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   SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?
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   Autore  Topic: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSATE ?  (letto 17437 volte)
Rossella
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #105 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 11:00:31 »

Scusatemi se metto bocca in questa (quasi) disputa fra uomini, ma mi sembra che a volte ci si dimentica che  è importantissimo, nel cercare le verità bibliche, di non  basarsi  su uno o due versetti  ritenuti essenziali, ma tenendo conto di tutte le sfumature presentate da altri versetti che pongono un limite alla regola assoluta: "Quello che Dio ha unito, l'uomo non divida".
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #106 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 11:05:13 »

Allora, sul resto mi sembra si sia parlato abbondantemente, la cosa più divertente è che, in pratica, diciamo tutti la stessa cosa in modi diversi, però si discute sul modo in cui viene detto  Sorridente in questo concordo pienamente con Domenico: è già un brutto spettacolo vedere le discussioni poco gentili sugli argomenti in cui la si pensa diversamente, ma le discussioni poco gentili sugli argomenti in cui la si pensa allo stesso modo, esprimendosi diversamente sono più comiche che tristi (almeno spero!).
 
Di questa cosa rimarcata precedentemente da Salvo, però, mi sento in dovere di fare una piccola precisazione, visto che sono uno che è giovane (ma non giovanissimo).  
 

on 08.10.2016 alle ore 07:21:54, salvo wrote:

Quando io ho detto che quando si è giovani ci si comporta in un certo modo ma quando si va avanti negli anni si cambia, ci si addolcisce, o quando ho detto che quando le cose riguardano gli altri abbiamo un atteggiamento diverso da quanto ne siamo direttamente coinvolti, ho solo evidenziato quanto sia putroppo vero questo metro e sovente per tutti noi è così, a meno che non siamo dei perfetti gentiluomi

 
Personalmente, non credo solo che questo valga per te, come per me, come per chiunque di noi, ma mi spingo così in la (se me lo permettete), da affermare che se anche uno, uno solo fra noi, ma nemmeno fra noi, una persona perfettamente ipotetica e inventata, pensa che il suo modo di pensare attuale vada bene e andrà sempre bene, o pensa di essere attento e di applicare sempre lo stesso metro di misura a sé stesso come agli altri, ecco, questa ipotetica persona (che io non so se esista) mente a sé stessa prima che a chiunque altro. Ciò che diceva salvo in queste poche righe, è valido per lui, è valido per me, ed è valido per qualsiasi persona abbia letto anche solo di sfuggita questo topic, come per chi nemmeno sa che esista questo forum. Veramente, in questo caso è più che mai valido il dire "Chi è senza peccato scagli la prima pietra". E badiamo bene a cosa lanciamo, perché quella pietra finirà solo che sulle nostre stesse teste!  Occhiolino
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #107 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 11:11:11 »


on 02.10.2016 alle ore 00:08:36, Marmar wrote:
Evidentemente non abbastanza, altrimenti non vi sarebbero più punti di vista.

 
da quando mondo è mondo l´ uomo cerca sotterfugi alla Parola di Dio. Non si tratta di punti di vista. Se nella Bibbia c´ è scritto A, e sia il contesto, sia il senso resti quello non possiamo fare della A una X. A meno che non cerchiamo le solite scuse: era simbolico, erano altri tempi, il greco (greco fai da te) non dice A ma dice S e quindi può essere X
 

on 03.10.2016 alle ore 15:59:22, Stefanotus wrote:
Quindi non me la sentirei di recriminare uomini o donne che si lasciano e che scelgono di risposarsi.
Guai al giudicarli.... nessuno può conoscere davvero la loro situazione.

 
Il giudicare non sta a noi, infatti.  
Il mio intento sia in questo contesto, sia in altri come ad esempio l´ omosessualità, non sta nel giudicare ma nel chiamare il peccato (e non il peccatore) col loro proprio nome.
Definire un peccato come una cosa fattibile e legittima, questo per me non va come non va che gli Hillsong di New York (vado 2 secondi fuori tema) hanno come direttori musicali 2 omosessuali che addirittura si vantano della loro situazione .... questo per me è una cosa che non va. Si può e si deve  essere  amorevoli l´ un l´ altro ma nello stesso tempo non perdere di vista quello che Dio ha serbato per noi e quello che lui ritiene per abominevole o non fattibile come il divorzio.
 
