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Gli Speciali di Evangelici.net
Intervista a Francesco Maggio
Dopo i fatti dell'11 Settembre 2001, molte cose dette durante questa intervista di due anni fa si stanno confermando sotto gli occhi di tutti.
Francesco Maggio - Evangelista itinerante tra i musulmani
ARTICOLO PUBBLICATO NEL 1999 SU: "LARALDO APOSTOLICO"
1) DOMANDA - Con la tua relazione su 'Chiesa e società multietnica e multirazziale' presentata al 39° Convegno di Napoli del '97, già ci ponevi di fronte alla realtà di una sorta di 'contro-crociata' islamica che andava assumendo dimensioni e consistenza operativa allarmanti. Come stanno, a distanza di quattro anni, le cose?
Oggi i musulmani immigrati in Italia sono 422 mila, ai quali aggiungere qualche migliaio di convertiti italiani. La stima che viene riportata sui media, intorno ai 10.000 italiani convertiti è assai discutibile in quanto priva di fondamento. Nella realtà si può riferire a circa 10.000 donne italiane sposate con musulmani e divenute per convenienza musulmane.
I musulmani in Italia costituiscono il 35% del numero totale di immigrati (oltre 1.200.000). I musulmani provengono in particolare dal Marocco, Albania, Tunisia, Senegal, Algeria, Egitto, Somalia e Pakistan.
Questa situazione è destinata ad avere, per ora, un semplice dato approssimativo: senza un censimento che è impossibile, considerando irreversibile e non "stoppabile" il fenomeno immigratorio dei suddetti popoli.
La grande capacità di accoglienza e di comprensione da parte dellItalia, è stata largamente testata in questi ultimi anni dal grande flusso di immigrazione, specialmente in questi ultimi due anni, non senza problemi.
"Il problema non sarebbe il numero, ma che lislam bussa sempre più decisamente alle nostre porte, chiede spazio alle nostre concezioni politiche, etiche, sociali, culturali e religiose, chiede cittadinanza e non ha nessuna intenzione di tacere" ("il Resto del Carlino", 19 novembre 1999).
Questo processo è stato inevitabile in ogni Paese che abbia accolto gli immigrati islamici (Francia, Inghilterra, Germania, Belgio, Stati Uniti fra alcuni).
I musulmani, come abbiamo visto, non si accontentano di essere considerati come immigrati. Nemmeno gli Europei, i popoli ospitanti, sono però senza problemi.
Se, come abbiamo considerato, il musulmano deve decidere come interagire la sua provenienza islamica nella società a lui estranea che, pensa, non gli dà tutti i suoi diritti, anche leuropeo deve decidere come rispondere.
Spesso, è durante questa fase che i rapporti umani fra i nazionali e gli immigrati non brillano, scatenando anzi anche reazioni ostili fra gli attori di questo scenario. La naturale conseguenza per i musulmani è allora di difendersi adottando una mentalità di ghetto pur di ri-creare una porzione del loro spazio nelle nostre città mentre rifiutano lassimilazione e lintegrazione sociale.
Prevedo che nei prossimi anni i musulmani non vogliono soltanto ottenere la difesa dei loro diritti in una "società cristiana" ma imporre anche la loro veduta teocratica islamica in questa nostra società, fino a far adottare la legge islamica in Italia, se fosse possibile.
Non a caso, vediamo spuntare moltissime moschee (anche senza le caratteristiche architettoniche), stillicidi di richieste per la riforma della scuola da imporre al governo (tramite lappoggio dellassociazione cattolica ACLI) nonché la loro pressante richiesta di sostituire tutti gli attuali libri di testi scolastici considerati dicono- "eurocentrici" per adottare in sostituzione quelli avente influenza islamica; insistenti tentativi di far legalizzare lo chador a scuola e nelle carte didentità e lintroduzione di tutte le feste islamiche (compreso lanniversario della nascita di Maometto).
Gli alunni stranieri nelle scuole italiane(secondo i dati del "98) sono oggi più di 63mila, di cui alcune migliaia musulmani.
Chiamo lattenzione verso un fatto allarmante, quello della natalità in Italia che è zero. Per contro, lindice di natalità fra gli immigrati islamici in Italia, è già molto elevato e continuerà, poiché è etica dei musulmani procreare più figli possibili, ancor meglio in Paesi occidentali, per poter un giorno prevalere numericamente e quindi ottenere maggiori diritti politici.
