Sono ormai già
almeno cinque i casi che abbiamo individuato.
Alcuni "fratelli"
si sbizzarriscono nel copiare spudoratamente contenuti, loghi e immagini
di evangelici.net. In alcuni casi è stata citata la fonte, sebbene
non sia stato richiesto il permesso, in altri nemmeno questo.
Ritengo questi fatti un ennesimo
esempio dell'immaturità della Chiesa italiana. In un contesto lavorativo,
pochi si sognerebbero di copiare il lavoro altrui, sapendo a quale rischio si
può andare incontro. Pare invece che quando si tratta di questioni
"religiose" tutto debba essere permesso, tranquilli del fatto che
il fratello non si permetterà mai di denunciarci o crearci problemi.
Naturalmente non voglio fare
una crociata. Credo però sia giusto ricordare a tutti i navigatori che
dietro a Evangelici.net ci sono persone che lavorano GRATIS, anzi, che servono.
Oltre a Marco Fornasini, il quale, instancabile, porta avanti "La Piazza
Evangelica" sin dal 1996, noi altri che ci siamo aggiunti al team di recente,
sottraiamo parte del nostro tempo ad altre attività o alla famiglia. Ognuno
di noi crede che Evangelici.net sia un servizio utile per l'Italia e continueremo
a farlo fin che Dio ce ne darà la possibilità.
Se anche tu credi che Evangelici.net
sia un progetto che merita di essere aiutato e incoraggiato, o se invece non
condividi il nostro modo di lavorare, puoi:
- farcelo sapere ;-)
- rispettare il nostro lavoro e "non copiare"
Se invece hai il desiderio
di collaborare col nostro team, puoi cominciare subito partecipando ai forum,
alla chat o mandandoci il materiale che
vorresti veder pubblicato. Se vuoi collaborare ancora più attivamente
e condividi le nostre basi di fede, manda un
e-mail a webmaster@evangelici.net raccontandoci dettagliatamente chi
sei, cosa hai già fatto in Internet e cosa potresti fare. Non ti promettiamo
una risposta rapida, ma saremo lieti di avere fratelli e sorelle su cui contare.
Abbiamo molti progetti che devono partire e ci sarà lavoro per tanti ;-)
Buona navigazione :-) Walter
Aresca
21 Marzo 2001
In
merito alla questione delle "copiature" da evangelici.net, essendo
parte in causa (da anni opero attivamente a favore di siti e portali evangelici),
forse non dovrei intervenire, ma credo di poter contribuire con alcune riflessioni
utili a vedere la questione da una visuale più ampia.
Prima riflessione.
Scrivo molto, e a volte trovo il mio materiale "ripubblicato" altrove,
senza che ne sappia nulla. Credo che:
- l'autore debba venir sempre informato, e gli vada chiesto il permesso di ripubblicare:
a volte il contesto diverso potrebbe inficiare il senso dell'articolo, oppure
un particolare sito potrebbe risultare non opportuno per il testo in questione;
- l'autore debba altresì venir sempre citato, con tanto di e-mail di riferimento,
per consentirgli di venir contattato dal lettore (l'interattività
e il contatto diretto sono l'essenza di Internet);
- il materiale debba venir riportato *integralmente*;
- gli eventuali "commenti" dei lettori debbano venir comunicati all'autore
in modo che possa rispondere. Una volta, in calce alla... ripubblicazione non
autorizzata di un mio scritto, ho trovato addirittura la lettera di una persona
che riprendeva il mio articolo per considerazioni sue.
Seconda riflessione.
Lavorando nel settore, sapete cosa vedo? Che l'evangelismo italiano su Internet
sta assumendo la stessa identica forma dell'evangelismo italiano "fisico":
tutto frammentazione e diffidenza.
Lo giro molto, l'universo evangelico italiano della rete. E vedo un panorama
triste. Ci sono siti interessanti ma cui mancano le forze per un aggiornamento
costante. Ci sono mailing list che promettono una cadenza (settimanale, o addirittura
quotidiana) ma dopo un po' si accorgono di non riuscire a tenere il ritmo, e
si arenano infelicemente, riportando alla mente quando Gesù
esortava: «chi si mette a costruire una torre, calcoli prima la spesa,
per non restare a metà». Vedo siti con un ottimo archivio, ma scarsa
attualità. Vedo siti con buona grafica, ma contenuti infarciti di errori
grammaticali e sintattici; e vedo siti con buoni contenuti ma grafiche imprecise
o troppo pesanti.
Vedo "portali" di nome ma non di fatto (a volte mi chiedo se chi li
cura sappia cos'è esattamente un portale), che vorrebbero occuparsi di
tutto ma si occupano di una o due cose, e mi chiedo perche' non si concentrino
su quelle con un sito apposito, lasciando perdere la tentazione "generalista"
e le rubriche che non aggiorneranno mai.