Una donna e/o un uomo che si risposa, per qualsiasi motivo, gioca al lotto: può andare bene ma può (ri)andare male (ed esperienze ce ne sono tante). Quindi io SO perchè Gesù ha detto e deciso di non risposarsi
« Ultima modifica: 08.10.2016 alle ore 11:24:13 by keith » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #108 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 16:47:13 »

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on 08.10.2016 alle ore 11:05:13, Caste wrote:
... in pratica, diciamo tutti la stessa cosa in modi diversi...

A me non sembra che si dicano le stesse cose o almeno io non dico le stesse cose che dice Salvo.

on 08.10.2016 alle ore 11:05:13, Caste wrote:
... ma mi spingo così in la (se me lo permettete), da affermare che se anche uno, uno solo fra noi, ma nemmeno fra noi, una persona perfettamente ipotetica e inventata, pensa che il suo modo di pensare attuale vada bene e andrà sempre bene, o pensa di essere attento e di applicare sempre lo stesso metro di misura a sé stesso come agli altri, ecco, questa ipotetica persona (che io non so se esista) mente a sé stessa prima che a chiunque altro...

Sfondi una porta aperta. Io non ho mai detto che bisogna rimanere fossilizzati nelle proprie convinzioni. Anzi io credo che nella vita del fedele la guida dello Spirito Santo si concretizzi anche in una progressiva crescita nella comprensione della volontà di Dio, volontà che comunque è immutabilmente definita nella Sua Parola.  
E' ovvio che la mia attuale comprensione della Parola di Dio non è la stessa di quella che potevo avere all'inizio della mia conversione, e gloria a Dio per questa crescita, ma questa progressiva maturità non mi autorizza a ritenermi al di sopra di ciò che è scritto.
Questo modo di agire è molto pericoloso e ampia testimonianza di ciò è data nella Scrittura. Infatti tantissimi sono gli episodi in cui sono censurati tali atteggiamenti.
Mosè ed Aronne non entrarono nella terra promessa perché furono ribelli al comandamento di Dio alle acque di Meriba (Numeri 20:7-11). Forse umanamente qualcuno potrebbe dire che l'errore di Mosè fù poca cosa in confronto al suo impegno nel ministerio, del resto in altra occasione Dio aveva chiesto di percuotere la roccia (Esodo 17:5-7), si ma in quella occasione l'Eterno aveva detto a Mosè di parlare alla roccia ed essa avrebbe dato l'acqua. Mosè ed Aronne violarono pubblicamente il comandamento di Dio e questo meritava la giusta punizione.  
Cosa voglio dire? Voglio dire che non possiamo fare di testa nostra, tutto deve passare al vaglio ed in obbedienza della Parola di Dio, anche se a volte non ne comprendiamo fino in fondo le finalità. Ma chi siamo noi per sindacare la volontà del Creatore?
Concludo con l'esortazione di Paolo contenuta in 1 Corinzi 4:6 che, per la sua chiarezza, non ha bisogno di essere commentata.
 
"Or, fratelli, queste cose le ho per amor vostro applicate a me stesso e ad Apollo, onde per nostro mezzo impariate a praticare il 'non oltre quel che è scritto'; affinché non vi gonfiate d'orgoglio esaltando l'uno a danno dell'altro."
 
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« Ultima modifica: 08.10.2016 alle ore 16:53:19 by Johannan » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #109 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 20:43:23 »

Se sull'argomento del "divorzio" si discute in forma dogmatica, cioè  senza accettare le due "eccezioni", presenti nella Parola del Signore, cioè quella cui parla Gesù in (Matteo 5:32 e 19:9 e quella cui fa riferimento Paolo in (1 Corinzi 7:15-16), non credo sia correttezza interpretativa della Parola del Signore.  
 
Inoltre, si tenga presente che il documento di "ripudio" o divorzio che veniva consegnato alla moglie mandata via, autorizzava la stessa di risposarsi, senza che la stessa fosse considerata un'adultera, poiché per il peccato di adulterio, la legge di Mosè prevedeva categoricamente, la morte.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #110 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 20:52:13 »


on 08.10.2016 alle ore 11:00:31, Rossella wrote:
Scusatemi se metto bocca in questa (quasi) disputa fra uomini, ma mi sembra che a volte ci si dimentica che  è importantissimo, nel cercare le verità bibliche, di non  basarsi  su uno o due versetti  ritenuti essenziali, ma tenendo conto di tutte le sfumature presentate da altri versetti che pongono un limite alla regola assoluta: "Quello che Dio ha unito, l'uomo non divida".

