Porte Aperte, Corea del Nord al centro della prima sessione

Notizia inserita il 7/4/2017 alle 23:34 nella categoria: Chiesa Perseguitata

BOLOGNA - È stata una semplice "Amazing grace", cantata con la voce rotta in coreano dalla transfuga cristiana Hea Woo, il momento che ha caratterizzato, venerdì sera, la prima sessione del 33.mo convegno di Porte Aperte, la missione che da oltre cinquant'anni si occupa di sostenere e incoraggiare i credenti che vivono in Paesi dove la fede cristiana è osteggiata.

Il convegno, centrato quest'anno sul tema "Fede pericolosa", ha idealmente preso possesso della nuova sede, l'auditorium Artemide di Castel San Pietro Terme (BO), davanti a oltre 350 partecipanti, e già prospetta per la giornata di sabato il tutto esaurito.

La prima serata, introdotta da un momento di lode condotto da Giuseppe De Chirico, si è concentrata in particolare sulla Corea del nord: il direttore di Porte Aperte, Cristian Nani, ha proposto un rapido excursus sulla testimonianza nella penisola a partire da Robert J. Thomas, primo martire cristiano del Paese nell'Ottocento, fino alla persecuzione sistematica avviata dalla dinastia dei Kim.

Dopo il saluto di Hea Woo, che già ha anticipato alcuni dei temi chiave della sua drammatica testimonianza di fede, è stata la volta di Cristina Merola, che ha tracciato un quadro della situazione dei cristiani nel mondo in base a sei temi chiave, a partire dal possesso della Bibbia, proibito in Corea del Nord, Somalia, Afghanistan, Yemen, Maldive e Turkmenistan; negli stessi Paesi e in Buthan è impossibile seppellire un cristiano da cristiano senza rischiare ritorsioni; in Corea del nord, Somalia, Afghanistan, Pakistan, Iraq le donne cristiane rischiano di venire rapite o forzate al matrimonio, «doppiamente vulnerabili - ha chiosato la relatrice - in quanto donne e in quanto cristiane».
Non mancano i Paesi dove i cristiani sono spesso accusati di blasfemia e trascinati in tribunale (in particolare in Corea del Nord, Somalia, Afghanistan, Pakistan, Sudan e Maldive), mentre ancora più numerosi sono i Paesi dove è particolarmente difficile per le chiese cristiane venire registrate o riconosciute ufficialmente (ai primi posti Corea del Nord, Somalia, Afghanistan, Iraq, Iran, Yemen, Maldive, Arabia Saudita, Turkmenistan, Brunei, Bhutan e Tagikistan); addirittura, nel sultanato del Brunei, è stata emessa una fatwa che proibisce la ristrutturazione di locali destinati a un culto diverso da quello islamico.
Ultimo aspetto, l'azione della chiesa per i giovani è particolarmente limitata in Corea del Nord, Somalia, Sudan, Yemen, Eritrea, Libia, Maldive, Arabia Saudita, Uzbekistan, Turkmenistan, Tagikistan, Kuwait, Isole Comore, Emirati Arabi, Bahrain e Oman.
Un quadro sconsolante, che però non scoraggia i cristiani locali, spesso pronti al martirio pur di non abbandonare la propria fede.

Al convegno, che prosegue fino a domenica mattina, sarà come sempre ricca l'agenda del sabato: la giornata clou prevede due sessioni con le testimonianze di Tom Doyle, missionario da oltre quindici anni in Medioriente e autore di
Morte ai cristiani, e di Hea Woo, la "nonnina nordcoreana" che da anni gira il mondo per raccontare la situazione dei cristiani nel Paese più ostile a qualsiasi dottrina o fede; in serata è previsto un concerto di lode a cura di Giuseppe De Chirico.

evangelici.net segue i lavori del 33.mo convegno di Porte Aperte con una diretta social attraverso la sua pagina Facebook.

(nella foto, Cristian Nani introduce i lavori)

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