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Gli Speciali di Evangelici.net

Speciale Referendum
i perché di chi vota SÌ, di chi vota NO, di chi si astiene

di Paolo Jugovac

COS’È UN REFERENDUM

Dal punto di vista tecnico, il 12 e il 13 giugno saremo chiamati a esprimere un voto su quattro referendum abrogativi; la Costituzione italiana prevede infatti che su ogni legge dello stato i cittadini abbiano la possibilità di esprimersi direttamente (salvo limiti su alcune categorie normative). Raccogliendo un certo numero di firme è possibile quindi chiamare i cittadini alle urne per esprimere il proprio favore o la contrarietà alla cancellazione di una legge, di articoli di una legge, o (come in questo caso) di parti di articoli.

La consultazione avrà valore solo se verrà raggiunto il cosiddetto quorum, ossia se almeno il 50%+1 degli aventi diritto al voto andrà a votare. Se non si raggiungerà questa cifra, il risultato del referendum, qualunque esso sia, non sarà ritenuto valido.

I QUATTRO REFERENDUM

Sono quattro i referendum per cui si voterà l’12 e il 13 giugno, e si riferiscono tutti alla legge 40/2004, relativa a Norme in materia di procreazione medicalmente assistita, che sancisce alcuni importanti principi relativi alla procreazione con supporto medico.

La loro proposizione è stata sostenuta da un fronte di partiti laici, comitati scientifici, movimenti per i diritti della donna.

1 - Sperimentazione sugli embrioni

Il primo quesito propone di cancellare

a. i limiti che la legge pone alla sperimentazione sugli embrioni; se vincesse il sì, i ricercatori italiani potrebbero utilizzare per la ricerca i circa 30 mila embrioni soprannumerari conservati nei centri per la fecondazione assistita e destinati ad essere eliminati.

b. il divieto di clonazione terapeutica: la clonazione terapeutica propone di eliminare prima dell’impianto gli embrioni che risultino portatori di malattie gravi.

c. il divieto, per le coppie portatrici di malattie genetiche, di accedere alle tecniche di procreazione assistita e alla diagnosi preimpianto. Il sì consente sia l’accesso alla fecondazione assistita anche alle coppie portatrici di malattie genetiche e la possibilità di utilizzare la diagnosi preimpianto per evitare di impiantare nell’utero della donna embrioni portatori di malattie genetiche.

LE RAGIONI DI CHI VOTA SÌ:

a. la ricerca sulle cellule staminali embrionali è la più promettente per malattie oggi incurabili (come diabete, Parkinson, Alzheimer, sclerosi) che colpiscono in Italia oltre 10 milioni di persone. Tra la tutela della vita umana già sviluppata e quella dell’embrione, deve prevalere la prima.

b e c. la clonazione terapeutica (che non ha nulla a che fare con la clonazione riproduttiva di esseri umani identici) sarebbe uno strumento in più per la coppia, che potrà evitare la nascita di figli con gravi malformazioni.

LE RAGIONI DI CHI VOTA NO:

a. la legge 40 non prevede la possibilità di compiere sperimentazioni sugli embrioni, in quanto li considera esseri umani a tutti gli effetti. Nella campagna referendaria non viene fatto presente che in seguito alla sperimentazione l’embrione muore; se l’embrione viene considerato vita umana, si pone quindi un evidente problema etico. In ogni caso, risultati apprezzabili sono stati acquisiti dallo studio sulle cellule staminali adulte, la cui sperimentazione non provoca problemi di coscienza.

b e c. sulla clonazione terapeutica e sulla diagnosi preimpianto si pone una questione di metodo: quali malattie possono essere considerate così gravi da portare al non impianto dell’embrione? Il pericolo è che sia il primo passo verso una selezione eugenetica, con la quale si possa scegliere già nella fase del concepimento le caratteristiche del nascituro.


2 - Criogenesi/impianto contemporaneo

Il secondo quesito punta a eliminare l’attuale divieto di congelamento degli embrioni (criogenesi) e il conseguente obbligo di impiantare tutti gli embrioni nell’utero della donna. Secondo la legge 40 tutti gli embrioni prodotti (per un massimo di tre) devono venire impiantati nel corso della stessa operazione, e non è possibile per questioni etiche congelarli (criogenesi) per successivi impianti; in caso la fecondazione assistita non vada a buon fine, secondo la legge attuale bisogna ripetere da capo il procedimento, senza potersi avvalere di embrioni conservati da precedenti operazioni.

LE RAGIONI DI CHI VOTA SÌ : La legge 40 obbliga il medico a trattamenti pericolosi per la salute della donna, e costringe le donne a ripetuti trattamenti che aumentano il rischio di danni alla salute. L’obbligo di impiantare tre embrioni aumenta le probabilità di gravidanze trigemellari, pericolosissime sia per la donna che per il feto.

