Terremoto ad Haiti
Inserita il 13/1/2010 alle 11:39 nella categoria: Rassegna Stampa
PORT AU PRINCE - Devastante terremoto ad Haiti. La scossa, registrata al largo delle coste ieri intorno alle 23, ore italiane, pari a 7 gradi di intensità sulla scala Richter, è stata seguita da un secondo sisma di magnitudo 5.9 Richter, con epicentro a quindici chilometri dalla capitale. Alcuni edifici di Port-au-Prince, capitale di Haiti, sono crollati e migliaia di morti e feriti sono rimasti intrappolati sotto le macerie. Gli abitanti hanno iniziato subito a scavare con le mani tra i detriti per cercare di salvare chi è ancora in vita.
Secondo i dati dell'istituto americano Usgs, nove scosse di forte intensità si sono susseguite in meno di tre ore. La prima, alle 22.53 ora italiana, è stata la più forte con una magnitudo di 7.0, e con epicentro a 15 km a sud-ovest di Port-Au-Prince, a una profondità di 10 km. Ne sono seguite altre otto: alle 23.00 italiane con 5.9 gradi Richter; alle 23.12 con 5.5; alle 00.12 con magnitudo 5.1; alle 00.27 italiane con 4.8 gradi Richter; alle 00.35 con 4.5; alle 00.47 ancora con magnitudo 4.5; alle 01.23 con 4.8; alle 01.43 con 5.0 gradi Richter. Dopo un iniziale allarme tsunami diramato per tutte le Antille, l'allerta su un possibile maremoto sta ora gradualmente rientrando.
Tra i numerosi edifici crollati a Port-Au-Prince ci sarebbe anche il Palazzo presidenziale. Secondo un giornalista della catena Haitipal, che interveniva al telefono in diretta da Port-Au-Prince, «il Palais National, il ministero delle Finanze, il ministero dei Lavori pubblici, il ministero della Comunicazione e della Cultura, il Palazzo di giustizia, la Scuola normale superiore» sono crollati. Il giornalista ha anche affermato che sono ugualmente crollati gli edifici del Parlamento e la cattedrale di Port-Au-Prince.
Rachmani Domersant, dirigente operativo di un' organizzazione di volontariato, ha dichiarato che «l'intera città ( che ha circa 2 milioni di abitanti) è nella più totale oscurità, si vedono migliaia di persone sedute lungo le strade, senza sapere dove andare. Ho visto con i miei occhi sette o otto edifici, da hotel fino a palazzi per uffici e grandi magazzini, crollare come cartapesta. Dire che ci sono almeno centinaia di morti sotto le macerie appare del tutto inadeguato a fotografare la realtà».
Si è messa già in moto la macchina degli aiuti internazionali. Un portavoce del dipartimento degli Stati Uniti, dopo avere ricevuto un rapporto dall'ambasciata Usa ad Haiti, ha detto che «vi sono stati danni molto significativi» a Port-au-Prince in termini di vite umane e di danni agli edifici. Al termine di una riunione notturna al Dipartimento di Stato, dove è scattato il «piano di risposta al disastro» per accelerare gli interventi umanitari, il segretario di stato Hillary Clinton ha garantito la massima disponibilità: «Siamo pronti a inviare mezzi civili e militari per aiutare le persone colpite dal disastro . Siamo inoltre pronti a mandare la assistenza umanitaria necessaria».
Gianfranco del Pero, a carico dell'ambasciata italiana nella vicina Repubblica Dominicana, ha dichiarato che «Ad Haiti risiedono una settantina di italiani. Si tratta di connazionali che fanno parte di una vecchia emigrazione nel paese, residente ad Haiti da tempo, che svolgono diverse attivita», precisando che nel paese si trova «del personale della Ghella costruzioni, una ditta di Roma, che sta realizzando dei lavori nel nord del paese, in un'area quindi lontana da dove ha avuto luogo il terremoto».
da: Libero data: 13/1/2010
evangelici.net, come in precedenti occasioni, vuole seguire costantemente insieme a voi lo sviluppo del terremoto ad Haiti e i soccorsi: a tale scopo ha aperto un canale sul forum dedicato alle notizie e alle opportunità di aiutare le popolazioni colpite dal sisma
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