«L'Europa non è laicista e senza Dio»
Inserita il 18/6/2010 alle 19:11 nella categoria: Rassegna Stampa
MILANO - Erano ad Ankara, nascosti da qualche parte. Padre, madre e due figli; iraniani convertiti al cristianesimo. Se le autorità turche li avessero trovati, li avrebbero rispediti in Iran, incontro a gravi pene, forse anche la morte, per la loro attività religiosa.
La Corte di Strasburgo ha condannato la Turchia per non aver dato loro asilo. Ora possono uscire dal nascondiglio, e riprendere a lavorare per la Chiesa protestante armena Gedik Pasa di Istanbul; possono dedicare a testa alta la vita al proprio credo. Grazie all'Europa.
Per anni quella famiglia testarda ha rischiato la pelle per introdurre la Bibbia in Farsi in Iran. Quando i turchi li hanno espulsi due anni fa, riuscirono a corrompere la polizia iraniana e a tornare in Turchia. Nell'occasione il governo turco si fece beffe di Strasburgo, sostenendo che il fax di diffida dall'espellere i quattro era arrivato solo tre minuti prima della consegna della famiglia alla polizia di frontiera iraniana.
La Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo può sbagliare. È uno strumento nelle mani di chi lo adopera. Ma è la realizzazione straordinaria di un grande ideale. Della grandezza, solo europea, di una religione sottratta agli interessi nazionali. Di una giustizia sulla religione al di sopra dei privilegi venduti alle grandi chiese dai governi. Se in molti Paesi vi è almeno uno spiraglio di vita per le minoranze religiose, ciò si deve alla Corte di Strasburgo.
I giudizi della Corte smentiscono ogni settimana i piagnistei sull'Europa laicista e senza Dio, sull'Europa dei muri bianchi, infedele a identità e tradizioni. Sulla libertà religiosa, l'Europa ha spinto i Paesi più evoluti a interrogarsi e, dove necessario, a migliorare.
Invece i Paesi più isolati o arretrati, quelli che sostengono la retorica anti Strasburgo del governo italiano sull'obbligo di crocifisso nelle scuole, non vogliono che l'Europa disturbi la religione nazionale dei più. La famiglia protestante di Ankara può uscire dalla tana e proclamare la propria fede. Grazie all'Europa.
di: Marco Ventura da: corriere.it data: 18 giugno 2010
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