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GBU, vangelo e libertà di religione oggi

Inserita il 7/9/2010 alle 10:23 nella categoria: Dall'Italia

FIRENZE - Il DiRS, dipartimento ricerche e studi di GBU, gruppi biblici universitari, pubblica un documento sul tema "Annuncio del vangelo e libertà di religione in Italia oggi". Nella premessa al documento, precisando che lo scopo dei GBU è condividere Gesù da studente a studente nel contesto delle università italiane, si legge: «i GBU sono consapevoli che la fede che accoglie il vangelo e che deriva dal suo accoglimento è una fede che pensa. Infatti: una fede che pensa può facilitare l'annuncio del vangelo, il suo accoglimento, e a tali fini è necessario utilizzare il sapere per favorire il riconoscimento della signoria di Cristo su ogni aspetto della realtà per riconoscere i modi in cui lo Spirito Santo è attivo e pronto a fornire risorse anche all'intelligenza (Manifesto DiRS). [...] vogliamo cimentarci con il tema della "libertà di religione" che è fondamentale sia per il concreto svolgimento della nostra missione sia per la sua qualità».

Il documento intero si articola in cinque punti:
1. La proclamazione del vangelo necessita di un clima di libertà ma sa e può anche farne a meno
2. Il concetto di "libertà di religione" e le nuove sfide
3. Proclamazione del vangelo e "libertà di religione" in Italia, all'inizio del terzo millennio
3.1 Ringraziamento
3.2 Possibilità
3.3 Sperequazioni
4. Prospettive concrete
5. Il ruolo dei Gruppi biblici universitari

«L'aspettativa di tutto il Nuovo Testamento - dice il primo punto - è che i cristiani possano godere di condizioni favorevoli per la diffusione della Buona Notizia (Matteo 28:18-20). Paolo pensava che il fine ultimo dell'esistenza stessa delle autorità fosse proprio questo (assicurare la pace e la tranquillità) e, consapevole della presenza del peccato nel mondo, invitava tutti i credenti a pregare Dio perché di fatto questo accadesse (1 Timoteo 2:1-2). La Chiesa dei tempi del Nuovo Testamento ha saputo sfruttare appieno il clima di libertà di cui ha goduto per un certo periodo del primo secolo nell'impero romano. Queste condizioni si sono ripetute altre volte lungo il corso della storia. L'altra faccia dell'insegnamento neotestamentario, però, insegna che l'annuncio del vangelo, anche quando non gode della libertà, non si ferma e che i cristiani in queste circostanze si concentrano sul contenuto piuttosto che sulle condizioni di possibilità del suo annuncio. Gli apostoli possono dire al Sinedrio di Gerusalemme che essi devono ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini (Atti 4:19-20). [...] Come Gruppi biblici universitari sappiamo che spesso la riduzione della libertà, compreso quella religiosa, comincia proprio dalle università. Siamo perciò in imbarazzo quando pensiamo ai nostri fratelli e alle nostre sorelle che in molte parti del mondo rischiano la loro vita per amore del Signore, mentre noi non siamo in quelle condizioni. La nostra diversa situazione ci induce quindi a manifestare gratitudine per il dono della libertà che ci consente di testimoniare liberamente, nello spazio privato e in quello pubblico, nonostante le sperequazioni di cui parleremo più avanti».

«La Bibbia - conclude il documento - dimostra efficacemente in tanti suoi racconti (Giuseppe, Ester, Daniele, Neemia) che è la presenza di donne e di uomini di Dio che agiscono fedelmente nei gangli della società a rappresentare una risorsa e un'opportunità per il popolo di Dio, a tutti i livelli. Per questa ragione, lo sforzo più grande, più armonico e più spiritualmente convinto da parte degli evangelici che si sottomettono all'autorità della Bibbia dovrebbe essere quello di incoraggiare le nuove generazioni a rispondere a tutte le chiamate divine che si ricevono, a non percepire i traguardi socio-culturali unicamente come traguardi funzionali all'ascesa sociale, al profitto e alla carriera personale, ma al contrario come a preziose opportunità di servire Dio in ogni ambito, lavorando anche per il benessere del popolo di Dio. L'evangelismo italiano ha beneficiato nel passato di tali figure pubbliche, di giuristi, di politici e anche di legislatori. Crediamo allora che sia giunto il momento di sostenere il ricambio generazionale in tutti questi campi, facendo sì che queste vocazioni non si esercitino nella solitudine, ma siano accompagnate dal sostegno della preghiera di tutti i cristiani evangelici». [gp]

Il testo completo: http://dirs.gbu.it



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