolti credenti vivono nelle chiese e non hanno incarichi pur vivendo una vita cristiana normale.
Appunto.

Quote:
Apprezzo le tue considerazioni ma non capisco come, la dove c'è tutta questa attenzione ai casi da te citati, come  fai ad essere così reciso per quanto concernerebbe un giovane abbandonato dalla moglie e marito che sia, dicendogli. "A no, tu non puoi sposarti perchè sta scritto ....". Hai sbagliato? Peggio per te. Uhmmmm.

Spero che adesso ti sia un pò più chiaro.
 

Quote:
Io non sarei così reciso ma tu puoi esserlo. Ora però mi pare che, almeno per me sia tempo di chiudere. Grazie a tutti per la pazienza.
Ovviamente ognuno è nella libertà di comportarsi come ritiene meglio, ma come volevo dimostrarti da principio, il problema di discussioni come queste è che si entra sempre nel personale e questo mi dispiace davvero tanto.
Non dovremmo discutere di cosa tu faresti e di cosa io farei sulla base della nostra "sensibilità" o maturità. Perchè questo ci porta a giudicarci. Io giudico te immaturo o insensibile sulla base di ciò che IO stabilisco sia giusto o delicato o peggio ancora spirituale.
Questo non va bene secondo me.
Dovremmo limitarci a confrontarci solo su ciò che Dio vuole per noi e cercare di capire perché. Dovremmo scavare nella Parola di Dio e comprendere come mai Dio abbia deciso certe cose (se le abbiamo capite bene) e chiedere al Suo Spirito di guidarci a capire il Suo sentimento nell'aver scelto e detto certe cose nella Bibbia.
Sbagliamo invece secondo me, tutte le volte che sulla base della nostra personale esperienza discutiamo su ciò che noi faremmo e su ciò che non consideriamo giusto degli altri.
 
Il mio invito quindi è proprio quello di rimanere nella discussione cercando di capire cosa dice il testo biblico e offrendo esperienze personali come "esempio" di applicazione o non applicazione del testo. Ma non come metro di giudizio su cosa pensano gli altri confrontandolo a cosa pensiamo noi. Mi spiego?
Questo ci porta ad uno scontro di "teste ed esperienze" e non ci aiuta a crescere insieme secondo me.
 

Quote:
Una grazie anche a Stefano che ha avuto il "coraggio"di dire a ilcuorebatte: Perfino salvo, nonostante io la pensi diversamente da lui mi ha detto che apprezza la fermezza della mia posizione.
Alla fine, ciò che conta è essere onesti davanti a Dio nell'ambito della luce che ognuno ha; guai andare contro quella luce che non è per tutti uguale.
Grazie.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #178 Data del Post: 13.10.2016 alle ore 10:48:27 »

Pace del Signore  

on 13.10.2016 alle ore 06:33:20, salvo wrote:
... Alla fine, ciò che conta è essere onesti davanti a Dio nell'ambito della luce che ognuno ha; guai andare contro quella luce che non è per tutti uguale.

Premesso che non ho alcuna intenzione di polemizzare, ma chiedo semplicemente per capire visto che è un frasario che usi spesso.  Cosa è questa "luce" di cui parli e che ognuno ha? Da dove viene? Perchè non è uguale per tutti?
 
Pace del Signore
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ilcuorebatte
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #179 Data del Post: 13.10.2016 alle ore 11:03:51 »

Allora come da gentile richiesta di Stefano mi espongo per quelle che sono le mie considerazioni sul suo intervento. In primis  nel merito di una considerazione avuta privatamente da Stefano che assolutamente trovo pertinente nell'argomento, che l'unica "apertura" sul ri-matrimonio la troviamo solo nell'affermazione di Matteo che riporta le parole di Gesù al capitolo 19. Voglio anche specificare, perché credo sia opportuno farlo, che io sull'argomento del ri-matrimonio non sono convinto che sia lecito. Io non  ho  postato, e non posto le mie convinzioni, ma i dubbi che io stesso sollevo verso quelle che sono le mie convinzioni, perché ritengo che questo sia il processo mentale  corretto da applicare quando bisogna confrontarsi o confrontare una dottrina o una propria teologia (quindi una Verità strutturata e in parte "derivata"Occhiolino nei riguardi della Parola di Dio. Rispetto ad altri che hanno espresso cose diverse nel merito della Parola di Dio, su questo invece sono convinto, non ritengo che questa sia una sorte di "manuale delle giovani marmotte", cioè che questa risponda a tutto, io credo che su determinati argomenti la stessa Parola esprima più linee di lettura, come per esempio sull'ecclesiologia, o l'escatologia, fermo restando dei chiari principi e verità nei medesimi argomenti. Voglio però anche ricordare a Stefano che nell'ambito della discussione attorno al Velo quando ho fatto notare che anche in quel caso solo in 1 Corinzi 11 troviamo questo riferimento specifico, ha risposto tutt'altro nel merito. Ne approfitto anche per consigliargli di verificare sempre i riferimenti scritturali presenti nelle fonti da cui attinge, perché anche nel merito di Giacomo, sull'unzione degli ammalati che lui specifica essere l'unico riferimento in tutta la Scrittura è nonostante questo noi la crediamo e la  pratichiamo, questo non è corretto, non solo è  attestata in tutta la Scrittura ma è anche  specificamente citata da Gesù, (Mc 6.13), credo che tu abbia preso il  riferimento da un blog delle ADI,  perché ho  trovato la stessa considerazione anche in quel documento. Risponderò ora all'intervento di Stefano "quote per quote" delle cose salienti (almeno per me). Anticipo anche che non risponderò oltre, ai seguenti quote, che Stefano giustamente posterà, Perché trovo l'uso prolungato dei quote destrutturante nel merito di quanto invece dovrebbe essere un ragionamento finalizzato ad un argomento specifico e che trasforma spesso l'argomento in molti sotto argomenti che spesso "derivano" in altri argomenti. Io personalmente, sarà un limite personale, ma non riesco a discutere in questo modo.
 

Quote:

Pensate ad esempio al passaggio fatto per approvare la poligamia. Quel passaggio è stato eccezionale in termini di interpretazione biblica. Il tipo affermava che, siccome la Bibbia dice che è il vescovo o il diacono a dover esser sposato ad una sola moglie... si può dedurre che tutti gli altri credenti non hanno questo vincolo e possono averne due o tre di mogli. Sono certo che a supporto di questo ragionamento deduttivo, si aggiungano motivazioni come "in fondo nel Nuovo Testamento non è esplicitamente vietata la poligamia" dimostrando così che il vincolo dell'unica moglie sia solo per i responsabili.  

 
Stefano, scusami ma è proprio il contrario, e tu cadi nella stessa contraddizione di termini che cerchi di imputare agli altri. Dove deduci tu che non sia possibile la poligamia? Perché il passo in questione accerta chiaramente che essa esisteva ed era praticata anche dai cristiani, secondo te perché Paolo lo specifica? Non c'è molto da discutere su questo a livello esegetico. La domanda invece la pongo a te dove sta scritto invece che essa è vietata nel NT? La risposta non sta scritto da nessuna parte ma noi (quindi anche te compreso) lo crediamo non biblico perché lo deduciamo. Tu quindi stai deducendo un qualcosa su una prassi che letteralmente non è espressamente vietata NT. Perdonami ma basta questo a dimostrare che crolla tutto il tuo costrutto.  
« Ultima modifica: 13.10.2016 alle ore 11:04:18 by ilcuorebatte » Loggato

"Per coloro che credono nessuna prova è necessaria, per coloro che non credono nessuna prova è sufficiente." Stuart Chase
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