I musulmani sanno che, maggiori saranno i musulmani nati in Italia, maggiori saranno le probabilità di avere la guida politica e religiosa del nostro Paese.
2) DOMANDA - Dai media, nazionali e stranieri, rilevo uno stato di forte allarme: sia per i molti conflitti che hanno come movente, o come pretesto, proprio la strategia dellinfiltrazione dellIslam nei Paesi interessati (non ultimo, a quanto dicono, la Cecenia), sia per i riconoscimenti che conquistano per le vie legali. Nella tua relazione parlavi di "Una realtà con la quale anche lItalia e lEuropa dovranno confrontarsi prima di diventarne vittime" : sta già accadendo?
Una bella domanda... e che merita una risposta un po' analitica.
I musulmani, ovunque si rechino come emigranti in Occidente, affermano che loro accettano la diversità dei cristiani come ricchezza (e in questo sono consapevoli che devono usare il linguaggio di stampo occidentale per farsi accettare anche per cercare di non destare allarme ancor quando rappresentando una religione minoritaria, non possono imporsi).
Nel frattempo, la frangia dei musulmani fondamentalisti, sempre in nome della "tolleranza", e sempre continuando a rassicurare del continuo che non hanno intenzioni belligeranti, chiedono sempre più diritti adottando la guerra a forza di carte bollate e spesso, ottengono i loro obiettivi. Ma questo è solo linizio, non la fine delle loro richieste (come già hanno dimostrato in Francia, Germania e Inghilterra).
Permettetemi di aprire una parentesi storica. Capiremo meglio il seguito di quanto dirò. Maometto, quando emigrò da Mecca a Yatrib (Arabia Saudita), esordì fra i locali abitanti con la frase storica e riportata nel Corano: "Voi avete la vostra e noi abbiamo la nostra religione...", poco più tardi, dopo aver fatto di alcune persone influenti di Yatrib suoi seguaci, trasformò quella città nel suo quartiere generale, sradicò lantico nome della città e gli impose il nome Medina el-nabi (che significa "la città del profeta", mentre oggi si dice soltanto Medina), che non solo esiste a tuttoggi, ma ospita le spoglie del profeta dellislam. La tecnica adottata da Maometto è la stessa fino ad oggi in Europa.
Se poi aggiungiamo che la nostra cultura è assai aperta alla cosiddetta "tolleranza" ecco che i musulmani sono proprio fortunati ad entrarvi nel momento storico giusto, prendendola immediatamente come la loro opportunità irripetibile.
I musulmani reagiscono oggi contro i clamori dei media, affermando che non hanno intenzioni minacciose perché in Italia, affermano, hanno trovato "il territorio del patto" (Dar el-had ) per praticare la loro religione e questo per loro è quanto basta. Ma in verità, non svelano che le reali intenzioni finali sono quelle di costituire una società musulmana avente come statuto assoluto soltanto la legge islamica (sharia). Infatti il Corano sollecita di conquistare, se necessario anche con la guerra, i kafirun (sia pagani che cristiani ) in tutti i luoghi del mondo, finché tutte le nazioni siano soggette alla legge islamica e diventino il "territorio della pace" (Dar el-islam). Dar el-islam è qualsiasi territorio governato dalla legge islamica (Sharia), con legittimità del potere islamico, dove la sharia è applicata in maniera estesa e puntuale.
Ma prima di vivere nella raltà Dar el-islam , si deve prima passare dalla fase "Dar el-harb" (territorio di guerra).