 
Ehi che forza! Hai detto la stessa cosa nel primo post di pag 7 e adesso di 8!
Esattamente cosa intendi con le sfumature presentate da altri versetti?
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #111 Data del Post: 08.10.2016 alle ore 21:01:47 »

Pace del Signore

on 08.10.2016 alle ore 20:43:23, Domenico wrote:
Se sull'argomento del "divorzio" si discute in forma dogmatica, cioè  senza accettare le due "eccezioni", presenti nella Parola del Signore, cioè quella cui parla Gesù in (Matteo 5:32 e 19:9 e quella cui fa riferimento Paolo in (1 Corinzi 7:15-16), non credo sia correttezza interpretativa della Parola del Signore.  
 
Inoltre, si tenga presente che il documento di "ripudio" o divorzio che veniva consegnato alla moglie mandata via, autorizzava la stessa di risposarsi, senza che la stessa fosse considerata un'adultera, poiché per il peccato di adulterio, la legge di Mosè prevedeva categoricamente, la morte.

Caro Domenico, le eccezioni da te menzionate fanno parte della Parola di Dio quindi, per quanto mi riguarda, devono essere tenute in considerazione.
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #112 Data del Post: 09.10.2016 alle ore 08:30:00 »


on 08.10.2016 alle ore 20:43:23, Domenico wrote:
Se sull'argomento del "divorzio" si discute in forma dogmatica, cioè  senza accettare le due "eccezioni", presenti nella Parola del Signore, cioè quella cui parla Gesù in (Matteo 5:32 e 19:9 e quella cui fa riferimento Paolo in (1 Corinzi 7:15-16), non credo sia correttezza interpretativa della Parola del Signore.  
 
Inoltre, si tenga presente che il documento di "ripudio" o divorzio che veniva consegnato alla moglie mandata via, autorizzava la stessa di risposarsi, senza che la stessa fosse considerata un'adultera, poiché per il peccato di adulterio, la legge di Mosè prevedeva categoricamente, la morte.

Deut. 24
Io non ho discusso in forma dogmatica ma ho cercato di capire meglio il soggetto.  
E il tema non è di facile comprensione ma le mie riflessioni rientrano in quei casi cui ho fatto riferimento.
La forma dogmatica è giusta ed è la migliore sotto tutti gli aspetti ma, come tu hai rilevato, l'intendimento, discernimento, considera le eccezioni, che non devono assolutamente essere la regola.
Mi si risponderà che ciò era valido solo nel v.t. perchè Gesù non avrebbe detto così e si dimentica che invece  anche il testo da te citato non esaurisce il problema ma ne evidenzia la migliore forma.
« Ultima modifica: 09.10.2016 alle ore 08:43:11 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #113 Data del Post: 09.10.2016 alle ore 12:45:35 »

E quale sarebbe questa "legge di Dio?"
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #114 Data del Post: 09.10.2016 alle ore 12:50:53 »


on 09.10.2016 alle ore 11:02:24, keith wrote:

Matteo 19:9
Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio.

 
A me sembra evidente che questa frase vuol dire anche "chi manda via la moglie per ragion di fornicazione, e ne sposa un'altra, non commette adulterio".  
 
È come guardare lo stesso paesaggio da due punti di vista diversi.  
 
Per  parlare poi dei credenti abbandonati da un non credente, c'è scritto: non sono più vincolati, obbligati.  Questo vuol dire che non hanno più legami, non hanno più le manette, sono liberi. E allora perché non dovrebbero essere liberi di risposarsi?
 
