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Porte Aperte, sei Paesi per una persecuzione

Inserita il 24/4/2010 alle 19:03 nella categoria: Chiesa Perseguitata

RIMINI - È stato il presidente dell'Alleanza evangelica italiana, Roberto Mazzeschi, ad aprire la seconda giornata di lavori al 26.mo convegno annuale di Porte Aperte Italia in corso a Rimini: Mazzeschi, nel lanciare l'appello a "operare insieme per essere credibili", ha invitato i presenti alla marcia per la libertà religiosa, il prossimo 19 giugno a Roma, cui l'AEI aderisce.

Momento clou della giornata, il consueto resoconto annuale sulla chiesa perseguitata, proposto a due voci dal direttore e dall'addetto stampa della missione, alternando dati e testimonianze sulla situazione dei cristiani in Iraq, Iran, Somalia, Nigeria, Eritrea, Corea del Nord, i sei Paesi dove la libertà religiosa è più compromessa.

In Iraq, dove i cristiani sono scesi in pochi anni da 800 mila a 350 mila unità, settanta famiglie sono state espulse da Mosul, nel giro di 24 ore, da bande islamiche paramilitari, mentre la polizia si dichiarava impotente ad arginare la violenza. Porte Aperte offre Bibbie, commentari, pecore, spese mediche, assistenza psicologica post conflitto, seminari ai credenti per "resistere alla tempesta".

In Iran solo le chiese storiche possono celebrare culti; agli altri sono riservati arresti, interrogatori e maltrattamenti, detenzione in celle sovraffollate senza cure mediche. Per garantire la propria incolumità senza rinunciare alla comunione tra credenti, i cristiani spesso sono costretti a riunirsi in quattro o cinque nelle auto per pregare, leggere e meditare la Bibbia insieme. Anche la situazione lavorativa per i cristiani non è semplice: sui documenti viene segnalata la confessione religiosa di appartenenza, e questo provoca ostilità da parte dei musulmani.

In Somalia è stata introdotta la sharia; nonostante lo statuto transitorio federale garantisca la libertà religiosa, i cristiani sono sorvegliati, le milizie vanno a caccia di cristiani e, secondo fonti internazionali, almeno undici credenti sono stati uccisi negli ultimi mesi.

In Nigeria oltre mille cristiani sono stati uccisi nell'ultimo anno. Ad aprile dell'anno scorso operatori di Porte Aperte sono stati a Jos, epicentro delle stragi, verificando di persona incendi, distruzioni e drammi umani dovuti alle violenze degli estremisti islamici. In un contesto così delicato la missione propone sostegno economico e psicologico alle vedove e agli orfani dei ministri di culto trucidati.

In Eritrea le chiese restano chiuse dal 2004 per decreto presidenziale; a marzo, dopo un periodo di relativa quiete, si sono registrate nuove violenze, mentre continuano le detenzioni di cristiani in container.

La panoramica si è conclusa con la Corea del Nord, paese in prima posizione nella classifica annuale dei paesi più ostili alla presenza cristiana: nel regno di Kim Il Sung ogni attività religiosa è vista come sovversiva, e il solo possesso di una Bibbia è punito con l'arresto e l'avvio a campi di lavoro per il responsabile e i suoi parenti, fino al terzo grado. Nonostante questo e la drammatica situazione umanitaria, la chiesa è in crescita e si stima l'esistenza di 400 mila cristiani nascosti: Porte Aperte ha impostato un programma di aiuti umanitari e spirituali per sostenerli.

Lino Cavone ha incoraggiato i cristiani italiani a non limitarsi a prendere atto della situazione, ma a impegnarsi attivamente per alleviare le sofferenze dei credenti nascosti: anche nel corso del 2010 Porte Aperte organizzerà viaggi missionari nei paesi presi in esame per consegnare Bibbie, materiale di approfondimento e aiuti pratici.

La giornata di lavori è continuata con l'intervento di Nicolai Wybo, responsabile di Open Doors per il Medio Oriente, che ha relazionato sulle linee guida dell'azione umanitaria proposta dall'organizzazione nei paesi arabi, arricchendo il racconto con decine di esempi, testimonianze, episodi legati alla presenza cristiana nei diciotto Paesi dell'area in cui Porte Aperte opera.

In chiusura sul palco è salita Hana, la giovane pakistana che si occupa delle donne cristiane nei paesi arabi in un'ottica di sostegno, incoraggiamento e aiuto nel superamento delle difficili situazioni familiari, umane, culturali, sociali che spesso si trovano ad affrontare.

Per informazioni: http://www.porteaperteitalia.org

Il video del resoconto annuale

(nella foto: il direttore e l'addetto stampa di Porte Aperte nel corso della presentazione)



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