Alcuni degli obiettivi obbligatori da raggiungere secondo i fondamentalisti islamici sono:
- istituzionalizzare il governo islamico in tutto il mondo
- sradicare al tempo favorevole ogni governo esistente ed imporre soltanto la Legge Islamica (qualsiasi governo dittatoriale, in quanto tale si impone sempre)
- sradicare la cultura trovatasi sul loro cammino e imporre larabizzazione secondo il modello della cultura araba al tempo di Maometto,
- imporre la tassa chiamata in arabo Sgezia che è vista come punizione o umiliazione per i non-musulmani conquistati (una tassa inflitta alle minoranze religiose in "territorio islamico")
- limitare la libertà alle donne, vietare loro di esprimersi nella società
- adottare apertamente la poligamia, prendere provvedimenti contro le mogli disubbidienti, anche battendole (vedi sura 4:34);
- imporre se stessi come depositari dellira di Dio (= sentenziare a morte omosessuali, prostitute, coloro che abiurano lislam o denigrino il loro profeta)
- separare nelle scuole i bambini cristiani da quelli musulmani e altrettanto gli adulti di religione diversa (come da sempre accade in certi paesi islamici) e iniziare una sorta di persecuzione contro i cristiani, persecuzione che sarà suggellata dalla proibizione di condividere la propria fede in Cristo sia verso tutti che, soprattutto, verso i musulmani stessi.
Guardando e analizzando la storia islamica e che si perpetua pressoché uguale fino ad oggi, anche lItalia potrebbe trovarsi in un prossimo futuro nella situazione della Cecenia. Secondo me, in Cecenia si trovano attualmente nella fase di "Dar el-harb", territorio di guerra, quindi, lanticamera di dar-el-islam. ("la Padania", 23 novembre '99)
3) DOMANDA - Islam non vuol dire necessariamente, integralismo islamico, anche se laccostamento - specie per quanti non sono bene informati - è quasi automatico. Tuttavia, dati gli eventi, ritengo sia legittimo constatare come la linea di demarcazione tra le due realtà (religione e fanatismo religioso) sia molto labile e facilmente travalicabile. Questa incombente, continua e consapevole minaccia, può essere considerata una sorta di intimidazione, se non di ricatto, artatamente imposta?
Mentre nei paesi islamici i musulmani nominali sono delusi e amareggiati per il motivo principale che lislam non reca salvezza nè pace allanima, i musulmani, allo stesso tempo, ritengono fortemente che lOccidente abbia perso per sempre la guida spirituale del mondo, avendo smarrito gli ideali veri. Pertanto, secondo la loro convinzione, propongono senza mezzi termini che sia lislam la guida morale per il nuovo millennio.
Va di pari passo che I musulmani si ritengono in dovere dintervenire fino a far adottare la religione, la cultura e la legge islamica in Italia ma anche nel resto dEuropa. Il loro spirito propagandistico è fortemente incentivato dalla potenze economica che in gran parte proviene dall'Arabia Saudita e quindi la possibilità di portare a termine i loro progetti di islamizzazione (compreso la costruzione di importanti moschee nel mondo, come ad esempio quella a Roma).
Negli ultimi anni il movimento islamico italiano ha conquistato sempre maggiore influenza e credito presso le nostre personalità politiche. Non ci vorrà ormai molto tempo che l'8 per mille sarà riconosciuto anche ai musulmani italiani. Le moschee e altri centri islamici stanno proliferando, oltre al fatto che i musulmani stanno cercando di penetrare la nostra società attraverso educazione, "criteri morali" e influenza politica.
Non sta accadendo per caso tutto ciò. La determinazione, anzi il loro zelo religioso è enorme, e trova letteralmente impreparati la nostra società, evangelici compresi, purtroppo.
Un documento stilato da un capo di una moschea in Italia descrive il movimento islamico come un organizzato sistema che funziona efficientemente e lotta per affermarsi nella società italiana allo scopo di tramutarla, pur incontrando qualche difficoltà, in una società islamica avente il Corano e la tradizione del profeta dellislam come base.
Viene ben chiarito in questo documento che lo scopo non è limitato soltanto ad avere scuole islamiche, centri culturali velati da nobili iniziative e di esigere i diritti religiosi come altri (cattolici, ebrei, testimoni di geova ecc.) ma si tratta di una determinata rivoluzione islamica in Italia.
Secondo la mia opinione, non significa che i musulmani siano guerrafondai per il gusto di esserlo, ma per la cieca obbedienza al Corano. Molti di noi, cristiani, non li prendiamo adeguatamente sul serio ma loro invece prendono sul serio la cosiddetta "causa per Allah" e non stanno scherzando! Devo purtroppo ammettere, anche se mi rincresce, in quanto a zelo sono più determinati di tanti evangelici come noi.
