Porte Aperte, dal convegno un impegno per i perseguitati

Notizia inserita il 10/5/2016 alle 13:30 nella categoria: Chiesa Perseguitata

RIMINI - 422 partecipanti registrati è il dato definitivo delle presenze al 32.mo convegno di Porte Aperte, svoltosi dal 6 all'8 maggio a Torre Pedrera (RN) e incentrato sul tema "La pazzia di Dio": un incontro che ancora una volta si è dimostrato intenso nei contenuti e nei ritmi, alternando testimonianze, informazioni, dati sulla persecuzione nel mondo, momenti di condivisione, preghiera, lode.

GLI OSPITI - Ha confermato le aspettative Nik Ripken, per decenni missionario in Africa insieme alla moglie Ruth: nel corso del loro servizio pluridecennale a favore dei cristiani perseguitati hanno incontrato migliaia di credenti che a causa della fede hanno subito in prima persona il dramma dell'emarginazione, delle vessazioni, dei maltrattamenti, della perdita di familiari; un impegno che, negli anni, li ha portati a diffondere le storie più significative in più libri diffusi in tutta Europa (l'edizione italiana del loro ultimo volume, "La pazzia dell'obbedienza", è stata presentata ufficialmente proprio in occasione del convegno). A Rimini Ripken ha saputo proporre interventi decisi, capaci di andare oltre le singole vicende affrontando, Bibbia alla mano, il nocciolo della questione: se la persecuzione sia qualcosa di anomalo, oppure è l'Occidente, libero e democratico, a essere un'eccezione.

Ha assunto invece un profilo più esperienziale la testimonianza di Sarah, la giovane iraniana che Porte Aperte ha voluto al convegno per rappresentare idealmente i tanti giovani che nel mondo vengono perseguitati per la loro fede; Sarah a poco più di vent'anni ha sperimentato a più riprese il carcere, ha visto la propria chiesa bandita dalle autorità, ha conosciuto i rischi (ma non solo) delle riunioni clandestine e della testimonianza in un ambiente ostile. Nonostante questo, a Rimini ha svolto un instancabile impegno di incoraggiamento verso i presenti, parlando alle sessioni plenarie, incoraggiandoli personalmente, dialogando con gruppi di giovani sul significato della fede comune.

Ad arricchire gli incontri la musica di Lidia Genta e Stefano Rigamonti che - accompagnati alle percussioni dal figlio Leonardo - hanno condotto i momenti di lode e riproposto, nella serata di sabato, il loro musical Yeshua.

LE PROPOSTE - Non c'è stato solo il nuovo libro di Nik Ripken: Porte Aperte ha proposto diverse novità per stimolare i credenti all'azione. Tra queste "Vivi come un rifugiato", una piccola guida che sfida il lettore a trascorrere un periodo pregando per i profughi e, in parte, sperimentando concretamente alcune delle loro esigenze.

È stato inoltre presentato il progetto Encouragement App, che permette ai credenti occidentali di far pervenire per via elettronica messaggi di incoraggiamento ai cristiani perseguitati; spazio anche al movimento degli MBB (ex musulmani convertiti al cristianesimo), fenomeno di cui sempre più si sta parlando in campo missionario e a cui Porte Aperte dedica particolare attenzione con progetti dedicati a vari livelli (protezione, cura, discepolato, insegnamento)

I DATI - Anche il 2015 è stato un anno in movimento; lo hanno testimoniato i numeri presentati, come di consueto, dal responsabile di Porte Aperte Italia, Cristian Nani. Negli ultimi dodici mesi è diminuito l'impegno nella distribuzione di Bibbie (-5%) ed è cresciuto contestualmente l'investimento nella formazione (7%), mentre segna un sensibile aumento il lavoro nei programmi di sviluppo socioeconomico (13%). Percentuali che, al di là dell'impatto numerico, testimoniano un cambio di tendenza nelle esigenze della chiesa perseguitata e, quindi, nell'azione della missione. Lo conferma, tra gli altri, l'intenzione di devolvere anche a progetti di microcredito una parte degli oltre novemila euro di offerta raccolti alla domenica mattina: parte del denaro verrà destinato a cristiani rimasti senza lavoro a causa della loro fede, a vedove e orfani di ministri di culto trucidati dagli estremisti, a credenti emarginati dal loro gruppo sociale. Nella sostanza l'aiuto consentirà loro di avviare un'attività economica (l'acquisto, per esempio, di una capra da cui ricavare latte da vendere, o di una macchina per cucire, necessaria a produrre capi di abbigliamento) raggiungendo un'autonomia sul fronte economico e contribuendo al mantenimento del loro nucleo familiare.

IL FUTURO - L'edizione 2016 è stata l'ultima a svolgersi a Torre Pedrera: dopo oltre un decennio in Romagna, dal prossimo anno il convegno si sposterà in provincia di Bologna, a Castel San Pietro Terme (7-9 aprile 2017).

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