LE RAGIONI DI CHI VOTA NO : nella fecondazione assistita, anche prima che venisse varata la legge 40, venivano prodotti tre embrioni per ogni operazione, di cui due venivano congelati; in questo modo, se il primo impianto non andava a buon fine, c’erano altre due possibilità. Dato che la fecondazione può andare a buon fine al primo o al secondo tentativo, al momento si conta in Italia un ingente numero di embrioni congelati “in esubero”: 30mila embrioni congelati, di cui non si sa cosa fare. La legge attuale considera l’embrione come un essere vivente, e quindi si pone il problema del diritto alla vita di questo essere umano in fieri. Il divieto di criogenesi e l’obbligo di impianto contemporaneo dei tre embrioni vuole evitare che altre migliaia di embrioni “senza patria” si aggiungano a quelli già conservati.


3 - Tutela dell’embrione

ll terzo quesito ripete di fatto le richieste del primo sulla criogenesi e sull’impianto contemporaneo degli embrioni, aggiungendo la richiesta di eliminare l’equivalenza tra persona e concepito. La legge tutela infatti gli embrioni alla pari delle persone già nate, e quindi non permette su di essi l’effettuazione di sperimentazioni che conducano alla morte dell’embrione stesso, violando il diritto alla vita delll’embrione.

LE RAGIONI DI CHI VOTA SÌ : L’equivalenza di diritti tra embrione e persona è in palese contraddizione con la legge sull’aborto e rappresenta un tentativo di rimettere in discussione quella legge.

LE RAGIONI DI CHI VOTA NO : dal punto di vista medico la vita non comincia con l’impianto dell’embrione nell’utero materno, ma con la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo: ogni speculazione sull’inizio della vita in momenti successivi (impianto in utero, quattordicesimo giorno di sviluppo etc.) non ha evidenze scientifiche convincenti. Se si considera la vita a partire dalla fecondazione, è evidente che si debba tutelare l’embrione in quanto essere umano a tutti gli effetti.


4 - Fecondazione eterologa

Il quarto quesito, detto sulla “fecondazione eterologa”, è il più controverso dei quattro. La legge attuale per questioni etiche non prevede la possibilità per una coppia sterile di usufruire di un donatore esterno. Abrogare l’articolo significherebbe permettere che una coppia possa avere figli con genitori biologici esterni alla coppia.

LE RAGIONI DI CHI VOTA SÌ : Il divieto condanna le coppie sterili a non avere figli, impedendo per esempio di avere un bambino alle donne che a causa di un trattamento di chemioterapia sono diventate sterili.

LE RAGIONI DI CHI VOTA NO : impedire che terze persone possano donare a una coppia un contributo (sperma o ovociti) significa evitare paternità e maternità incerte dal punto di vista biologico. Se sul piano umano è comprensibile il desiderio di una coppia di avere un figlio a tutti i costi, dal punto di vista sociale è altrettanto comprensibile il rischio di figli senza genitori certi, con tutte le conseguenze che possono conseguire sul piano del riconoscimento della paternità e maternità reale e la possibilità, non così remota, che fratelli e sorelle biologici possano sposarsi senza la consapevolezza della loro origine comune.

LE POSIZIONI CRISTIANE:

Visti i temi toccati e la portata etica delle decisioni, è evidente il coinvolgimento nel confronto da parte delle realtà cristiane italiane.

Nel campo evangelico l’Alleanza evangelica italiana, per bocca di Leonardo De Chirico, ha espresso una posizione a favore del voto, proponendo tre sì e un no: sì ai primi tre quesiti, no alla fecondazione eterologa.

La posizione si basa su una concezione antropologica dell’approccio relazionale, contrapposto all’approccio sostanzialista: la vita avrebbe inizio non con il concepimento, ma con l’interrelazione tra l’embrione e ciò che lo circonda.

« Se l’identità biologica dell’embrione è un dato acquisito, diverso è il discorso riguardante la sua identità antropologica - argomenta De Chirico - (…) se l’essere umano è essere-in-relazione, può essere considerata vita umana il risultato della fecondazione nei primi giorni quando l’embrione è un organismo biologico, ma privo di capacità relazionale?».

«Alla luce di queste considerazioni, si può pensare che l’impianto dell’embrione in utero segni un cambiamento non trascurabile della sua identità. Il compimento dell’annidamento dell’embrione in utero (14° giorno) stabilisce infatti la comunicazione cellulare con l’organismo materno e l’inizio della distinzione tra la componente embrionaria e quella extra-embrionaria (che darà luogo alla formazione delle membrane: placenta, amnios, cordone ombelicale, ecc.)».