Scanso equivoci, sono sposata da una vita con lo stesso marito quindi nella questione non ho motivazioni personali .
« Ultima modifica: 09.10.2016 alle ore 15:33:14 by Rossella » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #115 Data del Post: 09.10.2016 alle ore 14:35:30 »

Nelle pagine 2 e 3, ho esposto (e credo di averlo fatto in un modo esauriente) l'argomento del divorzio e, non intendo ripetere quel che ho scritto in quella mia esposizione. Se qualcuno non lo ha letto e non lo ha considerato, pregherei gentilmente  di farlo.
« Ultima modifica: 09.10.2016 alle ore 18:26:21 by Domenico » Loggato
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #116 Data del Post: 10.10.2016 alle ore 08:00:55 »

Per la cronaca, affinchè nessuno pensi che io ho qualcosa di personale nella discussione, io sono sposato da 43 anni con la mia unica moglie e non ho nessuna intenzione di divorziare.
 
Sono pienamente d'accordo e l'ho anche più volte ripetuto che il divorzio è un dramma e lo è sopratutto per un credente sul quale incombe la legge del Signore che dice: "Ciò che Iddio ha unito, l'uomo non lo separi".
Ovviamente qui faccio una provocazione, sperando ovviamente che nessuno metta le cose sul personale.
Questa è la provocazione, visto che Iddio conosce ogni cosa avanti la fondazione del mondo: "Ha Iddio inteso non dare alcuno scampo in merito?"
Dico questo anche perchè la Sua Chiesa (dico bene LA SUA CHIESA) è stata dotata di ministero di liberazione, avendogli dato il Signore la possibilità di "sciogliere e legare".
Che sia ben chiaro, è una provocazione, perchè?
 
Riavvolgiamo il nastro.
Quando il peccato non c'era ancora Iddio disse quella famosa frase: "Ciò che Iddio ha unito, l'uomo non lo separi". Poi è arrivato il peccato ma la legge non può cambiare; ciò che è cambiato invece è la vita in tutte le sue forme, tutte comunque sotto la cappa del peccato.
 
Quando i figliuoli di Dio si scelsero per mogli le più belle fra le figliuole degli uomini, Iddio fu contristato e, in quell'occasione disse: "Lo Spirito mio non contenderà per sempre con gli uomini perchè non sono altro che carne".
Perchè iddio si contristò fino a quel punto, visto che comunque è nella natura umana prendere moglie? Le ragioni stanno proprio nel metodo di scelta, cioè alimentato dalla concupiscenza della carne. Ho sintetizzato, ovviamente.
 
Anche i figliuoli di Dio sbagliano nella scelta della moglie o del marito, e quando tale scelta non è davvero messa nelle sue mani può avvenire di tutto.
Per la cronaca, sono perfettamente d'accordo con ciò che ha scrito Domenico, anche se mi permetto di analizzare in dettaglio la cosa, perchè l'unica concessione viene fatta solo in caso di adulterio e, com evidenziava Rossella, chi subisce tale disavventura, deve restarsene per sempre? L'adulterio ha di fatto rotto il legame iniziale e anche se uno volesse ricominciare diventerebbe adultero lo stesso perchè vi è stata contaminazione (vedere Deut 24).
Anche se continuassero a vivere insieme sarebbe entrambi adulteri lo stesso.
Che fare? Che si separino o che se ne stiano insieme, nel momento in cui vi è stato adulterio si diventa antrambi adulteri.
 
In verità Deut 24 considera il fatto che la moglie sia divenuta moglie di un'altro, non dice semplicemente se è ha fatto sesso con un'altro.
 
Ora, a coronare il tutto però, Gesù dice: "Voi avete udito che fu detto: non commettere adulterio; ma io vi dico che chiunque desidera una donna sessualmente commette adulterio con lei nel cuo cuore".
La legge di Gesù è addirittura più stringente della legge di Mosè perchè mette il dito su una piaga non evidente e di cui nessuno ne parla. Io credo stesse parlando a mariti e mogli, ovviamente.
 
Perchè accennavo prima al ministerio di sciogliere e legare? Perchè vi sono situazioni dove è necessario l'intendimento del cielo che ha sempre l'ultima parola in ogni cosa. Certo, come diceva Andreiu, è pericoloso; vero. E' pericoloso nella misura in cui ci si arroga l'autorità di decidere non domandando il SIgnore, caso per caso, ma in modo molto generico dicendo una frase canonica: Secondo la'utorità ricevuta da Dio, io ...., come che bastasse tale pronunciamento per arrogarsi il diritto di dire e fare cose abominevoli davanti a Dio. Ma si sa, di tali ministeri è piena la chiesa nominale.
Quando Gesù ha dato il ministerio di sciogliere legare, lo ha datto ai suoi discepoli, i quali poi furono ripieni di Spirito Santo e sotto quella influenza si muovevano. Stando sotto l'ombra delle sue ali non c'è pericolo di commettere  errori.
 
