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Giornata della Memoria, il ricordo pentecostale


Da sei anni in Italia il 27 gennaio è la Giornata della memoria, un momento nazionale di riflessione sulla tragedia della Shoah, lo sterminio pianificato di milioni di ebrei in Europa da parte del regime nazista e dei regimi fascisti suoi alleati. La data ricorda il giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche giunsero ad Auschwitz e liberarono i superstiti del principale campo di sterminio nazista.

Nella giornata del 27 gennaio si svolgono in tutta Italia (e, in seguito a una deliberazione dell'ONU, in tutto il mondo) manifestazioni e celebrazioni atte a ricordare il dramma dell'Olocausto; particolarmente significativa la cerimonia che si svolge a Trieste, presso la Risiera di San Sabba, unico lager nazista oggi in territorio italiano: ogni anno nel piazzale interno del complesso, di fronte al perimetro di quelli che furono i forni crematori, le autorità civili, militari e religiose insieme a un folto pubblico danno vita a un solenne momento di riflessione comune sulla tragedia. Dal 2006 sono stati invitati alla celebrazione anche i rappresentanti delle diverse confessioni religiose cittadine; tra questi, per la comunità pentecostale di Trieste, era presente il pastore Veglio Jugovac. Riportiamo il breve ma significativo messaggio rivolto nell'occasione dal ministro evangelico alle autorità e al pubblico.

Signor Sindaco, autorità, concittadini: La pace del Signore sia con voi.

In questo Giorno della Memoria, ricordando i morti dell’orrendo disegno di sterminio nazista, preghiamo per quanti sono ancora in vita e per quelli che sono stati colpiti negli affetti più cari.

Confidiamo nella misericordia dell’Iddio onnipotente che è “padre degli orfani e difensore delle vedove” e rimane sempre vicino a chi soffre, oggi come allora.

La Bibbia e anche la storia ci insegnano che Satana ha sempre cercato di sterminare il popolo d’Israele. Ma sappiamo che il Signore veglia sempre su Israele e i nemici verranno sempre sconfitti. Non per la mano dell’uomo, però. Come scrive il profeta Zaccaria: “Non per potenza, ne per forza, ma per lo Spirito mio,” dice il Signore.

Come gli Apostoli e tutti i primi discepoli ebrei di Gesù, noi evangelici pentecostali ricerchiamo il battesimo nello Spirito Santo e i suoi doni. Per questa ragione, lo stesso spirito diabolico che ha cercato di sterminare gli ebrei, ha perseguitato anche noi evangelici pentecostali: in Italia siamo stati la confessione cristiana più perseguitata a causa della fede in Gesù il Messia.

Negli stessi anni in cui gli ebrei venivano mandati nei campi di sterminio, tutte le nostre chiese sono state chiuse e il nostro culto è stato vietato anche in privato. Per voler rimanere fedeli al Signore Gesù, i nostri fratelli hanno subito arresti, sono stati messi in prigione, sono stati condannati e mandati al confino anche per anni. A causa della propria fede, fra i martiri delle Fosse Ardeatine c’è uno dei nostri fratelli e altri fratelli sono stati trucidati nei lager nazisti.

Noi della Chiesa di Trieste, insieme alle centinaia di milioni di pentecostali sparsi in tutto mondo, siamo amici d’Israele, siamo partecipi delle sue sofferenze e saremo partecipi anche della sua gloria futura.

Israele vivrà per sempre e anche noi che siamo discepoli del Messia Gesù, essendo stati innestati nell’ulivo d’Israele, vivremo con Lui per sempre.

Dio benedica Israele!
Dio benedica l’Italia!
Dio vi benedica tutti!

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