«Oltre alla relazione con la madre, l’embrione annidato inizia un processo di separazione tra sé e le membrane. In altre parole, si definisce la relazione con la madre e si precisa la relazione col mondo esterno».

Critica su queste posizioni una componente di medici evangelici cui fa capo Graziano Riccioni, medico e professore di scienze biomediche presso l'ateneo di Chieti : «Non esistono evidenze specifiche per sostenere che la vita non abbia inizio all’atto del concepimento. Da quel momento l’embrione è un essere umano, il problema è solo anagrafico».

L’indicazione è il non voto, perché la complessità di una legge come quella sulla procreazione medicalmente assistita non permette cambiamenti equilibrati attraverso semplici referendum abrogativi.

Nel dibattito si inserisce la voce di Joni EarecksonTada, cristiana evangelica divenuta tetraplegica all’età di 17 anni; in un articolo pubblicato sul Foglio dello scorso 5 ottobre 2004, la fondatrice di Joni and friends «crede che sia necessario concentrarsi sullo sviluppo delle terapie che utilizzano cellule staminali adulte, cioè quelle già esistenti nel proprio corpo. Parte della comunità scientifica pensa che le cellule embrionali possano avere effetti migliori, più efficaci e più veloci, ma Joni è contraria e si batte con tenacia perché nessuno tocchi l’embrione. Intanto, spiega, nessuna cellula staminale derivante da un embrione umano è stata mai sperimentata su un uomo, e anche le prove fatte sugli animali continuano a dare problemi. In realtà l’opposizione della Coscioni cristiana è di tipo morale: “È disgustoso disporre della vita umana – ha detto Joni alla Cnn – Io sono una persona disabile, esposta e vulnerabile in quanto tetraplegica e credo che le persone come me, gli anziani, i deboli, i nascituri siano in pericolo in una società che comincia a smantellare le difese intorno alla vita umana. Questa difesa cade se cominciamo a uccidere la vita e se non ci chiediamo se un embrione umano abbia o no un’anima. E io credo che quell’embrione un’anima ce l’abbia. Non è un embrione di capra, non è un topo, non è un embrione di pollo. È umano”».

Rilasciata in tempi lontani e in un contesto non collegato a quello dei prossimi referendum italiani, la posizione porterebbe all’indicazione di quattro no.

Nota la posizione cattolica: la Conferenza episcopale italiana, che riunisce i vescovi italiani, ha invitato i fedeli cattolici a non andare a votare. Simile posizione per il comitato “Scienza e vita” (www.comitatoscienzaevita.it), che si riassume nello slogan: La vita non può essere messa ai voti.


PICCOLO GLOSSARIO, PER CAPIRE LE QUESTIONI IN DISCUSSIONE

cellule staminali: Sono cellule non specializzate che si rinnovano attraverso la divisione cellulare per un periodo indefinito di tempo e che possono trasformarsi in cellule specializzate di vari tessuti dell'organismo. Grazie a questa proprietà le cellule staminali hanno la capacità di riparare organi danneggiati rimpiazzando cellule morte o non più funzionanti. Le cellule staminali si trovano nell'embrione, in alcuni tessuti dell'adulto (ad esempio nel midollo osseo), e nel cordone ombelicale. A seconda della loro provenienze, le cellule staminali sono totipotenti se possono dare origine a qualsiasi tipo di tessuto (sono le cellule staminali prelevate dalla blastocisti, l’embrione nei primi 3-5 giorni di sviluppo), multipotenti se possono trasformarsi solo in alcuni tessuti (sono le cellulestaminali adulte).

crioconservazione : Procedura utilizzata per conservare embrioni e gameti a bassissime temperature in azoto liquido.

diagnosi genetica preimpianto: Ricerca di anomalie genetiche e cromosomiche su una cellula dell'embrione prima del suo impianto nell’utero.

embrione: L'incontro tra spermatozoo e cellula uovo produce una cellula chiamata zigote che, suddividendosi, dà luogo a formazioni cellulari chiamate embrioni.

fecondazione assistita: Detta anche procreazione medicalmente assistita (pma) o artificiale, è il termine che indica i diversi metodi che facilitando artificialmente l'incontro dei gameti maschili e femminili per indurre una gravidanza quando questo non avviene per vie naturali.

fecondazione eterologa: Fecondazione assistita tramite l'utilizzo di gameti (spermatozoi o/e ovociti) non appartenenti alla coppia.

gameti : cellule della riproduzione. Nella donna sono gli ovociti, nell'uomo gli spermatozoi. Contengono solo 23 cromosomi.

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speciale a cura di Paolo Jugovac,
si ringrazia per la gentile collaborazione tutti gli esperti nominati
le ragioni del “sì” sono state tratte dal sito www.liberaliperlitalia.it
glossario curato da Diego Galli - tratto da www.mazziniano.it

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