Il tutto per dire che non si può fare di ogni erba un fascio e trincerandosi dietro lo "Sta scritto" si commettono errori molto gravi.
Spero di non aver ulteriormente sollecitato nessun ardore ma solo confronto sereno.
Avrebbe dunque Iddio condannato coloro che si troveranno in errore a rimanersene per sempre? Sembrerebbe di si, pena incorrere nell'adulterio, quindi in peccato.
« Ultima modifica: 10.10.2016 alle ore 08:01:29 by salvo » Loggato

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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #117 Data del Post: 10.10.2016 alle ore 10:16:24 »

Buongiorno a tutti.
 
Ho letto tutti gli ultimi interventi. Non posso fare a meno che considerare due cose. La prima è che in diversi interventi, a ragione o torto, è stato fatto il mio nome. In pratica sono stati i miei post a creare un po' il disappunto che sta creando la discussione.
La seconda è che è evidente quanto in realtà non si stia aggiungendo NULLA alla discussione, ma si sta discutendo su cosa ha detto l'uno (e quindi sui perchè) e cosa ha detto l'altro in risposta al primo.
 
La tematica che in realtà si sta affrontando adesso non è più "il matrimonio e il divorzio, in merito ai versetti citati in oggetto". La tematica è diventata nuovamente "l'approccio alla Scrittura". Ma più che questo, bisognerebbe notare che forse non stiamo a discutere SOLTANTO gli approcci, ma anche le frasi che vengono dette. Mi spiego meglio.
 
Io sono certo che Salvo è un servo di Dio che ama la Parola di Dio e che sicuramente è molto più coerente e legato ad essa di molti altri utenti qui dentro. E non lo dico per motivi "personali" perchè non lo conosco di persona. Non ho favoritismi. Ma lo conosco da queste pagine, direi ormai da anni... e so benissimo che è un uomo che si sottomette alla Parola di Dio.
So però anche che il suo modo di esprimersi è sincero, diretto e non tecnico. Quindi alle volte il suo modo di esprimersi è un po' impreciso rispetto al modo di esprimersi di chi ha fatto certi studi specifici. Ad esempio è molto chiaro quando in questo ultimo intervento interviene dicendo che sia troppo facile, quasi ingenuo insomma, trincerarsi dietro il motto dello "sta scritto". Quasi che questa formula limiti l'azione dello Spirito Santo.
Eppure io risponderei che fu proprio Gesù ad usare questa espressione contro Satana che lo tentava distorcendo proprio le Scritture! Ma anche qui si aprirebbe un capitolo a parte no?
 
Oltre tutto ciò, c'è da considerare anche la storia e il servizio di ognuno di noi, che non sempre è così "preciso e perfetto". Nessuno è perfetto... e quindi ognuno di noi può avere "qualche lacuna"... e qualora questa lacuna la si metta nelle mani di Dio sinceramente... non ci vedo niente di male.
 
Johannan ha invece un'approccio più sistematico. Si vede che mastica di studi teologici e quindi sotto le espressioni "imprecise" di Salvo ha visto in contro luce quelle che si potrebbero considerare "cattive abitudini". Mi spiego bene e poi chiudo gli OT.
 
Salvo sostiene che qualora si invochi la guida dello Spirito Santo nell'applicare una determinata decisione ad un caso... questa non si possa considerare una vera guida, qualora cioè il pastore o credente di turno si limiti ad applicare la legge biblica. Si tratta di applicazione non di guida dello Spirito Santo.
Prendendo questa frase come esempio, Johannan ha detto:"Si ma lo Spirito Santo ci ricorderà ciò che Lui (Gesù) ci ha detto", quindi si rifà sempre alla Parola di Dio.  
Ecco quindi che la questione che si sta affrontando non è più l'applicazione di una scelta biblica su un caso di divorzio. La questione è diventata: cosa si intende per guida dello Spirito Santo.
Per Salvo è qualcosa di sovrannaturale che guida l'uomo in difficoltà a fare la scelta giusta, specifica per quel caso... coerentemente al carattere e agli insegnamenti cristiani, ma che non è strettamente legato all'applicazione di una legge.
 
