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Prima di comunicare una notizia falsa...

LO SAPEVI CHE PUBBLICARE UNA NOTIZIA FALSA  REATO E PECCATO?

Lo sai che pubblicare, condividere, commentare una notizia falsa o non verificata è peccato?

Nei dieci comandamenti Dio ordina chiaramente di “non testimoniare il falso contro il tuo prossimo”. Pensaci un momento: condividere un'informazione falsa e potenzialmente dannosa su qualcuno - una persona, un gruppo, un'autorità, un'azienda... - non somiglia proprio a questo?

Spesso le notizie false sono anche clamorose: e questo rischia di andare contro un altro importante principio insegnato nel Nuovo Testamento, “non scandalizzare i più deboli”: se uno si fida di te e tu inoltri una notizia falsa, lui la prenderà per vera.

Lo sai che diffondendo e commentando un post puoi venire denunciato?

Se la notizia che condividi e commenti si rivela falsa, offensiva, dannosa o rientra in qualche altra fattispecie di reato, i diretti interessati potrebbero querelare anche te, oltre a chi l'ha lanciata.

Be', ma è proprio quel che dice la Bibbia: siamo perseguitati per la nostra fede!

Sei sicuro? In realtà la Bibbia dice che «è una grazia se qualcuno sopporta, per motivo di coscienza dinanzi a Dio, sofferenze che si subiscono ingiustamente», non certo «se sopportate pazientemente quando siete malmenati per le vostre mancanze». Venire denunciati per superficialità, disattenzione o disinteresse per il prossimo non è esattamente quel che la Bibbia ci chiede di fare.

Ma io mi sono limitato a condividere, mica l'ho scritto io...

Sei sicuro che basti questo per sentirsi a posto con la coscienza? Il Salmista dice: «io odio ogni sentiero di menzogna». L'evangelista Luca dice di aver riportato le vicende «dopo essersi accuratamente documentato». Nell'Antico Testamento le pene vengono comminate «dopo accurate ricerche». E gli esempi potrebbero continuare. Sei stato accurato come prevede la Bibbia in cui credi?

Ma come faccio a sapere se è vero?

La Bibbia dice «siate semplici come colombe», ma anche «siate prudenti come serpenti». Puoi verificare senza troppi sforzi ogni notizia attraverso i motori di ricerca. Se non puoi controllare, condividi solo notizie che provengono da siti che non pubblicano abitualmente notizie non verificate, false, distorte. L'informazione è una cosa seria, non fidarti del primo che passa, di chi confonde notizie e commenti, di chi approfitta di ogni notizia, vera o falsa, per imbastire una predica.

Ma almeno così il vangelo viene predicato!

Siamo sicuri che sia questo l’atteggiamento che ci viene insegnato nella Bibbia? Chiede Giobbe: «Volete dunque difendere Dio parlando con menzogna? Sostenere la sua causa con parole di frode?». La predicazione deve nascere da basi sane. La Bibbia dice che dai frutti, prima e più che dalle parole, si riconosce l'albero. Per un cristiano il fine non giustifica i mezzi, né la buona causa giustifica la scorrettezza. Non esistono scorciatoie: il messaggio del vangelo, autentico e potente, deve sgorgare dalla verità, non dall'ambiguità.

Ma sta scritto di cogliere tutte le occasioni per predicare il vangelo!

Vero. Ma Pietro scrive anche di farlo «con mansuetudine e rispetto, e avendo la coscienza pulita; affinché quando sparlano di voi, rimangano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo». Sentire non credenti che deridono gli evangelici non per la loro fede, la loro integrità, la loro onestà, ma perché alcuni di noi sono superficiali e approssimativi non solo è umiliante per tutta la chiesa, ma squalifica il Messaggio che i credenti sono chiamati a portare.

Ma come può essere falso? L'ha scritto un credente!

Anche se nelle chiese si predica poco su questo, la Bibbia è molto chiara sull'importanza di un comportamento corretto, lineare, onesto. A volte lo chiama “amore per il prossimo”, altre volte “buona testimonianza”. Quella che ci permette di essere «irreprensibili e integri, figli di Dio senza macchia in mezzo a una generazione corrotta e perversa».

D’altronde se non siamo in grado di distinguerci dagli altri per la trasparenza della nostra condotta e per la qualità dei nostri contenuti, in che modo stiamo dimostrando la nostra fede attraverso le opere, come raccomanda Giacomo?

Senso di responsabilità, serietà, preparazione, competenza, dedizione devono essere al primo posto, quando si comunica.

Alcuni la chiamano professionalità. Noi la chiamiamo, semplicemente, etica cristiana.

(15/7/2015)

 

 

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