Orissa, attacco ai cristiani. Paura di nuovi pogrom

Notizia inserita il 19/6/2012 alle 11:48 nella categoria: Rassegna Stampa

MUMBAI (India) - Un nuovo «attacco brutale» in Orissa, che risponde a un «piano diabolico»: così Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), definisce la violenta aggressione perpetrata da oltre cinquanta ultranazionalisti indù contro Evangelist Baidhare, pastore della pentecostale Prayer Fellowship, e dodici famiglie della comunità. Le violenze sono avvenute nel distretto di Balasore. Secondo il presidente Gcic, l'attacco «vuole gettare nel terrore la minoranza cristiana. Vogliono ripetere quanto accaduto nel 2008, con i pogrom anticristiani nel distretto di Kandhamal». Ad avvalorare questa ipotesi, il ritrovamento di alcuni ordigni artigianali in un altro distretto dello Stato.

Il 15 giugno scorso, un gruppo di nazionalisti indù ha aggredito e ferito in modo grave il pastore Baidhar, cinquantanni, mentre tornava a casa nel villaggio di Mitrapur, dopo una riuniome di preghiera. Gli aggressori hanno lasciato il pastore sanguinante a terra. Poco dopo, alcuni fedeli lo hanno trovato e portato all'ospedale locale per ricevere le cure necessarie.

Quando gli indù hanno scoperto che Baidhar era stato salvato, circa cinquanta di loro hanno attaccato dodici famiglie cristiane, ferendo venti persone, giovani e anziani, e tentando di violentare alcune ragazze. Non contenti, gli aggressori hanno saccheggiato le loro case. In seguito all'aggressione, molti membri di queste famiglie sono spariti nel nulla, e da allora si sono perse le tracce. Il sospetto è che siano nascosti nella giungla, come successe già nel 2008 a Kandhamal. Sajan George spiega che il Gcic di Bhubaneshwar ha scoperto l'accaduto solo il 16 giugno, e da quel momento ha denunciato i fatti alla polizia di Nilgiri.

Qualche giorno prima, nel distretto di Puri (Orissa) la polizia locale di Brahmagiri aveva sequestrato più di cinquanta bombe artigianali e dodici cariche di dinamite, nascoste in una baracca del villaggio di Gambhari. Secondo le forze dell'ordine, gli esplosivi ritrovati sarebbero serviti per organizzare un nuovo pogrom anticristiano a breve, simile agli attacchi del Kandhamal nel 2008.

Tra dicembre 2007 e agosto 2008, ultranazionalisti indù hanno ucciso 93 persone, bruciato e depredato oltre seimilacinquecento case, distrutto oltre trecentocinquanta chiese e quarantacinque scuole. A causa dei pogrom, nel 2008 oltre cinquantamila persone, per lo più cristiani, sono state sfollate. Oggi, si contano ancora diecimila profughi. La Chiesa cristiana dell'Orissa ha sempre avviato programmi di assistenza e ricostruzione, rivolti a cristiani e indù.

di: Nirmana Carvalho
da: AsiaNews
data: 18 giugno 2012

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