Per Johannan invece, la guida dello Spirito Santo è qualcosa di sovrannaturale che rende il cristiano capace di applicare gli insegnamenti biblici relativi al caso in questione nel modo giusto.
 
Emblematico il fatto che ad esempio Salvo parli di LEGGE da applicare, mentre Johannan parla di "Parola di Dio".
 
Io ovviamente sono stato molto chiaro nel dire che la penso come Johannan. La Bibbia è la norma, di nulla mancante, sufficiente per ogni cosa. Non posso pensare che gli manchino pezzi e che lo Spirito Santo debba ispirarci in cose che essa non descrive. Non posso pensare che vi siano sfumature dell'esperienza umana che come dice Caste, non rientrano nei casi biblici. Sono d'accordo con Salvo che lo Spirito debba guidarci per farci ben scegliere cosa fare o cosa dire in casi così delicati, ma non sono d'accordo alla distinzione tra ciò che è legge e l'applicazione di essa o alla visione che questi debba "guidarci" in modi personalizzati e specialistici quasi "indipendenti" dalla Scrittura, o come dicono alcuni nel fare scelte "in linea di pensiero con lo spirito d'amore presentato dalla Scrittura" ma non in termini strettamente letterali.
 
In conclusione, direi che noto un forte interesse al confronto e al capirsi. Noto il desiderio di parlare e approfondire perché la pensiamo diversamente in ottica positiva (anche se alle volte certe espressioni possono davvero sembrare che ci si sottovaluta gli uni gli altri). Ma noto anche tanta confusione.
 
Sono ovviamente d'accordo con Domenico, molto si è detto su questo argomento del divorzio. Molto e pure in modo approfondito. Se si vuole approfondire che lo si faccia a partire da ciò che si è detto già.
Ritengo inopportuni gli interventi seppur brevi di chi, sulla base di ciò che pensa, si inserisce solo per sottolineare la sua posizione basata su un solo versetto e basta.
 
Direi che sia corretto aprire una nuova discussione riguardo l'azione dello Spirito Santo nella guida del credente e confrontarci là. Che ne dite?
 
« Ultima modifica: 10.10.2016 alle ore 10:18:43 by Stefanotus » Loggato
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #118 Data del Post: 10.10.2016 alle ore 13:09:48 »

perchè avete cancellato il mio ultimo post?  
Così, volevo saperlo tanto per curiosità ...
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Re: SUL DIVORZIO, 1^ corinzi 7:27-28 CHE NE PENSAT
« Rispondi #119 Data del Post: 10.10.2016 alle ore 13:13:05 »


on 09.10.2016 alle ore 12:50:53, Rossella wrote:

 
A me sembra evidente che questa frase vuol dire anche "chi manda via la moglie per ragion di fornicazione, e ne sposa un'altra, non commette adulterio".  
 
È come guardare lo stesso paesaggio da due punti di vista diversi.  
 
Per  parlare poi dei credenti abbandonati da un non credente, c'è scritto: non sono più vincolati, obbligati.  Questo vuol dire che non hanno più legami, non hanno più le manette, sono liberi. E allora perché non dovrebbero essere liberi di risposarsi?

 
1. speriamo che non mi cancellino pure questo ....
2. Rossella, Gesù non dice chi manda via la moglie per ragion di fornicazione, ma dice "se non" per ragion, che vuol dire "a meno che" non ci sia fornicazione. Quindi il testo parla chiaro, non ci sono paesaggi.
3. Il non essere vincolati non ha a che fare con i legami matrimoniali perchè la legge del matrimonio è universale: quello che Dio ha unito l´ uomo (e non il Cristiano) non separi. E Paolo parla più volte a chi si è separato di NON risposarsi (senza sè ne ma). E non ha nemmeno detto " a partire dal movimento dei figli dei fiori degli anni 60 e 70, visto che ci sono un paio di divorzi in più e la chiesa "deve" amalgamarsi con la società, allora vi potete risposare"
« Ultima modifica: 10.10.2016 alle ore 13:16:18 by keith » Loggato

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