Insomma, vedo una realtà da eterni "lavori in corso". Viene
allora spontaneo pensare: se il fratello che è un bravo grafico collaborasse
con il fratello che realizza validi contenuti, se tre mailing list di messaggi
ed esortazioni si accorpassero in una, se il fratello che si occupa di attualita'
venisse interessato a curare le rubriche apposite, arricchendo l'offerta di chi
ha già un buon archivio... non ne verrebbe fuori UN SOLO portale (vero,
stavolta), ma completo, accattivante e utile?
Anche perche' a volte si
arriva a veri paradossi: ho visto che piu' di qualche webmaster, nel creare il
suo nuovo "portale", ha copiato pari pari i "punti di fede"
di altri siti. Ma se si condivide addirittura il *credo* di una certa realtà,
perché non aderirvi, piuttosto che creare un doppione?
Fratelli, l'entusiasmo è
tanto, ma bisogna ragionare con realismo: ognuno di noi per vivere deve lavorare,
e quindi il nostro tempo è giocoforza limitato. Anche le competenze sono
limitate: nessuno sa fare tutto bene (io per primo), e lo si vede chiaramente.
Aprire un sito tutto proprio è un sogno, mentre curarlo giorno dopo giorno è una
dura realtà, con cui ci si scontra prestissimo, finendo per lasciare a
metà il lavoro avviato. L'ho sperimentato sulla mia pelle e, per quanto
mi riguarda, ho deciso di non peccare di egocentrismo intraprendendo l'ennesimo
sito generalista, ma di collaborare con altri che hanno la mia stessa fede e
i miei stessi scopi.
D'altronde, se esiste un
portale che funziona e di cui si condividono basi dottrinali, metodologie di
lavoro e obiettivi, perché non collaborarvi, anziché avviare una
realtà nuova, finendo per disperdere quei talenti e quelle competenze
che il Signore ci ha donato?
Fraternamente,
Paolo
Jugovac
Per evangitalia@yahoogroups.it, 22 Marzo 2001
> Grazie Paolo J. per
il Tuo intervento condivido appieno, e penso
> che cio'
che succede in buona parte delle comunita' evangeliche
> si verifichi
poi anche in rete inevitabilmente.
Attenzione, non credo sia
"inevitabile", se non siamo NOI a volere che lo sia.
Mi spiego. Nella realtà fisica, abbiamo chiese, confessioni e usi diversi:
differenze dottrinali, differenze nell'organizzazione del culto e degli incarichi
nell'ambito della comunità provocati da situazioni nate in momenti e contesti
diversi.
In Internet non è
così. In Internet non ci sono "chiese"; siamo tutti e solo
*credenti*, evangelici, che il più delle volte - come citavo nella mia
precedente - condividono lo stesso credo. E, tra credenti, avere comunione
è MOLTO più semplice che averla tra chiese.
Lo dimostra questa stessa lista: la cura un evangelico storico e vi partecipano,
fianco a fianco, pentecostali fondamentalisti (come me) e darbisti.
Cosa ci accomuna?
- Gesù come Salvatore, e la Bibbia come base di fede;
- la sincerità di cuore, che ci permette di accettare i fratelli anche
quando hanno visioni divergenti dalle nostre, proprio perché sappiamo
che - esattamente come noi - non prendono posizione per sostenere una loro teoria,
ma perché trovano nella Bibbia ragione di credere così, e - come
noi - sono pronti a ragionare, investigando le scritture, prendendo in considerazione
e rispettando il punto di vista altrui;
- il desiderio di seguire e servire il Signore mettendo a disposizione sua (e
quindi anche dei fratelli) le proprie competenze, senza partigianeria o desiderio
di preminenza, ma mettendosi *al servizio*. Così Paolo Castellina quando
ha fondato Evangitalia, così Walter Aresca quando ha fondato Musictus,
così Marco Fornasini con Piazza evangelica, così Alessia Ciuchi
con la missione dei Continentals, e allo stesso modo tanti, tanti altri, tra
cui umilmente (per spirito più che per risultati) mi conto.
- la capacità di mettersi in discussione e rivedere i propri progetti
contingenti (non le proprie basi di fede!) a seconda della realtà che
ci circonda. E qui si torna al discorso della maturità, che porta a cercare
una collaborazione piuttosto che portare avanti autarchicamente la propria realtà anche
quando ci si rende conto dei limiti di questa.
Certo - e lo dico subito
- personalmente in tutta coscienza non potrò collaborare con chi ha una
visione liberale, o propone stravaganze spirituali non biblicamente fondate.
Ma tra quanti condividono posizioni simili, perché continuare a lavorare
su progetti diversi? Perché non unirsi in una sinergia che completi le
rispettive attività, offrendo UN luogo dove un credente (o un non credente)
sa di poter trovare senza tanti giri ciò che cerca?
Allora, approfittiamo della
mancanza di divisioni, ed evitiamo di crearne ora per mantenere le nostre
"roccaforti". Ricordiamoci che il nostro lavoro e i nostri talenti
non sono veramente *nostri*, ma Suoi, e agiamo di conseguenza.