Testimonianza:
Un esempio fra molti: in una moschea a Modena cè stato un "incontro missionario islamico" sconvolgente (io stesso ero stato invitato da un responsabile della moschea ad assistervi), dove per loccasione venne un mullah dalla Francia. Naturalmente il tutto era detto in arabo. Scopo dellincontro era reclutare più musulmani possibili, per la divulgazione dellislam in Italia. Per arrivare a ciò hanno prospettato un corso di addestramento in Afghanistan di due mesi per poi tornare a islamizzare gli italiani; in alternativa, per quei musulmani che non potevano allontanarsi tanto a lungo, era stato previsto per loro un corso di esercitazione in una moschea di una città italiana (non disse la città, ma potrebbe trattarsi di Milano, Torino, Palermo) della durata di un mese. Quasi tutti i musulmani presenti hanno accettato di "partire in missione". Mentre per coloro che "sono rimasti" a casa, il predicatore musulmano, dimostrandosi accigliato, ha indirizzato un rimprovero ed una minaccia che "potrebbero morire dannati".
Ricordo che dei musulmani della città di Modena, riconoscendomi come levangelista dei musulmani, inveendo contro di me al solo vedermi, mi vietarono di partecipare allincontro, ma solo grazie alla "raccomandazione" di un mio amico fondamentalista, il quale aveva organizzato la serata, riuscì ad entrare.
Alcuni di quei giovani musulmani li ho incontrati nuovamente dopo alcuni mesi, letteralmente trasformati. Vestivano alla talebana e camminavano gonfi tra le strade di Modena. Cercai di avvicinarli per tentare di socializzare ma inutilmente.
4) DOMANDA - Cosa possiamo fare come cristiani? Dovremmo reagire in preda alla paura, o magari con astio verso i musulmani? Come credenti, nati di nuovo, non dovremmo rifarci tutti allubbidienza del Grande Mandato?
Secondo me, per non soffrire questo processo di sradicamento dobbiamo già iniziare a pregare strategicamente per non trovarci noi stessi stranieri in casa nostra, schiacciati da stranieri islamici venuti nel nostro Paese.
Forse, alcuni di noi che amano veramente servire il Signore, pensano che evangelizzare i musulmani sia una perdita di tempo e perciò non ci riguardi, visto che i frutti di conversioni sono scarsi.
Se riflettiamo, però, anche se prospettare la salvezza ai musulmani è difficile (anche perchè non abbiamo esperienza), il credente in Gesù è chiamato a partecipare a tutto ciò che è nel cuore del suo Maestro: predicare lEvangelo ad ogni creatura (Marco 13:10; 16:15; Matteo 24:14) "che ascoltino o che non ascoltino" (Ezechiele 3:11b). Non è forse per questo, che oggi dobbiamo sfruttare la libertà che ancora abbiamo per predicare ad ogni creatura? Finché non sia tropo tardi!
Altri di noi hanno timore di loro. I musulmani non sono un pericolo: Cristo ha già vinto! Del resto le Scritture non ci assicurano che "in tutte queste cose noi siamo piu' che vincitori in virtù di Colui che ci ha amati" (Rom.8:37)?
Chiediamoci sinceramente: Dio, il quale ama indistintamente tutti gli uomini, non ha dato il diritto anche ai musulmani di essere salvati dallira a venire, per mezzo di Gesù Suo Figlio?
George Verwer, fondatore di una missione internazionale molto famosa, disse un giorno ad alcuni responsabili di chiese a Genova (io ero presente):
"Se qualcuno pensa di non essere in obbligo verso i musulmani forse per ragioni pregiudizievoli e dice in cuor suo: "Io non devo darti niente, musulmano", vi dico che agendo così equivale ad aver dato un ceffone sul volto di Gesù mentre è sulla croce perché Lui è morto anche per la loro salvezza. Stiamo attenti a non trovarci in quella posizione, amici."
Alla luce delle Scritture, noi tutti siamo chiamati ad essere testimoni della nostra fede in Gesù Cristo, verso tutti senza esclusioni. E se non sentiamo il minimo peso per la loro salvezza, cosa possiamo fare? Chiediamo al nostro caro Padre celeste di riversare il Suo amore per i musulmani nel nostro cuore.
Francesco Maggio
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